Ashley Olsen e il sessismo/razzismo di chi ne infanga la memoria

Dopo aver scritto il post, per rabbia ed esigenza di chiamare le cose con il loro nome, a bocce ferme vorrei tentare un’analisi della comunicazione, orrenda, che riguarda Ashley Olsen, tenendo conto di chi la veicola.

La tipologia di messaggi la conoscete già. Vederli uno dietro l’altro fa un certo effetto. Così ci consegnano l’umore dell’italiot@ medio che è pur sempre un sessista che giudica le donne in base all’onore o disonore che riguarda il loro fidanzato/marito e poi in base alla razza dell’uomo con cui vanno a letto. Volutamente ignari del fatto che le donne, in Italia, vengono ammazzate soprattutto da ex mariti, ex fidanzati, mariti, compagni, conviventi, Italiani, usano parole confortanti per se stessi, traendone beneficio e consolazione, attribuendo la colpa alla donna uccisa e all’uomo nero che l’ha ammazzata. Così si autoassolvono, in principio, perché l’italiano no, non le fa mica queste cose. L’italiano è no corna, no droga, no communisti, ovunque ne immaginino traccia, e soprattutto è bello che siano ‘taliani. Poi mi spiegherranno, costoro, come mai anche tra le file dei politicanti di destra troviamo sniffatori di cocaina, puttanieri che fanno festini aperti ai compagnucci di bordata e tutto quel che l’italioto medio giudica buono per il maschio e disonorevole per la femmina che, gira e rigira, sempre puttana è.

Dopo aver visto i razzisti e i fascisti armeggiare piegando la realtà dei fatti di Colonia alla loro ideologia, dopo aver risuscitato l’orgoglio della razza ariana, il white pride de noiantri, eccoli a sputare sulla sorte di una donna morta ammazzata, colpevole, secondo certi stronzi, di aver messo le “corna” al fidanzato italiano (a lui solidarietà a palate e a lei tanta merda in testa) e di averlo fatto, niente po’ po’ di meno che con un immigrato senegalese, uno di quelli per i quali vale ancora, grazie a destra e alla sinistra annacquata, il reato di immigrazione clandestina e che da solo, generalizzando, giustificherebbe il razzismo di chi dimentica che proprio a Firenze sono stati ammazzati da un neofascista due senegalesi e feriti altri quattro.

Con questa storia vorrebbero dimostrare la tesi infame dell’uomo nero che arrubba le “nostre donne“. E se la “nostra” donna ci fa sesso volontariamente ecco allora che diventa impura e se crepa se l’è cercata. Tutto il problema dunque ruota sulla conservazione della purezza della razza. Oggi. Nel 2016. Questa è la preoccupazione di sessist* e razzist* che te li raccomando.

L’offesa parte dalla stampa che, invece che raccontare di quel che lei era in vita, l’ha resa oggetto di valutazioni del cazzo che non stanno né in cielo e né in terra. Vi cito alcuni passaggi raccolti in questo bel post.

Piccola di statura, molto carina, capelli biondissimi, quasi bianchi

I capelli biondissimi di Ashley e il suo viso delicato dai tratti anglosassoni non sono passati inosservati nella piazza più battuta dell’Oltrarno’.

la bella americana bionda dal sorriso luminoso

Silenziosa, bella e biondissima, Ashley era la pin-up di Santo Spirito

No, dico. La pin-up di Santo Spirito? Seriously? Ma non vi esplodono le dita mentre scrivete queste stronzate?

Se i media, fiorentini e nazionali, si sono fermati alla attenta valutazione estetica della vittima di femminicidio, saccheggiando il suo profilo facebook per soddisfare i pruriti morbosi di chi voleva vederla in mille pose fotografiche, cosa pretendete che scrivano gli opinionisti dei social network? Lo fanno di mestiere, ormai. Mettono like, ritengono che la loro opinione sia assolutamente indispensabile e dall’alto della loro frustrante e fetente esistenza (mi permetto di definirla tale, si, perché sono incazzata assai), come sciacall*, tanto quanto chi guadagna sul gossip nei media, piombano sul cadavere di questa donna e attraverso lei danno valutazioni morali sul comportamento delle brave fanciulle, le ragazze perbene, quelle che non si porterebbero a casa un nero, per fare sesso e chissà che altro. E io mi chiedo se la stessa cosa sarebbe detta nel caso di un uomo che esce e si porta a casa una donna nera. Anzi no, in quel caso è probabile che la storia sarebbe finita al contrario. L’italiano che ammazza la straniera è okay, no? Quella è una storia che val bene parole giustificatorie perché sempre lei, in ogni caso, è la zoccola.

