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Religione cattolica: che libero arbitrio se fin da bimbi siamo indottrinati?

preti_basta

Lei scrive:

Cara Eretica,
non sono atea ma in linea di massima non mi piacciono le religioni, dunque non ne seguo nessuna pur incuriosendomi molte. Non ho nessuna intenzone di imporre il mio punto di vista (nonostante quasi tutti abbiano tentato di farlo con me).
Ho spesso anche pensato che se, per esempio, si mettessero veramente in pratica alcuni dei principi predicati (amore universale, non violenza, etc…) il mondo non sarebbe questo casino, quindi c’è qualcosa che non va.

Tempo fa chiacchieravo animatamente con una persona cattolica convinta e tra le altre cose è venuto fuori il principio del libero arbitrio. Questa persona affermava che indubbiamente la religione cattolica si basa sul libero arbitrio. Le ho risposto che io ne dubito fortemente, dato che appena si nasce, dal battesimo in poi, i genitori cominciano a bombardare la creatura di precetti, si somministrano i riti in tenerissima età e soprattutto si rende di fatto un-a bambino-a outsider se qualche genitore decide veramente di non far seguire loro questo percorso. Nel mio paese sarebbe impossibile evitare a un-a pargolo-a la trafila del catechismo.

Mi chiedo, dunque, come si può parlare di libero arbitrio quando l’indottrinamento comincia già in tenerissima età. Io stessa ho avuto difficoltà a prenderne le distanze, non come scelta, ma proprio come consapevolezza. La persona cattolica ha detto – proprio come un dogma – che non è così e il libero arbitrio è un concetto fondante della sua religione. Secondo me, certi concetti vengono sbandierati solo per far dare una debolissima tinta intellettuale alla religione (come per la pseudo tinta femminista – a tal proposito, ho anche detto che non trovo giusto che solo agli uomini venga permesso di ‘far carriera’ fino ad arrivare al papato; che non mi sento rapprensetata da una struttura che ripete il patriarcato imperante – ma qui stava per partire proprio la scomunica. E comunque la risposta è stata ‘le donne non sono adatte’).

Inoltre, l’impegno a crescere la propria famiglia secondo i precetti religiosi viene ribadito a ogni ricorrenza; ad agosto ho assistito a un matrimonio di una coppia di cari amici e sono rimasta scandalizzata alle seguenti parole del parroco: ‘Benediciamo l’unione tra uomo e donna, la unica possibile anche secondo natura’.
Se prima la mia riluttanza anche solo a entrare in luoghi di culto poteva essere vinta dall’affetto per le persone che lo praticano, adesso è sicuro che non ci metterò più piede.

Mi sa che sono proprio eretica, eppure io voglio solo pace, giustizia, uguaglianza e libertà per tutt@.
Grazie, Angela.

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Comments

  1. Oltre all’indottrinamento fin da bambini, spesso vorrebbero imporre per legge i loro precetti. E dove finisce allora il libero arbitrio?

  2. Condivido la stessa riluttanza. Ho dovuto subire la trafila di catechismo e prima comunione (anche se i miei genitori sono i primi a non essere credenti) per non essere emarginata a scuola e nel contesto sociale in cui vivevamo/viviamo.
    Condivido anche le polemiche sul sacerdozio solo maschile, tenendo presente che perfino all’interno della religione cristiana ci sono chiese (protestanti, etc.) che ammettono il sacerdozio femminile. In Germania ho visto sacerdoti donne. Una mia amica svedese mi raccontava che dalle sue parti in chiesa ci vanno solo gli anziani, ma che comunque nel suo paese c’é un* sarcedote che ha cambiato sesso. Ed é rimast* sacerdote (non mi piacciono gli asterischi, ma in questo caso ci vuole, anche perché non ricordo il sesso XD), e nessuno ha battuto ciglio.
    Mi viene da piangere a pensare che siamo tra gli ultimi in Europa anche in questo…

