L’ambiguo stalker è quello che ti soffoca con le sue “gentilezze”

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L’ambiguo stalker è quello che vi sta vicino compiendo gentilezze, affinché tu possa considerarlo necessario. Te lo ritrovi davanti con quel sorriso un po’ timido che dice in fondo “non mi dire no”. E mentre tu sogni grandi scopate con quell’altro che ti piace tanto l’ambiguo stalker segna il territorio, fa credere al mondo che tu stai con lui, ti mette a disagio, in difficoltà, e per un po’ pensi sul serio che dirgli di andarsene ‘affanculo sia indelicato e traumatico. Inaccettabile per la sua sensibilità. Ma come, dice l’amica, lui ti porta il cornetto, c’è sempre se hai bisogno (anche se in realtà io non l’ho mai chiesto) e tu lo tratti così? Sei una sfacciata, una che lo illude.

Sarei io a illuderlo? Ma si, perché alla fine lui si mostra gentile con chiunque, le mie amicizie innanzitutto, e io finisco con l’apparire un mostro, una stronza insensibile. L’ambiguo stalker non ti molla. Ti chiama semplicemente per chiederti come stai e se gli dici che non c’è motivo per telefonare dieci volte in un arco di otto ore lui piagnucola qualcosa, non sapevo di disturbarti, ti prego scusami, e tu lo scusi ma lui rifà la stessa cosa il giorno dopo e quello dopo ancora. L’ambiguo stalker te lo ritrovi sotto casa per accompagnarti al lavoro o sotto il lavoro per accompagnarti a casa. Invade la mia socialità, si mette in mezzo, mi rompe le scatole e se per sbaglio gli faccio un sorriso lui si avvicina pericolosamente e prova anche a toccarmi una mano.

Così, quando lui diventa parte della compagnia è più difficile dirgli di smetterla e soprattutto essere creduta dagli altri che mi chiamano “esagerata” perché in fondo cosa fa di male? E’ tanto gentile, poverino, così ricorre l’invito alla cura, perché mi affibbiano il berretto da infermiera con il conseguente obbligo di fare attenzione al caso umano che mi pedina ovunque. Non ti farà del male, dice Ilaria, perché è così timido. Gli fai paura se solo dici bau. E non si capisce il fatto che a me fa male subire questa sorte, l’uomo invadente, quello che ricava attenzione anche se io proprio non gliela volevo dare. Riesce a monopolizzarmi, ad accentrare la mia comunicazione con la mia sfera sociale. Ormai lo conosce pure mia madre che lui tratta gentilmente quando lei risponde al telefono. Ho saputo perfino che chiacchiera con lei anche se non ci sono e lui finge di non sapere che sono fuori per potersi insinuare anche nella sua testa.

Mia madre chiede se è il mio ragazzo e io vorrei avere un lanciafiamme per non farlo più avvicinare. Mi sento tesa, incompresa, incapace di prendere qualunque iniziativa e per non vederlo finisce che evito di uscire con i miei amici e devo prendere sempre l’auto per gli spostamenti pur di non accettare i suoi passaggi. Dopo un paio di settimane che lo evitavo lui si inventa una cazzata, un incidente, e chiede di aiutarlo, perché in fondo lui era sempre stato così disponibile, e io, come una cretina, gli vado a prendere le cose che gli servono. Mi viene in mente che può essersi spezzato una gamba apposta, per rompermi le palle, ma penso che no, non è possibile che lui sia veramente così subdolo. sarò una visionaria, dicevo tra me e me. Si, visionaria un cazzo.

Poi ricavo un altro periodo di silenzio e arriva una lettera che lui mi scrive, dopo che io ho ignorato mille sue mail, così devo leggere quel che mi confida. Il suo cattivo umore. Il fatto che gli manco, che ha capito i suoi errori, che sarà diverso, e io di tutto ciò capisco solo che lui cerca un pretesto per tornare alla carica. Ha 53 anni, un aspetto giovanile e mi dà l’idea di uno che è rimasto vergine molto a lungo e non per volontà propria. Io ho trent’anni e potrebbe non interessarmi la differenza d’età ma il fatto è che non mi interessa lui. Il fatto è che lui si guarda bene dal farmi una richiesta esplicita perché altrimenti dovrebbe sentire il mio NO e poi ritirarsi in buon ordine di conseguenza.

