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Sarri, perché non vieni in piazza contro l’omofobia?

no-all-omofobia

Ieri sera ho scoperto che il tecnico del Napoli si chiama Sarri e l’allenatore dell’Inter si chiama Mancini. Parto da qui per dire che la mia disinformazione in tema calcistico è tanta. In famiglia però la questione è parecchio sentita e ad un certo punto sento dei grandi vaffanculo da parte di parenti e amici che guardavano i commenti dopo partita. I vaffanculo erano diretti a chi, secondo loro, stava mettendo alla gogna Sarri perché avrebbe dato del “frocio” a Mancini. Io accorro rispondendo alle urla sovrumane – e quando c’è di mezzo il calcio temo sempre che qualcuno abbia avuto un infarto – e accenno una richiesta di spiegazione.

Mi fanno una sintesi e si aspettano da me un cenno di solidarietà terrona. Il Napoli è pur sempre parte del regno delle due Sicilie e dopo il Palermo è la squadra del Quore. Io dico che effettivamente dare del frocio a qualcun@, in un contesto del genere, è considerato, universalmente, un insulto omofobo. Mi dicono che però Sarri ha chiesto scusa, anche se a quanto pare non era la sua prima uscita del genere. Mancini non ha accettato le scuse, ha dato del “razzista” a Sarri (ma il termine giusto sarebbe “omofobo”, ché razzista è quello che chiama terroni i napoletani) e di contro i tifosi del Napoli rispondono che Mancini avrebbe difeso i cori razzisti.

Un po’ perché a casa mia se ne era discusso ieri sera, concludendo però la storia con chiacchiere e risate, ché a casa mia, per fortuna di ultrà non ne passano, ho avuto la malaugurata idea di condividere sulla pagina di Abbatto i Muri il primo link che ho trovato esortando quella gente di là a scendere in campo con un “contro l’omofobia” stampato sulla maglietta. Anche un “contro il razzismo” per gli Interisti va bene. Non ne faccio certo una questione di priorità. Ogni discriminazione è il Male.

Mi piacerebbe pure che Sarri e il Napoli scendessero in piazza il 23 gennaio, a sostegno del ddl Cirinnà, tanto per dire. Ma inviterei anche Mancini e l’Inter e tutto l’universo calcistico che è un pochetto machista e sicuramente non facilità i coming out di giocatori gay. Insomma, si provava a fare una cosa costruttiva, invece.

Invece è arrivato sulla pagina lo squadrone di tifosi che ne fanno, per l’appunto, una questione di tifoseria, squalifiche, punizioni e tutto l’ambaradan di soluzioni e conflitti calcistici di cui ignoro più o meno tutto. Hanno accusato me, la pagina, chi provava a parlarne con calma e in qualche caso sono venuti fuori insulti, anche omofobi, un po’ alla rinfusa, a chi capita capita.

Un fan della pagina mi ha inviato la sintesi di quel che altr* hanno scritto e poi ha aggiunto un commento che condividerò con voi:

Nel calcio maschile non è mai entrata l’omosessualità, gli insulti omofobi sono molto frequenti e è piuttosto risaputo che non appena un calciatore famoso farà coming out uscirà fuori un polverone enorme con molti favorevoli e, purtroppo, altrettanti contrari omofobi. Bisogna combattere tutte le forme di omofobia che ha questo ambiente, non possiamo ignorarlo perché, seppur siano poche centinaia le persone famose nel calcio italiano, la maggior parte degli italiani seguono il calcio ed è entrato nella vita di tutti i giorni molto più dei diritti degli omosessuali. Probabilmente quando il calcio abbraccerà l’omosessualità, molti omofobi si convertiranno in gay-friendly.
Nel calcio, a volte come in altri sport, molte persone mettono il proprio tifo calcistico davanti ai propri principi, insomma se gli accusi la squadra del cuore è come se gli insultassi la famiglia, però le due cose possono coesistere, bisogna soltanto essere lucidi. Io ad esempio ero un grande estimatore di Chris Benoit (per chi non lo sa era un wrestler), quando ha sterminato la sua famiglia e si è suicidato, io non mi sono messo le mani nei capelli, né mi sono messo a difenderlo da chi lo insultava o scriveva articoli a riguardo, ho compreso che io non lo ammiravo per la sua persona, ma ammiravo la sua figura sportiva, e non me ne vergogno (perché non c’è vergogna nel tifare il Napoli e Sarri), perché la sua figura sportiva era una parte che nulla ha a che fare con i principi che ho nella vita. Bisognerebbe capire che una persona può essere stimata in modi differenti, come Benoit o Pistorius potevano essere stimati per lo sport, ma di certo c’è poco da stimare un assassino per la sua vita privata.
Detto questo, è chiaro a tutti che il tifo rende la mente offuscata, si difendono persone che di certo hanno sbagliato (lo ha persino ammesso Sarri scusandosi), ma  per un tifoso si può giustificare tutto, io non sto qui ad accusare l’allenatore del Napoli, infatti ho riportato le parole di altre persone, spero che qualcuno capisca però perché siamo qui a combattere gli omofobi, anche perché evidentemente qualcuno pensa che omofobia e abbattere i muri possano essere cose che vanno a braccetto.

