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Per mia madre io sono niente e mio fratello è tutto

Lei scrive:

Cara Eretica, ho 24 anni e sono nata e cresciuta in Puglia in una famiglia tutto sommato serena, senza troppi problemi. Genitori grandicelli e un fratello di poco più di un anno più grande di me. Sono cresciuta con l’idea che la donna in casa debba pensare alle pulizie, ai pasti, a rendere facile la vita degli uomini nelle quattro mura domestiche. Ci tengo però a precisare che mia madre non mi ha mai obbligata a fare nulla di tutto ciò, proprio perché era lei la sottomessa, la “schiava”. Passo l’adolescenza con un senso di ribellione a tutto questo, a una madre subordinata al marito e al figlio, trattata male, senza rispetto e con superficialità. Faccio uso di stupefacenti, bevo, ho amicizie poco consigliabili, passo le notti per strada ma senza superare il limite. Non vado quasi mai a scuola e a stento riesco ad arrivare al quinto anno di liceo senza però diplomarmi.

Nel frattempo mio fratello passa l’adolescenza senza troppi grilli per la testa, maleducato e irrispettoso, viziato da mia madre. Lui si iscrive all’università, consegue la laurea breve e adesso si è riscritto all’università per una seconda laurea che gli costerà 5 o più anni di studi. Mia madre è orgogliosa di lui, non perde occasione per elogiarlo anche in sua assenza. Davanti a conoscenti o parenti, se si parla di me, lei si appresta a spostare l’attenzione sul figlio, sfoggiando la sua laurea e il percorso di studi. Insomma, non riserva mai una buona parola per me. A 24 anni, non sono più la ribelle di 10 anni prima e da un po’ mi muovo per poter prendere il diploma come privatista e un giorno, frequentare l’università. Mi ritengo una persona intelligente, colta, che ama leggere e informarsi. Sono una brava ragazza, di bell’aspetto e apprezzata da chiunque mi conosca.

Ma questo sembra non arrivare agli occhi di mia madre che continua a trattarmi con superficialità, a sminuirmi, non mi appoggia nel progetto di prendere il diploma. Per lei non è indispensabile, tanto è facile che una donna venga mantenuta da un uomo. Qualche giorno fa, a causa di un litigio, sono stata picchiata da mio padre e da mia madre. A 24 anni, sono stata presa a pugni in testa e in faccia dai miei genitori mentre mi auguravano di morire sotto ad una macchina. Vorrei andar via, ma non ho soldi e quindi sono costretta a stare con persone che non considero più famiglia, con la quale non parlo, non guardo in faccia.

Dentro di me ho il terrore che un domani, con i miei figli, mi comporterò nello stesso identico modo. Ho paura di non riuscire ad insegnare loro la condivisione, la sincerità, la vicinanza proprio come è stato fatto a me. Non sono capace di esternare i miei sentimenti, con nessuno. Non sono in grado di parlare dei miei problemi alle persone che mi stanno vicino e se non so farlo io come posso insegnarlo? E’ vero che ripercorriamo la stessa strada di chi ci ha cresciuto? Io, comunque, farò di tutto per fare in modo che non accada.
Grazie ragazz* per saper ascoltare.

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