E noi, in Italia, campiamo in pieno apartheid, quando i matrimoni misti erano vietati, il sesso tra persone di colori diversi era punito dal Ku Klux Klan che stuprava la bianca, per l’affronto fatto agli uomini della sua “razza”, e impiccava il nero sul primo albero disponibile. In tutto ciò vedrete, dai commenti che vi sottoporrò, che non gliene frega nulla del fatto che Ashley Olsen è morta, ché tante cattivissime parole fanno male a chi l’amava, e per quel che ne sapete, possono far male perfino al suo “fidanzato”, in nome del quale tanti si permettono di parlare. Che ne sapete voi di chi era, quante belle cose faceva, quante persone l’amavano? Cosa potete saperne voi che riducete tutto ad un momento, tragico, in cui un uomo l’ha uccisa? Non per sua imprudenza, scordatevi questa tesi sessista e anche razzista, perché chi fa sesso non abituale con un italiano secondo costoro incontrerebbe la saggezza personificata.

Non c’è mai un motivo per dire che se l’è cercata. A prescindere da come sia andata la storia, quanto si conoscessero, che genere di relazione avessero. Nessuna merita tanti insulti, nessun@ merita di essere processata, mediaticamente e realmente, perché c’è chi pensa che la vittima ha sempre torto. Quante tra noi sono uscite, hanno conosciuto qualcun@ e hanno fatto sesso? Io si, l’ho fatto. E allora? Siete così brav* a consegnarmi commenti in cui vi piace, mentendo, parlare della bellezza della donna un po’ puttana, finché la dà a voi italioti, e se una muore dopo aver fatto sesso con un senegalese ne fate una questione di rispetto della patria? Non c’è giustificazione per il linguaggio usato. C’è solo da riflettere sul gran lavoro da fare per togliere dalla testa di ogni donna lo stigma della “troia” – per quanto io rivendichi di essere tale e vaffanculo – e c’è da capovolgere i significati, da proteggerci dal moralismo che arriva da tutte le parti, perfino da certe “femministe” che o ti vedono in quanto vittime o sei una zoccola, esattamente quel che pensano i razzisti e i fascisti ché se lo straniero ti stupra allora sei la loro martire, utile per la loro merdosa causa, e se invece la storia è diversa allora sei una zoccola.

Ok. Volevo fare una distaccata analisi ma l’ho riempita di rabbia, anche questa volta, perché non riesco a digerire nulla di tutto quello che succede in questi casi. Scusate per i toni.

Ecco la meraviglia descritta da queste figure così meravigliosamente stagliate nell’orizzonte facebookkaro. Solo un chiarimento. Il primo screenshot arriva da una pagina in cui, come vedete sotto, si insulta Saverio Tommasi. Tre colpi in un solo tempo. Giusto per dimostrare quanto è virile, costui, anche rispetto all’uomo – Saverio – che non resta fedele al verbo machista.

Tra gli altri trovate anche qualche commento in inglese, forse scritto, secondo me, da persone italianissime in international tour (maximusdecimuss? riferito ai gladiatori o alla decima mas?). In ogni caso, come potete leggere, la storia non cambia.

Naturalmente tutta la mia solidarietà ai familiari, amici e amiche, di Ashley. Scusate se riporto questi commenti ma mi sembrava necessario farlo per mostrare la miseria linguistica e culturale contenuta in questi orrendi insulti.

 

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Comments

  1. Ma questi qui (soprattutto la ragazza, Emanuela, che predica dal suo pulpito immacolato) quando escono per rimorchiare – ad esempio – a casa portano solo persone che conoscono da anni, completamente sobrie e incensurate? Tutti quelli che dopo una serata finiscono a letto con qualcuno sono da considerarsi degli sprovveduti che giocano con la morte?
    Evito di esprimermi sul razzismo, ho già accumulato abbastanza fastidio.

