Quando sei lesbica e dicono che non sei una donna

Lei scrive:

Ciao Eretica. Vedo tante storie da te pubblicate, e mi sono chiesta se, forse, potesse risultare interessante anche la mia. Ho quasi sedici anni, ho scoperto la mia omosessualità a quattordici, all’inizio del primo anno di liceo. Il come non ha veramente importanza, ma ne ha ciò che è successo dopo. Dopo neanche un mese dalla mia cotta “rivelatrice” mi sono legata ad una ragazza tranquillamente dichiarata, e così ho fatto anche io. E le risposte alla mia dichiarazione sono state quasi tutte assolutamente positive, vedi un po’ l’ambiente molto aperto che mi accoglie a scuola, vedi un po’ la quantità di omosessuali presenti a scuola. Ma dietro ogni risposta tipo “Tranquilla, per me non cambia nulla!” sono sempre presenti piccole forme di omofobia.

“Chi fa l’uomo?”
“Tu fai l’uomo perché hai i capelli corti?”
“Ma se ti metti con una con i capelli corti come fate a decidere chi fa l’uomo?”
“Sei lesbica perché ti vesti in modo maschile?”
“Come fate sesso?”
“Se non ci sono cazzi non potete fare veramente sesso.”
“Sei sicura di essere lesbica? Mi hanno detto che è solo una fase.”
“In palestra come fai a farti la doccia con altre ragazze?”

E tante altre affermazioni e domande che celano veramente tanta omofobia, in quanto risultano quasi “accuse” più che domande dovute alla semplice curiosità.
Un altro fattore che spesso scatena in me veramente molto fastidio è essere a volte pregiudicati e etichettati come “uomo mancato” “trans” e simili, semplicemente perché osservano uno stile androgino. E affermo tranquillamente che non è così.
Io sono una donna! Ed il mio modo di vestire non va assolutamente ad intaccare il mio essere una donna.

Lo dico da ragazza cresciuta fin da piccola con il dubbio di essere veramente nel corpo giusto. Cresciuta così fino a quando non ho capito di dover soltanto riuscire a sentire a mio agio nel mio corpo e nei miei vestiti.
Mi vesto in modo androgino, sono fidanzata con una donna ed ho i capelli corti. MA RESTO UNA DONNA.
So bene che ci sono storie molto più interessanti. Ma questa è la mia storia come la storia di veramente molte altre ragazze e ragazzi. Che ho conosciuto e che sto iniziando a conoscere grazie ad un “collettivo” che si sta creando piano piano nella mia zona.

—>>>Non ci sono storie più o meno interessanti. Tutte le vostre storie sono importanti. Vostra, Eretica.

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Comments

  1. 🙂 Questa storia mi fa un po’ sorridere , una sorta di ” Tenerezza” , e provo a spiegare perché. Conosco un uomo , di 50 anni , dichiaratamente omosessuale e con un patner fisso ( stanno insieme da 28 anni ) . Quest’uomo un giorno mi ha presa in disparte e mi ha chiesto : ” Io sono un uomo secondo te?” . Ho trovato la domanda lì per sé assurda . ” Certo che sei un uomo ” ” Sei sicura?” ” Ma che domande mi fai? ” E lui: ” Non è che son meno uomo perché sto con un uomo vero?” . Boh. A me quest’uomo piace , lo trovo estremamente intelligente ed autoironico , ed una domanda così assurda da parte sua non me la sarei mai aspettata. L’ho guardato e mi son messa a ridere. Lui ” Che c ‘è ?” ” Non lo so, oggi fai domande strane ” . Il discorso è finito lì , ma io non avevo capito il perché delle sue domande. Due giorni dopo l’ho rivisto e glielo ho chiesto , il perché delle sue domande. Lui mi ha detto che voleva essere sicuro,che c’è ancora gente che lo chiama ” Frocio” ” Femminuccia” “Cullattone ” e tutto il peggior repertorio di questo mondo. Lui è un uomo “strutturato” , nel senso che ha un suo lavoro che gli piace , sta insieme ad un uomo che ama , ha una vita “completa”. E mi son resa conto che nonostante questo, si ” rattrista” di fronte a certe affermazioni. Il fatto che lui mi abbia rivolto quelle domande in un certo senso,non so spiegarti come, ci ha avvicinati di più , ci ha messi più in sintonia,ci ha fatti conoscere meglio l’un l’altro . Non so. Ora quando parlo con lui sono ancor più “serena” 🙂
    Non so se questa mia “esperienza” possa essere una risposta a quel che hai scritto , ma ho voluto comunque riportarla . Di lui qualcuno mi ha detto ” Basta che certe cose le faccia a casa sua ” e io ” Ma perché,di solito , le coppie fanno l’amore in mezzo alla strada ? ” . La risposta più ovvia che puoi dare è sempre quella che spiazza .

