Un ragazzo, una ragazza, l’amore e l’esclusivitá sessuale

Lui scrive:

Ciao Eretica, ti scrivo perché vorrei che la mia esperienza potesse incontrare l’opinione tua, dei tuoi lettori e delle tue lettrici, vorrei conoscere le testimonianze, i consigli, le impressioni, di chi può capire la mia situazione.

Sono un ragazzo di 26 anni, da quattro e mezzo sto con una ragazza di tre anni più giovane. Fin dal giorno in cui ci siamo incontrati, la nostra intesa aveva qualcosa di sorprendente, tanto che negli anni trascorsi insieme, seppure abitiamo separati con le rispettive famiglie di origine, abbiamo condiviso praticamente ogni giornata, senza che noia o litigi trovassero spazio nella nostra quotidianità.

Lei, appena diciannovenne, veniva da una relazione di tre anni iniziata a quindici, con un ragazzo possessivo e insicuro, che la sottoponeva a continui ricatti emotivi. Trovata la forza di lasciarlo, ha abbandonato la sua corazza dandosi a flirt più o meno significativi, di cui uno soltanto culminato in un rapporto sessuale.

Quando ci siamo conosciuti, io ero il terzo ragazzo con il quale avesse fatto sesso, cosí come per me lei era la terza. Inizialmente, la sua reticenza a rendere esclusiva la nostra frequentazione ci ha portate a un bivio: il ruolo di “scopamico” non bastava a riassumere i miei sentimenti per lei, dunque le ho chiesto di scegliere, e cosí siamo diventati una coppia.

Una relazione meravigliosa, dolce e appassionata, un’affinità ideologica ed emotiva totale, noi capaci di ridere per le stesse idiozie e affrontare qualsiasi situazione con complicità, in grado di perderci in uno sguardo e ritrovarci senza bisogno di parlare. Ci siamo sempre dette tutto. Anche dei suoi flirt, iniziati già dopo un paio di anni. Con cadenza quasi sistematica, c’era sempre un qualche ragazzo di cui si invaghiva, per il quale non mi nascondeva il desiderio reciproco. L’amico conosciuto su facebook, il collega, il compagno di un’altra città. Situazioni che hanno messo alla prova la mia sicurezza e la nostra relazione, la cui conclusione era sempre la stessa: “non sono ancora pronto a una relazione aperta, ti prometto che un giorno proverò a esserlo”. E lei, per non perdermi, aspettava e sublimava le sue esigenze nella dimensione platonica del flirt.

Questo fino a pochi giorni fa. Un’altra “cotta”, l’ennesima, per un comune conoscente di un’altra città. Le giornate tra loro passate a chattare, il suo sguardo quando mi parlava di lui, le cose non dette ma evidenti come la luna. C’era un elefante in mezzo alla stanza, e abbiamo capito che ignorarlo, ormai, era impossibile.

Non ho particolari insicurezze legate alla sfera sessuale, per dimensioni, durata o altri cliché, lei mi ha confermato che la nostra intesa è forte, amiamo le stesse dinamiche e ho sempre dato priorità al suo piacere, ho sempre provato un gusto e una gratificazione enorme a farle raggiungere l’orgasmo, il che avviene praticamente a ogni nostro rapporto.

Nelle sue parole ci sono una curiosità insopprimibile, una voglia di libertà, di sperimentazione erotica e seduttiva che non possono riassumersi nel rapporto binario della monogamia, per quanto io sia aperto e altrettanto curioso nell’introdurre qualsiasi nuova pratica all’interno della nostra vita sessuale a due. Dice di non sapere quale sia la sua dimensione, ma che sarebbe disposta a reprimersi pur di non perdermi. Io voglio essere il suo compagno e il suo amante, non il suo carceriere. Dunque le ho chiesto di non farlo, di non reprimersi più. Consapevole che questo potrebbe voler dire perderci, e che comunque vada il nostro rapporto non sarà più lo stesso.