Dopo qualche settimana me lo ritrovo davanti mentre sto con alcune amiche, dopo aver chiesto loro il favore di non informarlo e non dirgli dove eravamo. Evidentemente una si è lasciata scappare qualcosa e lui arriva, si siede vicino a me. Io sbuffo, gli rispondo male e non ce la faccio veramente più, perciò mi metto a urlare che deve smetterla con le gentilezze, mi sento soffocare, deve smetterla di rompermi le palle e deve andarsene a quel paese. Lui piange, come un bambino e io continuo a urlargli contro, sbatto la sedia, mentre un paio di amiche lo consolano, e me ne vado a casa. Ricevo tante sue telefonate e messaggi, alcuni colmi di disperazione e alcuni decisamente aggressivi, segno che sta venendo fuori un lato stronzo del suo carattere passivo aggressivo, finto sottomesso. Chiede un’ultima volta per spiegarmi, perché lui desidera la mia amicizia ma nulla di più.

Sono cretina, accetto di incontrarlo in un luogo neutrale per finirla una volta per tutte. Un bar affollato, dove si sta in piedi, così, per dargli la giusta sensazione di precarietà, e lui mi mette una mano sulla spalla mentre con l’altra cerca di farmi una carezza. Gli dico sottovoce di smetterla altrimenti urlo. Me lo ritrovo a un centimetro dalla faccia, la bocca contorta, gli occhi spiritati, le mani che mi bloccano e prima che potessi allontanarlo mi mette la lingua in bocca. Urlo di lasciarmi stare. Lui fa la sua solita scena da vittima. Un paio di tizi mi chiedono cos’è successo e dico che mi ha molestato.

Non danno l’idea di credermi ma accompagnano lui fuori tentando di calmarlo. Da quel momento in poi ho bandito dalla mia vita chiunque volesse ancora frequentarlo. Ho cambiato numero di telefono. Perfino il mio orario di lavoro è cambiato e io ancora oggi, dopo qualche anno, ho paura di trovarmelo alle spalle, così inquietante e ambiguo. Perché la “gentilezza” può anche essere un’arma che ti soffoca, ti opprime, soprattutto perché non c’è gentilezza che tenga senza il tuo consenso. Ebbene si, il consenso deve esserci ad ogni centimetro di spazio che ti concedo per farti entrare nella mia vita, e se ti dico no tu te ne devi andare, cazzo. Hai capito come?

Ps: è una storia vera. Grazie a chi l’ha raccontata.

Comments

  1. AH allora non l’ho notata solo io sta cosa…Bene. E’ un piacere sapere di non essere pazzi. La gente che non vede è la cosa peggiore.

  2. UnaBologneseArrabbiataEStanca says:

    Oggi Abbatto i Muri parla anche un po’ di me.

    Anche io ho uno Stalker Ambiguo da diversi mesi.
    Non è uno sconosciuto bensì un ragazzo che ho frequentato e con il quale è finita. DA MESI.

    Da oggi Facebook è l’arena pubblica dove dichiarare senza pudore la mia situazione e manifestare il fastidio e il disagio che mi arreca.

    Con i suoi sotterfugi,
    con le menzogne che divulga in giro,
    con la molestia che crea a me e ai miei amici che contatta.

    Agisce con modi gentili e servili,
    offrendosi di fare favori,
    di trovarti un lavoro!,
    facendo regali,
    inserendosi nelle mie compagnie di amici,
    contattando le persone con le quali lavoro,
    comparendo all’improvviso,
    stazionando nel quartiere in cui abito,
    tenendomi d’occhio se siamo allo stesso concerto o nello stesso luogo,
    chiamando con numero privato,
    chiedendo in giro dove sono,
    indagando sulla mia vita privata per capire se ho un altro, o quanti altri.
    DA MESI.

    Amici maschi, lo so che empatizzate con il “ragazzo che è stato lasciato” e che, in fondo in fondo, credete che io potrei portare più pazienza. Ne ho avuta fin troppa, credetemi. La cavalleria è ben altro, riconquistare una donna pure.
    Saper accettare un no non è una prerogativa da mettere in discussione.

    Quando stavamo insieme:
    non riuscivo mai a stare da sola
    non riuscivo mai ad uscire con i miei amici senza di lui
    leggeva le mie chat
    si presentava a sorpresa a casa e in contesti lavorativi
    mi assillava con domande e interrogatori
    faceva scenate di gelosia
    metteva sempre in dubbio la mia parola
    mi sviliva e offendeva con commenti e battute cattive
    mi teneva sempre attaccata al telefono con sms o chat o chiamate (perché la mia attenzione doveva essere dedicata a lui 24/24h!)

    Per quanto riguarda i comportamenti più molesti, DOPO, piangeva, chiedeva scusa, diceva che aveva capito, che avrebbe migliorato il comportamento.

    Per quanto riguarda i comportamenti assillanti, li ha sempre condonati dando a me dell’esagerata, dicendomi che dovevo rilassarmi, che se avevo dei problemi potevo parlarne con lui (!!!).

    Ci ho messo 2 mesi a lasciarlo perché me lo ritrovavo sempre intorno, mi impietosiva parecchio, ancora provavo qualcosa e, diciamolo, a letto nonostante il suo piccolo piccolo pene era piuttosto divertente andarci. Eh lo so, mi sono fatta corrompere da una parte, piuttosto che considerare che tutto il resto era marcio. Non sapevo quanto stessi giocando un gioco pericoloso.

    Lo so che vi state chiedendo “perché non hai mai reagito incazzandoti?” Eccome se mi sono incazzata! Ma credevo di avere a che fare con una persona normale, dotata di intelligenza e dignità. Utilizzavo argomentazioni razionali e assumevo un atteggiamento maternalistico: un po’ lo “sgridavo” per chiarire la mia posizione e pretendere rispetto, un po’ lo “coccolavo” per aiutarlo a capire che con le buone si risolve tutto, anche le sue paure e le sue ossessioni. Non è così.

    Questa persona ha reso il mio 2015 un inferno e siccome sta continuando, se avete suggerimenti su cosa fare, io sono qui che ascolto.

    Ah. non sto facendo la vittima. Sto mettendo in piazza i suoi comportamenti perché la forza di queste teste di cazzo è l’agire indisturbati nel silenzio e nella paura altrui.

    • “credevo di avere a che fare con una persona normale, dotata di intelligenza e dignità. Utilizzavo argomentazioni razionali e assumevo un atteggiamento maternalistico: un po’ lo “sgridavo” per chiarire la mia posizione e pretendere rispetto, un po’ lo “coccolavo” per aiutarlo a capire che con le buone si risolve tutto, anche le sue paure e le sue ossessioni. Non è così.”

      Penso che tu abbia centrato un aspetto fondamentale del problema: l’equivoco che nasce dal pensare di avere a che fare con una persona in grado di ragionare (quando, aldilà delle specifiche paure e ossessioni di ognuno di questi, la distorsione logica e emotiva di fondo è uguale per tutti). Mi riconosco totalmente in quello che hai scritto, e mi rendo conto quanto questo equivoco fa perdere tempo. Tu ci hai sprecato dei mesi e io degli anni. La cosa mi fa arrabbiare ancora di più, perché mi fa pensare che se ci fosse più informazione sui “segnali”, uno si allontanerebbe prima. Non solo c’è la totale ignoranza dei segnali, ma anche tutti i retaggi culturali che romanticizzano ciò che è tossico (e non parlo solo della gelosia e del possesso. Anche romanticizzare “la passione a tutti i costi” è tossico perché va bene che è bello scopare, ma uno deve essere pure in grado di far prendere le decisioni al cervello e no alla fica a volte (e non mi riferisco solo a te). Personalmente, a questo punto credo che anche un eccessivo relativismo verso il prossimo sia controproducente quando si tratta di riconoscere queste persone, siccome giudicare è sbagliato allora uno si sente di mentalità chiusa nel chiamare una persona patologica per quello che è. In più, come donne ci viene sempre chiesto di essere un pò più materne e di accomodare un pò di più, anche quando abbiamo già un complesso dello zerbino stampato in faccia. Risultato: queste merde camminano nel mondo indisturbati,specialmente se non arrivano mai ad alzare le mani (ma spesso anche in quei casi), riuscendo a mantenere la facciata di persone ragionevoli quando non lo sono, arrecando danni, facendoti passare per pazza con il prossimo che non sospetta fin dove possono arrivare al punto che tu stessa inizia a domandarti se magari non sei tu quella che sta guardando il mondo al contrario.

      Non so come aiutarti, a volte vorrei solo che tutti sapessero cosa vuol dire trovarsi in una situazione simile. Se tu puoi permetterti di smascherarlo, fai benissimo. Il problema è che a volte si ritorce contro. Ti consiglio anche di renderti irreperibile se continua a farsi vivo (bloccalo sul telefono, social media, ecc). Comunica che non vuoi avere niente a che fare con lui (così nel caso hai qualcosa in mano per eventuali azioni legali), bloccalo ovunque e non rispondere alla sue provocazioni/richieste di chiarimenti/ecc (che certamente arriveranno). Chi dei tuoi amici non capirà, allontanalo.

    • Situazione simile alla tua , con il mio ex. L’ho bloccato su Facebook e su Whats App . Non rispondo alle sue chiamate . Gli sms li leggo ma non rispondo . Ci tiene tanto a sapere se ora sto con un altro,perchè sarebbe davvero felice sapermi felice. Ha una compagna fissa, di cui nega ( a me) l’esistenza (salvo poi presentarla a conoscenti comuni) . Ho perso degli “amici” che erano solidali con lui. Visto che con me non funzionava si è attaccato a mia madre. Talmente bene che , quando lui mi ha invitata a passare un we in montagna, letto matrimoniale che così risparmiamo qualcosa (?) io ho pensato “Vuole farsi una scopata” , mia madre, a cui ho raccontato l’invito per farle capire a chi stava dando retta, ha detto ” E’ il suo modo di far pace con te”. Perché quando ci si lascia , ci si lascia da persone civili ,non che ora io decido di non rivolgergli più a parola . Oltre tutto lui è sempre molto gentile. Una mia collega , al mio protestare ” Io sono una persona assolutamente autonoma” mi ha risposto “Tu sei fin troppo autonoma” . Perché alla fine è successo questo . Lui è ancora nella mia vita ( E grazie a chi mi dice “basta non pensarci”) e io non riesco a lasciarmi andare con nessun altro uomo. Ho bisogno lui non ci sia più. Quel che dovrei fare per me stessa è farmi una bella scopata ( e so benissimo non essere nel mio stile “con il primo che capita” ),ma credo dovrei davvero ricominciare da questo , giusto per far capire a me stessa che a lui ci sono alternative .
      NB : Il ” Prima” lascialo davvero perdere . C è stato , manda quel periodo affanculo più forte che puoi , concentrati su “Adesso” , che così stai male ancor di più.

      • ste, non so se rispondevi a me o all’altra ragazza 🙂 Io sono sempre esterrefatta da quanto queste situazioni siano simili tra loro, come fossero un copione. Chi dice “basta non pensarci” non sa di cosa cazzo sta parlando. E’ normale che tu hai bisogno che lui non ci sia più nella tua vita. E’ un diritto. Sembra che non sia più possibile decidere chi fa parte della nostra vita e chi no. I commenti di tua madre e delle altre colleghe mi fanno riflettere…Anche mia madre, quasi fino all’ultimo, dava sì ragione a me ma doveva sempre aggiungere “si lui è una merda ma…se tu fossi un pò più…un pò meno…metti qualcosa in tavola…assicurati di…è il suo modo di….” anche quando le raccontavo l’indifendibile! Mai a prendere le mie parti al 100%. Questa colpevolizzazione dell’autonomia poi non ne parliamo…Se hai un partner che si lamenta che non stai sempre appiccicata, la gente invece di dirti di scappare o almeno farti due calcoli se la relazione ti fa effettivamente bene, subito ti fa capire che il problema sei tu che sei “indipendente” nemmeno fosse una bestemmia…(successo non solo a me ma ad altre mie amiche). Poi uno si domanda perché finisce a coinvolgersi co sti tipi! Anche il mio ex contattò mia madre con tutta la lagna dopo che gli dissi che non volevo più vederlo…Comunque io ti consiglio di non leggerli nemmeno i suoi messaggi, se vuoi andare avanti. Il mio ex dopo avermi trattato come un essere senza dignità umana (e aver fatto naturalmente la vittima) ha continuato a cercarmi per un anno dopo che gli ho detto che non lo volevo più nella mia vita. Non spessissimo, ma con i pretesti e i modi più assurdi e oltraggiosi quando non sadici. L’unica soluzione è smettere di leggere. A proposito di veleno…Ogni parola di questi qui è come un veleno che ci metti mesi ad espellere, l’unico modo di rifarsi una vita è non ascoltare. Chi non capisce il perché si ha bisogno di distanziarsi anche mentalmente, ha la fortuna di non esserci mai passato o è un coglione.

