Un video “esilarante”, ragazzini e rapporti tra i sessi

 

Pubblico questo pessimo video, con questa pessima canzoncina, abbastanza scontata e comunque sessista, senza sapere chi sia il tizio che canta e dunque mi scuserete se non cito la fonte. Di fatto è un video pubblico e virale e se qualcuno mi indica la fonte non avrò problemi a nominarla e a raccontare all’autore quello di cui si discute qui (sai mai volesse partecipare).  Vi invito perciò a leggere il contenuto della mail della persona che me lo ha segnalato e gli spunti ai quali rimanda per una discussione che spero non si ridurrà in un “e fatevela una risata… le femministe non hanno il senso dell’umorismo… ah ah… fatevi i caxxi vostri“. Buona lettura e buona discussione.

Chiara mi scrive:

“Ciao Eretica,

ti seguo silenziosamente da un po’ e apprezzo molto il lavoro che svolgi nel tener vivo il dibattito intorno a temi importanti, mai abbastanza discussi perché ancora aperti e scottanti. Ti scrivo ora riguardo un video che circola su whatsapp e che mi è stato girato da un ragazzino dodicenne, o meglio dai suoi genitori (miei amici) in sua presenza, per mostrarmi un po’ perplessi ciò di cui rideva e farmi capire il livello di cosa si scambiano i ragazzini delle medie. Il video in questione mi ha disgustato; lo trovi in allegato, così puoi valutarlo personalmente.

Innanzitutto è girato da e rivolto a un pubblico di età liceale, non dovrebbe essere visto da bambini; ma si sa che queste cose succedono e sono sempre successe, e va be’. Veniamo ai contenuti: posso capire l’irriverenza, lo spirito di ribellione nei confronti del “potere costituito”: genitori, scuola, polizia… Strafottenza e sfotto’ verso queste figure sono fisiologiche tra gli adolescenti e anche sane, direi 🙂

Quello che mi sconvolge è il rapporto maschio-femmina che emerge, un rapporto che pare più di odio che di amore (amore inteso come rispetto, curiosità, trepidazione, sana attrazione sessuale…) e intriso di disprezzo e violenza. Ok, saranno “battute”, ma sentire in bocca a un ragazzino una frase come “se ti violento poi non ti lamentare” mi ha fatto gelare il sangue. Io sono adulta, ma se torno ai ricordi dell’adolescenza (anni ’90) non mi pare ci fosse questo livello di rancore e violenza verbale nei confronti delle ragazze.

Senza contare che allora non esisteva whatsapp e il deficiente che avesse formulato sparate di questo tipo restava circoscritto all’ambito del suo gruppo o tutt’al più a una scritta sui muri della scuola (non certo potente come un video virale).
Per me è stato un po’ triste iniziare l’anno con questa “visione”… Anzi no, per fortuna il video l’ho visto ancora nel 2015, perciò per il nuovo anno posso sperare in un cambiamento di rotta… verso l’abbattimento di questo maledetto muro. 🙂
Ciao e buon 2016,

Chiara”

Update: mi dicono che il tizio si chiama Amedeo Preziosi (qui stanno i suoi video) e piace tanto alle ragazzine e ai ragazzini. Educativissimo proprio, insomma…

Comments

  1. Se suddetto video si trovasse su un canale youtube del ministero dell’educazione ed avesse la pretesa di insegnarci qualcosa, capirei anche le considerazioni fatte. Se lo si prende come una parodia, un video per ridere, e demenziale, allora forse sarebbe da domandarsi come mai in certe persone tale video susciti certi ragionamenti. In fondo ognuno di noi reagisce a ciò che vede in base alle proprie esperienze passate. Ciò che fa ridere una persona potrebbe far piangerne un’altra. Se la persona che ne ha estratto conclusioni sul modo in cui gli adolescenti vivono la loro sessualità passasse due sere a guardare Zelig o qualsiasi stand up comedian Americano (non so come si chiamino in Italiano) avrebbe grosse lamentele su come gli adulti vedono l’altro sesso (o Dio, o quel che si voglia). Io credo questo ragazzino abbia un talento e usa – come si fa in tutto l’umorismo – esempi estremi e forti per far ridere. C’è, a mio avviso, ben di peggio in televisione a cui le masse (dai bambini agli adulti) vengono esposti. Comunque ad effetto finale è stata fatta una bella pubblicità a questo ragazzo! 🙂

    R

  2. Il mostro della porta accanto.
    Da cosa dipende una tale visione della vita? Come è possibile accumulare una tale sequenza di atteggiamenti negativi? La cosiddetta famiglia naturale, la scuola, la società ed il mondo dello spettacolo e del divertimento hanno un ruolo, secondo voi, in questa collezione di brutture?
    Perché prima che machista-maschilista e qualunquista, questo è un esempio di vita vissuta veramente brutta.

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