FriendZone: quand’è che le donne hanno il diritto di dire no?

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Ieri, sulla pagina di Abbatto i Muri, si è aperta una discussione attorno al termine FriendZone e al modo in cui esso viene utilizzato. Il termine più spesso viene riferito ad un uomo che viene trattato da una donna in modo ambiguo. La donna di cui stiamo parlando è la profumiera, quella che la fa “sciavurare” (annusare) ma non la dà. Quella che non dice no ma neanche si e resta in una situazione ambigua che le permette di fruire dei favori del friend zonato. Il punto è, come spiega Manu, che il termine è stato decisamente frainteso al punto che oramai si sente friend zonato ogni uomo che ottiene un rifiuto netto, chiaro e non frantendibile.

C’è una pagina dai grandi numeri che, basandosi sul primo significato del termine, fa scorrere la discussione prendendo spunto da aneddoti buffi, bizzarri, o palesemente sessisti e che suscitano nel pubblico reazioni parecchio nefaste. Si sa che qualunque scusa è buona per insultare ma, in questo caso, diventa antipatico riconoscere che il sostegno all’uomo frienzonato si tramuta in odio nei confronti della donna. Non solo.

Ogni tanto sulla pagina scorrono post come quello che vedete sotto, con relativi commenti, in cui si parla di una donna che dice No preoccupandosi del fatto che prima o poi sarà messa alla gogna sulla pagina. In effetti arriva, fornendo così un pretesto ai misogini in attesa che subito dopo così commentano:

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Manu dice:

Leggete voi stessi cosa ne esce e traetene le vostre conclusioni. E non parlo di semplicemente di indignarsi per gli insulti, leggete fra le righe: tu non hai diritto di dire no, altrimenti sei una troia, e ti meriti la morte / lo stupro / la gogna. Piu’ chiaro di cosi’, non so proprio come spiegare perche’ la friendzone crea una narrazione assolutamente tossica di cui e’ nostro dovere liberarci.

Dicevo ieri:

la profumiera è un ruolo atroce, concordo. ma mi hanno spiegato che l’accezione della parola in questo caso è sessista. te la ridico come me l’hanno detta: “la parola in se non e’ un insulto. La narrazione che vi sta dietro, pero’, e’ intrinsecamente sessista: lui e’ un bravo ragazzo, lei si approfitta della sua bonta’ e lo “sfrutta” come amico e poi si scopa i bastardi, perche’ e’ una t.r.o.i.a. Ovunque si parli di friendzone, si finisce per insultare la donna rea di non essersi concessa al poveraccio, e solidarizzare con il rifiutato come se il rifiuto fosse un dolore inflitto scientemente e con cinismo.” – quindi, se la logica è che si compatisce il rifiutato di conseguenza quel che si diffonde è una cultura in cui lei gliela deve dare o se non gliela dà lui è autorizzato, culturalmente, a giustificare qualunque azione ritorsiva. quante volte succede che una donna sia trattata anche con violenza se osa dire no?

E voi che ne pensate?

ps: non stiamo chiedendo di segnalare la pagina a nessuno. ciascuno si regoli per sè.

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Comments

  1. ne penso che il concetto di “friendzone” e la relativa ironia mi diverte, fermo restando che trovo i commenti sessisti dei singoli utenti deplorevoli, quando lo sono (ma questo problema affligge ogni pagina, non solo questa). Aggiungo che pur ritenendo inviolabile il diritto di dire di no sempre e comunque, riconosco l’esistenza di uomini e donne dediti alla seduzione deliberata per mero esercizio di potere e indipendentemente da un reale interesse verso il soggetto “stimolato” e che non mi sono particolarmente simpatici. Concludo dicendo che a mio avviso la discriminazione è altrove e altrove andrebbe combattuta.

  2. Il termine è più o meno un neologismo: sta entrando nell’uso da pochissimo. Le sue connotazioni non mi sembrano però necessariamente sessiste: mi pare che per lo più abbia un valore puramente descrittivo di una relazione in cui una delle due parti (al di là del genere) ambisce a una relazione che l’altra vuol mantenere nei limiti dell’amicizia. Il fatto che alcuni commentino in maniera sessista e offensiva dipende dalla cultura che c’è a monte, quella sí da stigmatizzare, però completamente al di là del termine usato; del quale francamente sfugge del tutto l’eventuale carica offensiva. Semmai, al limite e per tutti altri motivi, è appena un po’ fastidioso l’uso esagerato che se ne fa: è uno di quei termini che “vanno di moda”, che le persone iniziano a conoscere da poco e che dunque viene usato un po’ troppo spesso per mostrarsi up-to-date… Detto questo, ai miei orecchi suona un tantino esagerato e fanatico il tatzebao posto in apertura. Ma chissà: forse è il caso di chiedere a una socio-linguista esperta di questioni di genere un approfondimento su cosa è una parola sessista 🙂

  3. Una pagina che ho seguito per un po’ di tempo .La maggior parte dei friend zonati sono ragazzi , ma capita anche a qualche ragazza . Cosa si arriverebbe a fare pur di piacere alla ragazza che , 9 su 10,ci considera il suo miglior amico e di cui siamo follemente innamorati? Di tutto, effetto zerbino incluso. E qui scatta la friendzone,in cui lei chiede a lui i piaceri più svariati e in cui lui (o lei) risponde di sì nella speranza che lui /lei se ne innamori. E’ una pagina dedicata ad un pubblico giovane ( Età media quella scolastica ) , che un po’ si lamenta del fatto che la ragazza in questione proprio non ci sta , un po’ prende in giro il ragazzo friend zonato. I commenti che son stati estrapolati e condivisi in questo post non rappresentano l’insieme della pagina,e secondo me neppure il significato. Una pagina che ho scoperto grazie ad un amico friendzonato , e che ho fatto mia in un periodo in cui la friendzonata ero io. Chiaro che parlare di friendzone a 16 anni è un attimino diverso che a 40 , ma ridiamoci su sul fatto che qualcuno ci ha detto “no”. Che altro possiamo fare?

  4. Vero che accade in molte pagine, ma questo in realtà è un motivo in più per affrontare l’argomento. Io ad esempio seguo una pagina in cui vengono regolarmente pubblicate storie a fumetti prese da “Topolino”. Ebbene, non potete immaginare cosa accade nei commenti alle tavole in cui compare Paperina. Sono rimasta scioccata dalla quantità di insulti che giovani non più adolescenti sono in grado di riservare a un personaggio di fantasia della loro infanzia! La papera infatti, poichè talvolta maltratta Paperino e esce con Gastone, è diventata un ottimo pretesto per sfogare tutta la loro misoginia, usando delle espressioni di una tale violenza e disprezzo che mi porta a interrogarmi sulle dimensioni del problema e sul perchè gli uomini, dalla loro posizione socialmente avvantaggiata, esprimino un tale odio disperato manco fossero in catene a causa delle donne.

  5. Onestamente mi sono chiesto a lungo cosa pensare in merito. Ed ero sorpreso che non ne aveste parlato prima. La pagina di per sé ha i suoi momenti ilari e mi diverte scorrerla ogni tanto. Concordo con la maggior parte dei commenti (Lucia Conti, Gpg e ste) con un però: intramezzate ai vari screenshots nella pagina ci sono delle immagini di ragazze di oggi, sembrano teenager ma angelicate, con effetti fotografici da porno-pubblicità del mulino bianco, con scritte delle cose molto patriarcali e sessiste. Queste immagini sono un po’ la linea “ideologica” della pagina, e sostanzialmente propongono un modello di sessualità estremamente stereotipato, gretto, sessista, patriarcale (una gabbia tanto per lui che per lei, sebbene con contorni diversi) che vuole proporre a una serie di “valori”, ma che in realtà ha un effetto estremamente normativo: la sessualità, i rapporti, il fidanzamento si vivono così. Punto. Questi che proponiamo sono “valori” veri, valori di una volta, oggi perduti. E per questo sono giusti. Punto. Senza discussione. Ora, io, onestamente, credo che tutti ci siamo presi una cotta a destra e a manca, soprattutto da ragazzini, per una persona che non ci filava. Tutti abbiamo pensato che frequentasse stronzi (un po’ per invidia, un po’ per consolarci sentendoci migliori) e la abbiamo idealizzata al punto da pensare cose più o meno sessiste, anche involontariamente. Siamo prodotti della società in cui viviamo e ci possiamo fare ben poco. E il mondo è fatto da stronzi al 98% quindi anche stronzi che giocano coi tuoi sentimenti ce ne saranno per forza, è inutile negarselo. Il dramma dei social network è che non si può aprire una discussione costruttiva con gli utenti/ideatori della pagina su questo aspetto. Sarebbe carino se fosse possibile una riflessione e una discussione su quella parte della pagina, senza atteggiamenti censori ma anzi, aperti e che dessero modo anche a questi “delusi amorosi” di sfogarsi e magari ritrovare un po’ di equilibrio.

