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Non mi è successo niente

Lui scrive

Ciao. Ho scoperto da poco la tua pagina e volevo raccontarti la mia storia.
Lei è una tipa tosta, si dichiara bisessuale, femminista e comunista. Se n’è andata di casa a 16 anni e da allora se l’è sempre cavata da sola.
La conosco tramite un amico comune, mio compagno di università. Lei mi trova carino, le piaccio, mi propone di fare sesso con lei senza impegno, una trombamicizia.
Io declino, sia perché lei non mi piace fisicamente, sia perché preferisco fare sesso con una donna solo quando c’è un coinvolgimento emotivo.
Incredibile vero? Eppure sì ci sono anche uomini così.
Quando glielo dico anche lei sembra trovarlo strano “Sarai mica un gay represso?” scherza, però sembra accettarlo e la cosa finisce lì.

Festa a casa di amici, siamo un bel gruppo di persone e c’è anche lei.
Bevo troppo e a fine serata mi addormento sul divano.
Quando mi sveglio sono sul divano, ho i pantaloni slacciati e lei è seduta sopra di me. Quando vede che sono sveglio sorride e dice: “Tranquillo, ho quasi finito”.
Io la spingo via, mi alzo, mi allaccio i pantaloni.
Lei vede la mia faccia e si mette a ridere,
Io non parlo, non so cosa dire o cosa fare. Esco e me ne torno a casa.
Mi sento da schifo, usato.
Nei giorni seguenti un mio amico mi fa i complimenti per la “botta di culo” che ho avuto.

A quanto pare lei ha raccontato la cosa agli amici ed è diventata oggetto di scherzi e battute
Altri amici ci scherzano su, uno mi dice mi invidia perché a lui non capita mai che una “bella figa gliela dia a gratis”.
Anche le amiche ci ridono sopra, sembra che nessuno capisca perché la cosa non mi sia piaciuta.

E questa mancanza di comprensione non fa che farmi arrabbiare sempre di più e non fa che aumentare il disgusto per quello che mi è successo.
Quando ho detto che mi sono sentito stuprato mi hanno accusato di essere esagerato e addirittura “permaloso”.
Due mie amiche poi, femministe dure e pure, mi hanno detto che dovevo vergognarmi a dire certe cose, perché quello che ho subito non è nemmeno paragonabile a una molestia o a una violenza sessuale.
Anche lei sembra trovare comico il mio atteggiamento.
Quando infine lei mi rivede mi abbraccia, finge di scusarsi, finge che le dispiaccia ma ride e dice che in fondo in fondo il mio uccello sembrava apprezzare parecchio.
Tutti ridono.

E alla fine rido anch’io. Mi tengo il disgusto, mi tengo la rabbia e faccio finta di niente.
E così niente: per gli amici non è successo niente, per le amiche non è successo niente, per i maschilisti non è uno stupro, per le femministe non è uno stupro.
Non mi è successo niente e quindi non c’è motivo che io ci stia male no?
Però ogni volta che la rivedo e ogni volta che lei o qualcun altro tira fuori questa storia io sento una rabbia cieca salirmi dalla bocca dello stomaco e stringo i pugni e non posso fare meno di domandarmi cosa succederebbe se un giorno mi trovassi da solo con lei e lei mi prendesse di nuovo in giro.
Oppure mi chiedo come si sentirebbe lei se un giorno la trovassi priva di conoscenza su un divano e decidessi di far provare a lei lo stesso piacere che ho provato io.

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Comments

  1. Certo che è violenza. Hai detto di no e non sei stato ascoltato. Hai tutte le ragioni del mondo per essere arrabbiato e per lo schifo che senti.
    E francamente non riuscirei a chiamare amici persone che non lo capiscono.

  2. Sono assolutamente raccapricciata nel sentire questa storia e davvero non penso esistano parole adatte da usare in questo contesto.. Mi sconvolge sempre ricordarmi che certe persone esistono, il senso di disgusto non si attenua mai, è forte come la prima volta. Mi dispiace molto per ciò che ti è successo, ma soprattutto mi dispiace notare che nessuno sembri dare la giusta importanza a una cosa simile! Spero che troverai il sostegno di cui hai bisogno per superare questa violenza.
    Un abbraccio.