  3. Il libro arbitrio non c’entra nulla con quello che è stato scritto, così come non c’entrano i sacramenti impartiti ai bambini.
    Il libero arbitro consiste nel sapere che esistono opere positive e opere negative e scegliere consapevolmente e scientemente quale delle due operare.
    I precetti di cui voi parlate fanno parte della struttura ed è un dato di fatto che esistano, nella stessa misura in cui esistono delle regole che fanno parte di ogni altro ambito in cui si agisce: leggi dello stato, comportamenti sociali, orari sul lavoro, convenzioni domestiche o tra amici.
    Queste regole vengono trasmesse dai genitori che ci credono ai loro figli, né più né meno del fatto di stare seduti a tavola mentre si mangia, del riordinare la camera o del dar da mangiare al pesce rosso fino a che il bimbo non è in grado di decidere sua sponte cosa fare.
    Nessuno viene obbligato a credere e nessuno viene obbligato a partecipare e professare. Non dalla struttura in sé e per sé.
    Inoltre continuo a stupirmi del fatto che si pretenda che la struttura cambi il suo credo e le sue regole per sostenere tesi cui si è sempre dichiarata contraria. La Chiesa Cattolica non ammette unioni omosessuali, non ammette l’aborto, non ammette il divorzio e tra le sue regole ha il sacerdozio solo maschile. Tanto per la cronaca il Papa può essere anche donna e non aver avuto alcuna ordinazione sacerdotale.
    Nessuno viene a casa vostra a sentenziare sul colore delle vostre pareti o sulla disposizione dei vostri mobili. Sarebbe cortese se lasciaste alla Chiesa (cui non partecipate, non credete e non volete) la medesima facoltà.

    • però dai musulmani pretendiamo che si “civilizzino”. se la religione non condizionasse le nostre vite, pretendendo dia messo il naso sulle leggi, la sessualità, le nostre unioni, quel che concerne uno stato laico che basa la propria economia su tasse che pago anch’io in quanto atea, nessuno se la filerebbe. il family day non c’è mica per farsi una giornata di preghiera per fatti loro. quello che a loro non sta bene vogliono imporlo a me che non sono cattolica. dunque chi è che deve restare in casa propria senza rompere le ovaie a me?

      • No Eretica. La Chiesa dice quello che pensa e lo dice esattamente per quello che è.
        Tu se non credi, se non fai parte di quella comunità, non sei tenuta ad adeguarti alle sue regole. Sei tenuta ad adeguarsi a quelle dello Stato esattente come i musulmani che entrano in uno stato laico. Voi pretendete che una struttura cambi le sue regole per venire a patti con il vostro sentire. Non può essere così esattamente come non cambi il colore delle pareti di casa tua perché al resto del condominio non piacciono. Casa tua pareti tue. Chiesa regole sue.
        Le regole dello stato sono diverse ed infatti potete abortire, potete divorziare potete fare un sacco di cose. Otterrete anche i matrimoni omosessuali e purtroppo anche l’adozione per le coppie omosessuali e questo lo sappiamo tutti, voi compresi. Non pretendiate però che la chiesa balli la giga o approvi o non dica che, nell’ambito che le concerne, non è d’accordo e non le avalla.

    • Per quel che mi riguarda, a casa propria la chiesa cattolica può prendere tutte le decisioni che cavolo le pare!
      La frasetta-chiave però sarebbe “in casa propria”.
      Dove sono i confini di questa “casa propria”?
      Perché per la chiesa cattolica, parrebbero essere l’intero mondo. Per me, sarebbero i cristiani cattolici e basta.
      Se un prete dice in chiesa: “non sono ammesse le unioni tra gli omosessuali”, sta bene. Non sono ammesse ai cristiani cattolici… ma perché tutti gli altri devono rispettare questo obbligo che dovrebbe riguardare solo i cristiani cattolici?
      Parafraso la tua ultima frase: sarebbe cortese che la chiesa cattolica lasciasse a tutti gli altri la facoltà di decidere per sé… senza mettere il naso coi propri precetti nelle faccende di uno Stato laico.

      • No sta scritto in nessuna Legge che il Parlamentare Italiano debba allinearsi al Catechismo, mentre in alcune Repubbliche Islamiche sta scritto che le Leggi devono allinearsi giuridicamente alla Sharia.

