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Io, donna dell’Islam: i fatti di Colonia colpiscono anche me

Manifesto di propaganda fascista della Repubblica sociale italiana. Da allora non ci siamo mossi di una virgola.

Manifesto di propaganda fascista della Repubblica sociale italiana.
Da allora non ci siamo mossi di una virgola.

Lei scrive:

“Cara Eretica,

scrivo a te perché mi sembri la voce più lucida e aperta tra le femministe. non ti pieghi a compromessi e non ti fai ingannare dal falso soccorso che maschilisti e razzisti stanno fingendo di offrire alle donne. sono una ragazza dell’islam, come mi chiamerebbero alcuni. porto il velo, per scelta, non sono sottomessa, vivo in italia, sto per prendere la seconda laurea all’università. vorrei spiegare quali sono le conseguenze delle discussioni di questi giorni per le ragazze come me.

dato che viene avvalorato il pregiudizio razziale contro gli uomini e la cultura islamica per le donne il destino è questo: io sono considerata solo vittima o complice. non ho spazio di parola. non posso dire niente neppure sulla violenza a Colonia perché alcune colleghe fino a ieri tanto gentili oggi mi guardano come per dire “togliti quel velo perché sei tu la causa di quello che è successo”.

se ci fosse stata una ragazza come me a Colonia non avrebbe potuto dire niente perché le stesse persone che dicono di difendere le donne occidentali a lei direbbero che se l’è cercata. come si permette una donna di mettere il velo, rivendicare una radice culturale e poi ribellarsi allo stupro? Il mio destino allora è la “conversione” forzata, come si faceva ai tempi dell’inquisizione, devo mimetizzarmi secondo i simboli della cultura occidentale, qualunque cosa questo significhi, o mi rimarrà impresso sulla pelle il marchio della colpa.

quello che voglio dire, parlando da donna a donna, è che non stanno difendendo voi ma solo il diritto proprietario sulle donne occidentali. stanno accorrendo in tanti a fingere di salvarvi come farebbe un nazista che assiste a una discussione in strada e arriva a difendervi perché lui è nero, arabo, musulmano, straniero. di voi non gliene frega niente.

quello che è successo a colonia, dal punto di vista dei diritti delle donne, è una catastrofe culturale, perché non si sta affermando il diritto delle donne a dire di no, a non vedere abusato il proprio corpo. si sta affermando il diritto/potere degli uomini occidentali, maschilisti e razzisti, di parlare a vostro nome. stanno rappresentando nel modo peggiore i “diritti” degli uomini e non quelli delle donne. quale migliore occasione, per razzisti in attesa di vedere esclusi migliaia di stranieri dall’Europa, se non le violenze a colonia?

credetemi, io sono solidale con qualunque donna che subisce violenza, ma ricordo che negli stati uniti, dopo l’11 settembre, quando gli uomini vantavano la possibilità di salvare le donne in afghanistan, le femministe parlarono di backlash gender. era il ritorno del mito dell’uomo forte, l’eroe che salva la fanciulla indifesa. era un ritorno al maschilismo più violento. l’uomo buttava bombe sui civili in medio oriente e le donne parlavano di lui come di un salvatore.

non nego il maschilismo di tanti uomini dell’Islam. non nego il fatto che nel medio oriente si consuma una guerra tra terroristi, fanatici, e persone laiche, come me, perché anche noi dell’Islam possiamo essere laici. ma non lasciatevi convincere dai nazisti che oggi vedete in piazza in nome dei diritti delle donne. quando è stata l’ultima volta che vi siete sentite rappresentate da uomini con le svastiche sui loro abiti? avete dimenticato la storia? devo essere io a ricordarvela?

scusate questo sfogo ma mi pare che ci sia un grosso cortocircuito culturale e che si stia solo confondendo un maschilismo mascherato da modello di civiltà. in italia qualche anno fa quel modello di civiltà veniva imposto culturalmente dalla Lega che voleva Ronde dappertutto in difesa delle “loro” donne. Cosa vi sfugge oggi? come si fa a credere alla pianificazione di quel che da secoli accade alle donne? succede nelle nostre case, da sempre.

dovrei dire che gli uomini che ci violentano, picchiano, uccidono in casa, hanno pianificato una azione di guerra continua e combinata di un sesso contro l’altro? vi prego, parliamone e non lasciatemi, non lasciateci, sole, perché la verità non è quella che vi stanno raccontando e perché se continua così finirete per considerarmi una nemica e non più una sorella.

grazie di aver ascoltato il mio sfogo.”

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Comments

  1. Cara donna dell’Islam,
    hai perfettamente ragione. Nella letteratura ottocentesca di cui mi occupo (Balzac, Hugo, Stendhal…) la cultura araba e medio-orientale viene presentata tipicamente come un mondo di libertinaggio sessuale estremo, dove donne bellissime e molto colte popolano Harem meravigliosi; il tutto da contrapporsi alla cultura casta e morigerata dell’Occidente cristiano, dove le donne è meglio tenerle in casa a far figli, ché se studiano potrebbero guastarsi. Con la rivoluzione sessuale di qualche decennio fa, improvvisamente le cose cambiano: l’Occidente promuove una sessualità libera e sana, cosicché l’Oriente riceve per contraccolpo il ruolo di mondo dell’oscurantismo sessuale e religioso, dove le donne sono sottomesse e quasi schiave. Allora, forse bisognerebbe chiederci come mai gli altri cambiano così radicalmente quando cambiamo noi? Non sarà che decidiamo noi come sono gli altri, a seconda di cosa ci fa più comodo per strutturare la nostra cultura identitaria?
    Quindi lascia perdere il ruolo che ti buttano addosso gli altri: porta il Tuo velo con orgoglio perché la raffinatissima cultura millenaria da cui proviene è più forte del terrorismo e della guerra, e riemergerà alla fine, come le opere di Aristotele sono riemerse in Europa dopo il lungo Medioevo – proprio grazie ai grandi autori Musulmani che le hanno salvate, studiate e conservate. L’Islam con le sue ricchezze letterarie e filosofiche non verrà schiacciato, e anch’io che sono cristiana e Tua sorella farò di tutto perché il suo splendore non si offuschi.

  2. Sarà comunque un lungo conflitto: forse solo se le donne riusciranno a fare sentire la loro voce, potremo sperare di renderlo meno traumatico.,

  3. Chi vuole lo scontro tra mondo islamico e quello “occidentale” non parla me, chi fa questa divisione non parla per me. Come do per scontato che i fanatici non parlano per te.

    Chi ti critica dimentica che il delitto d’onore in Italia è stato abolito solo alla fine del 1981, che molti ordini monastici di suore chiedono un abigliamento molto più rigido del tuo, etc.
    Se una suora è costretta a lasciare scoperto solo il volto è ammissibile, ma tu non puoi coprirti la testa?

    Non capisco l’esigenza ne per uno ne per l’altro. Ma segui una tradizione che non mi fa male, che non vuoi impormi ed è una tua scelta autodeterminata: Chi sono io per guardarti male?
    E’ lo stesso concetto che applico pensando alla legalizzazione del lavoro sessuale.

    Si accusa la tua religione di essere maschilista etc etc. E la religione cattolica no? Armati di citazioni dal Nuovo Testamento e se ti dicono qualcosa, ribatti.

    Spero ti possa essere di conforto sapere che come me la pensa tanta altra gente ma purtroppo la vita è fatta di “resistenza”.

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