  6. Interessante disquisizione sulla “friend zone”. Mi fa strano che venga interpretata come la zona dove ci si ritrova dopo un rifiuto. Anzi, un rifiuto chiaro dovrebbe essere visto come una via di uscita chiara dalla “friend zone”, che non è una prerogativa maschile (finirci). Ho visto un bel po’ di amiche venire prese in giro (perché questa è la definizione di “friend zone”) da bei ragazzi che si facevano fare favori di ogni tipo in cambio di sorrisi (dal bucato – nel senso di lavanderia – a commissioni varie). Conosco pure ragazzi che tengono in “friend zone” amici gay, che forse sperano in qualcosa di più e quindi continuano a fare cortesie di vario genere agli impostori del momento. Certo che pur questo essendo un fenomeno esistente, quello di ragazzi “friendm zonati” da qualche ragazza ne conosco molti di più. Irrita, in quanto è una bella e propria presa in giro, fatta coscientemente. Accade anche nel lavoro, dove con promesse sottointese di acquisti o promozioni alcuni “creduloni” vengono sfruttati per bene. E’ natura umana approfittarsi degli altri, della debolezza degli altri? far intendere qualcosa difende la coscienza in quanto “non ho mai detto che” anche se lo hai fatto intendere benissimo? Mah. Certo che poi si cresce, e si impara a riconoscere certi atteggiamenti 🙂

    • grazie Capodieci per le tue delucidazioni. Che dire…sono vecchio. Cascano le braccia. Chissà, forse si tratta di comportamenti tra adolescenti che “in nuce” sono sempre esistiti nei decenni (opportunismo?). Sto iniziando a diventare davvero pessimista sulla base di quello che sto vedendo…e sto parlando “delle” trentenni, ma anche “dei” trentenni. E pure io ci lasciato lo zampino.
      1. donna carina, anche troppo, che nell’arco di un anno mi cerca per uscire, e alla quale non chiedo nulla per educazione, ma che sa del mio interesse (lo ha capito fin troppo bene). fino a quando non mi chiede favori un po’ impegnativi, e mi chiama per affari suoi personali in piena notte (serissimi casini familiari). immancabilmente presente ad ogni aperitivo, ovviamente scroccati, colpevolmente assente nella sfera affettiva della mia vita. Ciascuno per la sua strada.
      2. soggetto n. 2, conosciuta da tempo e ritrovata in discoteca. amicizia intima con qualche effusione da lei intrapresa, molta condivisione di storie, empatia a pelle, bei giri notturni. al dunque, senza che le ho chiesto nulla per educazione (e 2), trova scuse e diventa glaciale via messaggi. assicura di volermi bene ma dimentica di farmi gli auguri per compleanno. Incontri casuali in disco, e salutino fugace, ancora una volta “ciascuno per la sua strada”. Friend-zonato pure io ? 🙂 🙂 di certo non ho mai pensato di insultarla o denigrarla, solo un po’ di perplessità per comportamenti tipicamente maschili…trasportati pari pari in campo femminile. un saluto 🙂

  7. La ‘Friend Zone’ è quella condizione di chi, cercando un rapporto ottiene ‘amicizia’.
    Non c’è sempre cattiveria dietro, l’altra persona può effettivamente cercare effettivamente amicizia, altre volte invece può invece essere una scusa per approfittarne.
    In entrambi i casi la prima persona si trova in uno stato di frustrazione, qualora l’altra persona ne abbia approfittato oltre alla frustrazione può esserci della rabbia.
    Questo non necessariamente sfocia in esternazioni sessiste, ma può capitare, esattamente nella proporzione in cui nella nostra società esiste il sessismo.
    La ‘friend zone’ però non c’entra niente, qualsiasi condizione di rabbia o di frustrazione può portare ad esternazioni sessiste, senza che per questo i motivi di rabbbia o frustrazione siano in sé sessisti.

