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Le mie fantasie di “stupro”: mai con chi crede in una religione!

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Le cose che non dico sono veramente tante. Non per pudore. Ho solo difficoltà ad accettarmi, per intero. Mi serve tempo per avere una visione chiara di quel che mi riguarda e che non voglio si sappia proprio mai. I miei pensieri strani, quelli proibiti, le mie perversioni. Da quando sono nata ho svolto il mio modesto compito di femmina al servizio dei parenti. Ho fatto da balia a nonne, sorelle, uomini o donne, ero sempre disponibile. Mi accontentavo di un “brava” e poi mio padre mi dava una moneta per premiare la mia buona volontà. Mi è sempre piaciuto il suo odore, avrei voluto abbracciarlo un po’ di più, ma lui era restìo a concedersi. Perciò annuso e abbraccio chi mi piace. E faccio la brava donna per ricevere qualcosa in premio. Nulla di scontato. Nulla che mi spetti di diritto. Qualunque cosa sia devo guadagnarmela.

La fede in me stessa mi ha aiutata, ma è un’arma a doppio taglio. Se fallisco significa che dipende sempre da me. Sono io colpevole, inadeguata, e da lì parte il mio totale disorientamento. Sono altera e distante in pubblico e rannicchiata all’angolo in privato. Devo fare meglio. Devo fare di più. E c’è che questo condiziona inevitabilmente le mie relazioni private. Non chiedo conferme, ma mi ritrovo a spiare le reazioni per capire se quella è la direzione giusta oppure no. Quando l’insicurezza arriva a volte la risolvo masturbandomi. Mi piace ricordare alla mia pelle che io esisto e che basta un tocco decente per farmi venire, chiunque tu sia. Ho frequentato donne, uomini, persone di ogni genere e ci sono andata a letto per dimostrare a me stessa che posso fare la “brava” trasgredendo. Non importa con chi. Importante è come.

88330e9bda95e7752339e7be97dcf0c5Da sola poi ripasso quello che ho vissuto. Mi tengo stretto l’amore per un uomo che mi punisce e mi lascia segni visibili sul corpo. Mi eccita moltissimo e ha rovesciato la mia scala di valori. Quel che mi rendeva brava con mio padre o altri per lui è sbagliato. Mi insegna che posso disobbedire e godere, mettere in relazione quel che mi fa infrangere le regole assieme al piacere che mi aspetto di ritorno. Carezze lievi, pacche forti, con il mio culo rosso, i lividi sulle cosce, che stringe con corde e mani taglienti, perché sono io a volere così. Mi sento bene quando frequento un luogo in cui posso trovare una persona sconosciuta per sedurla e lasciarla piena di desiderio senza aver concluso. Mi piace restare sott’acqua, o in apnea, con il respiro stretto dalla mano del mio amante, finché non dico basta e allora il fiato si fa strada e posso tornare a vivere e camminare, spogliarmi, osservare le pieghe della mia pancia, la linea del collo, il viso con quei tratti che conosco da sempre, e lo sguardo che non lascia entrare nessuno, a meno che io non voglia.

Mi immagino in futuro a rubare l’odore di bambini che non sono miei. Avrei paura a crescerli, non riesco a immaginare di essere tanto forte e affidabile al punto da poter lasciare un’eredità a qualcuno. Dare un’educazione è cosa da maestri. Io non capisco come possano fare altre persone a partorire così irresponsabilmente figli dei quali poi non è detto che sappiano innamorarsi. E non colpevolizzo le madri ma la cultura generale che ti fa credere come un figlio possa renderti migliore. Io so di essere una persona piena di difetti. Sono stata in grado di rubare suoi beni ad una nonna che stava morendo, non di grande valore, ma giusto qualcosa, un paio di oggetti, che potessi nascondere in eterno sapendo di aver compiuto una cattiva azione. Ho lasciato che mia madre, un giorno, mi credesse morta, perché ho finto uno svenimento e mi sono goduta le carezze di cui avevo bisogno.

84cb9fb1dcf5f9aed7dac9acbd8b1701È che non so chiederle, un po’ di carezze. Mi riesce più facile rubarle. Non so chiedere l’amore. Penso che non sia neppure giusto. Considero la famiglia non un mezzo per trovare vie d’uscita ma una trappola che ingabbia sentimenti e li addomestica per lasciarti credere che essere al servizio di una causa superiore sia la scelta giusta. Mi sono liberata delle forzature e quando ho iniziato a studiare psicologia mi sono detta che avrei svelato quello che altri non erano ancora riusciti a rivelare. Il segreto per spiegare come le relazioni non dipendono dal sangue ma da molto altro. Per esempio, c’è una donna che incontro ogni tanto ed è forse l’unica che sa quanto io sia una pessima mediatrice nei rapporti umani. Con me esplodono i conflitti e non so fare altro che risolverli con un cunnilingua o una fellatio.

