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FreeHeld – Amore, giustizia, uguaglianza – il film

::Avviso Spoiler::

Laurel Hester è una poliziotta riconosciuta dalla comunità e dai colleghi per il gran lavoro svolto. Incontra e si innamora di Stacie Andree. Dopo un po’ di tempo decidono di andare a vivere insieme. Comprano una casa, la ristrutturano, sistemano il giardino, prendono un cane. Tutto va bene fino a che a Laurel non viene diagnosticato un cancro ad uno stadio troppo avanzato. Nonostante le cure lei morirà. A quel punto la sua preoccupazione è quella di fare in modo che Stacie erediti la sua pensione grazie alla quale potrà finire di pagare il mutuo della casa.

La richiesta viene bocciata dai funzionari della Contea. Preoccupati che la concessione di quel diritto diventasse pretesto per demolire la famiglia tradizionale e bla bla bla. Gli argomenti della gente omofoba li conoscete tutti. Non sono mai cambiati, in effetti. Il collega, partner di polizia, di Laurel informa un giornalista di quel che sta accadendo e la storia di Laurel e Stacie finisce in prima pagina. Arriva una truppa – un comitato – a sostegno del matrimonio gay, sebbene Laurel non vuole sentir nulla in proposito perché secondo lei per ottenere giustizia bisogna parlare di uguaglianza, senza misurare i diritti a seconda della categoria di persone alla quale sono dedicati.

Nonostante la lotta sia limitata dal tempo che resta a Laurel riescono comunque a ottenere moltissima visibilità, tanto che perfino il Governatore esercita pressioni sui funzionari della Contea. Laurel e Stacie ottengono lo status di conviventi aventi eguali diritti rispetto alle coppie etero. La pensione di Laurel passa a Stacie e dopo qualche anno in quello Stato quei diritti saranno estesi a tutti i dipendenti pubblici. Ciascun@ di essi avrà il diritto di lasciare pensione e proprietà al o alla convivente.

L’altro problema che il film mette in evidenza è quello che riguarda l’assistenza medica da parte di persone diverse dai parenti legalmente riconosciuti. Stacie ebbe non pochi problemi per ottenere informazioni sullo stato di salute di Laurel, per poterle stare vicina sempre, per quanto, la comunità del centro in cui si trovavano, ormai informata sulle loro vite, si mostrò molto ben disposta a fregarsene delle leggi e a considerare Stacie una parente a tutti gli effetti.

Il film mostra anche come la battaglia personale di Laurel ebbe ripercussioni all’interno del corpo di polizia, incoraggiando colleghi a fare coming out e a darle solidarietà nonostante avessero idee profondamente diverse. Prevalse il buon senso. Prevalse l’umanità.

La storia non è a lieto fine perché Laurel muore, anche se Stacie ricevette la solidarietà di tutta la comunità, il corpo di polizia, i funzionari della contea, le associazioni pro matrimonio gay, madri, sorelle, tutt*.

Questa è la storia. Strappalacrime dall’inizio alla fine. E non poteva essere diversamente dato che dietro c’è lo zampino dello stesso sceneggiatore del film Philadelphia. Ellen Page, attrice che interpreta il ruolo di Stacie, ha prodotto, in parte, il film, mostrando impegno verso la causa che da quando lei ha fatto coming out è diventata pubblicamente sua.

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Cosa volevo dire a proposito di questo film? A parte il fatto che di sicuro non mi riconcilia con le forze dell’ordine, per me sempre in difesa dell’ordine costituito, dico che il film mi ha fatto piangere, mi ha fatto pensare all’effetto che avrebbe potuto fare a tutta quella santa gente che marcerà sabato al FamilyDai, perché banalmente tutta la questione si riduce a questo. Ci sono persone che vivono, si innamorano, lavorano, pagano le tasse, ma con le loro tasse sono pagati i servizi e le pensioni degli etero ma nulla viene restituito alle coppie gay/lesbiche. La società, il governo, lo Stato, non vuole farsi carico delle istanze di persone che per quanto facciano richieste conformiste, e lo dico da anarchica che ha una precisa idea del matrimonio, per quanto ne riconosca l’utilità in termini burocratici per le coppie, hanno il preciso diritto di ottenere quello che chiedono.

L’anno appena trascorso si potrebbe riassumere in campagne contro i diritti delle famiglie omogenitoriali, contro i corsi di educazione al rispetto dei generi nelle scuole, addirittura censura su libri dedicati ai bambini. Nel 2015 è andato in onda la guerra del terrore, e voglio dire proprio che c’è chi ti fa credere che se cedi di un millimetro arriverà qualcosa di terribile che ti farà morire di paura. A queste persone suggerirei di vedere il film e aggiornarsi su quel che il mondo è diventato, oggi, dove la discriminazione verso chi è divers@ da te è espressione di politiche reazionarie destinate a morire.

In giro per il mondo ci sono centinaia, migliaia di Laurel e Stacie che vengono discriminati perché amano persone dello stesso sesso. E in Italia sono così tanti da aver riempito moltissime piazze italiane il 23 gennaio. Perciò, quando valuterete quel che c’è da fare riguardo le proposte di legge sulle unioni civili, pensate che noi siamo il futuro e voi, che vi opponete, con i vostri canti di morte, irrispettosi dei desideri altrui, voi siete il passato. Passato remoto.

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