  2. Purtroppo poco è cambiato nella mentalità dell’italiota medio in questi decenni.

  3. I commenti al solito dimostrano che in questo paese c’è della gente veramente schifosa che ama ergersi ad esempio morale ma che mi piacerebbe tanto tanto venire trattata allo stesso modo magari da chi pensa agli italiani come popolo di mafiosi, evasori e ladri. Troppo facile per costoro sparlare. Ormai è lo sport nazionale, specie sui social come fb. Un altro buon motivo per cui non mi pento di non esserci.

  4. Bhe, quel che scrive Demetria non è del tutto sbagliato. Quanto al resto, chiedo informazioni:è proprio indispensabile censurare i cognomi di questi stronzi? Loro hanno utilizzato coscientemente nome e cognomi quando hanno messo questi commenti, perché non condividerli?

  5. Quindi chi si porta a casa una ragazza dopo la serata in disco e’ un figo ma la ragazza che si porta il ragazzo e’ una troia e merita di morire…se poi e’ un nero e’ pure una specie di traditrice della razza.

    Chr schifo…

  6. ma e’ lo stesso pure in america. pensano al fatto sessuale e di corna e si scordano che quella povera crista e’ stata ammazzata…Poi, mi azzardo a dire potrebbe pure essere stata violentata, certo e’ che due fratture al cranio non si spiegano con una spinta. Non che faccia differenza a questo punto se e’ stata violentata o no, dal momento che e’ morta…Che poi se tutte le persone che fanno sesso occasionale o che per un motivo o un altro stanno in un posto isolato con un qualunque uomo debbono aver paura d’esser scannate?

  7. Poverina. Non si può nemmeno scrivere? Mi dispiace sia morta, ma mi fa veramente schifo che ci sia gente che è corsa sui suoi social per insultarla da morta. Mi fa schifo anche pensare che se segnali commenti tipo “dovete essere stuprate tutte tanto vi piace” la risposta del social è ‘non riscontriamo alcuna violazione’. Visto che nella maggior parte dei casi come questi si tratta di sfaticat* che passano la loro giornata su fb a lamentarsi e a prendersela con le vittime, duri e puri come se le loro vite fossero immacolate. Basterebbe levargli i social per qualche giorno (l’incitamento all’odio mi pare sia comunque un crimine) se le pagine di ‘informazioni’ avessero anche un paio di moderatori. Io non seguo più da mesi pagine come queste, ma l’approdo di fancazzist* talebani che schiumano italianità deraglia sempre più spesso su quelle di satira con lo stesso spirito del fidato sfigato dell’inquisizione che andava a fare i nomi, come se avessero una bandiera da portare.

  8. Il solito doppio standard… se ti uccidono la colpa è tua, non del bast*rdo che ti toglie la vita.
    E vorrei ricordare ai benpensanti da tastiera il caso – ritornato di attualità dopo l’inaspettata svolta nelle indagini – di Lidia Macchi: studentessa irreprensibile, ciellina, proveniente da una famiglia, a quanto si sa, unita e amorevole… barbaramente violentata e uccisa a poca distanza da casa – ah già, però era uscita quando era già buio, già già… ecco spiegato tutto.

    Becero popolino in cerca di ossa da addentare, perché le ingiustizie vere non può e non sa affrontarle.

    • Infatti nessuno imputa alla Macchi alcunché, ma se ti prendi uno che non conosci te lo porti a casa e poi finisce male, i rischi sei te che te li sei presi.

      • Ma un conto è dire che è stata imprudente, altro darle della z*ccola morta di c…. fedifraga, ergendosi a paladini del di lei fidanzato (evidentemente sono dotati di telepatia).

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  1. […] Sorgente: Ashley Olsen e il sessismo/razzismo di chi ne infanga la memoria […]

  2. […] italiano ancora meglio. Lei è una puttana, ma le puttane sono nostre. La misoginia con cui l’omicidio di Ashley viene raccontato ci porta alla mente quando donne coraggiose hanno deciso di smascherare le narrazioni dei media […]

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