Slut shaming contro l’adultera: donne le prime a compierlo!

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Tre anni che io e te non ci tocchiamo. Tre anni in cui ho quasi perso contatto con il mio corpo. Tu ti rifai di seghe con youporn e io ogni tanto faccio la stessa cosa, penso a relazioni calde e appassionate, mentre la mia pelle appassisce, perché senza le mani ad accarezzarti ti manca il nutrimento necessario, la qual cosa mi è stata confermata dopo l’incontro con il mio attuale amante. Persona complicata, sposato, non ha intenzione di lasciare sua moglie e io non ho intenzione di lasciare mio marito. Lo amo così tanto, provo una tale tenerezza nei suoi confronti. Parlo di mio marito, naturalmente. Lo amo per quello che dice, per come si muove. Ormai amo ogni sua caratteristica, inclusi i suoi difetti. Mi lascio incantare dalla sua risata, mi lascio accarezzare piano quando siamo davanti alla tv. Non potrei fare a meno di lui e lui di me, ne sono certa.

Ma il sesso è un’altra cosa e in ogni caso nella mia vita c’è spazio per tutto. Ho ricominciato una lunga e paziente cura di me stessa. Incontro il mio amante lontano casa mia. E’ la parte opposta della città. Restiamo in macchina, in silenzio, ci accarezziamo per prendere confidenza, poi ci spogliamo e facciamo l’amore. Ridiamo di tante cose, evitiamo di parlare delle nostre vite oltre i momenti che condividiamo e così trascorrono circa due ore. Ritorno a casa felice, luminosa, e so che è così perché allo specchio mi vedo più bella, sensuale, desiderabile, e corro a imbruttirmi in bagno, per evitare che mio marito lo noti. Di nuovo i miei capelli stretti in una coda, la faccia senza trucco, gli abiti di sempre e poi la postura, devo cambiare anche quella, un po’ più reclinata in avanti. Da un lato temo che lui se ne accorga e che mi mandi a quel paese. Non voglio ferirlo. Non potrei mai fargli del male, ma penso che il sesso fatto con quell’altro non sia il “male”. Semmai è il collante che mi tiene unita a mio marito. È il modo per ravvivare momenti che altrimenti lascerebbero collassare la mia stabile relazione.

Nessuno sa di me, di quel che faccio. Non ho un’amica che valga la pena di mettere a rischio la mia intimità. Non ho un’amica e basta. Ce l’avevo, tanto tempo fa, poi lei mi lasciò per ore ad aspettarla sotto la pioggia perché aveva preferito stare con il fidanzato senza poi avvertirmi e allora misurai l’interesse che aveva per me. Io non l’avrei mai fatto. Non sarei mai stata così egoista. So mantenere gli impegni, mi assumo la mia responsabilità. Neanche mio marito ha molti amici. Ce ne stiamo rinchiusi a vivere contando l’uno su l’altra senza aver bisogno, apparentemente, di nient’altro. Giusto qualche scambio di parole con la mia dirimpettaia, il panettiere, la negoziante all’angolo e poi c’è lui, il mio angolo di sesso fuori dalla mia ordinaria quotidianità.

So cosa sembro: un clichè. La moglie annoiata in cerca dell’eccitazione del momento. So che non sono speciale anche se vorrei tanto esserlo. So che c’è chi potrebbe giudicarmi una stronza, ingrata, egoista, una donna di merda, ma so anche che non sopravviverei diversamente. Chi mi giudica male lo fa perché non ha vissuto tanto quanto me o perché pensa, santificandosi, di essere più forte, senza concedersi un attimo di attenzione verso la propria complessità. Si affida all’interpretazione di una vita convenzionale, senza scosse, né soddisfazione dei propri desideri, fedele alla promessa di monogamia, reprimendo ogni bisogno e relegando la propria eccitazione in un fondale buio, costretto tra rocce pesanti che stringono sempre più su ogni desiderio proibito. Tu stringi e io invece mi sono rifiutata di lasciare annegare le mie voglie.

