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Sei sposata? Orgogliosamente no. Allora perché mi sento a disagio?

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Lei scrive:

Ho una piccola riflessione da fare e credo tu sia la persona giusta con cui farla.

L’osteopata che sta tentando di rimettermi in sesto, normalmente piuttosto scostante, l’ultima volta aveva voglia di chiacchierare e così ha cominciato con le domande standard “dove lavori? cosa fai? sei sposata?”.
No, non sono sposata. E nemmeno mi sono mai sposata, ma a lui questo non l’ho detto, anche se, fino a quel momento potevano anche essere domande tanto per far conversazione.
Ma lui ha insistito e ha voluto sapere perché non mi fossi sposata.
Sono assolutamente certa che se gli avessi detto di avere marito non mi avrebbe chiesto come mai ce l’avessi. Perché è la condizione di single a 49 anni che è inspiegabile, evidentemente.

Il punto però non è la sua domanda, il suo voler capire perché io non fossi sposata, il punto è che per un attimo mi sono sentita in difetto come se dovessi in qualche modo giustificare la mia condizione di donna serenamente non in coppia.

Io, quella determinata, quella che, scoperto il tradimento, ha concluso una convivenza di 5 anni mettendo alla porta il fedifrago e tutti i suoi averi in mezza giornata
Quella che mai si è lasciata influenzare dalle opinioni altrui e che è andata per la sua strada con convinzione e guardando negli occhi le conseguenze dei propri errori.
Ecco, quella lì, io, insomma.
Per quale assurdo motivo alla domanda “perché non ti sei sposata?” mi sono sentita tentata di giustificarmi?
Poi non l’ho fatto, non mi sono giustificata.

Ma continua a disturbarmi il pensiero che, dopotutto, da qualche parte dentro di me, sopravvivano frammenti di stereotipi arrivati chissà da dove, residui di un’educazione che non è solo quella familiare.
Questa cosa del matrimonio, ad esempio, non appartiene certo ai miei genitori, che pure sono sposati da oltre cinquant’anni ma non hanno mai agito come se il matrimonio fosse una tappa obbligata bensì una possibilità.
Ecco, la riflessione è tutta qui.

Sono a disagio perché nonostante un’educazione volta a rendermi indipendente e autonoma, nonostante la mia intelligenza e il mio equilibrio emotivo, nonostante il fermo convincimento che non essere moglie o madre nulla tolga al mio essere persona completa, ecco, nonostante tutto ciò, davanti ad uno che mi domanda “com’è che non ti sei sposata?” col giusto grado di disapprovazione mista a stupore, la mia prima reazione è stata di mettermi sulla difensiva.
Ma quanto sono potenti ‘sti condizionamenti?

Grazie per il tempo che vorrai dedicare alla lettura di questi pensieri disordinati, e se hai considerazioni, saranno molto gradite.

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Comments

  1. letizia del bubba says:

    Non capita solo a te siamo tutte piene di contraddizioni, siamo umane!

  2. Io non sono sposata , lo sono stata. Ovvio io fossi sposata . Fa strano io ora non sia sposata . E’ così ,proprio così. Le “cattiverie” circa il fatto che io non sia riuscita a mantenere in piedi il mio matrimonio mi vengono mosse da mogli infelici , insoddisfatte, che mai si separerebbero per il bene di ( I figli in primis, ma poi c è la delusione che darebbero ai loro genitori , la gente non capirebbe e alla fine tanto male da sposata non sto ) . Ecco , io ho deluso parecchia gente. Che ovviamente non viveva con me e con il mio ex marito. Condivido quanto hai scritto,chiedendo a me stessa perché mi faccio condizionare.

  3. Antonella Romano says:

    non saprei rispondere a dir la verita’, forse perche’ e’ stata una cultura che ha fatto la storia. la scelta del matrimonio era una tappa fondamentale per affermare la propria realizzazione. e quindi sono rimasti, nel substrato dell’ inconscio, frammenti di una mentalita’ tanto bella se vogliamo dire nella sua generalita’, quanto limitante e a volte anche distruttiva.

    • da quando l’Uomo ha cominciato a provvedere in modo stabile i suoi bisogni primari, ha cominciato a farsi molte domande sui perchè della vita, ed è nata la filosofia.
      Una di queste domande è stata se quali esseri abbiamo un compito, se esiste un fato, e così via…
      Sono state date tutti i tipi di risposte, basta leggere un qualsiasi manuale di filosofia e di sociologia.
      Io se esiste un perchè non mi va di ricercarlo, ma voglio essere lasciato libero di scegliere, sia quel che vorrei essere e lasciato libero di cercarne i perchè, anche di scegliere di non saperlo.

      è un atteggiamento minimalista? allora rispettate la mia scelta

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