C’è un altro segreto che devo rivelare. Odio mia sorella, più giovane, adorata, piena di buon senso. Così pacata e serena. Così intenta a ricercare stabilità e sicurezza. L’ho fatta inciampare, a volte. L’ho usata nella notte per affiancarmi, pelle a pelle, a un corpo che mi attraeva e mi provocava repulsione. Non ero in competizione, e non lo sono neanche adesso. Credo soltanto che dietro la facciata di una presunta normalità non ci sia proprio niente. Non credo abbia dei rimorsi, come io ne ho, o che abbia delle nostalgie, insicurezze. Non credo che ci sia dell’altro e mi sconvolge l’idea che io possa avere una sorella così banale, perfetta, senza un minimo segreto. E sono arrivata quasi alla fine della mia confessione. Ho pensato ogni tanto di essere legata, picchiata, presa con la forza. Non posso rivelare le mie fantasie fino in fondo, e sono certa che sono abbastanza isolate e non c’è donna che non tema di rivelarle senza beccarsi un gran rimprovero da chi ti dice che così offri pretesti agli stupratori.

1d964f065e4b5512b26b5719d91a5735Il punto è che anche in questo deve esserci con sensualità. Sono io che dico vai o fermati. Non immagino che essere presa con la forza significhi contro la mia volontà. Voglio poter controllare tutto, avere il controllo della mia sessualità. Se un uomo non capisce che la mia fantasia non apre le porte allo stupro significa che è un idiota. Così arrivo all’ultimo segreto. Mi piace stare nuda, con più persone che mi toccano. Voglio solo carezze e nulla più. Le stesse carezze che sono solita rubare. Lo faccio ogni tanto, nei week end, con alcuni amici e amiche che sono disponibili. È l’angolo buio in cui posso mostrarmi piccola e indifesa. Una bambina tra le mani di chi, pur senza saperlo, mi fa sentire protetta. E dormiamo, in un abbraccio collettivo, io stretta ad altri corpi, e avverto in questo la generosità di uomini e donne che sfuggono anch’essi agli stereotipi. Non potrei fare tutto ciò con gente “religiosa”, e infatti scarto a priori ogni persona, credente o praticante, aderente a qualunque credo religioso. Per me sono tutti uguali e so che non capirebbero. E io non ho voglia di perdere tempo.

Ho molti pregiudizi e non ho alcuna voglia di superarli. Perché poi. Immaginate me a chiedere di essere “presa con la forza” a un fervente religioso che vive la sessualità come una concessione divina da svolgersi entro norme prestabilite. Non li vorrei attorno. Non importa se mi danno dell’intollerante. Sono arrivata a una fase della mia vita in cui posso anche concedermi il lusso di scegliere seguendo le mie priorità. Sono in difficoltà ad accettare anche di mediare con persone di altre culture. Uno mi ha dato della razzista quando, dopo che mi aveva confessato di essere un credente, gli ho detto di riprendere i suoi abiti e uscire dalla mia vita. Se credi in quello che per me non esiste siamo proprio su pianeti diversi. Tu non penetrerai mai la mia vagina. Non mi toccherai. Non mi leccherai. Non avrai nulla da me. Figuriamoci se ti concedo la mia fragilità. Allora torno al ricordo dell’odore di mio padre, senza pensieri incestuosi, e mi lascio cullare dal fatto che oggi, attraversando zone imprevedibili, piene di sorprese che mi lasciano stupita per quel che io stessa sono in grado di fare, se fossi in presenza di mio padre gli direi di no, non voglio fare la brava. Tieniti la tua moneta e tu, sottomettiti, perché sono io che decido. Sono io che scelgo.

Ps: questa è una storia vera. Grazie a chi l’ha raccontata.

—>>>NON accettate di fare bdsm con chi non ne sa nulla e può farvi molto male. Le pratiche descritte dalla donna che si è appena raccontata possono essere pericolose. Non affidatevi a chiunque. QUI alcune descrizioni su spazi che potete seguire per saperne di più.

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Comments

  1. Senza nulla togliere ai siti indicati, vale la pena di dire che c’è una gran differenza fra le chiacchiere spacciate per verità su Internet e il BDSM concreto. Se ti va, ti invito a venire a dare un’occhiata al lavoro di divulgazione di http://www.ayzad.com , dove puoi anche scaricare le anteprime gratuite dei miei libri.

  2. Bella confessione, e interessanti spunti di riflessione.

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