  2. Capisco quello che provi. La gente ha la smania di apporre etichette sulle persone, e la morbosità di conoscere nuovi particolari che ne facilitino questo meticoloso lavoro.
    “Chi fa l’uomo?” in una coppia omosessuale, nel caso specifico lesbica, ad entrambe piacciono le donne, quindi perché una dovrebbe fare l’uomo? Andrebbe contro ogni logica, o no?
    Detto questo, mi sono sentita fare anche io tanti commenti di questo tipo, pur non essendo lesbica: tante volte lo hanno insinuato non vedendomi mai in compagnia di un ragazzo, tante altre me lo detto speranzosi di conoscere qualche dettaglio scabroso. Quando chiedevo cosa glielo facesse pensare rispondevano candidamente che gli veniva spontaneo visto il modo che ho di vestire o per il fatto che le mie compagnie siano prettamente femminili. Sto con un ragazzo da un anno e mezzo ormai, ed ancora oggi ogni tanto qualche parente mi dice “meno male che ti sei messa con X perché noi eravamo proprio convinti che fossi lesbica.”

    Più vado avanti e più ho la conferma del fatto che le persone abbiano la necessità di creare stereotipi, di trovare dei tratti che in maniera inequivocabile identifichino l’appartenenza ad una determinata categoria, per poi potersene distaccare; del tipo: “Lo vedi, indosso una collana di perle e un paio di tacchi, non posso essere omosessuale.” credo che queste persone che tu definisci omofobe, non hanno paura di chi è diverso, ma temono di poterlo essere loro, sono insicure delle propria sessualità, e cercano a tutti i costi qualcosa che li rassicuri di rientrare nei ranghi.

  3. Ha fatto sorridere anche me questo articolo… perchè io no, che non mi sento donna e non mi piace granchè esserlo, è sempre stato così. Trovo le attività “maschili” più interessanti, mi comporto spesso come un uomo, mi infastidisce non avere la loro forza fisica, ecc ecc; ora che aspetto un bambino non mi piace la gravidanza in sè, la presunta “esaltazione della femminilità” che essa comporta non la percepisco, forse perchè non sento di avere nessuna femminilità da esaltare: lo trovo solo uno stato fisiologico necessario per avere il figlio che desideravo. Sono felice che sia un maschietto perchè non avrei proprio saputo come educare una bambina a scoprire e apprezzare la sua femminilità, il suo essere donna.
    Eppure sono eterosessuale, non mi eccitano le donne, ho un compagno fisso e la mia vita sessuale è pienamente soddisfacente… e porto i capelli lunghi, mi vesto in modo semplice ma femminile, non sono nemmeno brutta fisicamente….
    Cosa sarei io allora? Un uomo gay in un corpo di donna?
    Forse è proprio come dice ErreGi, sono solo etichette che appongono gli insicuri per fortificare la certezza della loro presunta normalità… senza capire che la cosa più bella e normale è la diversità che contraddistingue ciascuno…

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