Ora mi sembra di vivere in un limbo, sperimento la quiete prima della tempesta, mentre i nostri momenti insieme oscillano tra il pianto, una stranissima serenità e la passione sfrenata. Non sa neanche lei quando vorrà, o potrà, dare corpo a questo suo desiderio, perché certe cose non puoi certo programmarle a tavolino. Io spero solo che avvenga al più presto, perché questa attesa mi logora. Non so se saranno rapporti occasionali o relazioni sessuali continuative, frequenti o sporadiche, perché non lo sa neanche lei. Potrebbero anche diventare legami sentimentali, anche se per ora lei lo reputa poco probabile.

Dal canto suo, dice che sapermi condividere momenti erotici con un’altra ragazza la renderebbe solo felice, perché si sentirebbe partecipe della mia esperienza, o forse perché é un’ipotesi molto remota, per la mia indole introversa e per il fatto che non mi sono mai considerato un grande seduttore, quanto piuttosto un inguaribile romantico. Io, purtroppo, riesco solo ad avvertire una stretta allo stomaco e un senso di vuoto quando la immagino coronare la gioia dell’amplesso nell’abbraccio di qualcun altro, o avvolta nell’intimità di un altro bacio.

É anche una questione di attenzioni, di interesse, di condivisione: sono consapevole che molteplici relazioni, anche solo sessuali, vorranno dire una diversa divisione del suo tempo e del suo affetto, perché noi umani siamo creature dalle risorse cognitive, affettive, materiali e temporali limitate. Ho paura che la nostra relazione diventi nulla più che affettiva, un amore immenso senza passione.

Non credo si tratti di quella che sovente viene definita “proprietà dei corpi”, quanto piuttosto la distruzione di uno spazio che sentivo solo nostro. Forse é la consapevolezza che ognuno é unico e speciale a suo modo, mentre io per lei vorrei essere l’unico e “il più speciale”, a piombarmi addosso come un macigno e a colpire il mio ego. Forse l’indottrinamento culturale ricevuto fin da bambino, lo stigma inconscio del cornuto, il mito della virilità, la consapevolezza che quasi certamente sarà, nei fatti, un’apertura a senso unico.

D’altro canto, l’immagine dei miei genitori, o di qualunque altra coppia monogama di lungo corso nella mia vita, mi fornisce un quadro tutt’altro che incoraggiante, in cui l’amore e la passione lasciano posto a un casto affetto o a una fredda e inconfessabile rassegnazione. Unica eccezione, forse, i miei nonni paterni. Non li ho frequentati molto quando entrambi erano in vita, senonché dopo la morte di mia nonna, una donna forte, dolce e indipendente, abbiamo trovato lettere e poesie che lei aveva scritto, dedicate a mio nonno defunto pochi anni prima. L’amore, la passione in quelle parole, l’indubitabile sincerità di sentimenti così dolci da far vibrare le corde dell’anima, dopo quasi sessant’anni di relazione monogamica, mettono in crisi qualunque facile assolutismo. Eppure non mi dicono nulla sulla loro soddisfazione erotica.

Sono consapevole che monogamia e fedeltà sessuale sono dei costrutti sociali, cosí come possono esserlo la promiscuità e il poliamore. Siamo animali culturali, e la nostra identità é pregna di spettri e confini del tutto artificiali, che si scontrano, arginano e piegano le nostre pulsioni. Ma fino a che punto posso pretendere che la mia parte razionale controlli i miei sentimenti, seppure questi sono il risultato di un codizionamento culturale? Io li sento tremendamente reali.

So solo che perdere la persona che amo in modo cosí viscerale, che ammiro così tanto e con cui mi sento così profondamente in sintonia, mi spaventa come mai nelle mie relazioni precedenti. So perfettamente che il dolore per la fine della relazione passerebbe, presto o tardi. So anche che la mia vita sarebbe mutilata nella sua parte più autentica, che l’abitudine non cancellerebbe mai il rimpianto. Credo di essere lucido quando ammetto a me stesso che potrei innamorarmi ancora, ma che non potrei mai smettere di amarla con tutto me stesso. So anche che soffrire pur di stare con lei, ricondizionare il mio modo di essere e di sentire, forse, potrebbe elevarmi come non mai, oppure farmi diventare l’ombra di me stesso. Ho paura di perderla e di perdermi, ma al contempo mi sembra di veder calare il velo di una realtà sempre più ovvia, ovvero che la mia idea di relazione amorosa è semplicemente irreale, e probabilmente neanche troppo auspicabile.

