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#Belgio: bocciato dalle femministe corso di “rispetto per le donne” rivolto solo a migranti

A proposito del fatti di Colonia, Emanuela esprime:

il fastidio senza limiti che si prova a dover, ancora una volta, vedere politiche autoritarie, razziste e discriminanti promosse in nome dei diritti delle donne. Il che mostra come la moda delle politiche per la “parità di genere” spesso non faccia altro che appropriarsi del linguaggio delle battaglie per la giustizia sociale e piegarlo al mantenimento di un ordine sociale sessista, razzista e classista. Se le nostre analisi e lotte non si situano all’intersezione di tutte queste dimensioni si rischia di riprodurre il discorso dominante, a volte senza rendersene conto. Io sono una ricercatrice independente e insegno Genere e Conflitti all’università. Mi trovo costantemente a ripetere che ridurre la questione al paradigma delle donne vittime non fa altro che perpetuare le gerarchie di genere e svuotare le nostre analisi del loro carattere sovversivo rispetto al discorso accademico mainstream. Io stessa negli anni ho trasformato il mio approccio allo studio e alla ricerca e continuo a interrogarmi su chi e che cosa sto escludendo, chi sto lasciando fuori dalla mia comprensione di fenomeni legati sì alla violenza diretta ma anche in modo inequivocabile a molteplici forme di violenza strutturale e culturale. 

A proposito della questione dei “corsi di rispetto per le donne” (!!!) in Belgio, ci sono state diverse critiche alla proposta di Théo Francken (che viene da un partito di destra fiammingo). Questo è il comunicato stampa delle Femmes Prévoyantes Socialistes, giusto per tenerti al corrente del dibattito

Ed eccolo, con un grazie a Emanuela per la traduzione.

Comunicato stampa

Théo Francken e i diritti delle donne, un’epifania inattesa

7 gennaio 2016

Secondo una notizia diffusa dalla stampa belga, Théo Francken, Segretario di stato all’Asilo e alla Migrazione, vorrebbe introdurre nei centri d’accoglienza per migranti un corso di comportamento e rispetto per le donne.

L’uguaglianza di genere, l’autonomia delle donne e il loro diritto a disporre del loro corpo sono dei valori che rivendichiamo. Sembrerebbe che Théo Francken sia oggetto d’una vera e propria epifania.

Accordiamogli il beneficio del dubbio e aiutiamolo ad affermarsi. Ecco quindi qualche informazione importante che dovrebbe includere nella sua bisaccia di giovane militante:

  • Le violenze verso le donne in Belgio sono una problematica reale, che non ha dovuto attendere l’arrivo dei migranti per manifestarsi

Secondo un sondaggio di Amnesty International nel quadro della campagna Mon Corps, Mes Droits, il 46% delle persone interrogate hanno subito violenze gravi nel corso della loro vita. Una donna su quattro è stata molestata in luoghi pubblici e al 24,9% delle donne sono stati imposte relazioni sessuali forzate da un partner o congiunto. Queste violenze sono purtroppo troppo spesso banalizzate e dispositivi d’aiuto alle vittime sono ancora limitati.

  • Il sessismo, come il femminismo, non ha frontiere

Il sessismo non è intrinseco a una specifica cultura, così come il femminismo non è appannaggio dell’Occidente. Sottintendere che le violenze verso le donne riguardino in particolare il pubblico dei migranti porta ad una stigmatizzazione di questi individui e rende invisibile la trasversalità del sessismo nella nostra società. Per altro, se le violenze fisiche o sessuali verso le donne sono visibili, esistono altre forme di violenza, più insidiose, come la difficoltà d’accesso a certi posti di responsabilità. Vista la composizione del nostro governo attuale, la partita è ancora lontana dall’essere vinta!

  • Per quanto riguarda la violenza, le donne migranti sono doppiamente vittime

Le persone migranti devono adattarsi al loro nuovo paese, al loro nuovo luogo di vita, senza talvolta conoscere la lingua del paese d’accoglienza. Le loro qualifiche professionali sono quasi sempre svalutate e vanno spesso incontro a difficoltà economiche. Subiscono discriminazioni e pregiudizi che non facilitano il loro adattamento nel paese d’accoglienza e possono generare stress, angoscia, tristezza e frustrazione. Queste circostanze particolari possono far emergere la violenza o intensificarla. Lo stato di “persona migrante” mette la vittima di violenza coniugale di fronte a difficoltà specifiche: isolamento, difficoltà a trovare un nuovo alloggio, possibile perdita del suo diritto di soggiorno..