  3. Purtroppo ti riderebbero dietro anche in tribunale. Perché non esiste la parità dei sessi. Triste, ma vero.

    • CD in pochissime parole hai detto la pura verità, cioè il perchè simili episodi (non sono tantissimi, ma ci sono) in realtà non vengono mai denunciati. A parte che non ci crederebbe quasi nessuno, a cominciare dalla polizia (immagino la questura ridere a crepapelle), a nessuno viene in mente per pura vergogna di far ridere tutti in un’aula giudiziaria. allucinante, ma è così !

  4. Ho letto nei tuoi post i miei sentimenti di fronte a quello che mi è successo… E perché quello che è successo a me dovrebbe essere diverso da quello che è successo a te solo perché sei un uomo?
    Mi dispiace tantissimo, per quel che vale, qualcuno ti comprende e ti è vicino.

  5. Si é violenza ed é stupro. Ogni qualvolta il/la partner non é consenziente é stupro… e tu non lo eri! Chi si definisce femminista se fosse coerente dovrebbe essere in prima linea a difenderti. La tua esperienza e i tuoi sentimenti sono validi e legittimi e nessuno può sminuirli… a me il femminsimo e la sua pratica ha insegnato questo, non so alle tua amiche… che comunque di femminista hanno ben poco, oltre ai commenti sessisti da te citati, non hanno avuto alcuna sensibilità, e sensibilità vuol dire saper cambiare punto di vista). Ti lascio un link e la mia solidarietà… Giulia
    http://everydayfeminism.com/2015/11/people-say-men-cant-be-raped/

  6. Ho avuto un’esperienza simile ed è stata disgustosa.
    Disgustosi i tuoi amici e la schifosa che ti ha stuprato, perchè di questo si tratta.

    Mandali affanculo, se sono persone tanto grette e di sentimenti aridi dubito si possa definirli amici.
    Dubito che tu possa trovare giustizia in tribunale, mi dispiace.
    Credo tu abbia solo voglia di spaccare loro la faccia ma questo, per ironia della sorte, ti metterebbe dalla parte del torto.
    Che schifo.

  7. La violenza è violenza. Hai subìto una violenza. Non essendoci penetrazione a tuo danno, ovviamente, ma trattasi comunque di violenza.
    E’ la violenza peggiore, la maledetta violenza psicologica che non viene riconosciuta, non viene ritenuta degna, non è violenza. In genere chi dice che non c’è violenza senza penetrazione è il primo/a che in caso di violenza per sudditanza psicologica derivata, sostiene che “un po’ se le è meritato” o peggio “non è paragonabile ad uno stupro”.
    Hai detto no.
    Se ne sono fregati.
    Benvenuto – purtroppo – in una realtà millenaria generalmente condivisa dal sesso femminile, e ugualmente inascoltata fino a che non s’è toccato parlarne con gran fastidio di chi generalizza e sottovaluta il fatto.
    Parimenti mi spiace davvero molto che il dover crescere come donna emancipata possa dare il diritto di involvere e non evolvere, come la donna che ti ha violentato.
    Stessa stregua dei pari-livello uomini.
    Un abbraccio forte, forte, forte.

  8. “Amici” e “compagnia” da cambiare subito; per il tuo e persino per il loro bene.

  9. certo che è stupro. Se le cose sono andate così questa donna fa schifo e con lei tutti i suoi amici.

  10. Tipico esempio di come la società abbia distorto tutto.
    L’uomo deve godere. Quindi se una donna glielo succhia contro la sua volontà, è FORTUNATO. Non può essere stuprato. Non può essere anoressico.
    Che schifo.
    Denuncia subito.

