Io? Tornassi indietro abortirei di nuovo!

Lei scrive:

Cara Eretica,
vorrei condividere su questa pagina quella che è stata la mia esperienza con l’aborto chirurgico (cosa di cui non ho mai parlato, né scritto)
Di anni ora ne ho quasi 30, all’epoca ne avevo 19.
Primo anno di università. Studentessa fuori sede. Storia con uno studente fuori sede poco più grande di me. Nessun tipo di precauzione, ma solo scelleratezza. Una settimana di ritardo. Test positivo.
Seduta al tavolo con le tre ragazze con cui condividevo l’appartamento e al centro il test positivo, senza pensarci un attimo e senza ancora nemmeno detto al mio ormai ex-fidanzato avevo già deciso cosa fare.

Andammo all’ospedale che si trovava a pochissimi metri dalla mia residenza universitaria. Mi fecero le analisi: 6 settimane e 3 giorni. Visita ginecologica e le parole del dottore: “Colpa dello sperma e della tua ovaia sinistra. Non essere disperata, io preferirei una figlia incinta, che una figlia drogata”.
In quell’ospedale non si praticava l’aborto ma la stessa infermeria che mi diede il risultato delle analisi, ci indicò due ospedali dove era possibile recarsi.
Analisi, elettro-cardiogramma, colloquio con assistente sociale…
Il giorno in cui ho abortito ero incinta di due mesi e 1 settimana.

In quella stessa stanza c’erano altre donne di cui ricordo ancora i volti:
una donna sposata accompagnata dalla figlia quindicenne che abortiva perché non aveva le possibilità economiche per mantenere un altro figlio;
una donna con il marito poco presente e non aveva voglia di crescere un altro figlio da sola;
una donna che aveva appena superato il mostro del tumore e fare quel figlio avrebbe significato mettere a rischio la sua salute nuovamente;
una ragazza bionda da sola, sui 28 anni credo, rimasta incinta di un tipo che nemmeno la voleva più.

Tutti motivi diversi ma che avevano portato ad un’unica soluzione. Trovai conforto in quelle donne che mi fecero delle domande e mi chiesero se ne avessi parlato con mia mamma. Ma mia mamma è morta quando avevo 14 anni. Ascoltando la mia storia di vita e i pochi mesi che mi legavano a quello sarebbe potuto essere il padre del bambino, mi dissero che stavo assolutamente facendo la scelta giusta. L’intervento credo sia durato pochissimo, quando mi svegliai ero ancora incosciente e scoppiai in un pianto assurdo, tantissimo sangue che mi usciva e la settimana dopo dovetti ritornare per un controllo.

Dopo l’aborto mi concentrai sull’università: nella sessione estiva feci tutti gli esami del primo anno, una sola bocciatura e tutti 30 e lode.
Ma la cosa peggiore che capitò fu sentirmi legata ‘per sempre’ a quel ragazzo, con il quale portai avanti un rapporto per altri 3 anni circa. Che grosso errore!
Politicamente distanti: andavo alle manifestazioni contro la riforma Gelmini, lui invece parlava di casa Pound. Per cultura e formazioni differenti. Obiettivi diversi.

Insomma una persona con la quale di reale condividevo solo quella brutta esperienza ma oggi se ci penso quell’esperienza appartiene solo a me perché sono io che ne porto le ferite. Il mio è il corpo che è stato sotto i ferri. Mie sono le sensazioni in quella gelida sala operatoria.
Ovviamene finì nel peggiore dei modi. Per me lui ora è solo un lontano ricordo e se potessi tornare indietro non starei con lui tutto quel tempo. Ma l’aborto, quello sì. Eccome se lo rifarei.

Ho preso due lauree, non ho un lavoro ‘fisso’ ma lavoro sempre. Lavoro nel mondo del turismo che mi permette ogni 6 mesi di vivere in un posto diverso del mondo. Dalle Canarie ai Caraibi. Dagli Emirati Arabi al Sud-Est asiatico. Molto probabilmente con quel bambino non avrei presa nemmeno una di laurea ma soprattuto perché avrebbe dovuto pagare per lui per un errore fatto da due sciocchi ragazzini? Cosa avrei potuto dargli?
Tutt’oggi mi porto dietro le ferite e le cicatrici di quel momento. Se ho un giorno di ritardo o mangio un po’ di più cado subito in paranoia. Se vedo qualche pancia o si parla di donne incinte vado subito in ansia.
E’ la prima volta che ne parlo (anche se in forma scritta). Grazie di avermi accolta!

Advertisements

Comments

  1. Sicuramente hai fatto la scelta migliore.
    Non bisogna sentirsi in colpa per aver abortito.

    Avrei da aggiungere una cosa che ho letto ieri, proprio sul’aborto, considerato l’alto tasso di medici obiettori in Italia.
    A scrivere è Alessandra Kustermann, primario, direttore del pronto soccorso ginecologico della Mangiagalli di Milano e fondatrice dei centri contro la violenza sessuale e quella domestica.
    “Continuo a pensare che è ben meno impegnativo psicologicamente un aborto chirurgico, che dura pochi minuti e consente una dimissione dopo 2 massimo 8 ore dal ricovero, rispetto a un farmaco che necessita di un’assunzione al giorno 0, seguita dalla somministrazione di un altro farmaco dopo 48 ore, seguita a sua volta da una fase di contrazioni (decisamente dolorose per almeno 3 donne su 10) e sanguinamenti ( anche molto abbondanti) fino all’espulsione di coaguli frammisti all’embrione”.
    ( da Parola di donna, a cura di Ritanna Armeni).
    Un abbraccio caro alla protagonista della storia e a Eretica.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: