Lettera aperta di una culona

assshaming 2

Lei scrive:

In questi giorni sto seguendo (abbastanza inorridita, a dire il vero) la diatriba sul fat shaming su Abbatto i Muri.
Si e’ provato a parlare di body positive, di accogliere i corpi altrui cosi’ come sono, di sospensione del giudizio… ma la rabbia salutista prende il sopravvento su tutto, anche se e’ stato ampiamente spiegato che non giova a nessuno, anche se e’ e’ completamente fuori contesto, anche se e’ perfettamente inutile ai fini della salute.

Dato che la teoria non basta, ho pensato che forse avrebbe giovato al dibattito parlare di una storia personale. Ci ho riflettuto molto: non amo esporre il mio corpo e la mia storia, anzi, mi mette parecchio a disagio. Ma spero che, almeno questo, possa far riflettere.
Rispondo a tutti i teorici professori autonominati che dicono che “la costituzione e’ una scusa”, “le ossa grosse sono una balla”, che i grassi sono pigri fancazzisti, e via discorrendo.

Io ho il culo grosso. Inutile usare giri di parole. Ce l’ho fin da quando ero bambina, ci sono nata, le altre donne della mia famiglia hanno la stessa conformazione. Chiamatelo destino, genetica, quello che volete: e’ li’ e basta.
Ho avuto molte variazioni di peso nella mia vita, a causa di problemi ormonali (carte mediche alla mano, non invento nulla) a cui si sono sono seguite numerose diete. E non diete fai-da-te prese dal giornale: diete dal dietologo, seguite, controllate e rigidamente osservate.

La prima volta che sono stata da un dietologo, e’ stato eseguito il famoso calcolo del BMI. Risultato: secondo lo standard, il mio peso forma e’ di 45 kg. Ebbene, per lunghi periodi della mia vita sono stata sotto peso, con le costole sporgenti, il viso scavato, e un aspetto scheletrico, ma non sono mai scesa sotto i 50 chili. Perche’il mio culo e’ sempre li’, ed e’ un peso che non c’e’ verso di smuovere.
Non importa quanta dieta, esercizio, palestra, nuoto, massaggi io faccia. Fa parte della mia costituzione.

Anzi, vi diro’ di piu’: nel mio caso specifico, l’esercizio fisico peggiorava il problema. Ho la tendenza a mettere su muscoli molto in fretta, con risultato di ritrovarmi con i glutei ancora piu’ sporgenti.
Ho provato a cambiare tipologia di esercizi, ma il problema non si e’ mai risolto.
Poi, piano piano, nell’eta’ adulta ho capito che non era un problema da risolvere: era cosi’ e basta.
Mi sono rassegnata a dover aggiustare con ago e filo ogni abito che compro. I jeans, ad esempio: devo prenderli di due taglie piu’ larghi, e poi stringerli in vita. Sempre. Mai trovato un vestito che mi calzasse bene da subito. Sono diventata una discreta sarta, di necessita’ virtu’.

Nella tarda adolescenza, stanca di diete inutili e risultati che non mi soddisfacevano, ho ben pensato di fare una dieta di testa mia. Partendo dalla dieta personalizzata dal medico, ogni giorno eliminavo qualcosa. Pesavo e controllavo tutto, sono arrivata a consumare regolarmente 450 calorie al giorno. Sono arrivata al limite che il mio corpo mi permetteva, ero debole, mi sono quasi rovinata la schiena perche’ mi sono “mangiata i muscoli” (come disse all’epoca il mio medico). Il mio culo era sempre li’, sempre sporgente. Le ossa del bacino erano talmente a fior di pelle che la notte non riuscivo a dormire, sporgevano dolorosamente e non sopportavo di stare sdraiata, ma quel maledetto culo era sempre grosso. Il mio giro vita era una 36, ma i jeans dovevo prenderli taglia 42/44. Nulla e’ cambiato, se non che mi stavo rovinando la salute (quella salute a cui tutti sembrano tenere tanto).
Sarei morta d’inedia prima di vederlo sparire.

L’ho provato sulla mia pelle, ne sono la testimonianza vivente, dati clinici alla mano: a volte non dipende dalla volonta’, dalla dieta, dall’esercizio, dalla costanza: a volte un culo grosso e’ grosso e basta, e non c’e’ nulla da fare. La costituzione esiste, e’ reale, non e’ una scusa per mascherare la pigrizia o essere accondiscententi verso se’ stessi.

Chi cerca di spostare il discorso sulla salute, in realta’ non sa di cosa sta parlando. Patologizzare i corpi non conformi ha l’unico risultato di marginalizzare chi in quel corpo ci vive. Sentirmi dire che sono una culona non mi sprona a trovare una soluzione, perche’ a volte una soluzione non c’e’. A quel punto inizi a pensare che forse non c’e’ nemmeno il problema. Ho il culo grosso, e non e’ un problema. E’ quello che sono. Sarebbe bello se le persone imparassero il rispetto dell’altro, e si rendessero conto che spesso i consigli non richiesti non giovano a nessuno. Chi mi vede potra’ sentirsi in dovere di farmi notare che sono una culona e dovrei fare palestra, senza sapere quale storia io abbia, e questo non porta da nessuna parte.
Quindi, per favore, toglietevi il camice da medico e imparate a rispettare i corpi altrui. Il body positive e’ un attaggiamento da cui tutti, nessuno escluso, possiamo trarre un personale beneficio… perche’, se vi guardate allo specchio, scoprirete che tutti siamo diversi e “imperfetti” quando ci confrontiamo ad un unico possibile modello.

(In foto: la modella Kim Kardashian, nota per essere una “culona”, e per attirare ogni sorta di fat shaming sul web)

 

Nota:  “Il body positive e’ quell’atteggiamento per cui si accetta che ognuno ha il diritto di star bene nella propria pelle, qualunque sia la sua taglia o forma o eta’. Fare discorsi salutisti in un contesto body positive e’ invadente e in ultima analisi indelicato perche’:
a) non puoi sapere la storia personale di chi hai davanti. Magari non puo’ o non riesce a dimagrire o ingrassare per mille ragioni diverse, malattie pregresse, disturbi alimentari etc., e sentirsi ripetere cose che sa gia’ benissimo non l’aiuta affatto perche’…
b) …sentirsi ripetere che “sta male” la fa sta ancora piu’ male, e innalza i livelli di stress…
c)…che spesso sono scatenanti del disturbo alimentare, e di certo non aiutano a risolvere i problemi di salute.
Non serve a nulla fare discorsi salutisti o colpevolizzanti verso chi non ha un corpo normato. Il massimo che possiamo fare per aiutarl@ e’ farl@ sentire bene cosi’ com’e’, senza tentare di invadere la sua sfera personale che, proprio in quanto personale, non possiamo conoscere e comprendere. Sospendere il giudizio e aiutare l’autostima e’ l’unico atteggiamento che si puo’ adottare se si vuole veramente aiutare il prossimo e se veramente si ha a cuore la salute.

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Comments

  1. Solidarietà, sorella!

  2. Ma ragazza mia, da quando in qua esiste il peso forma col BMI? non c’è un numero, c’è un range di 20 kg. Venti chili. Tu non eri nè obesa nè sovrappeso e a quanto racconti eri pure troppo magra: nessun medico ti avrebbe detto di dimagrire.
    Non confondere la salute coi salutisti e i maleducati: hai sofferto per aver incontrato gente che giudicava il tuo corpo,

  3. 36 girovita ma per via del sedere deve prendere 42-44…
    42 sarebbe una culona?
    bo mi sono un attimo persa…ma concordo sul ragionamento in generale ovviamente

  4. Pink Velvet says:

    Siamo colleghe: 38 di torace, una retromarcia di seno e direi una 44 di fianchi (consiglio al volo: comprare pantaloni vintage anni ’80, vestono perfettamente)…La cosa strana è che l’immagine mentale che ho di me stessa è magra, come se prevalesse la parte di sopra su quella di sotto. Sono arrivata a pesare 45 kg solo in un periodo di stress, per caso, ma ero appunto scheletrica e col culone. Una o due volte ho provato a fare dieta . Oggi mi sono arresa al mio culo con cui cerco di convivere cordialmente e provare ogni tanto pure a volergli bene…dopotutto con certi specchi e certi vestiti non è così male…in compenso, sempre della serie “c’è sempre chi sta peggio di noi”, ho delle simpatiche gambone con ritenzione idrica ( massaggi, linfodrenaggio, aquagym…), caviglie a palo, cellulite che ricopre il tutto fermandosi ,pietosamente ,al collo del piede, e macchie violacee di capillari rotti qui e là come avessi 85 anni. Ecco, con queste mie gambine ammetto che è più difficile venire a patti. Specialmente oggi che sono entrata nel mondo del ballo e vedo volteggiare intorno a me polpacci tonici e duri con caviglie perfette mentre io devo mettermi le calze anche ad Agosto. Ciliegina sulla torta, la mia gamba sinistra è più grossa della destra (detta “la gamba buona”, che mi premuro di mettere davanti all’altra se mi fanno una foto). Poi però vedo che queste gambacce sanno ballare meglio di tutte quelle tanto belle e così le perdono un po’. Qualche settimana fa sono addirittura andata a ballare con le parigine e pantaloni corti (sempre anni ’80), perchè mi ero piaciuta nel mio specchio (che non ho capito quanto è affidabile ma non lo voglio sapere). Le mie particolarità fisiche sono oggi addirittura argomento di grandi risa e battute con mia madre, che da quando ero adolescente mi ha fatto sempre notare tutti questi miei difetti, dicendomi cosa mettermi o no per nasconderli meglio (il suo sguardo di analisi quando scendevo dalle scale dopo essermi vestita per uscire…e l’attesa dell’approvazione o del silenzio). Dice: “mi sento in colpa, scusami se non sono riuscita a fare meglio…però la faccia te l’ho fatta bene,eh!”…”ma come mai con tutto questo ballo che fai non dimagrisci?” (io le faccio notare che dopotutto peso quanto pesavo a 18 anni, molti abiti che uso ancora sono di quell’epoca….e lei dice che non è possibile e la prendo in giro). Beh, sì, me ne meraviglio e rallegro anche io ma su queste cose davvero con lei rido e scherzo tanto….e lei, ex bella ma ancora bella, col suo corpo, soprattutto ora che lo vede malconcio, è molto dura, lo vive male. Lei mi ha sempre detto che bisogna stare con un uomo più vecchio per non correre il rischio che ci lasci per una più giovane, e che non è importante che questo uomo sia bello (anzi, meglio che non lo sia se no quelle giovani se lo prendono) ma che abbia educazione, cultura e un buon lavoro (ok, ma perchè io non possa piacere a uno che è pure bello non l’ho mai capito). Sono cose che nella sua epoca pare funzionassero, ne erano frutto, avevano senso e lei, giustamente, dice che lei ha vissuto in un altro mondo e secondo altri valori e che ormai alla sua età non gliene frega nulla di cambiare idea e che io devo farmi la mia. Non so che effetto tutte queste cose abbiano avuto su di me. Trovo già una gran cosa aver fatto pace (credo) col mio culo.

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