Insomma, tifosi del Napoli ché amate la squadra in modo viscerale, da Maradona in poi o anche prima. Io so quel che sentite, in parte, perché ho visto tifosi piangere perché Maradona evocava tempi d’oro. Ho visto amici urlare di gioia per le vittorie della squadra. So che a Napoli la squadra di calcio arriva dopo San Gennaro e forse l’ha perfino superato nella graduatoria delle passioni dei napoletani. Io amo Napoli, amo quella passione, ma, ve ne prego, non ditemi che quell’insulto era roba da niente. I napoletani sono gente orgogliosa, potente, bella, e potete dimostrare quel che volete dire nelle maniere creative e originali che sicuramente conoscete. L’insulto non è tra queste. Orgogliosamente, aiutateci a fare campagna contro l’omofobia. Baci e abbracci a tutt*.

 

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Comments

  1. A me non piacciono le crociate ed i processi mediatici ed in queste ore questa persona (che pure ha chiesto scusa) è finita nell’occhio del ciclone dove milioni di moralisti lo stanno crocifiggendo. Non mi piace. Penso che un litigio (che è ciò che è avvenuto) debba essere valutato per ciò che è ovvero un qualcosa per cui ogni essere umano smette di essere cosciente ed è capace di dire fare e pensare le cose peggiori. Non voglio difendere nessuno, vorrei solo dire a tutti quelli che si ergono a paladini della moralità : ma voi non avete mai litigato? Voi non perdete mai il controllo? Tutti santi in questo paese? D’accordo, ha sbagliato e se ne è reso conto chiedendo scusa ma un litigio poi deve finire lì mentre ora non si parlerà d’altro. E finirà che dopo aver perso tante libertà perderemo anche quella di poter litigare e sbottare senza che altri ci denuncino per vilipendi,oltraggi,bestemmie e quant’altro. Sarò controcorrente ma penso che certe cose vadano contestualizzate mentre più grave è impedire con leggi assurde che delle persone normalissime ma di orientamento sessuale diverso da quello della maggioranza non abbiano gli stessi diritti. Questo si che è grave.Per questo m’incazzerei e non per dare addosso alla vittima sacrificale di turno.

  2. Premesso che di calcio non ne so niente, ma proprio niente, e che mi trovo fondamentalmente d’accordo con il tuo post, ho l’impressione che qui siamo in presenza di una dinamica un po’ particolare. C’è stato un insulto omofobo da parte di Sarri verso Mancini. Insulto che ha sentito Mancini e forse qualcun altro. In seguito quest’ultimo in un intervista accusa Sarri di avergli dato del frocio. Lo dice in televisione un po’ come un bimbo dice alla maestra che il compagno lo ha insultato — con la differenza che qui sono tutte persone adulte. Lo dice alla maestra per chiedere l’intervento di un’autorità, affinchè provveda a dare giusta punizione al colpevole. Non c’è nessun intento educativo, che voglia liberare o emancipare, nessuna movimento che tenda a cambiare il linguaggio e sovvertire i significati. Ci vedo solo la voglia di vendetta da parte di chi si è sentito offeso (dove sarebbe poi l’offesa nel sentirsi chiamare finocchio?) a botta di “politically correct”. E infatti così è stato, ne parlano anche i media stranieri. Qui si cerca lo scandalo, l’indignazione, la polemica. Si cerca il bestemmiatore da mettere alla gogna. E’ una questione di essere politically correctness, che certe cose non si dicono. L’emancipazione non c’entra proprio niente. Semmai tutto ciò rema contro.

  3. ha sbagliato, per ME ha sbagliato.
    ma la padrona di casa di questo blog si muove sempre sul terreno della libertà totale di dire, di fare quel che si vuole, senza dover essere condannati, mai.
    E allora, se a Sarri sta bene di dire finocchio con intento di offesa, che c’è di strano?
    E perchè poi dovrebbe venire alla manifestazione? Per dimostrare cosa? Tutti quelli che andranno di sicuro non sono omofobi?

  4. Scusa cara Engy, mi puoi specificare quando mai Eretica avrebbe difeso la libertà totale di offendere? Un conto è la libertà di espressione e un conto è offendere.

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