Prima o poi, vorrei essere in grado di scindere amore ed esclusivitá sessuale, non sentirmi minato e ferito nella mia autostima. Vorrei non sentire che il sesso che lei farà con me sarà ordinario, mentre con gli altri straordinario. Vorrei, ma mentirei a me stesso se dicessi che basta volerlo per riuscirci.

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Comments

  1. Forse dirò una cosa troppo semplicistica, ma… tu stai male comunque sia che stai con lei che no dunque… è evidente che volete cose diverse dalla vita e come tu non vuoi farla soffrire reprimendola, non devi far soffrire nemmeno te stesso sforzandoti verso un qualcosa che non ti convince. Io non potrei mai stare con una persona poliamorosa, perché il mio concetto di amore è quello di un sentimento più unico che raro finirei solo per soffrirci. Non sbatterci la testa, stai già andando in panico nell’attesa figurati all’atto compiuto.

    • Sono d’accordo. Io ragiono nello stesso modo.
      Non potrei mai accettarlo.
      Rispetto molto le coppie aperte e poliamorose, ma per me l’amore vero è un’altra cosa…e nella mia vita non ho intenzione di accontentarmi di nulla di meno solo per non rimanere sola.

      • Peccato che i consigli si dovrebbero dare capendo il bene per l’altro, quello che lui/lei desidera e aiutare a raggiungerlo, non inculcando le proprie convinzioni.

  2. Secondo il mio parere non c’è nulla di male a volersi sentire l’unico amante e l’unico amato in una relazione. Che siano costrutti sociali, costrizioni anche, non importa. Se il sentimento è vero ed a te non va di frequentare altre persone non è mica una colpa, un rassegnarsi o un precludersi quell’ ”altro” che potrebbe accadere, poichè tu senti la bellezza di stare con quella persona e ne sei pieno.
    Ognuno vive le storie al proprio modo, c’è chi secondo poliamore, chi avendo amanti per esigenze fisiche, è normale, ognuno è cresciuto ed ha vissuto in modo differente.
    Non farti una colpa per ciò che sei, si cambia nella vita, certo, si matura! Ma ognuno ha diritto di vivere l’amore per come meglio lo crede 🙂 l’importante se si parla di una coppia è appunto venirsi incontro, parlare, discutere e regolarsi; il resto, come diceva Faber ”viene sempre da sè”.

  3. Secondo me a forza di farti seghe mentali hai perso di vista la normalità.
    Ti sei fidanzato con una ragazza giovane che ora non si sente più tanto innamorata ed ha voglia di fare altre esperienze ma ti vuole bene e non vuole perderti.
    Una volta ci si sposava presto e le scappatelle si nascondevano. Oggi finito l’amore passionale dei primi anni, non si ha più il coraggio di investire in un rapporto che assuma nuove dinamiche.
    Fatti un giro anche tu e quando troverai una disposta a darti il vecchio e caro amore all’antica fermati.
    Basta seghe mentali.

    • La solita gente frustrata che getta merda addosso agli altri gratuitamente. Pensi che la tua opinione così formulata – giudicante, maleducata, generalizzante – sia utile ma ti sopravvaluti di parecchio. Avresti potuto fare qualcosa di meglio, e qualunque cosa sarebbe stata più utile di queste tue righe, perfino scaccolarti. Lascia stare, i consigli e gli incoraggiamenti non fanno proprio per te.

      • Ma che problema hai?
        Il poliamore non é una scelta migliore della monogamia.
        Sono scelte diverse e incompatibili. Non vedo nulla di male nel rendersi conto di questo e nel comportarsi di conseguenza.