  8. Io non ci ho mai creduto, nella friendzone, questa fantomatica “zona dell’amicizia” dalla quale sia impossibile “uscire” e anzi, mi pare quasi che alcuni comportamenti e rapporti esistano solo perché questa parola è stata inventata, e c’è chi ha creduto che avesse un senso.
    Nelle relazioni che ho con altre ragazze, di amicizia, sesso o amore che siano, a me non viene mai in mente di descriverle con la parola “friendzone”, che però viene usata da altri, a volte, quando mi capita di raccontargli qualcosa di queste relazioni. Mi è stato detto che ero stato “friendzoned” da una ragazza per la quale mi ero preso una cotta feroce, e che mi disse che mi vedeva più come un amico… ma lei ora è fidanzata con quello che era il suo migliore amico, quindi il punto non era l’esistenza di zone separate da filo spinato, ma semplicemente che io non le piacevo. Un’altra volta fu proprio la ragazza che mi stava rifiutando a dirmi che mi stava “friendzonando” (…), e io ero un po’ confuso, perché ci conoscevamo da una settimana e quello a me sembrava semplicemente, appunto, un rifiuto, chiaro e semplice.
    Poi ci sono le situazioni attuali di una cara amica che mi saltò addosso mesi fa e che ora mi racconta dei suoi tentativi di approccio a un altro tipo, o di un’altra amica importante (perché siamo davvero amici!) che mi piace assai, mi ha dato vari pali, mi racconta episodi di insensibilità del ragazzo che sta frequentando e poi pensa bene di baciarmi.

    Quindi insomma, io sono contrario ai nomi. Perché già termini ampi come “amicizia” e “amore” mi sembrano inadeguati a circoscrivere la varietà delle relazioni possibili che pure comprendano amicizia e amore, figurarsi neologismi deficienti come “friendzone”; e soprattutto perché i nomi non descrivono le relazioni ma prescrivono comportamenti, indirizzandoli su binari diritti che stanno solo nella nostra testa, rendendoci meno liberi e disinvolti rispetto a quello che può capitare.

    Scusate la lunghezza, ma ci penso spesso!

    • il tuo intervento è estremamente interessante. Premetti di non credere in questo concetto, naturalmente di origine americana (serie TV) ma nel contesto del tuo stimolante post la descrivi. Descrivi esattamente la friendzone ! 🙂 Se tu dici di esserti preso una cotta feroce per un’amica (cosa che purtroppo sta capitando a me in questi mesi …) e hai constatato in lei un certo atteggiamento negativo. Non è che non le piacevi, ti ha tenuto per opportunismo a “bagnomaria” perchè le faceva comodo. Dire che eri in un limbo, o che è stata superficiale, oppure che ha giocato sul tuo sentimento (come si diceva una volta in italiano!) non significato oltre che essere “friendzonato”.
      eccome se esiste…sarò un nome un po’ sintetico, che non rende l’idea. Ma se una ti dice “amico caro” e tu le dici parole di amore, quella persona sta succhiando il tuo sentimento come nettare per far andare una relazione talmente squilibrata che lei è cocchiera.
      anche gli altri due episodi successivi…sono veri, si vede in modo vivido l’atteggiamento furbo e cialtronesco di queste persone. Che si permettono pure il lusso di raccontare le loro relazioni “parallele” con altri, ai quali non a caso sono ben interessate . E’ grave, e significa prendersi gioco delle persone. A prescindere dai neologismi che giustamente hai condannato, si tratta di realtà che subiamo sulla nostra testa, tanto più insidiose perchè arrivano da presunte “amiche” o “amici”, di cui noi possiamo fare a meno. Sono persone sbagliate.
      ora aspetto il tuo parere

      • Devo essere stato davvero poco chiaro, visto che i miei esempi dovevano dimostrare quanto non solo la parola “friendzone” sia inadeguata a descrivere la realtà, ma anche quanto sia falso e fuorviante il suo contenuto.

