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Faccio parte del CPP: comitato delle “puttane” di paese!

12272802_10153804384259525_1036027834_nHo diciotto anni e vivo in un paesino del sud. Aspetto con ansia il momento in cui mi allontanerò da qui per andare all’università. Non so neppure se avrò la forza di sostenere le spese per abitare in città perché i miei possono aiutarmi fino ad un certo punto. Ma quello di cui voglio parlare è il fatto che per tutti, qui in paese, io sono la puttana che la dà a tutti perché alcune volte ho detto si a proposte sessuali con ragazzi che mi piacevano. Io non ci vedo niente di male e perciò ho provato a parlarne con alcune professoresse che sono piuttosto giovani e che dovrebbero teoricamente essere tutt’altro che moraliste. Invece sono bacchettone da fare schifo. Una mi ha detto che devo dare retta agli adulti che pensano al mio bene e che talvolta “farsi desiderare è meglio”.

Siamo nel 2015, cioè l’anno in cui io posso leggere e parlare con chiunque, a prescindere da dove sto io e dove sta l’altra persona. Lo spazio del paese mi sta stretto perché mi confronto su internet con tante persone che la pensano diversamente e la logica del “farsi desiderare è meglio” o del “non mostrarti molto disponibile perché potresti subirne le conseguenze”, con l’altra insegnante che praticamente mi ha detto che se mi stuprano, data la mia fama, me la sono cercata, per me è cosa antica, da seppellire con quel che fa parte di una storia di almeno 50 anni fa.

Io faccio sesso se mi piace. Non sono fidanzata “in casa”, “ufficialmente”, come tante mie coetanee che già pensano al matrimonio e ai figli. Non sono in cerca di un fidanzato. Non parlo della verginità come di una virtù e se qualcuno avesse voglia di stuprarmi io penso che non me la cerco affatto. Io vivo liberamente la mia età, prendo precauzioni per non restare incinta e per non farmi contagiare da qualche malattia, e non capisco perché questo interessi altre persone a parte me.

Ho avuto il mio primo rapporto sessuale a 14 anni e mezzo. Quando l’ho detto a quella che era la mia amica del cuore mi ha detto che non dovevo buttarmi via così perché il sesso non è niente senza amore. E lì parte la paternale dei valori morali, del fatto che le donne fanno sesso solo con sentimento e mai per piacere, o meglio, qualcuna dice che il piacere non è tale se non si coniuga col sentimento. Dunque io dovrei pensare che i miei orgasmi, dato che non c‘era “sentimento”, non sono stati veri orgasmi e che il mio piacere non era un vero piacere.

Va bene, si, sono una che non considera un valore la verginità o l’orgasmo sentimentale e per adesso sono alla scoperta di sensazioni che penso siano curiosamente ricercate anche dai ragazzi. Loro possono vivere l’adolescenza alla scoperta del sesso e io invece no? E chi l’ha detto? E perché a me qualcuna dice che sono “troppo cinica” per la mia età e se c’è un ragazzo che scopa con tante non si sognano nemmeno di dirgli che è “arido e cinico”? Chi dice che se non voglio stare stabilmente con qualcuno io sono “arida”? Mi piacerebbe parlarne con altre persone che sono le puttane di paese come lo sono io. Quante siamo? Ce ne sarà almeno una in ogni paese o in ogni scuola di ogni città. Se ci mettiamo insieme formiamo un esercito di puttane “facili” che potrebbero combattere e sconfiggere tutti i bacchettoni e le puritane del mondo. Possiamo formare un comitato. Il CPP, comitato delle puttane di paese.

Secondo me dobbiamo confidare nell’intelligenza altrui e smettere di confrontarci solo con chi regola la vita nelle nostre piccole realtà. Dobbiamo dire con orgoglio che oltre quelle che hanno altri desideri, indotti o reali, poi ci siamo anche noi, le “ragazze facili” orgogliose di essere tali. Sono ragazza facile e me ne vanto. Non ho problemi con chi mi chiama così e non me ne frega niente se mille ragazzi, con i quali neppure sono stata, dicono di avermi toccato tette e culo, assieme a quelli a cui li ho fatti toccare per davvero.

Sono anche un’abile pompinara e quindi sono facile, puttana, e quella che lo prende in bocca. Non dicono però che chiedo un cunnilingua a chi sta con me, perché il piacere si dà e si riceve altrimenti vaffanculo. Sono quella che alla domanda “sono il primo?” rispondo con una risata o con un “io sono la prima?”. Che te ne frega se sei il primo a piantare la bandierina dentro la mia vagina o se sei l’ultimo di una lunga serie. Se ne ho avuti venti o trenta prima di te significa che sono brava e che ho esperienza. Significa che sono consapevole di quello che mi piace e capisco che questo possa metterti in difficoltà perché con una come me non puoi farti grande e raccontare la balla che sei Rocco Siffredi del sesso quando in realtà sei solo un ragazzo alle prime armi, spaventato e insicuro.

art-drawing-girl-girl-power-Favim.com-1975675Se tu ti vanti ti esponi anche alle mie critiche perché stai pur sicuro che una “puttana” come me, quando tu dici che mi hai girata e rigirata come volevi, ti risponde che in realtà a girarti e rigirarti sono stata io. Sono io che non mi faccio usare e che scelgo, ogni volta, se e come stare con te. Quello che mi rode è il fatto che ci sono alcuni che fanno arrivare le voci cattive anche a persone adulte, che poi confrontano le proprie figlie con le puttane come me, per vantarsi di averle fatte crescere con la vagina sigillata e il clitoride insensibile. Poi lo viene a sapere mia madre che dice che se lo viene a sapere anche mio padre sono botte e allora sono costretta a nascondermi e a dire a loro che non è vero niente. La mia non è una battaglia – quella per la mia libertà sessuale – che posso vincere con i miei genitori. Loro si sentono mortificati, umiliati dalle dicerie e quindi con loro mi devo nascondere e mi dà fastidio non poter rivendicare quello che penso e che in realtà sono.

Ma io subisco cattiverie anche dalle altre ragazze. Anzi, forse soprattutto da loro. Gelose, credo, o semplicemente rancorose perché a loro non riesce di essere così libere perché non sanno pagarne il prezzo come faccio io. Il prezzo di una solitudine sociale che viene alleviata dalle conoscenze su internet e dalle poche persone con cui riesco a parlare senza nascondermi mai. Sono cosciente di questo e a chi mi dice che una puttana come me forse può trovare un uomo da prendere in giro solo in un’altra città, perché sono una macchina usata e qui – dato che pensano di conoscermi – non mi si prende nessuno (‘sti cazzi, ma che cazzo me ne frega?), rispondo che non è detto che io lo cerchi, un uomo, e se anche decidessi di stare con qualcuno di sicuro non scelgo un tale bigotto con il quale dovrei mentire per farmi accettare. O mi pigliano così, anzi, o mi amano follemente per quello che sono, o niente.

Allora vorrei dire ad altre ragazze come me, che si portano questo marchio sulla pelle, di essere coraggiose, pensare al futuro, al momento in cui lasceranno la loro piccola realtà perché c’è un mondo grande là fuori e tantissime persone non sanno neppure perché io, in questo momento, mi stia ponendo questi problemi o perché mi faccio condizionare da essi. Il mondo è grande e la concentrazione di stronzi e stronze che trovi in un paese quando vai in città diverse la trovi forse solo in un condominio, ma poi a nessuno frega niente di quanti uomini ti sei scopata. Buona fortuna a tutte e viva le “puttane” come me.

ps: è una storia vera. grazie a chi l’ha raccontata.

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Comments

  1. Capisco molto bene quello che dici perché anche io provengo da un paesello e io sono la puttana che è andata in città e che probabilmente qua mi prostituisco per vivere perché sentono tutti il bisogno di sapere cosa fai anche quando vai via e se non lo sanno lo inventano, io son stata chiamata anche spazzatura pensa un po’. La cosa che mi fa più male leggendo questa lettera è che io ho quarant’anni e tu solo 18, pensavo che la situazione fosse un po’ migliorata in questi ultimi anni invece leggendoti rivedo me alla tua età . Resisti ancora un po’ poi vedrai che cambiando ambiente migliorerà anche se pure in città c’è chi ha le menti così piccole però puoi selezionare tra più persone , se i tuoi non ti possono aiutare tanto negli studi cercati un lavoretto anche se magari ritarderai gli studi ma ne guadagnerai in salute credimi e sarai libera e non c’è niente di più bello e importante, in bocca al lupo