  4. Caro, ho letto il tuo scritto con sollievo e sofferenza al contempo. Sollievo all’idea che non siamo mai soli nel mondo, tutti esordiscono situazioni simili. Sofferenza perché non posso e non voglio dare un giudizio/consiglio e aiutarti come vorrei. Non esiste un rimedio univoco. Potrei raccontarti il mio vissuto, ma sarebbe molto lungo. Spero di aiutarti con questi stralci qua e la. Quasi sei anni di relazione con un ragazzo della mia età, io di anni ne ho 23 e con lui ho vissuto intensità che credo irripetibili, proprio come quando tu dici di credere che non riuscirai mai a smettere di amarla. Anche io lo penso. Questa a mio avviso è una cosa bellissima, prendi solo il buono di questa cosa e dagli una possibilità di realtà. Mi spiego meglio, credo nell’amore, ma ce l’hanno raccontato fino ad oggi con troppi filtri. Adesso tu dovrai nuovamente filtrare quello che senti e provare a trattenere solo il potenziale positivo dei tuoi sentimenti, che non devi affatto reprimere ma da cui sarebbe meglio non lasciarsi schiacciare. Io con questo ragazzo vorrei poter continuare a condividere una vita, ma non so che forma dare a questa condivisione. Negli anni si è più volte parlato di convivenza senza mai neanche lontanamente concretizzarla, complice anche la giovane età e l’insita impressione di entrambi che un passo del genere sarebbe stato irreversibile (probabile errore, niente è realmente irreversibile, ma lascia segni). Adesso sono divisa e mi ritrovo in parte nel sentire della tua ragazza. Tuttavia lui mi ha chiaramente detto che non è pronto ad un’esperienza simile e forse neanche io lo sarei, con lui. Lui dice che razionalmente lo condivide ma non può addrentrarvisi. Forse la paura più grande di tutti noi è l’idea che abbiamo accanto una persona talmente preziosa, curata dal tempo e dalla complicità conquistata, che pensiamo non esisterà mai nulla di meglio. Certo non c’è un’altra come me né un altro come te, né come la tua ragazza o il mio compagno. Ma perché necessariamente installare un confronto? Io credo che ciò che più temiamo è di non essere all’altezza, venire surclassati da qualcos’altro/qualcun’altro. Ma perché anche in amore la rivalità fa da padrone? Perché in amore e in guerra non esistono regole? Non aver paura di credere in quello che sei, anzi rispetta il tuo volere e annienta la paura del confronto. Questo non per lei, né per la vostra storia, né per gli altri che la minano. Non ti sto consigliando nessuna delle opzioni che hai davanti, solo tu puoi decidere. La forza di volontà di scindere l’esclusività sessuale dal sentimento non te la devi imporre, anzi deve restare unitaria nel tuo sentire, finché esso sarà tale. Altrimenti sì, ti perderesti. E la perderesti, perché svuotandoti pian piano andresti ad identificare lei con la ladra che ti ha sottratto la tua unitarietà. E lì finisce l’amore, quando acconsenti di svuotarti pur di non soffrire più o non far soffrire. E i vuoti poi son pure peggio della sofferenza, te lo assicuro.
    “Per colmare un vuoto devi inserire ciò che l’ha causato. Se lo riempi con altro, ancora di più spalancherà le fauci. Non si chiude un abisso con l’aria.” E. Dickinson

    Allora non smettere mai di amarla, ma vedi tu se da lontano o da vicino.
    Per me niente è mai bianco o nero, quindi non posso essersi troppo di aiuto, ma spero che avrai la possibilità di continuare a valutare le tue carte con la sincerità e la lucidità che hai avuto nello scrivere.