        Restiamo sul primo esempio: lei mi avrebbe tenuto a “bagnomaria”, nel limbo, giocando con i miei sentimenti, per opportunismo. Bene, non è successo niente di tutto questo: io ci provai con lei dopo un film che ci eravamo visti insieme (abitavamo insieme all’epoca, stavamo studiando fuori nella stessa città), e lei mi disse di no. Alla mia richiesta di spiegazioni (antipatica: non è che i rifiuti si debbano giustificare…) mi disse che lei mi riteneva un amico, e che non provava altro. Quand’è che avrebbe giocato coi miei sentimenti, dove sarebbe il limbo in cui mi ha lasciato? I suoi sentimenti, e la differenza coi miei, sono stati chiari da subito, e dopo qualche momento di imbarazzo sono stato io stesso a comportarmi di nuovo da amico con lei. Per quando riguarda l’opportunismo, non so proprio di cosa parli: quando provai a farle un regalo lei lo rifiutò, e in generale lei non è mai stata con me meno gentile e simpatica di come fossi io con lei.
        E, ripeto, lei adesso è fidanzata con quello che era il suo migliore amico. Quindi non esiste una “zone” in cui lei mette dei “friends” innamorati al fine di sfruttarli. Non ci sono limbi o bagnomaria o opportunismo, ma sentimenti diversi che possono cambiare.

        Per i due esempi che avevo fatto alla fine… pure io racconto a loro delle altre ragazze che mi interessano e con cui sono stato, qual è il problema? Siamo davvero amici, pure se con una ci ho fatto sesso e dell’altra sono molto attratto ora. Questo perché, come ho provato a spiegare nel primo commento, l’esistenza e la separazione netta dei binari “amicizia”, “sesso”, “amore” ecc. è una favola ideologica prescrittiva, incapace di descrivere la varietà delle relazioni possibili, che non possono essere etichettate ma soltanto raccontate.

        Siccome tu hai detto che delle mie amiche sono delle furbe e cialtrone succhiatrici di nettare che si prendono gioco delle persone, mi permetto di dire anche io una cosa a te: bisogna avere tanta amarezza e frustrazione per pensare così male di persone che hanno semplicemente rifiutato un bacio. A parte la ricercatezza dei termini, fra il dire che una è una friendzonatrice e “quella persona sta succhiando il tuo sentimento come nettare per far andare una relazione talmente squilibrata che lei è cocchiera” non ci sta tanta differenza. Cerca di stare un po’ meglio, di risolvere i problemi che hai tu nel rapporto con chi ti piace, e poi vedrai molti meno comportamenti negativi in loro.

        • caro Rob, non volevo certamente offendere le tue amiche e ritiro senz’altro le affermazioni.
          Peace & love 🙂
          Non adombrarti. Stiamo girando intorno ad una definizione che cerca di dare un’etichetta ad una realtà, che però esiste. Non stiamo parlando di scie chimiche o complotti, stiamo parlando di sentimenti. Ciascuno vive la realtà con l’altro sesso come meglio credo, noi siamo sempre il portato di lunghissime esperienze vissute per anni. Può darsi che io non abbia l’esperienza che hai tu, può darsi che tu abbia una maggiore equilibrio nel gestire questo genere di rapporti, in bilico tra “amicizia, sesso, amore”. L’unica cosa che mi sento di dirti, ammirandoti per la tua serenità quando si parla di sentimenti e di cose che spesso fanno star far male, è che appena ieri sono stato…”friendzonizzato” (ops!).
          Ti chiedo scusa, ora dai tu un nome alla cosa che descriverò. Rapporto più che amichevole con persona nettamente più giovane di me, che mi cerca, cerca l’incontro conoscitivo, mi frequenta per un bel po’. Invia messaggi anche notturni in cui mi dice che mi vuole bene, anzi un mondo di bene. ribadisce il concetto in altri successivi messaggi registrati. la assiduità dei contatti è confermata da una discreta sintonia di vedute: ci diciamo tutto sulle nostre storie.
          al dunque, cerco di vagliare la sua sincerità, e stringo i tempi per vederci più spesso. promette incontri in vari occasioni, a più riprese, ma non si fa vedere. Ci sentiamo più volte e più volte telefonicamente. A un certo punto, consigliato da amici, in apprensione per me, le chiedo cosa intende fare: “non ci siamo capiti, ti ho detto che ti volevo bene e lo dico solo a pochissime persone”. fa capire che non è intenzionata ad alcuna futura seria relazione. Mi chiede scusa non meno di una ventina di volte
          grazie in ogni caso per il tuo intervento