  11. Cambia giro di amicizie; una che ti stupra e gli “amici” che ci ridono su non sono amici.

  12. Che razza di gente c’è?

  13. Mi dispiace per l’insensibilità che dilaga anche tra la nostra (nuova) generazione. Mi dispiace tantissimo! Forse dovresti provare a parlarne con qualcuno che potrebbe capirti (se non l’hai già fatto), qualcuno che ti potrebbe aiutare ad elaborare questo trauma (perché lo è!). Dovresti rivolgerti ad uno psicoterapeuta, ce ne sono di economicamente accessibili presso i servizi delle società di mutuo soccorso (la cosiddetta Mutua). Ti ci potrebbe indirizzare il tuo medico curante, anche senza che gli specifichi il motivo per cui ti servirebbe (puoi dirgli che è un periodaccio e senti di avere bisogno di confrontarti e parlare con qualcuno che ti ascolti o cose del genere). Ti avrei detto se fossi stata una tua amica e se mi avessi raccontato questa cosa di fare una denuncia, perché a prescindere da quello che diceva una delle persone che ha commentato, quando si formalizza una denuncia, solo allora molte persone cominciano a rendersi conto che la cosa è seria. All’inizio, verso i primi righi di questo post credevo si stesse parlando di una storia di infatuazione per questa tipa tosta, femminista, ecc. e pensavo che in realtà questa ragazza è probabilmente solo una persona con qualche disturbo di personalità (studio psicologia e come si sul dire ho una una deformazione professionale 😛 ). Questo l’ho scritto semplicemente per sottolineare che anche la ragazza stessa avrebbe bisogno di essere aiutata. Concludo dicendoti due cose (spero mi leggerai): non dovresti reprimere quello che hai provato, perché non importa cosa sia realmente successo, ma come tu l’hai vissuto; non sei circondato da belle persone, manda tutti al diavolo (incazzati con loro, sei legittimato!) e cercati qualche persona un po’ più vera. In bocca al lupo!

  14. Racconta la tua storia su facebook, con il suo nome. Fai sapere a tutti cosa é successo dal tuo punto di vista, ma fallo al contrario.
    Comincia a dire una cosa tipo: “oggi voglio raccontare una storia”, e racconti proprio ciò che hai raccontato a noi, ma mettendo al posto di te stesso una donna, e al posto di lei un uomo.
    Poi, alla fine, dici la verità, e chiedi a tutti, amici e non, cosa cambia se i sessi si invertono. Racconta la tua esperienza. Non per umiliarla (ma se servisse anche a questo sarebbe meglio) ma perché quella persona é pericolosa, la gente deve saperlo e lei deve rendersene conto. Se fosse accaduto il contrario tutti ti inviterebbero a rendere la cosa pubblica per proteggere altre donne, perché se la strupratrice é una donna dovrebbe essere diverso? In più, aprirai la mente dei poveri decerebrati e delle povere decerebrate convint* che un uomo non possa essere stuprato.
    Poi cambia amici. Cambia giro. Cambia tutto.
    Tu hai sofferto, e una persona che ride delle tue sofferenze fa schifo, sempre e a prescindere da tutto.
    Non avere paura di essere meno uomo, sei senza dubbio una persona migliore di tutti loro messi insieme!!!

    Poi, vorrei chiedere a Eretica se le dispiacerebbe pubblicare anche lei stessa questo messaggio cambiando i sessi dei soggetti.
    Perché leggo in tanti commenti lei descritta come ” poco empatica” e mi domando perché non abbia mai letto di uno stupratore “poco empatico”.
    Credo che se io donna mi fossi svegliata con un uomo sopra di me che mi diceva ” tranquilla, ho quasi finito” i commenti sarebbero stati diversi. Lo schifo pure.
    Credo che una storia a ruoli inversi aiuterebbe molte persone a capire davvero cosa é successo.

  15. Se è una storia vera è terrificante. E certo che è uno stupro! Le persone che descrivi sembrano uscite da un vero e proprio incubo. La mia domanda da ignorante (assolutamente non tendenzialmente o insinuante): è fisicamente possibile? Non credevo che un uomo che dorme ubriaco potesse essere…stimolato così. Scusa per l’invadenza.

  16. Volevo scrivere “tendenziosa”. Scusate, il T9 e la fretta.

  17. Hai totalmente ragione. Ma il femminismo qui non c’entra.

Trackbacks

  1. […] per chi vuole leggere, il suo niente è qui. […]

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