Non mi sento migliore di tante altre. Sono le altre che pensano di essere migliori di me, perché sanno restare con un uomo per tutta la vita, perché non prendono uomini impegnati e dunque, indirettamente, non fanno male ad altre donne, come se ci fosse un accordo di branco, in linea trasversale, sottoscritto da sorelle che in linea di massima danno della troia a quella nei confronti della quale il marito o il fidanzato prova desiderio sessuale. Le donne non devono comportarsi da sgualdrine, diceva mia madre, e lì ho capito che non era un uomo a essere preoccupato dal fatto che io potessi frantumare lo status quo. Era una donna. Era l’altra donna. Così intenta a tenersi stretto l’uomo, a esserne gelosa per poi dire di essere contro la possessività subita. Così intenta a elaborare strategie, l’imprinting, il tira e molla, la fase di addomesticamento, la freddezza, la distanza, poi di nuovo la vicinanza, perché sa dosare ogni respiro affinché lui non chieda di lasciarlo andare.

Probabilmente ho fatto anch’io la stessa cosa, e ora che mi rivedo nelle vite di altre mi sento così poco orgogliosa di me stessa. Mi sento meschina, e non per i motivi immaginati da una donna incattivita che ce l’ha con tutte quelle come me. Si teme che sia l’uomo quello che non sa trattenersi e che un suo tradimento debba sempre essere colpa della donna che allarga le cosce e si concede. L’uomo, per sua natura, non può che lasciarsi tentare perché di fronte ad una donna disponibile è deresponsabilizzato nella sua scelta. È sempre colpa di lei, di quella puttana che si sa, si è offerta senza pudore e siccome l’uomo ha la carne debole non poteva che scoparsela, perciò le donne perdonano i traditori e la donna viene uccisa, in alcuni luoghi della terra, per adulterio.

Sto quindi compiendo il peccato peggiore del mondo. Quello che dice “non toccare l’uomo d’altri” e che non è stato citato tra i comandamenti solo perché all’epoca difettavano della capacità di saper parlare di donne responsabili delle proprie azioni. Lo so, capisco, è un cane che si morde la coda. L’uomo si lascia tentare dalla carne e la donna è praticamente pazza a prescindere da tutto. Che bella coppia formiamo io e il mio amante. Ma lui se ne frega e così anch’io. Non mi faccio tante paranoie e mentre mi tocca penso solo che se continua ancora dovremo procurarci un posto, una stanza, un buco in cui poter urlare il nostro piacere senza vergognarci di noi stessi. Quello che so è che voglio fare sesso con quest’uomo ma voglio addormentarmi e svegliarmi tra le braccia di mio marito.

C’è stato un tempo in cui ovunque quelle come me venivano uccise, punite. Contrariamente a quel che si pensa a tirare la prima pietra, era spesso una donna. Se non materialmente comunque restava sospesa un’accusa, sussurrata all’orecchio dell’autorità, con queste altre che sollecitavano i patriarchi affinché si bruciasse la strega, si puntasse un’arma contro quelle come me. C’era un lui che poteva uccidermi per lavare l’onore. C’era lei che poteva esigere che qualcuno mi uccidesse per placare la sua ira. Il resto è storia e oggi, beh, oggi basta leggere quello che scrivono sui social. Scommetto che la mia storia sarà giudicata male soprattutto da donne. So che mi spetta un linciaggio virtuale ma per quel che vale, senza avanzare scuse, ho raccontato solo la verità. Voi siete in grado di fare lo stesso?

Ps: questa è una storia vera. Grazie a chi l’ha raccontata.

Comments

  1. letizia del bubba says:

    “Liberata dall’idea di dover portare la mia barca in un porto, liberata dal bisogno di giustificazioni e giustificare la vita ai miei occhi, liberata dalla speranza che qualcosa cambi , che migliori, che sia la vera vita, liberata dal ruolo materno femminile, liberata dal sospetto di aver creduto per mancanza di fede o per stupidità, liberata dal voler dimostrare che “è possibile” essendo donna, liberata dall’idea che dipenda da me, liberata dalla paura di non poter tornare indietro, liberata dal terrore di “vedere com’è” e non poterlo dire, liberata dall’attacamemento al dire, liberata dall’intervento al fare, liberata dal l’ipotesi che ci sia una strada, liberata dallo smacco di non poter mantenere, liberata dal negare che è stato tutto invano, liberata dal l’ottimismo, liberata dal disfattismo, liberata dal confronto, dallo svantaggio, dalle profezie, liberata dall’inutile orgoglio, liberata dal l’inutile vergogna” Carla Lonzi 1975

  2. Il linciaggio arriverà. Io intanto ti abbraccio, te e quella tua nuova bellezza che nascondi, te e il tuo pensiero che vola alla stanza, e alla macchina che non vi contiene più.