        Attenzione perchè Sharia è un termine ampio, tecnicamente la Sharia per lo status giuridico personale è valida anche in Israele. Il problema è la sua traduzione in atti formali giuridici che si chiama ‘Fiqh’, ovvero l’interpretazione che ne fanno i giudici (cioè degli uomini) nel giudicare i fatti della vita che hanno davanti.

        Ora come fa Lei che invita a Chiesa a chiudersi nei suoi templi vorrà dare libertà ai cristiani i appellarsi alle coscienze dei propri deputati, oppure se preferisce potrebbe pure interpellare i suoi Rappresentanti per far votare una legge che imbavagli la Chiesa.

  4. qualcheduno dimentica il compito dei genitori di educare.
    per fare un esempio finora non ho visto un genitore della religione xy educare alla religione zk.

    ognuno educa secondo la propria identità mi sembra lapalissiano,

    tranne per i cristiani a quanto pare ,costoro a leggere i post dovrebbero educare a chissà quale identità. va bene è la libertà dei tempi moderni.

    quando ho fatto battezzare mio figlio è stato un atto di mia liberalità, poi mio figlio non si è voluto cresimare (perchè per chi non lo sapesse il cristiano completo è il cresimato, difatti il sacramento si chiama Confermazione, e non è un caso!, mente il Battesimo è un dono di liberalità) poi in sociologia il battesimo era il rito camuffato della presentazione del nuovo arrivato alla società, mentre la cresima era il rito camuffato dell’iniziazione dell’età adulta. ma questa è sociologia e non religione

  5. Su con la vita… Stalin andava in seminario…

  6. “non trovo giusto che solo agli uomini venga permesso di ‘far carriera’ fino ad arrivare al papato”

    Scusa, ma questo mi sembra assurdo: se uno vuole essere cattolico, segue le loro regole assurde e le loro superstizioni. Altrimenti se ne esce. La religione cattolica è omofoba, maschilista, intollerante, totalitaria. Esattamente come buona parte delle cosiddette “religioni monoteiste”. Ma, sebbene in Italia detenga un grande potere, non è obbligatorio farne parte, e se uno non è omofobo/maschilista/intollerante/totalitario, può anche andarsene.

    Parola di uno che ha smesso con la droga cattolica a 14 anni dopo un anno di professoressa focolarina con propaganda al seguito. Per capirci, parlo di questa gente.

    http://www.focolare.org/movimento-dei-focolari/scelte-e-impegno/focolarini/

    Già il loro nome “movimenti dei focolari”, evoca ben altri roghi… ehm… fuochi…
    Dopo un anno di “cura Lodovico” a leggere la loro assurda rivista, e le interminabili sequenze di scemenze denigratorie sulla teoria dell’evoluzione, lo yoga e l’ateismo, vedi che passa la voglia di fare il cattolico… e cominci a capire perché qualcuno possa aver coniato la frase “cloro al clero”… e capisci perché un presbitero, ateo in segreto, chiamato Jean Meslier, morto nel 1729, abbia scritto: “io vorrei che l’ultimo dei re fosse strangolato con le budella dell’ultimo dei preti”.

  7. Condivido quanto detto da Angela, però se chi per primo non ci crede (o esprime dei dubbi) poi segue cmq la massa e via di matrimonio in chiesa – battesimo dei figli (ho assistito a scene assurde, dove pur di sposarsi in chiesa sia la sposa che la testimone si sono battezzate qualche mese prima 0.0 e battesimi imposti ai figli perchè “non riuscivo a rimanere incinta e sono stata da una ‘santona’ che mi ha fatto sedere sulla sedia della fertilità e ho giurato che se fossi rimasta incinta avrei battezzato il pargolo”) – catechismo all’oratorio – catechismo a scuola (intendendo l’ora di religione CATTOLICA) ecc. allora che senso ha anche solo lamentarsi? Per cambiare le cose bisogna agire attivamente e anche dare scandalo (non voluto in molti casi): mi sono sbattezzata a 16 anni, ho smesso di seguire l’ora di religione al liceo (e già da molto prima non andavo in chiesa ecc.), i miei genitori si sono sposati in comune (anni ’80, allora sì che forse era rivoluzionario), mio padre ha rifiutato il funerale religioso ed ha voluto essere cremato (la prima cosa sopratutto ha lasciato di stucco il paese, 7000 anime di 7000 anni ciascuno XD, non credo che nessuno avesse mai “osato” tanto, probabilmente in molti nemmeno immaginavano una possibilità del genere. Come famiglia abbiamo dovuto sopportare critiche, domande inopportune anche per il momento che stavamo vivendo, bisbigli, cattiverie e mille mormorii; ma abbiamo sopportato, la bolla si è sgonfiata e ormai tutti sono passati a mormorare di altro e forse l’unica cosa positiva della vicenda è che l’ateismo si è fatto più consapevole e radicato in me, mia mamma e mia sorella e che la gente ha smesso di considerarci credenti – sempre più mi accorgo di come i cattolici, ma forse lo penso perchè sono i credenti con cui sono maggiormente in contatto, credano che chiunque si trovino di fronte sia cattolico, non esiste altra possibilità-), infine quest’anno mi sono tesserata all’ UAAR (che conoscevo già da molto, ma ho sentito la volontà di fare di più)…insomma le cose cambiano se c’è volontà di cambiamento, se si dimostra di sentire questa esigenza e non se si continuano a fare le cose “perchè tutti fanno così”, “perchè non voglio essere emarginato” (ad essere onesta questo mi è capitato di rado: in realtà uscendo allo scoperto ho incontrato tantissime persone che la pensano come me sull’argomento)!

  8. Alhambra ha già risposto spiegando in cosa consista il libero arbitrio.
    Mi sento di aggiungere un’osservazione: che un genitore possa crescere il figlio senza condizionarlo è un mito. I genitori atei e agnostici trasmettono ai loro figli un complesso di valori, esattamente come i genitori religiosi. Certo, “l’impronta” che questi ultimi hanno può apparire più evidente, ma in realtà è più facile che alla fine della fiera la scelta di crescere senza una religione si riveli più definitiva di quella di crescere nella religione. Io (pur avendo genitori agnostici/non praticanti) sono stata battezzata, ho fatto la comunione e la cresima (più per inerzia che per costrizione: decisamente non per fede), con annessi anni di catechismo: e sono agnostica lo stesso. Quando avrò figli, non li battezzerò. Cresceranno, presumibilmente, vista la mia famiglia, in un ambiente in cui il massimo della devozione è il santino appeso dentro la credenza. Non entreranno probabilmente mai in Chiesa (io ho smesso di andarci anche per la messa di mezzanotte perché mi pareva un’ipocrisia). Sì, intendo far conoscere loro le religioni (tutte) e le storie che ci sono dietro. Ma un conto è presentare la resurrezione come la verità, e un conto è presentarla come una storiella. Di fatto influenzerò moltissimo il loro impatto con questo tema (e lo trovo normale, è il ruolo di genitore).

    Quanto alla risposta di Eretica al commento di Alhambra, devo dire che mi lascia perplessa. La Chiesa ha un impatto (anche se mi pare vada scemando) sulla vita italiana, è inutile negarlo. Ma questo non si cambia pretendendo che la Chiesa modifichi i suoi punti di vista, soprattutto quando si è atei/agnostici perché non sono fatti nostri, noi siamo fuori da quella conversazione. Ciò su cui abbiamo il diritto/dovere di incazzarci è la supina acquiescenza dei *politici* a ciò che dice la Chiesa. Soprattutto di quelli che rappresentano un elettorato laico (se certe cose le dice Casini, oh, che ci vuoi fare. Probabilmente lo votano per quello).
    Quanto al “pretendiamo che i mussulmani si civilizzino”, non capisco chi è indicato da questo “noi”. Personalmente adotto gli stessi parametri sia nei confronti del Cristianesimo che dell’Islam, adattati ovviamente alle diversità delle situazioni (l’Islam in Italia non ha certo l’impatto che ha la Chiesa cattolica; nei paesi dove è religione di stato solitamente ha un impatto dieci volte maggiore di quello che la Chiesa qui, basti pensare al fatto che il diritto di famiglia coincide – di solito – col diritto religioso). Non mi aspetto che una persona rinneghi le sue convinzioni religiose, anche se ritengo alcune interpretazioni della religione molto più degne di rispetto di altre (parlo di interpretazioni della stessa religione). Mi aspetto che la religione rimanga, per quanto possibile, nella sfera privata.

