Annunci

L’IVA sugli assorbenti – cominciamo da qualche parte

UPKwQSsCeAQNWlp-800x450-noPad

La proposta dell’abbassamento dell’Iva al 4% per gli assorbenti ha stimolato una bella discussione, con cenni critici e diversi punti di vista. Pubblico quello della promotrice della petizione italiana che ha prima di chiunque altr@, in Italia, pensato di attirare l’attenzione sul problema. Buona lettura!

>>>^^^<<<

di Chiara Capraro

Sono la promotrice della petizione per abbassare l’IVA sugli assorbenti (ma anche coppette, spugne e tamponi) dal 22% al 4% per equipararli ai prodotti essenziali come pane e latte. Negli ultimi giorni, da quando Giuseppe Civati e Beatrice Brignone hanno depositato una proposta di legge sulla questione l’attenzione è cresciuta molto. Di sicuro stiamo riuscendo a parlare di mestruazioni, che era uno dei miei scopi nel lanciare la petizione. E magari stiamo anche cominciando a parlare della relazione tra politiche fiscali e questioni di genere.

Non scrivo per smontare i commenti della serie “ma perchė gli assorbenti sì e la carta igienica no” o rispondere a chi esorta tutte ad usare la coppetta, ne ho già scritto sulla pagina della petizione. Scrivo invece per raccontare come sono arrivata a creare la petizione, i dubbi che ho attraversato e che cosa significa per me e per tante delle persone che stanno promuovendo campagne simili in altri paesi.

Vivo a Londra da anni ed ero al corrente della campagna inglese, che ha raccolto ad oggi quasi 300 mila firme e ha costretto tutti i leader di partito ad esprimersi sulla questione in occasione delle elezioni di maggio dell’anno scorso. Ho iniziato a dialogare su Twitter con la promotrice della campagna inglese e presto con altre femministe che si stanno battendo per la stessa causa in Scozia, Francia e Germania. La loro motivazione nel raccogliere firme era il sessismo implicito nell’IVA, il fatto che le donne dovessero pagare una tassa su dei prodotti che servono a gestire una funzione fisiologica del loro corpo, dunque prodotti essenziali. E questo è verissimo. Volevano anche che si parlasse di sangue mestruale senza ipocrisie o vergogna. E su questo sono più che d’accordo.

D’altra parte però, è mancata una riflessione approfondita su cosa questa tassa significasse nel contesto di politiche fiscali che non solo mettono le donne, e soprattutto le donne povere, in una condizione di svantaggio ma che sono pensate in e si basano su un’ottica di disuguaglianza di genere e di classe. L’aliquota IVA sugli assorbenti deve fare parte di una riflessione più ampia sul contesto in cui viviamo caratterizzato da austerità, ridotta spesa pubblica per i servizi essenziali e evasione fiscale. Un contesto in cui in Italia gli asili nido pubblici coprono appena l’11% degli aventi diritto, il 4% al Sud. Fa tutto parte del sistema economico in cui viviamo che ci nega servizi, non considera il lavoro di cura e ci mantiene precarie e precari. Sono questioni su cui molte femministe a Nord e a Sud, spesso ai margini del femminismo mainstream, hanno riflettuto e su cui hanno prodotto conoscenza e pratiche utili al cambiamento, a partire da economiste femministe come Diane Elson. In generale però, la politica economica non rientra tra le prime tre cose a cui la gente pensa quando si parla di femminismo.

Questo perchè in generale siamo abituat* a pensare all’economia come qualcosa da subire, qualcosa che ci viene fatto, invece che qualcosa che dà forma alle nostre vite e che possiamo a nostra volta plasmare. Il sapere economico è costruito come specializzato e astratto invece di qualcosa che determina i nostri diritti, o la loro mancanza. Credo che rompere questi preconcetti e avviare una riflessione alla portata di molte e molti, se non tutt*, sia un compito su cui alcune femministe in Italia si devono concentrare molto di più. Questa riflessione mi ha fatto superare i dubbi che avevo nel promuovere la petizione. Non la vedo come una questione marginale, visto che riguarda i corpi della metà della popolazione ma è vero che può essere facilmente marginalizzata a meno che non venga inserita in un contesto più ampio. Contesto che al momento nel dibattito politico manca. E la modesta attenzione che la petizione ha raccolto è un segno del fatto che non c’è troppa attenzione a queste questioni e che c’è ancora molto da fare anche solo per rendere degno di nota e legittimo di discussione qualcosa che riguarda le donne. Per me discutere di IVA sugli assorbenti è quindi un inizio e un appiglio per intavolare una discussione più ampia: le politiche economiche ci riguardano personalmente ed è ora di interessarsene seriamente.

Leggi anche:

Annunci

Comments

  1. L’ha ribloggato su Tea biscuits bloge ha commentato:
    Articolo interessante per un argomento poco capito ed affrontato. Divulgate, trasmettete e soprattutto firmate la petizione riguardante questa tematica.

    Buona lettura.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: