Buck Angel: l’uomo con una fica

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Testo di Will Coldwell,  da Dazed Digital – [Traduzione di Donatella]

Incontriamo il produttore americano di film per adulti a Berlino per discutere del suo approccio femminista alla forma d’arte e del perché il sesso ha una terribile reputazione 

Almeno per due terzi del tempo in Sexing the Transman Riley – un maschio trans – e la sua ragazza Jessica sono profondamente coinvolti nei reciproci corpi. La telecamera ciondola sopra la coppia giovane e carina, concentrandosi sulla faccia di Riley mentre Jessica gli lecca i capezzoli e morde gentilmente il suo corpo. Poi una voce interviene: “Ti senti più arrapato adesso che stai prendendo del testosterone?”

Riley guarda in alto sorridendo. “Sì.” “E quando è accaduto questo? Dopo un mese o giù di lì?” Riley, mordendosi il labbro come Jessica comincia a farsi strada sotto al suo scroto, guarda la telecamera: “Mmm.”

Sono passati quasi quattro anni da quando la porno star trans Buck Angel, anche conosciuto come “l’uomo con una fica”, ha deciso di ritirarsi da protagonista nei film e iniziare a dirigere i propri. I conseguenti film, una serie di porno documentari intitolati Sexing the Transman, sono una documentazione intima e potente della sessualità trans. Il quarto è uscito nella primavera di quest’anno, e il quinto e il sesto sono in via d’arrivo.

Siccome i registi porno vanno e vengono, è difficile immaginare uno piuttosto che si riafferma come Buck. Seguendo la tradizione degli altri porno femministi, i suoi film iniziano con interviste agli attori, umanizzandoli, rendendosi conto del loro senso di se stessi – fisico ed emotivo – prima di riprenderli durante l’eccitazione. Una produzione lo-fi significa che non c’è nessuna distrazione dal ritratto onesto dei performer, esclusa la strana interruzione di Buck per soddisfare la sua sincera curiosità, come per esempio quanto grande è diventato il loro clitoride da quando hanno iniziato gli ormoni, o quanti orgasmi riescono ad ottenere di solito. La sua replica alla maggioranza delle risposte è un diretto: “Questo è fantastico.” Se non siete mai stati in telecamera e avete intenzione di acconsentire affinché qualcuno vi filmi mentre state facendo sesso, – e per la maggior parte dei ragazzi che si offrono volontariamente ai film è la prima volta – Buck sarebbe veramente una grande persona da avere intorno.

In un momento in cui il profilo di Buck continua a crescere – ha appena ricevuto un premio PorYes come pornografo femminista ed è invitato regolarmente a parlare nelle università di tutto il mondo – l’ho raggiunto a Berlino per sentire di più su come sta usando la sua posizione per cambiare le percezioni su sesso e genere, e perché film come i suoi meritano di essere visti da un pubblico più vasto, indipendentemente dall’essere trans, cis, gay o etero.

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Una delle tue prime conquiste è ricevere un premio al PorYes, i premi del film porno femminista, per il tuo lavoro a sostegno della sessualità trans nell’industria dell’intrattenimento adulto. Com’è essere l’unico maschio candidato ai premi di film femministi?

Buck Angel: E’ figo. Ti dico che è veramente figo essere un maschio femminista ed essere apprezzato per questo. Molte persone pensano che solo le donne siano femministe ma non è vero. Tutti dovrebbero essere femministi. Tutti gli uomini dovrebbero essere femministi. Dovremo avere tutti gli stessi diritti.

Molto del tuo lavoro – filmare, recitare, parlare – implica la mescolanza dell’intimamente privato con l’appassionatamente politico. Ti stanchi mai di avere il tuo genere e la tua sessualità in prima linea come persona pubblica?

Buck Angel: No. Sai perché? Perché vedo la differenza che fa. Il mio corpo è il mio attivismo. Così lo uso, o spero di continuare ad usarlo per il cambiamento. Oppure si potrebbe arrivare a un punto in cui non interessa più a nessuno. Questo sarebbe meraviglioso.

Il pubblico sembra diventare sempre più aperto su questi argomenti. Ma questa estate quando Caitlyn Jenner ha fatto coming out come donna trans, le reazioni sia dentro che fuori la comunità trans sono variate dal supporto alla critica. Dove erano i tuoi sentimenti al momento?

Buck Angel: Prima di tutto voglio dire che è sul serio una donna coraggiosa. Non è stata una cosa semplice per quella donna fare coming out e le do un sacco di merito. Numero due, lei non è la rappresentazione della comunità trans. Questo è ciò che la comunità ha bisogno di capire e che il mondo necessita di comprendere. Lei è una persona. Ed è anche una persona privilegiata. E ciò che vedi non è nemmeno l’un percento della comunità trans.

Perché quel privilegio l’ha distinta così nettamente dal resto della comunità trans?

Buck Angel: Può decidere e volere di essere una donna, sottoporsi a tutta la sua chirurgia e aver finito dopo sei mesi. La maggior parte di noi non ha mai finito. Neanche abbiamo il privilegio di fare la chirurgia o prendere gli ormoni. Quindi è questo. Ma il motivo per cui penso che il suo programma TV sia eccezionale sotto un certo aspetto è che i produttori abbiano portato dentro gente trans che è attivista e questo significa che Caitlyn ha una conversazione con ciò che non voglio chiamare la “vera” comunità transgender ma che aiuta a mostrare la lotta reale.

Nella tua serie di film, Sexing the Transman, molti dei performer che incontriamo non sono stati in grado di permettersi la chirurgia o persino il trattamento ormonale. Come ci si sente a documentare queste esperienze?

Buck Angel: In verità mi uccide. Hai visto la disperazione in questi ragazzi? Ogni volta è orribile. Lo riprendo, lo revisiono, lo guardo e mi suscita ancora commozione guardarlo. Lo sai quanto è incredibilmente straordinario per un ragazzo che ha seno e vagina denudarsi di fronte alla telecamera e dire “Sono un uomo?”. E dopo sentirlo dire “Vorrei non avere queste, mi sento così orribile nell’averle.” Aggiunge un’intera altra sfumatura a questo. La visione di quel ragazzo solo dovrebbe sbalordirvi. Voglio che la gente veda quella disperazione.

Dunque diresti che c’è un elemento di campagna nei film a quel riguardo?

Buck Angel: Spero che facendo quello io possa ottenere compassione dalla gente per quei ragazzi. Come possiamo cambiare le leggi in America? In Gran Bretagna si fa pagando. In Germania si fa pagando. Tutti questi ragazzi si assicurano la loro operazione chirurgica attraverso il governo. Noi non abbiamo questo. Siamo il paese più ricco del mondo, il paese più ricercato del mondo e non diamo alla nostra gente l’assistenza sanitaria. Questa è un diritto umano. Nessuno dovrebbe lottare per essa.

I tabloid sono stati sempre criticati per la loro super-sessualizzazione della gente trans – focalizzandosi sui loro corpi in modo voyeuristico e solleticante – e tante persone nella comunità trans hanno fatto campagna contro ciò. Come pensi che i tuoi film si inseriscano in questo dibattito?

Buck Angel: Questo è un grande problema per me. Il sesso e il diventare sessualmente sicuro del mio corpo…questo mi ha catapultato al successivo livello d’accettazione di me stesso. Perché il sesso è una grande fetta della vita della maggior parte delle persone. Ma se sei sessualmente disconnesso dal tuo corpo, credimi, non accetterai mai te stesso o saprai chi sei. Quindi, tornando indietro al problema della de-sessualizzazione della comunità trans – questo è quello che sta accadendo all’interno del movimento trans. Il resto del mondo è in contatto con la propria sessualità, perché noi non dovremo esserne in contatto?

Molto del dibattito principale attorno al porno s’incentra sul fatto che sia una cosa dannosa per la gente – in particolare per le generazioni internet più giovani – che lo guarda. Qual è il tuo punto di vista su questo?

Buck Angel: Bene per prima cosa, la pornografia non è dannosa. Qualcuno alla fine della catena ha deciso che il sesso è una brutta cosa e che i video di sesso sono anche peggio e che la pornografia è il diavolo. La qual cosa è troppo, perché non è veramente ciò che è. Voglio dire, c’è una grande varietà di pornografia. Puoi vedere praticamente tutto. E adesso puoi vedere anche un uomo con una fica, quindi non so neppure cosa esista di più da vedere. Però è triste per me che la pornografia abbia una così cattiva reputazione.

Ma qualcosa del criticismo è meritato? C’è un sacco di porno – che sia consenziente o no – che si concentra su soggiogamento e umiliazione femminile.

Buck Angel: Ecco la cosa che la gente non capisce. Molto di quello è fantasia. E indovina? La gente ha quelle fantasie. La gente ha fantasie di stupro, fantasie di cacca, fantasie di pipì. E’ questa è la cosa che dobbiamo capire della psiche umana. Potresti pensare non sia eccitante, potrei pensare non sia eccitante, ma se due persone vogliono cacarsi a vicenda? Lo facciano, amici.

I tuoi film – e il porno femminista – si oppone a un certo tipo di immagine che troviamo nel porno mainstream. I tuoi film provano che esiste del porno che può aiutarci a pensare al sesso in una maniera più positiva e creativa, quindi non concorderesti nell’ammettere che ci sono pure film che ci fanno pensare alle cose in maniera negativa?

Buck Angel: C’è una parte negativa in tutto. Ma è sul serio una domanda difficile alla quale rispondere per me che credo nella libertà di parola. Sono più per lasciare libere le persone di esprimere la propria sessualità, il proprio genere. Dunque, qualcosa che potrei non trovare di mio gusto non significa necessariamente che sia una brutta cosa.

Cosa potrebbe essere fatto per rendere il porno un’esperienza in generale più positiva?

