No sesso di gruppo: non perché non si deve ma perché non mi piace!

imagesLei scrive:

Ho ventidue anni e credo che la cosa più importante per la vita di una persona sia la libertà. Per me il femminismo è questo. E’ libertà di amare, vestire, stirare, scopare, essere. Non credo che si debbano porre limiti alla vita degli altri, credo che i (pre)concetti di giusto e sbagliato ci annebbino e non facciano altro che renderci progressivamente più lontani. Ieri sera, due ragazze e tre ragazzi, la mia amica, un ragazzo che conosco un po’, uno che mi piace abbastanza e uno che non ho mai visto. Beviamo e parliamo in una taverna, c’è un camino.

Improvvisamente mi bacia e ci sto, perché è quello che mi piace abbastanza, ed è una persona bella, si vede. Ci sto perché non mi capita spesso che qualcuno mi piaccia. Ci sto perché mi va. Poi la mia amica si intromette e non mi va, non mi piace. E non perché non si deve ma perché non mi va, a me. Si mette in mezzo, prova a baciarlo, lo bacia. Tutti cominciano a toccare tutti, tutti cominciano a spogliarsi. A me non va, e non perché non si deve, ma perché non va a me, non mi piace, non mi ci sento dentro. Volevo baciare soltanto lui, volevo fare sesso con lui, perché lui mi piaceva e da lui volevo farmi toccare.

Non volevo trovarmi a scappare da mani sgradite, a ripetere dei no già detti. Ho fatto finta che non fosse un problema, mi sono spostata vergognandomi degli sguardi, delle mani che dovevo spostare e sentivo addosso, e pure della mia vergogna. Non è una questione di numeri e non è una questione di principio, non ho preconcetti, non ho pregiudizi. E’ una questione di desideri e di sensazioni. Non mi sono sentita libera, mi sono sentita tradita dalla mia amica, che voleva scoparselo lei e non ha saputo il rispetto, tradita da me stessa perché mi sono sforzata di continuare almeno un po’, perché mi sono imposta ‘non notare gli altri, concentrati su di lui, sposta le altre mani, non fare la presa male’.

Mi sono lasciata guardare come un oggetto, li ho visti guardare la mia amica come fosse un oggetto e mi ha fatto schifo. Mi sono alzata e sono uscita a prendere aria. Non sono stata stuprata, ma mi sento di aver subito una violenza. Quelle bocche attaccate al mio orecchio a sussurrare il mio nome, quel cercare di mettermi le mani sotto i vestiti, mentre dicevo di no, mentre mi spostavo, per me sono state una violenza. Non è questione di giusto o sbagliato. E’ questione di libertà di scegliere cosa ci va.

Grazie del tempo e dello spazio, è stato un sollievo.

Comments

  1. Per un attimo ho temuto che saresti rimasta, che ti saresti sforzata…ho sentito i crampi allo stomaco e il vomito in bocca.
    Poi ho letto che te ne sei andata!!
    Finalmente!! Ho avuto i brividi per te!!
    Per carità, nessun giudizio, ma anche io me ne sarei andata e, sinceramente, penso che avrei anche fatto in modo di non vedere più nessuno di loro.
    Libertà? Certo, ma nel rispetto degli altri!!
    Se io bacio una persona e qualcun altro, senza nemmeno essere stato esplicitamente invitato, decide di aggregarsi, non mi sta rispettando!!!
    Chi lo ha detto ai tuoi “amici” e alla tua “amica” che tu e quell’altro volevate fare sesso anche con loro?
    Non credo sia stata una violenza, perché non sei stata costretta a far nulla che non volevi, visto che non leggo nella storia che ti hanno trattenuta quando volevi andar via, però é stata una mancanza di rispetto, molto grave secondo me, che non perdonerei.

  2. Dalla storia non si capisce se l’idea di sesso di gruppo era esplicitata o almeno evidentemente sottintesa, oppure se è venuta fuori così, inaspettata. Nel secondo caso, avrebbero dovuto avvertirti prima che le loro intenzioni erano collettive. Se non lo hanno fatto, è stato un inganno e quindi una mancanza di rispetto, sì.

  3. Posso solo dirti che da ragazzo ho avuto delle esperienze a tre molto tenere, sopratutto con due donne, anche le donne sognano specialmente due uomini Credo che la pornografia stia distruggendo il sesso. Come l’esibizione delle proprie parafilie,( ma amo il temine perversione) annega il dolce vizioso piacere del segreto, e segreto del piacere, in un reality a chi la fa più grossa. Non ti voglio criticare, anzi. Non ho una cura, E’ il mondo che va così, e non mi piace.

  4. Libertà non è sinonimo di licenza di poter fare quel che si vuole, purtroppo è un qualcosa di più complicato.
    significa capacità di scegliere e di poter scegliere, ma per scegliere devi conoscere.
    Ma cosa si deve conoscere, per poi poter scegliere,per poi essere liberi?
    questa è una domanda che ci poniamo da sempre

  5. Ottima, e bella testimonianza, di come non bisogna per forza usare l alibi delle libertà, per forzare invece altre persone, sono capitato anchio, una cosa, simile.
    A presto.

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