  2. Tesoro dolce,
    Ma magari non fregasse a nessuno quanta gente ti sei scopata in una grande città! Magari fosse così semplice il discorso, la via d’uscita!
    “Tutto il mondo è paese” é più reale della realtà stessa e lo è a più livelli: quando ti sarai trasferita nella metropoli nessuno ti conoscerà, nè la signora che fa la fila alla cassa dietro di te, nè il tizio del ferramenta, il tuo prof a lezione… nessuno di loro potrà quindi additarti, non solo come puttana ma in generale.
    In un paio di mesi ti riudcirà di sicuro di farti un gruppetto d’amicizie, perché di norma noi CPP siamo pure spigliate, estroverse e simpatiche, quindi uscirai, ti divertirai e, se capita – fidati: capita! – scopi, come hai scopato finora. E quale dinamica si riattiverà nel nuovo circolo d’amicizie che ti sarai fatta? Credi davvero che le persone siano più aperte o tolleranti solo perchè vivono in città? O solo perchè iscritte all’università?
    Non illuderti, almeno tu.
    Affronta la realtà, mi sembri sveglia abbastanza per farlo: le persone fanno schifo ovunque, sono impiccione, moraliste, piene di sè e di protervia a prescindere da dove nascano o vivano.
    Ascolta una CPP attempata, che aveva i tuoi stessi problemi e sogni.
    Preserva te stessa e la tua integrità!
    Sii oculata e valuta attentamente a chi fai sapere i cazzi tuoi, esplora il mondo in solitaria, perchè se permetti al tuo solo giudizio di guidarti, lo svilupperai rapidamente. Non si tratta di non fidarsi, ma sai già come ci si sente quando un’amica ti giudica senza appello, come se non si trattasse di te.
    Non sarai mai immune dal giudizio degli altri, imparerai però a limitarne i danni.

    Il CPP l’abbiamo già fondato, fai già parte di una comunità. E siamo fighissime, tesoro caro, e ce la faremo!

  3. Siam sempre lì.
    Tu puoi fare quello che vuoi ma è sbagliato credere che non ci siano conseguenze. Se vivi in una società ti prendi a carico sia i benefici sia i fastidi.
    Il giudizio esiste, e menomale, e tutti ne siamo soggetti. Tutti. Quindi se sei veramente convinta di quello che fai fregatene di quello che dicono. Se invece ti tocca, beh… forse c’è qualcosa da rivedere.

  4. Darwin si è fermato a Eboli says:

    Questo pezzo è un capolavoro davvero.
    Sono tutte verità, ma purtroppo – pur pensandola esattamente come la persona che ha scritto questo post – arriverà anche il momento la nostra giovane amica in cui capirà il bello dietro un “tiratela di più, fatti desiderare!”.
    Fare esperienza e lanciarsi a pesce serve per provare mille cose e scoprire ogni angolo di noi e delle nostre potenzialità e desideri ma, giunti ad un punto, scopriremo che il sesso è sempre uguale e, generalmente, gli uomini – quando hanno per le mani una donna che fa sesso occasionale – non hanno fantasia e sono tutti ideeeentici e noiosi.
    Ci sarà, solo lì, la scoperta del fare l’amore davvero. Con un uomo che è esattamente colui nel quale vediamo tutto, una riflessione di noi.
    Fino ad allora, resisti sempre a quel prezzo che le altre non sopportano di pagare, e sii sempre libera di scegliere la tua via.
    Pur dicendoti dove sono arrivata io, non intendo dire di aver percorso un tragitto inutile.
    Anzi, finché ci diverte è decisamente divertente 😛

  5. Ciao cara,
    sorrido leggendoti perchè capisco bene ciò di cui parli. Sono cresciuta in una città al nord, ma la situazione, per quanto in alcuni ambienti diversa, in altri è perfettamente combaciante.
    Capisco la situazione di disagio con i tuoi genitori, forse un po’ per quell’amore odio, un po’ per il compiacere invece di mostrarsi. Cogli l’occasione dell’università per andare via, perchè credo, da quello che scrivi, che l’unico giudizio che ti pesi sia il loro.

