La “Gender” rassegna stampa di Eretica

Tre notizie degne di nota, da un punto di vista di genere, ovvio.

La prima. Un ricco saudita dice di aver prima fatto sesso con una, poi, nudo e con il pene ancora incollato di sperma, si aggira per casa per chiedere all’altra se ha bisogno di qualcosa. Lei accetta subito l’offerta e non trova di meglio da fare che tentare di farsi scopare con le mani o con altro, dalla stampa non si capisce bene. Lui lotta e resiste, povero, e cadendo, disgraziatamente, la penetra. La corte riconosce che codesta cosa non si chiama stupro. Ed è vero. Siamo alla fantascienza. E’ un incontro ravvicinato tra umano e aliena perché da quel che so alle donne ancora non hanno spostato la vagina dieci centimetri più su. A meno che lui non abbia penetrato l’ombelico bisogna considerare che dentro di lei c’erano tracce di sperma, ergo, siamo di fronte ad un battaglione di spermini allenati per le olimpiadi e anche alla presenza di un pene ad angolo retto ripiegato proprio in direzione della di lei vagina. Ora ci manca solo che lui non la denunci per stupro. Sia ben chiaro che il commento è dedicato a quel che la stampa riporta. Potrebbe anche essere che i fatti sono altri e che i media giocano con i titoloni sensazionalisti. Chissà.

12390906_921975541211675_8987211013096052757_nLa seconda. Torben Chris è un comico danese che ha trovato carino postare sui social network una foto in cui lui fa il bagno assieme alla figlia di due anni. Secondo lui è utile che i bambini crescano senza aver problemi con la nudità dei genitori e casomai sarebbe molto peggio se a fare il bagnetto alla bambina pensasse soltanto la madre. Subito lui viene preso di mira da una miriade di repressi, ipocriti e puritani, che hanno espresso tutto il loro sdegno per questa immagine impura. In altri tempi lo avrebbero bruciato vivo, nel 2015 invece si limitano al linciaggio virtuale. E’ pedofilia, urlano i moralisti, giacché farebbe schifo vedere un padre col pisello al vento giocherellare con sua figlia nella vasca da bagno. D’altronde, si sa, che la femmina, invece, di sessualità ne vive zero e il maschio ce l’ha sempre in tiro perfino alla vista dei piccini. Un genitore, dunque, proprio nel momento in cui gli si dovrebbe chiedere maggiore partecipazione alla cura dei figli, non può avvicinarli quando sono nudi, essendo anche lui svestito, perché sarebbe giudicato immorale.

12246652_10156578725410643_8005055555355796864_nPersonalmente penso che quei bambini cresciuti immaginando che la nudità sia qualcosa di cui vergognarsi e il padre sia un potenziale stupratore e pedofilo quando diventano grandi avranno un bel po’ di tabù da abbattere. Penso poi che questo atroce pregiudizio sessista sia quello che porta la società ad affidare i figli, per la maggior parte, alle cure della madre, urlando, istericamente, alla pedofilia giusto quando un padre cambia il pannolino del figlio. Come si fa, dico io, dopo anni di liberazione sessuale, nudismo, vita collettiva tra persone i cui figli non si vergognano né dei genitori né di se stessi a dare ascolto a gente bacchettona che ancora pensa che il pene sia un’arma? Non sarebbe il caso di finirla con la sopravvalutazione del membro? Sul serio. Perché discriminare i padri allontanandoli dagli affetti perché in possesso di peni?

La terza. In Australia un bel po’ di femministe separatiste decidono di organizzare un festival aperto solo a donne, biologicamente riconosciute in quanto tali, o, per gentile concessione, alle transgender che hanno completato la transizione operazione inclusa. Il No Transgender, per quanto possa sembrare strano, in certi ambienti di femministe radicali, non è affatto una novità. Sono le Terf, femministe radicali trans escludenti, che dagli Stati Uniti all’Europa e dall’Europa all’Australia, proseguendo chissà dove, decidono l’esclusione di quelle che considerano come uomini “travestiti” e per di più “infiltrati” dal patriarcato nel movimento femminista, e lo fanno usando gli argomenti più razzisti, sessisti e omotransfobici della storia. Convinte che donne e uomini siano diversi per natura, di fronte all’elemento trans vanno in panne e non se lo spiegano se non dicendo che se non sei nata femmina allora non potrai godere della loro vicinanza. Per tutta risposta il femminismo queer, trans,  non separatista viene comunque zittito da queste signore transofobe ché non tollerano neppure che se ne discuta. E’ deciso così e basta. E questo loro lo chiamano femminismo. Per sapere di più su questo fenomeno potete leggere qualche post tra i vari link che aggiungo in basso.

Buona lettura e buona giornata!

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Comments

  1. Non c’è niente come un tribunale per rivoluzionare le conoscenze scientifiche O_o Benedetti dei, sembra una barzelletta…

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