  5. Io trovo molto ammirevoli i tuoi sforzi per comprendere le sue esigenze e per autoanalizzare i tuoi sentimenti e le tue sensazioni.
    Condivido quanto è già stato detto però: cercare di assecondare la tua ragazza non può voler dire reprimere i tuoi sentimenti.
    Proverei a essere un po’ meno drastica, però.
    Prova a parlarle. Dille quello che provi. Dille che vuoi andarle incontro, ma sei spaventato, hai paura di non sopportare che lei vada con altri e hai paura di perderla.
    Forse potreste fare una prova e vedere come va, piano piano. Non è detto che debba subito buttarsi in relazioni lunghe e importanti. E, per quanto tu voglia lasciarla libera, non è detto che tu sia disposto ad accettare ogni tipo di possibile apertura della coppia. Magari potreste trovare un compromesso.
    Molte coppie aperte (soprattutto quando solo uno dei due cerca rapporti con una terza persona) che io sappia funzionano perché si danno delle regole (per esempio “non puoi incontrare la stessa persona più di una volta”, “voglio sempre sapere con chi vai”, o al contrario “non voglio mai sapere con chi vai”, ecc.). Magari potreste trovarne di vostre che vi aiutino a mantenere l’equilibrio.
    Una cosa del genere (credo) potrebbe funzionare meglio se riusciste a viverla come un gioco.
    Prova a leggere un po’ di articoli sul BDSM e il cuckolding. Non è detto che faccia per te, ma magari potresti scoprire un aspetto della cosa che ti stuzzica e te la rende un po’ più interessante.
    Coraggio! 🙂

  6. Come tutti gli altri che hanno commentato prima di me, penso che ti stai tormentando troppo per quello che senti. Sì la monogamia è una convenzione sociale, ma i suoi sentimenti sono la realtà con cui devi fare i conti.
    Però non credo che dovresti mollare. Ora hai paura di perderla perché non sai cosa proverai mentre lei sarà con un altro, non sai cosa proverai il giorno dopo quando la incontrerai. Temi che tutto cambi. Invece probabilmente non cambierà nulla. Lei ama te e vuole solo te come fidanzato. Non mi pare voglia instaurare relazioni multiple. In fin dei conti è monogama.

  7. Sono d’accordo con quanto in molti hanno già detto: accettare l’esistenza del poliamore non vuol dire necessariamente farne esperienza, mi sembra chiaro che tu soffri alla sola idea che lei abbia altri uomini (anche se “solo” sessualmente) e mi sembra anche che questa ipotesi non sia così remota. Umanamente mi dispiace molto e capisco che pur di non perderla faresti di tutto, ma razionalmente posso dirti che non è possibile avere una relazione poliamorosa se non è quello che davvero desideri…

  8. E’ la prima volta che commento un articolo…e sono contento di poter dare il mio piccolo contributo su una situazione che sto vivendo e che è molto simile a quella che stai vivendo tu…una situazione in cui io, come te, ancora sto cercando di capire come muovermi…come affrontare la situazione…

    Sono un po più grande di te…ho 34 anni….ho avuto, nel corso della mia vita, bellissime storie d’amore e di convivenza..non ho mai sentito la necessità di definirmi *monogamo* perchè per me la monogamia è sempre stata la dimensione normale delle mie relazioni amorose, affettive e sessuali…la consapevolezza della mia monogamia è venuta invece alla luce circa 7 mesi fa quando ho conosciuto lei, una meravigliosa ragazza poliamorosa di cui mi sono innamorato….

    All’inizio non è stato un problema..non è stato un problema perchè non mi sono posto razionalmente la questione di questa relazione…sapevo che lei viveva le sue relazioni amorose e la cosa era okay…o meglio, non ci pensavo troppo…la vedevo…capitava di parlare della cosa..ma non mi impensieriva troppo la questione…forse perchè non mi ero ancora posto il problema di quanto fosse forte il mio sentimento per lei…ripensando a quei primissimi mesi..ricordo che sì, a volte mi incupivo quando mi raccontava delle sue relazioni, delle sue storie, dei suoi altri amori…a volte reagivo facendo battute sdrammatizzanti per cercare di scacciare l’inquietudine, a volte mi chiudevo a riccio e mettevo una maschera di impassibilità, a volte preferivo proprio non sapere…