  • Comportarsi bene con le donne non è tenere loro la porta aperta all’ingresso di un ristorante

Significa rispettarle in quanto individui, in tutta la loro complessità e diversità, poco importa il colore della pelle, le credenze, lo stato sociale, l’orientamento sessuale o la personalità. Nuovamente, è primordiale che questa definizione sia condivisa dall’insieme dei belgi – e non soltanto dal pubblico specifico dei migranti – e che si incarni nel nostro quadro legislativo ed esecutivo.

Voler agire in anticipo, prima che la violenza si manifesti è una bellissima idea. Se è veramente la fiamma del femminismo ad animare Théo Francken, dovrebbe allora invitare l’insieme del governo ad unirsi attivamente a questo movimento. La lotta contro il sessismo s’inscrive in una marcia globale di decostruzione degli stereotipi e di messa in discussione delle nostre rappresentazioni sociali più radicate. L’educazione alla vita relazionale, affettiva e sessuale deve essere oggetto di un’applicazione generalizzata e approfondita nelle nostre scuole dalla più giovane età. Uno sguardo attento deve essere dato ai messaggi mediatici e pubblicitari, ai quali siamo permanentemente esposti.

Ci immaginiamo con emozione gli occhi di Théo Francken brillare quando scoprirà tutte le sfide da raccogliere nel cantiere che è la difesa dei diritti delle donne. Coraggio Sig. Francken, la cosa più importante è unire le forze!

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Comments

  1. Eric Lauder says:

    Comportarsi bene verso le donne non è tenere loro la porta aperta al ristorante.
    Ma nemmeno fare corsi che parlano solo di violenza maschile sulle donne, ignorando totalmente le altre vittime.
    Secondo l’ultima statistica della CDC:
    Il 37% degli uomini bisessuali sono vittime di violenza domestica, e le donne bisessuali sono quelle piu colpite in assoluto: 61%.
    Il 35% delle donne etero è vittima di violenza domestica, ma pure il 29% degli uomini etero.
    Il 44% delle lesbiche ed il 26% dei gay subisce violenza domestica.
    Considerare solo la violenza maschile sulle donne è considerare solo le donne etero, e non è altro che un altro modo “di tenere la porta aperta al ristorante”, solo che in questo caso la si sbatte pure in faccia a tutte le altre vittime.

    • Il 29% degli uomini etero è vittima di violenza domestica? Davvero? posso sapere dove hai prese queste statistiche? E poi, quali sarebbero queste altre vittime? Le donne sono sempre donne, che siano bisessuali o omosessuali. A meno che certo, bisognerebbe parlare della violenza intra-coppia nelle coppie lesbiche, noto annoso problema impellente, una vera emergenza… in una questione che prende il via da una vicenda che ha visto un migliaio di uomini molestare una sessantina di donne.

      • Eric Lauder says:

        Dati ufficiali CDC battuti dalla Reuters
        http://mobile.reuters.com/article/idUSBRE90O11W20130125
        Se vuoi ho anche i numeri ufficiali CDC degli stupri: potrebbero sorprenderti, e non poco…

        • mi hai linkato un articolo che dice quello che dici tu, dicendo che lo ha detto il CDC, che è un centro del quale ho appena scoperta l’esistenza, che opera ad Atlanta, USA. C’entra qualcosa con la realtà italiana, europea? Qualcosa tipo il rapporto criminalità del 2007 o del 2010 stilato dal ministero dell’interno per esempio? Con i numeri delle denunce, per dire, se non bastasse la realtà che tutti conosciamo. Ti risulta di uomini finiti all’ospedale caduti dalle scale? Ti risulta di uomini assaltati in varie occasioni e molestati? Ma un minimo di senso della realtà? Attendo gli sconvolgenti numeri sugli stupri…

          • Eric Lauder says:

            Il CDC è il più importante centro negli USA per questi studi. E’ governativo.
            Se in Italia non fanno tali ricerche anche sugli uomini non è colpa mia.
            NOTA PERO’ che la percentaule di donne (etero) vittime di violenza domestica è quasi identica a quella italiana: 35% loro e 33% noi.
            Perché gli uomini italiani dovrebbero differire significativamente da quelli americani?
            Le denunce non servono a stabilire la verità: gli uomini non denunciano perché si vergognano. Tu te lo immagini un uomo che va a dire che è stato picchiato dalla moglie, in Italia?

            Studio CDC sullo stupro
            http://www.cdc.gov/violenceprevention/pdf/nisvs_report2010-a.pdf
            Ne ha parlato anche USA Today
            http://www.usatoday.com/story/opinion/2014/09/22/rape-cdc-numbers-misleading-definition-date-forced-sexual-assault-column/16007089/
            Guarda i numeri….