        • No,non stavo rispondendo a te; il tuo commento è apparso qui mentre il mio,già inviato all’altra ragazza,era in “moderazione” 🙂 . Le insinuazioni delle proprie madri son quelle che fan più male,ti verrebbe da dire ” Ehi! Ma sei mia madre,stai dalla mia parte!” , ma poi ti rendi conto che è del tutto inutile se non controproducente. Quando ho lasciato il mio ex e l ‘ho detto a mia madre lei mi ha risposto ” Fai come vuoi, ma uno come lui non lo troverai mai più,dovrai accontentarti “. La certezza che lui fosse l’uomo perfetto e la certezza che non avrei potuto vivere senza un uomo al mio fianco . Neppure un “Perché lo vuoi lasciare?” , salvo poi rispondersi da sola ” Lo lasci perché oggi va di moda lasciarsi” . Il commento della mia collega ” Sei fin troppo autonoma ” , per quanto possa essere facilmente travisato ,è molto vero. Essere autonomi nel fare quotidiano è sicuramente bello , ma lo è meno quando si parla di “autonomia sentimentale” . Credo che ognuno di noi abbia bisogno di qualcun altro su cui appoggiarsi , e nello stesso tempo di sentirsi “qualcuno” per qualcun altro. Quella che definisco “autonomia sentimentale” alla fine non è che solitudine ,e in questo mio ostinarmi a non aprirmi agli altri sbaglio. Dovrei ricominciare a fidarmi,cosa che non riesco a fare . Quando parlavo di “sana scopata” mi riferivo ad un atto , se vuoi simbolico , di liberazione da quell’uomo (il mio ex ), che tutt’ora imperversa nella mia vita . Guardare oltre ,cosa che non riesco , appunto,a fare. Ho letto il tuo consiglio di non leggere i suoi messaggi ; li ho sempre letti perché pensavo che , non rispondendogli , non gli avrei comunque dato corda. Ma mi stai mettendo davanti all’evidenza che i suo messaggi tanto “innocui” per e non lo sono. Dal suo prossimo messaggio cliccherò direttamente “elimina” , promesso 🙂

          • 🙂 Mi fa piacere tu possa aver trovato una risonanza col mio consiglio. Io ci ho messo un anno a capire che anche leggere senza rispondere mi influenzava comunque tantissimo, ritardava la mia guarigione. Magari non vale per tutti, ma spesso è così e magari per orgoglio non lo si ammette. Penso non ci sia nulla di sbagliato a voler tagliare i ponti con qualcuno. E’ una di quelle libertà che con gli smartphone e internet è venuta meno 🙂 Cancellare senza leggere è difficile, perché é naturale essere curiosi, ma secondo me è un gesto che “libera” 🙂 E poi in fondo gli ex spesso si ripetono quindi non c’è nemmeno bisogno di sapere che hanno da dire 😛 E sono giunta alla conclusione che aspettare che capiscano che è ora di smettere è decisamente sopravvalutarli…Meglio prendere la situazione in mano noi. Ti auguro tutto il meglio e di ricominciare…sane scopate incluse 🙂

          • Se hai uno smartphone ti consiglio di installare un’app che li cancelli automaticamente, cosí che tu non te ne renda neanche conto. Il semplice sapere che ti arriva un messaggio è dover compiere un’azione per cancellarlo è una perdita di tempo nel migliore dei casi, una fonte di fastidio e frustrazione nel peggiore dei casi.

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