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Ero una Snoq. Ecco perché non lo sono più!

Lei scrive:

Ciao Eretica,

Ho appena letto un tuo intervento sul blog a proposito della presa di posizione di un comitato di donne di “se non ora quando” a proposito della maternità surrogata, intervento che condivido in pieno. Ho pensato di scriverti per una ragione molto semplice, ovvero: qualche anno fa sono scesa in piazza con queste persone.

È stato il mio primo approccio col femminismo (o presunto tale), ormai posso dire di avere un’opinione molto diversa da quella delle donne di snoq, e non solo sul tema della maternità surrogata. Ero giovane e confusa, non mi ero ancora formata un’opinione ben precisa, e facevo parte di quella generazione di bambine, ragazzine e ragazze, cresciuta a pane e tv berlusconiana, e credo sia stato proprio l’antiberlusconismo a spingere tante di noi in piazza, stanche di vederci imposto come modello di vita la velina, stanche di sentire Berlusconi o i suoi ministri fare battutine sessiste, stanche di vedere la solita deputata di centrodestra con le labbra siliconate spargere odio e discriminazione.

Sono sicura che queste parole non suoneranno del tutto estranee a molte frequentatrici della tua pagina! Certo, adesso mi rendo conto che la nostra ostilità era male indirizzata, che ci prestavamo ad un gioco ugualmente sessista, cioè quello di giudicare le donne, anche se da un punto di vista diverso. Giudicarle e moralizzarle. Se ci penso ora provo vergogna. Vergogna per la pena che provavamo per le “olgettine” e Ruby “rubacuori”. Perché avremmo dovuto provare pena per quelle donne? Eppure la provavamo, rappresentavano le veline che non volevamo essere e non ci sognavamo nemmeno di concepire un pensiero e dei desideri diversi dai nostri. Provo ugualmente vergogna per tutte le battutine su quanti (presunti) pompini doveva aver fatto quella tal persona per occupare una carica pubblica.

Non mi fraintendere, politicamente io e il Berlusconismo siamo ancora sui due poli più distanti che possano esistere al mondo. Ma noi ci siamo prestate ad un gioco discriminatorio, moralizzatore, abbiamo vestito i panni del patriarca per dire agli altri cosa dovevano fare con il loro pene e la loro vagina, e ci siamo anche sentite molto offese e indignate, perché noi pensavamo di essere meglio di una olgettina. Non volevamo essere così.

Sinceramente io ancora oggi non voglio essere così, ma che diritto ho di giudicare chi invece sceglie di esserlo? Senza contare le implicazioni sociali, se ne parla spesso sulla tua pagina. In un mondo dove si muore raccogliendo pomodori e si guadagnano quattro soldi per lucidare l’argenteria, o cambiare i pannolini viene considerato un obbligo a cui ti devi rassegnare anche quando non lo desideri affatto, che cosa c’è di male se una donna pensa che vivrà e guadagnerà attraverso l’uso del proprio corpo?

Questo per dire che disapprovo fortemente la recente presa di posizione di Snoq riguardo alla maternità surrogata. E mi fa anche arrabbiare, perché in un momento così delicato di discussione in tema di diritti civili hanno deciso di esporre pubblicamente questo loro pensiero. Su Repubblica. Avranno fatto caso che è stato accolto con grande plauso sulle pagine di gente come Mario Adinolfi e Costanza Miriano. Ripeto, Mario Adinolfi e Costanza Miriano. Quelli delle sentinelle in piedi, dell’antigender omofobico come bandiera, dello “sposati e sii sottomessa”. Adesso sono tutti contenti perché le “femministe” sono dalla loro.

Sai, non so se servirà a qualcosa ma mi piacerebbe che questa mail venisse pubblicata sulla tua pagina. Perché se ho cambiato opinione io, magari riflettendoci potrebbe farlo anche qualcun altro. Non voglio insegnare niente a nessuno, però davvero, pensateci su. Il fatto che voi non fareste una cosa (abortire, prostituirvi, prestare il vostro utero) significa avere il diritto di proibirla a qualcun altro? Fatevi questa domanda, per favore.
Buon lavoro Eretica, continua così.

Giulia

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Comments

  1. C’ero stata anche io in piazza, era stata un’esperienza molto coinvolgente ed emozionante perché di gente in piazza ce n’era tantissima. Io non manifestavo contro le orgettine, ma contro il maschilismo dell’ideologia berlusconiana e cose così. C’era così tanta gente, certamente c’erano molteplici voci e punti di vista nel corteo.

    Quello che ricordo negativamente è che le organizzatrici invitavano i maschi a lasciare il fronte del corteo per far stare solo le femmine davanti, credo perché apparissero nelle foto. Questa era decisamente una cazzata 🙂

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