    • a me non interessa che loro cambino o non cambino idea. mi importa che la smettano di interferire con le leggi di uno stato laico. e non mi dite che non interferiscono. lo fanno eccome. vi siete persi i tanti appelli dei vescovi per non fare votare la legge sulle unioni civili? ma li leggete i giornali? quello che loro raccontano, circa il libero arbitrio, non esiste. noi siamo indottrinati sin dall’infanzia. i bambini vengono danneggiati dall’impronta conservatrice che viene data su libri, programmi scolastici, altro. non mi ripeterò ma questa difesa della religione cattolica, come se fosse la religione di chi si sente più civile rispetto ad altr*, la trovo piena di omissioni e colpevole di omertà.

      • Oddio: se tu in quello che io scrivo ci leggi una difesa della religione cattolica (“come se fosse la religione di chi si crede più civile rispetto ad altri”, poi, non so da dove lo tiri fuori), o non mi spiego bene oppure ci leggi cose che non ho detto.
        Non ho alcun interesse a difendere la religione. Volevo sottolineare che è un mito pensare che si possa crescere un figlio senza influenze: pertanto, l”indottrinamento” di cui parla l’autrice, che NON è il libero arbitrio (tutt’altro concetto) c’è anche tra gli atei.
        Dire che il libero arbitrio non esiste perché ci viene data una certa impronta educativa. Ripeto: il libero arbitrio è tutt’altro. Riguarda la possibilità di autodeterminare (inteso in senso molto stretto) le proprie azioni e si contrappone all’idea che tutto ciò che facciamo lo facciamo perché Dio lo ha “preordinato” per noi. Non ha nulla a che vedere con il fatto che – ovviamente – la Chiesa ha un’idea chiarissima di cosa sia giusto e di cosa non lo sia, e trasmettendo questa idea cerca di indirizzare l’agire degli altri. Questo è verissimo: ma non si chiama libero arbitrio.
        Che i bambini vengano danneggiati dall’educazione che ricevono nella società è una frase che non mi trova d’accordo ma trovo sterile farne un botta e risposta, a me non interessa convertire gli altri, mi interessa essere capita quando parlo. Cosa che evidentemente non avviene se alla mia frase, testuale “La Chiesa ha un impatto (anche se mi pare vada scemando) sulla vita italiana, è inutile negarlo”, mi si risponde “e non mi dite che non interferiscono”. L’ho detto chiaramente, che interferiscono. Mi dà fastidio che lo facciano? Ovviamente. Ma ritengo che la responsabilità finale vada ascritta a chi gli dà supinamente retta. Se il Parlamento della Repubblica Italiana vara le leggi pensando a cosa dicono i prelati del Vaticano, è un (grossissimo) problema e una (gravissima) responsabilità del Parlamento italiano, che non si risolverà chiedendo ai preti di stare zitti (anche se gliene sarò grata se si decideranno, loro sponte, a farlo).

        Mi scuso per il tono della risposta che può sembrare agitato, ma ho veramente l’impressione che il mio commento non sia stato letto o che sia stato interpretato per quello che non è.

    • Ciao! Mi interessa solo confrontarmi su questo: ‘che un genitore possa crescere il figlio senza condizionarlo è un mito. I genitori atei e agnostici trasmettono ai loro figli un complesso di valori, esattamente come i genitori religiosi.’ Mi ha molto colpito questo studio: http://www.repubblica.it/scienze/2015/11/06/news/bambini_atei_piu_altruisti_dei_religiosi-126763069/

      • Tra parentesi, io avrei scritto non ‘bambini atei / bambini religiosi’ ma ‘bambini-e figli-e di genitori atei / bambini-e figli-e di genitori religiosi’.

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