    Nel frattempo i mesi passano..ci si conosce sempre di più…mi scopro innamorato…di un amore viscerale…intellettuale, spirituale e fisico…piano piano iniziano i patemi e le inquietudini…passi intere giornate a leggere tutto quello che è possibile leggere sull’argomento..provi a confrontarti con altre persone che vivono il poliamore per capire come affrontare certe dinamiche di gelosia/scoramento che sono inevitabili, analizzi razionalmente la situazione più e più volte e non puoi non notare che se vieni da anni di militanza anticapitalista e antispecista allora sei proprio uno scemo a farti scoraggiare da questa cosa, che alla fine ora è semplicemente una piccolissima macchia sul vetro su cui ti stai fissando ossessivamente e ti impedisce di vedere l’immesità del firmamento che c’è dietro..però però…poi torni sempre lì con la testa..

    Quello che posso dirti è che importantissimo parlare…parla tantissimo con la tua compagna di questa cosa…dei tuoi patemi, delle tue inquietudini, delle tue paure…i momenti di rassicurazione sono importanti…noto che il dialogo e la franchezza sono elementi fondamentali per poter affrontare questa situazione…cercate magari di costruire una *road map* condivisa per i primi mesi…magari iniziate ad elaborare insieme delle strategie mentali per affrontare questa situazione per poi arrivare piano piano ad aprire e vedere come va…

    Io non posso dirti se ci riuscirai o meno…io stesso non so se ci riuscirò o meno..quello che posso dirti però è di provarci…perchè ne vale la pena…tantissimo…

    Un abbraccio.

    .s.

    • Mi dispiace molto per la tua situazione.
      Non perché sia una situazione in sé per sé per la quale dispiacersi…é solo che nella vita abbiamo già tanti motivi di sofferenza e non credo che l’amore dovrebbe essere tra questi.
      Un amore che ti causa sofferenza anche laddove non dovrebbe a mio parere é una tragedia e mi dispiace tanto per chiunque debba patire una situazione del genere.
      Spero che sia tu che il ragazzo del post riusciate a trovare la vostra dimensione, con o senza le vostre compagne.
      Non sono loro la priorità. La priorità siete voi!!!

      • Suppongo che questo commento sia stato scritto da una persona molto ma molto giovane, che mi auguro inizi presto a riflettere su cosa pensa del mondo, dell’amore, della vita, senza usare frasi fatte ma pensieri realmente formulati da lei.

        Partirò dalla fine del tuo commento per risalire:
        “La priorità siete voi”… ma certo! E loro vogliono stare con le persone che amano! E’ per questo che scrivono e condividono quel che provano perchè stanno cercando di “trovare la loro dimensione” CON le loro compagne… e per fortuna, Erica, le tragedie sono davvero altre!!
        Son d’accordo con te: l’amore non dovrebbe far soffrire, ma tutto quello che gli abbiamo appiccicato addosso sì. Aspettative deluse, incompatibilità nelle decisioni pratiche della vita quotidiana, nonché i classici gelosia, possesso, insicurezza personale, paura dell’abbandono, attaccamento morboso… a qualcuno va bene così, e costruisce storie ricche di tali sentimenti con altre persone che li reputano “giusti” per l’amore; nel caso di questi due ragazzi, spronati da persone che amano e che stimano, si cerca di evolvere un po’ come quando i bambini piangono ma stanno mettendo i denti. Non mi sembra stiano patento, piuttosto decostruendo convinzioni sociali (e cattoliche) per capire quali tenere, quali eliminare, quali modificare su misura.

        Per S. no, non dispiacerti minimamente, ti assicuro che è amato ALLA FOLLIA dalla donna che lui stesso ama, e che gli regala ogni giorno tutte le cure ed attenzioni a lei possibili.

        Se sei una persona adulta che ancora la pensa così dispiace a me per la tua situazione.