            • Guarda, ho cominciato a leggere il pezzo di USA today e poi ho smesso subito per sopraggiunto senso del ridicolo. Stupro è stupro, non il sesso concensuale fatto però per motivi diversi, nobel per la fantasia 2016. La realtà appunto richiede di parlare del mondo, non dei campus americani attraverso sondaggi e make-up linguistico. La violenza contro gli uomini da parte delle donne in questo paese, e in Europa (non so in USA, è un paese perlopiù schizzato e cazzi loro), non è un problema culturale, non significa che non possa avvenire, come nel tuo caso, ma non è una faccenda che richiede misure pubbliche, compresi i cambiamenti “spontanei” avvenuti nel tempo grazie a un miglior benessere e quindi alle opportunità che hanno permesso alle donne di emanciparsi. Uno schiaffo preso da un uomo non ha lo stesso peso uno schiaffo dato da un uomo, e non solo per la differenza fisica. Infine, nulla di tutto ciò vieta di lavorare nelle scuole per un’educazione ai rapporti diversa, ovvero parlare di violenza contro le donne non nega altro, è l’ovvio bisogno culturale che abbiamo oggi. Qui c’è il problema dell’arrivo in una cultura diversa di centinaia di migliaia di uomini, spesso soli o con le famiglie lontane, nell’età in cui gli uomini sono più pericolosi. La politica si occupa di queste cose concrete. Quando ci sarà in Europa un’epidemia di uomini intossicati e violentati ne parleremo.

              • Eric Lauder says:

                “Uno schiaffo preso da un uomo non ha lo stesso peso uno schiaffo dato da un uomo, e non solo per la differenza fisica.”
                Ho smesso di leggerti qua. Questo discorso è all’opposto di ogni idea di eguaglianza: è la vecchia abitudine veteropatriarcale di mettere le donne su un piedistallo. “La donna non si tocca nemmeno con un fiore”.
                L’epidemia non ci sarà mai per te: primo perché non si fanno gli studi, secondo perché tu ne negheresti i risultati dicendo frasi come quella di cui sopra.

                • Ciò che penso non ha nulla di veteropatriarcale, lo penso per altre ragioni. L’uguaglianza è un bel concetto che però a volte si scontra la realtà. Non siamo uguali, dunque per me non ha molto senso parlare a prescindere di uguaglianza, senza considerare natura, storia e contesto. Lo studio CDC per me ha forti problemi di metodo e merito, mentre il discorso che fai tu ha un senso su un piano diverso, che non è alternativo a un discorso che ha come principale argomento la violenza contro le donne per come si è determinata nel tempo. Chiaro che cambiando la società emergono altre situazioni, che vanno affrontate anche loro.

          • Eric Lauder says:

            A proposito di “senso della realtà”: io sono stato vittima di violenza domestica da parte di una donna, quando ho vissuto in Svezia. Mi ha dato una coltellata, mi ha buttato fuori di casa e licenziato. L’avvocato mi disse che era impossibile farci qualcosa: “lei è una donna e tu fai body building”.
            Eccotelo, il tuo “senso della realtà”…

  2. io penso che occorrerebbe organizzare dei semplici corsi serali di educazione alla legalità,per i
    migranti, i richiedenti asilo, ecc. gestiti da insegnanti volontari delle scuole.
    Oddio, dovrebbero seguirli anche certi trogloditi che vivono nel nord Italia con il cannone nel giardino….
    Si dovrebbe iniziare a spiegare per sommi capi la Costituzione italiana, i principi della non violenza,
    il rispetto per i diritti umani, di maschi e donne in genere, il rifiuto della reazione fisica se non nei
    casi di comprovata necessità, ecc. In mezzo a queste lezioni si potrebbe spiegare che non è normale
    invadere il corpo della donna non consenziente o del gay non consenziente o della lesbica anche in questo caso non consenziente. Provare a spiegare in termini semplici che non è lecito farsi
    giustizia con le proprie mani e che le donne, madri, sorelle, figlie, vanno rispettate.
    Si potrebbe far valere gli attestati dei corsi come titoli in prospettiva lavorativa. Potrebbe essere
    una buona idea in una democrazia avanzata e in Paese che ambisce ad essere civile.

    • Eric Lauder says:

      Non è mica solo “invadere il corpo”: se una fa sesso vaginale con me o mi fa una fellatio mentre sono intossicato e non posso dare il consenso, è violenza sessuale.

Trackbacks

  1. […] per le donne” da rivolgere solo agli stranieri. Quel ministro è di destra. Le femministe lo contestano. A tal proposito sarei molto felice di sapere che finalmente gli anti/gender capiscono […]

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