  3. Ma davvero è libertà mentire e nascondersi? Davvero chiudersi in bagno ed imbruttirsi è sinonimo di benessere ed emancipazione?
    Davvero tenere all’oscuro due persone è prendersi le proprie responsabilità?
    E davvero manifestare dissenso e biasimo è sbagliato a prescindere?
    Per me, per quella che è la mia verità è la mia vita, la risposta tutte e quattro le domande è no.

  4. fenomeno in costante crescita tra le donne.
    le implicazioni …beh le implicazioni le conoscono solo quelli/e che hanno toccato con mano.
    Complimenti ad Eretica per averne parlato senza timore.

  5. Ciao,
    sono un marito, uno di quelli che è costretto a vedere che, come diceva Aznavour, ti lasci andare sempre più.
    Non mi ammazzo di seghe avanti al monitor, anche se, mio malgrado, vi devo ricorrere ogni tanto…così…per ricordare al mio corpo che tutte le fantasie ed il continuo pensare al sesso…può avere un culmine.
    E’ più di un anno che con mia moglie non abbiamo apporti….non facciamo sesso, abbiamo chiuso questo doloroso capitolo.
    Ho avuto il coraggio di dire che a letto non mi divertivo più, che ero stanco dei diktat sempre più estesi che venivano imposti.
    Sai…lo capisco che il tempo passa…che sopravvengono le abitudini, che i corpi non sono più quelli di un tempo e che per la donna “forse” tutto è un po più complesso perchè sopraggiunge la menopausa…perchè i suoi ruoli di mamma, con dei figli adulti, cambiano…ma …ecco…qui mi fermo. Non riesco a capire perchè io devo diventare una ciabatta comoda.
    Forse tu puoi spiegarmelo…perchè spegni o quantomeno non partecipi alle aspettative sessuali di tuo marito? perchè un altro uomo si e per lui invece corri a imbruttirti in bagno?
    senza di lui non sai vivere …e allora perchè lo ammazzi? perchè non hai pensato di iniziare con lui un percorso che avrebbe potuto portarti ovunque….anche tra le braccia di un altro ma con la complicità del tuo uomo. Ci sono tanti che dicono che lo scambismo o il cukold rigenerano la coppia. No noi abbiamo la condanna all’apatia ….alla noia…alla sopportazione.
    Non so se mia moglie si stia organizzando sessualmente e nemmeno me ne faccio una croce….so che comunque non è la donna con la quale fantasticavo di poter raggiungere una complicità totale….oltre i figli, il lavoro, il mutuo e tutti gli stracavoli che prima….erano la scusa di vita.

  6. Ciao cara, grazie della testimonianza.
    “Lo amo così tanto, provo una tale tenerezza nei suoi confronti. Parlo di mio marito, naturalmente. Lo amo per quello che dice, per come si muove. Ormai amo ogni sua caratteristica, inclusi i suoi difetti. Mi lascio incantare dalla sua risata, mi lascio accarezzare piano quando siamo davanti alla tv. Non potrei fare a meno di lui e lui di me, ne sono certa.”

    E’ una cosa meravigliosa!
    Di solito si parla cosi quando si farnetica su un partner ideale no?
    ami pure i difetti!

    MA
    “Ma il sesso è un’altra cosa e in ogni caso nella mia vita c’è spazio per tutto.”
    Il sesso è sicuramente importante se per te lo è, qui sembra che lo sia quindi…a te la mossa, Alcibiade. l
    Poi nel mondo di oggi non giudica quasi piu nessuno (Forse, purtroppo).

    Santè.

  7. Stima. Ti abbraccio. 🙂

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