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Il bancone

Lei scrive:

Ciao Eretica.

Leggere il post sul CPP – Comitato Puttane di Paese – mi ha fatto fare un salto indietro di anni facendomi pensare alla realtà del mio paese in Sardegna in cui un ferreo maschilismo inamovibile s’impone su una delle poche e sopravvissute culture matriarcali. I segni di questo maschilismo sono palpabili ovunque, chiaramente e soprattutto al bar, vera piazza del paese e in quella che è la sua tribuna, riservata ai soli uomini : il bancone.

A tentare di varcare quella soglia tra i tavolini e il bancone non eravamo in tante e quando lo facevamo il prezzo ‘reputazionale’ da pagare era alto: troia, bagassa, zingara, drogata ecc. Questo tribunale del sessismo da paese si fonda sull’offesa del rifiuto, o alla mancata amalgame con una determinata mentalità dominante. Tuttavia la violenza sessista non si ferma alle sole dicerie. Mi spiego: nei paesini del centro Sardegna esiste una tradizione di anni per cui la ‘leva’ che nell’anno corrente compie 18 anni, esce di notte per il paese a scrivere con vernice bianca nelle strade apostrofando chicchessia da A a Z.

A volte – molto poche – le scritte sono ‘bonarie’, tutte le altre volte queste scritte sono rivolte alle ragazze con tanto di nome e cognome e riportano la sequela di attributi sopramenzionati. Il senso di umiliazione, la pressione sociale dei ‘benpensanti’ in comunità inferiori ai 3000 abitanti è indescrivibile. Poi accade che la storia prende il suo corso, una congiuntura economica non troppo favorevole – per usare un eufemismo – porta buona parte di queste ragazze a lasciare la comunità per approdare in lidi più ‘compiacenti’ alla libertà di “costumi” : Londra, Parigi, Bruxelles.

Ora dietro quei banconi non solo ci lavoriamo la notte per sostenere il costo troppo alto di un sistema economico che ci sfibra, ma addirittura ci scopiamo, fiere delle nostre scelte e ovviamente delle nostre origini. A riprova del fatto che non si fa mai un passo indietro nelle retrovie, ma che le linee del fronte vanno sempre sfondate!

Solidarietà a tutte le Puttane di Paese d’Europa!

PS. Rispetto assoluto per il magistrale lavoro del blog! Saluti femministi

Qualora decidessi di condividere questa testimonianza, sono certa che capirai la necessità dell’anonimato, dato che il paese natio e il sessismo nel suo grembo sono sempre in piedi

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Comments

  1. sono contento, e da altro lato rattristato, da questa testimonianza. Sono sicuro che sia vera perchè è una realtà che conosco. La Sardegna non è solo spiagge e mare, ma anche le realtà delle zone interne; che interne non sono, in verità, perchè spesso distano dieci chilometri dalla spiaggia.
    Dire quello che devono subire queste ragazze, che fanno una precisa “scelta”, sarebbe davvero troppo lungo; posso dirvi che si tratta di episodi di uno squallore orribile e di una denigrazione sociale che fa a pugni con l’ostentato progresso, che dovrebbe implicare la liberazione della donna. Sembra insomma di essere tornati agli anni ’50. Conosco un esempio concreto, relativo ad un paese molto piccolo,e la ragazza, abbastanza giovane, viene stigmatizzata dalla comunità sociale, anche se può godere di una fitta rete di amicizie più o meno sotterranea che la sostengono nella sua “scelta”.
    stiamo parlando una ballerina di lap dance che poi “arrotonda”.
    Speriamo che questa veritiera denuncia serva a qualche cosa. Quanto meno a smuovere queste acque stagnanti…

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