Buck Angel: Bisogna lasciare che pornografi, sex worker e educatori sessuali facciano parte dell’insegnamento nel mondo della sessualità in un modo più positivo. Purtroppo siamo raggruppati insieme in una cosa sola. A quei tizi che girano quei porno mainstream non importa nulla fuorché fare soldi.

Quindi stai dicendo che c’è un problema nell’industria in sé, che ha trovato un prodotto che vende. Tipo il cibo spazzatura?

Buck Angel: Sì, esattamente. Direi che io non sono il cibo spazzatura. Io sono il ristorante bello e carino. Sono biologico. Vegano. Non voglio veramente che la gente pensi che sto parlando male del lavoro degli altri ma ci sono sicuramente modi attraverso i quali possiamo fare del porno un’influenza più positiva su una generazione più giovane. E questo avviene nel consentire a più di noi di portare immagini positive là fuori. Questo è quel che è il porno femminista.

Hai sperimentato qualche sfida o pregiudizio quando sei entrato nell’industria del porno?

Buck Angel: Le sfide erano nell’industria. C’erano quelli che non mi avrebbero fatto lavorare. Le altre sfide erano nella mia propria comunità. La comunità trans maschile in principio era così sconvolta per me. Mi odiavano. Dicevano che li stavo sessualizzando. E che stavo facendo pensare al resto del mondo che avessimo tutti vagine. Devo continuare a dire che non si tratta di voi. Quale parte di Buck Angel, l’uomo con una fica, non potete capire? Alla fine mi sono dovuto togliere dalla comunità perché erano troppo arrabbiati con me. Avanti nel 2015, un mucchio di questi ragazzi chiama se stesso uomo con una vagina. Adesso tutti si identificano con quello che ho tirato fuori.

Parlaci del tuo primo ciak.

Buck Angel: Nessuno mi avrebbe parlato nell’industria del porno. Nessuno. Tutti mi odiavano. Pensavano fossi un freak. Quindi l’unica cosa che avrei potuto fare era produrre il mio proprio lavoro. La mia primissima scena fu una di masturbazione in un bayou della Louisiana. Portai soltanto una borsa di vibratori e feci sesso con me stesso.

Hai un momento preferito del tuo periodo come performer?

Buck Angel: Quasi qualunque cosa abbia fatto è stata per primo. Nel senso che nessun altro maschio trans si è mai affacciato all’industria della pornografia. Nel 2007/8 feci una scena con una compagnia porno gay con altri due ragazzi. Il tizio che doveva farlo con me guardò tra le mie gambe e disse: “Wow, amico, hanno fatto un bel lavoro. “ E io: “Che?” E lui: “Sembra vera!” E io dissi: “Amico, è vera.”. Tutti stavano ridendo sul set, lui era imbarazzato. Ma io l’ho preso come un complimento.

L’anno scorso hai divorziato dalla tua partner di lungo periodo in un caso che ha testato i diritti LGBT, quando lei ha messo alla prova la validità del vostro matrimonio in tribunale sulla base del fatto che non eri legalmente un uomo. Come ha inciso questa esperienza a livello personale?

Buck Angel: Ero distrutto. E’ tutto venuto da una persona che consideravo mia complice nella buona e nella cattiva sorte. Pensavo di essere in sintonia con quella persona e non lo ero. Lei arrivava dopo la cosa per cui vivo, la mia mascolinità. Il mio genere. Lo sapeva bene. Ma ho vinto. Ho vinto il caso. E’ stato veramente surreale. Lo considero equivalente a qualcuno che è diventato malato mentalmente, sono solo in grado di pensare questo per sentirmi bene al riguardo.

Qual è stato l’impatto del caso a livello politico?

Buck Angel: E’ stato il primo caso del suo genere nella storia degli Stati Uniti. Ha sfidato il nostro matrimonio e facendo questo ha sfidato tutti i matrimoni della comunità. Perché se quel caso fosse passato, wow, non penso nemmeno lei si sarebbe resa conto del danno che avrebbe fatto.

Crescendo hai fatto coming out come donna gay, poi uomo trans, e infine come porno star nella tua famiglia. Qual è stata la più dura?

Buck Angel: La più dura è stata dire ai miei genitori di essere una donna gay. L’hanno odiato. Erano imbarazzati. Abbiamo avuto poi questa discussione in cui mi hanno detto che per loro adesso è più facile accettarmi perché mi presento come loro figlio al mondo. Non dicono alla gente che sono il loro figlio transgender. Dicono solo che sono il loro figlio. E poi la roba porno? Ai miei genitori non importa. Gli importa soltanto del mio successo e del vedermi viaggiare intorno al mondo facendo una grande differenza. La roba sessuale non è sul serio un grande problema per loro perché vedono che ho fatto qualcosa di me stesso e sono uscito fuori da droghe, alcool, suicidio e tutte queste cose fuori di testa. Mi hanno detto che pensavano fossi morto per i 30. Sono veramente fortunato, lo so. Non molte persone accetterebbero l’essere trans dei loro figli, men che meno accetterebbero il loro bambino nel business della pornografia.

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  1. Lo amo

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