        • Mi considero una persona adulta e la penso così perché per me l’amore e monogamo, e basta.
          Se ami una persona, per la mia esperienza, quella persona ti riempie e non c’è spazio per altro, sia perché non vuoi che ci sia spazio per altro, sia perché effettivamente non c’è.
          Quindi sì, mi dispiace per qualunque persona monogama innamorata di una persona poliamorosa, perché se vorranno stare con le persone che amano, saranno costretti a legare indissolubilmente amore e sofferenza, e comunque tu la veda, per me quella é una tragedia.

  9. Il percorso verso altre modalità relazionali poco conosciute (ma esistenti) può essere lungo e doloroso, molto spesso proprio perché non si ha nessuno con cui parlarne. Fortunatamente anche in Italia è iniziato da un po’ un gran movimento per portare alla luce la realtà di chi si ama “in più di due”. Il mio consiglio è parlare con chi già vive relazioni aperte. Da loro possono arrivare esempi di amore e sesso vissuti più liberamente in totale consenso e trasparenza; possono arrivare riflessioni intellettuali e consigli pratici su come moderare e gestire la gelosia; può arrivare conforto come quello che sembravi chiedere in questo post.
    La comunità poliamorosa ha vari gruppi facebook, composti da infiniti tipologie di persone che investigano sulla libertà amorosa e sessuale. Non ci sono maestri solo… persone.
    https://www.facebook.com/groups/policome/?fref=ts
    Se vuoi invece nutrire la parte intellettuale qui ci sono articoli molto interessanti: http://www.poliamore.org

  10. Arrivati ad un certo punto, in qualsiasi relazione bisogna definire i compromessi necessari a stare insieme. E’ inevitabile, almeno per quanto riguarda la mia esperienza personale. Arrivati a questo punto bisogna porsi delle domande: voglio stare con questa persona ? Vale la pena investire in questo rapporto ? Cosa sono disposto a rinunciare ?. Una volta che entrambi i partner si sono dati una risposta viene il difficile: trovare un compromesso. Nel caso poliamore/monogamia è dura ma non impossibile. Vanno definite delle regole su cui si baserà il concetto di “fedeltà” della vostra coppia e rispettarle pedissequamente. Una maniera “soft” può mettere entrambi nelle condizioni di dover rinunciare a qualcosa puo’ essere lo scambio di coppia, ad esempio.
    E’ molto importante secondo me che entrambi i partner siano costretti ad uscire dalla propria confort zone per l’altro: al tempo stesso si tratta di una prova (lo farà per me?) e di una conferma (allora mi vuole bene/mi accetta per cio che sono). Ovviamente è ESSENZIALE che il concetto di fedeltà sia slegato dalla sfera sessuale, altrimenti è tutto completamente inutile. Questo lo puoi decidere soltanto tu.

  11. mi permetto un consiglio, solo perchè sei tu stesso a sollecitarlo.
    i sentieri dell’accettazione e del compromesso, quando vanno a lavorare su questioni così radicate e profonde, e che molto hanno a che fare con la sfera dell’a-razionale, sono sempre difficili e ti aprono a molto dolore. questo indipendentemente che “funzioni” o meno. e di certo non lo puoi sapere a priori, per quanto tu ci possa credere con tutta l’anima. e ne vale la pena, almeno credo.
    però…
    però le mie esperienze mi hanno insegnato che a volte le cose sono quel che sembrano, altre invece nascondono, più o meno consapevolmente, desideri o bisogni altri. mi riferisco in questo caso alla tua compagna e al “salto” che ha (ok avete, ma in qualche modo lei per prima) appena fatto, idealmente anche se non ancora praticamente. se riguarda lei e solo lei, o se è indice di una mutata percezione di “voi”…mi esprimo probabilmente in modo confuso, ma ho visto troppe volte persone impegnarsi, e soffrire, lavorando sui propri limiti, per poi scoprire che in realtà non stavano affrontando davvero l’abbandono della monogamia, ma la presa di distanza de partner…
    confronto ascolto trasparenza e onestà sono fondamentali anche in questo
    ma da quello che scrivi penso che tu lo sappia già benissimo 🙂
    que te vaya bien

  12. Sembra scritta da me questa lettera… e ancora non ne vengo a capo nemmeno io.

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