        • 2. scusami se spezzo l’intervento. Come ti dicevo, ha chiesto “scusa” numerosissime volte, dicendosi affranta per l’accaduto. Io non so dare una definizione al fenomeno, so solo che esiste e l’ho subito anche nel 2013 con una egregia signora borghese molto incline a fare questo genere di “opere” (con relativi scroccamenti di cene). Può darsi che hai ragione tu; però mi piacerebbe sapere perchè ti sei scagliato nei miei confronti, e non per esempio contro SUB che il 13 dicembre scrisse
          testualmente ” Siamo prodotti della società in cui viviamo e ci possiamo fare ben poco. E il mondo è fatto da stronzi al 98% quindi anche stronzi che giocano coi tuoi sentimenti ce ne saranno per forza, è inutile negarselo”. Parlava lui di giocare sui sentimenti, ma non hai replicato.
          Anche Capodieci un po’ sotto ha scritto le medesime cose. Che non solo ha detto il giusto, tanto che lo cito testualmente “Irrita, in quanto è una bella e propria presa in giro, fatta coscientemente”.
          Non succhiano i sentimenti ? Non sono cialtronerie ? Sono prese per i fondelli, ti assicuro.
          un caro saluto e a presto 🙂 sempre in serenità.

          • Il punto,secondo me , è che sia SUB che Capodieci han commentato parlando di “Noi” . Un assumersi eventuali colpe nel modo più possibile equilibrato , eventuali colpe attribuibili sia alle donne che agli uomini. Tu,Gianni , mi dai la netta impressione di partire in malafede vs le donne. Nei tuoi commenti la donna ne esce sempre un po’ come quella che se ne approfitta . L’uomo mai, caso mai deve stare attento a non cascare tra le grinfie della donna di turno. E lo dici questo, quando -riporto- “al dunque, cerco di vagliare la sua sincerità” . Ma perché partire sulla difensiva?

            • ma no! Stavo riferendo solo i miei specifici casi personali…mica intendevo generalizzare!
              Mai parlato di grinfie. D’accordo sul fatto di un’assunzione globale delle responsabilità, su questo
              hai perfettamente ragione. 🙂 visto che i rapporti si iniziano in due. ciao

  9. dimenticavo di dirti, caro Ste 🙂 che nessuna ha rifiutato un bacio, perchè nessuna nei due casi mi aveva messo nelle condizioni di darlo. Giusto per chiarire, ma se ci fosse stato un rifiuto, di certo non me la sarei presa. Pazienza ! Così, giusto per chiarire e per non passarci da misogino quale non sono. Perchè adesso pare diventata una moda, epitetare tutti come misogini, sessisti, a seconda del linguaggio che si usa. saluto

    • Ti stavi riferendo ai tuoi casi specifici e anche al caso di Rob : Rob ha descritto una realtà , tu l’hai interpretata . Mi ripeto, sempre donne che se ne sono approfittate . Non dico non esistere questa tipologia di donna , ma non tutte le donne sono uguali. Non mi risulta sia una moda dare degli ” misogini” o “sessisti” alle persone… son termini che,almeno io, non sento dare ad altri . Il termine “sessista” lo leggo qui , non riferito a quella specifica persona , piuttosto ad un pensiero/comportamento/ragionamento che può appartenere a tutti come a nessuno. ( “cara” , no ” caro” 🙂

      • perdonami Stefania: credevo tu fossi un uomo. Grazie per le tue delucidazioni e per i commenti (ti assicuro che in altre situazioni, quando tutto è stato chiaro e trasparente, senza “fraintendimenti”, è andata OK e ne sono nate anche relazioni importanti). buon anno e buona prosecuzione di discussione.

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