    E penso, quantomeno questa è stata la mia esperienza, che il marchio di puttana sia una benedizione in un nuovo ambiente: i bigotti li allontani a prescindere e le persone che ti si interfacciano sono risultato della selezione naturale. Io porto con orgoglio il marchio di puttana. A 16 quando mi avevano dato della facile sono arrossita, e mi sono ripromessa che non mi sarei mai più dovuta sentire in difetto per quello che sono, per il giudizio di altri. E da li è nato l’orgoglio. Anche quella piacevolezza un po’ di essere scomoda per chi ha una mente sigillata.

    Jaja dice di non farti illusioni. Io credo che invece delle speranze tu possa averle eccome. Io ora, con solo qualche anno più di te, ho il mio branco, e siamo amic* e cagne, e nel frattempo qualcuna ha il ragazzo e qualcuno pure. E? Parliamo, di sesso, di vita, di anarchia, di tutto. Perchè siamo tant* e vedrai che lo stigma di puttana non ti farà vivere come un’associale, anzi, ti stai unendo a un branco foltito. Perchè non tutt* hanno la forza di portarsi il marchio in fronte, ma sei in buona compagnia, forse anche dove non te lo aspetti.

    Però è un marchio bello, è quello della tua autodeterminazione. E aiuterai altr* a parlarne con orgoglio

    Un abbraccio

  6. Il giorno che proverai l’ amore, ti accorgerai che tutta questa esperienza è servita a poco o nulla. Ascolta un scema che arriva da un paesino del Nord, vivi la tua età, fregatene del giudizio della gente, perché tanto sia che tu faccia bene, sia che tu faccia male avranno sempre da ridire.. Se tu ti senti bene così non fermarti, ma se solo un piccolo dubbio si fa largo nella tua giovane mente, fermati rifletti e cerca di capire dove questo divertimento ti sta portando.

    • Darwin si è fermato a Eboli says:

      Sono arrivata alla stessa conclusione anche io e sono certa che si annoierà di tutto questo giocare, ma solo allora potrà decidere di smetterla.
      Non per colpa di intimidazioni idiote 🙂 Siamo super-d’accordo 😉

      • Ma perché dovrebbe annoiarsi o capire che questa esperienza non le è servita a nulla? È come se le stessimo dicendo “guarda, divertiti pure ora che sei giovane, ma poi metti la testa a posto”, cioè ritorna sulla retta via. Che in fin dei conti è quello che le hanno detto le sue profs e quello che le rimprovera la società chiusa in cui vive. Ma capire che non c’è un solo, unico e giusto modo di vivere il sesso è così difficile?

  7. Io sono stata la puttanella di paese pur essendo vergine pensa… Mentre le altre si vantavano di tizi che conoscevano il sabato sera per caso o del fidanzato che avevano da 3 anni, io a 16 ero felicemente sola e uscivo di rado con ragazzi molto più grandi di me con cui riuscivo realmente ad avere una conversazione decente che andasse oltre a “Ma hai visto i nuovi colori della KIKO?”. Ovviamente i miei appuntamenti, una volta scoperti erano oggetto di ilarità generale nonchè di molestie pesanti da parte delle altre ragazze convinte che facessi chissà cosa con chi!!!! Ho perso la verginità a 21 anni con un cretino solo perchè mi volevo togliere lo sfizio una volta per tutte e lontana da quella provincia di m%&/ che aveva cresciuto 25 mostri su 30 ragazze. Oggi ancora subisco domande come “Ma non è possibile che tu abbia avuto una trombamicizia? Vuoi dire che riesci a separare sesso e amore?? Certo che sei cinica. E il tuo ragazzo che dice del tuo passato?? Non è geloso?”. Magari non farò parte di questo CPP, ma hai tutto il mio appoggio!

  8. Sono d’accordo con te. Però certi schemi – lo vedo nei commenti – sono duri a morire, per esempio quello per cui dovrai poi stufarti di fare queste esperienze e trovare l’unico vero amore – se non va così, tutto vale poco. Ma chi l’ha detto? Secondo me l’amore libero può essere per tutta la vita, e può essere amore vero vero vero. Ho 62 anni, sono maschio, ho avuto amori veri, intensi, forti e però mai esclusivi, sempre aperti ad altri amori (e mai gelosi, sempre aperti a che pure lei avesse altri, ovviamente). Ma pare che accettare la validità di questa libera modalità sia più difficile che accettare coppie gay, fecondazioni eterologhe, adozioni singole. Un vero tabù. Io dico: fai l’amore con chi ti pare, ama come ti viene, vai avanti così finché vuoi, anche tutta la vita, e magari scopri poi che il vero amore è proprio quello – anzi, “quelli”. La coppia fissa è un’opzione, non un dovere o un percorso obbligato della vita!

  9. Beh si sparla quando non si ha nulla da fare o quando si ha l’invidia inconscia di vivere una vita libera dai retaggi. Fosse semplice essere sessualmente libere senza essere chiuse negli stereotipi dell’ essere una puttana… Il mondo andrebbe avanti senza problemi. Se riesci a vivere sessualmente la tua vita, sappi che, secondo me, hai davvero molto coraggio, Ricorda che tutti abbiamo uno scheletro nell’armadio. Magari chi ti da della puttana è la stessa persona che si sgrilletta dietro un porno. Fregatene e vivi la tua vita.

  10. Alessandra says:

    Ah no, non credere che in città le cose cambieranno. Ma cerca di sfruttarle a tuo vantaggio, perché questo modo di essere ti renderà più aperta alla vita in tutti i campi, più felice, più bella, più soddisfatta.

  11. Chapeau mia cara,a 18 anni non sarei mai stata cosi brava a scriverlo e scriverlo così.

  12. Se anche una facesse la prostituta di mestiere o girasse nuda in strada di notte, il no è no e lo stupro è lo stupro.

    Nei paesi purtroppo tutto ciò che non è “nella norma”, ossia chi non è allineato (di solito tradotto con cattolico e bigotto magari), non va mai bene.

    Sinceramente penso che 14 anni e mezzo fosse troppo presto, ma solo perché penso che i miei 16 anni fossero troppo presto…
    Confrontati con i miei 28 dove la sessualità la vivo come esplosiva, seppure in un rapporto monogamo, la trovo molto più appagante, anche grazie alle esperienze precedenti, fallimentari e non, sia mie che del mio compagno.

    Se Maria (chiamerò così la ragazza nella storia) troverà qualcuno con cui stare volentieri, magari tra qualche anno, e se si scoprirà felice con quell unica persona, vedrà la differenza che c’è ma non nell’orgasmo, ma nel modo di vivere il tutto.

    Ma l’importante è che Maria sia felice e non faccia del male al prossimo possibilmente.
    Purtroppo le donne si riempiono la bocca con la parola puttana in modo gratuito ed eccessivo, perché è ancora un’arma letale avere un marchio simile.
    Maria in spagna vivrebbe benissimo, le auguro di trovare la serenità.

  13. in italia si vive così…. ma che anche una professoressa di scuola si permette ad insultare un’alluna in quella maniera merita il licenziamento in tronco dal suo lavoro, non è possibile che questa gente sia profumatamente pagata dallo stato per buttare merda sulla vita di chi prepara per la vita, però finchè in quella nazione l’unico divertimento è andare al bar assieme, bere come delle ciucche, mangiare come dei maiali, farsi i selfie per posarli su facebook con pose al limite del orrore, parlare di shopping, vestiti, trucchi e sognare l’amore esclusivo, con il partner che le dedica romanticherie, si comporta come se fosse un amico in maniera profonda prima di stare con lei pur di conoscerla pur di avere un rapporto di coppia esclusivo, profondo, stabile e duraturo, progettando progetti assieme come se oggi vivere è facile e mancando completamente di libertà e privacy è normale che la gente additta puttana chi vive, si comporta e pensa diversamente dalla massa perché in italia la mentalità è provinciale e bigotta.
    bisogna cambiare la mentalità italiana e capire che la società è cambiata e iniziare a ragionare da 21° secolo.

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