100 frasi maschiliste che in tante abbiamo dovuto subire

immaginari_fronte

Grazie ad Alessandra per la traduzione dallo spagnolo. Queste frasi sono state diffuse dal collettivo locas del coño e sono diventate virali in America Latina. Chissà che non si possa farle circolare anche qui. Buona lettura!

>>>^^^<<<

Ma che bella bambina! Sembri proprio una principessa. Dai un bacino all’amica della mamma, non mi interessa se non vuoi. Non preoccuparti se i bambini ti fanno i dispetti, vuol dire che gli piaci! Che carini che sono, gli alzano la gonna! Sono cose da maschi. Non essere così sguaiata mentre giochi, che sembri un maschio. Le bambine grandi non piangono. Devi fare la brava. Le signorine non alzano la voce. Stai zitta. Guarda che bella con la messa in piega! Se giochi sempre coi ragazzi ti chiameranno tutti maschiaccio. Che carina che sei. Le ragazze sono complicate. Non preoccuparti se ti trattano male, sono solo invidiose. Voi femmine siete più intelligenti, i maschi stanno sempre a giocare. Smetti di lamentarti. I videogiochi sono cose da maschi. Le macchine sono cose da maschi. Le cucine giocattolo sono da femmine. Judo no, meglio ginnastica artistica. Le ragazze sono più educate, sempre così tranquille. Informatica? Non vuoi diventare una ballerina? Quanto sei bella con la gonna! Non andare in giro con nessuno a parte noi. Stai attenta. Non accettare niente da nessuno. Esistono uomini molto cattivi. Sei fidanzata? Di giá? Non sei ancora fidanzata? Sei sempre circondata da uomini, rizzacazzi. Ho saputo che fai i pompini al tuo ragazzo, troia. Chiamami che ti vengo a prendere. Chiedi ai tuoi amici di riaccompagnarti. Stai attenta. Non tornare da sola. Vestita così sembri una suora. Vestita così sembri una puttana. Se non volevi che ti guardassi perchè hai quella scollatura? Se non volevi che ti toccassi allora non dovevi farmi eccitare. Che c’hai le tue cose? Balli così per provocarmi, cammini così per provocarmi, mi guardi così per provocarmi. Ti provochi il vomito per dimagrire? Sei una superficiale, la vera bellezza è la bellezza interiore. Ehi, provaci con quella cicciona, sono le più facili perchè sono disperate. Scopi con tutti, puttana. Ancora sei vergine? Frigida. Quanto sei bona. Non ti toccherei nemmeno col bastone. Avere figli? Non sei troppo giovane? Non sei troppo vecchia? Non hai ambizioni per il futuro? Non vuoi avere figli? Sei troppo giovane per dirlo. Ti perdi tutto il bello della vita. Ti trucchi troppo per venire a scuola. Se solo ti curassi un po’ di più! Per voi è più facile, basta far vedere un po’ le tette. Che c’è per cena? Che c’è per pranzo? Dove sono gli asciugamani? Mi hai stirato la camicia? Non c’è nulla in frigo! ora non posso parlare, ho da fare. Dovresti essere contenta se ti guardano. Cosa darebbe un uomo per avere tutto questo potere. Se ti guarda un’altra volta lo meno. Dopo tutto questo tempo mi dici che non se ne fa di niente? Gli uomini e le donne non possono essere amici, gli uomini pensano sempre a quello. Lui ti tratta bene, che altro vuoi? Sei stressata perchè hai bisogno di una bella scopata. Non fare l’isterica, stavo solo scherzando! Come te la prendi! Non sai stare agli scherzi? Smetti di piangere, cazzo, ormai sei grandicella! Non parlarmi così davanti ai miei amici. Non metterti quella gonna se non ci sono io, cazzo. Non uscire fino a tardi. Non discutere con me in pubblico. Ti ha violentata? E tu cosa gli hai detto? Cosa indossavi? Io qualcosa avrei fatto. Cazzo, non ti si puó dire niente! Zitta sto parlando con i miei amici. Nemmeno oggi non hai voglia? Se non fosse per me non avresti nessuno. Ti amo piccola, per questo ti proteggo. Ti amo piccola, non lasciarmi. Sei una cattiva madre. Sei una cattiva moglie. Sei una cattiva amica. Non lasciarmi o faccio una pazzia. Mi sono rotto i coglioni delle tue cose. Smetti di fare l’isterica. Mi tratti talmente male che divento nervoso. Lasciami e ti ammazzo.
Viene trovata morta.

Comments

  1. Eric Lauder says:

    Ce ne sono parecchie che non sono maschiliste per niente: “che c’è per cena/pranzo?” me lo chiede spesso la mia bambina di 10 anni, e io sono un uomo di 42. Debbo supporre che la bambina è maschilista nei miei confronti? 😀

    • alfredo simone says:

      Scusa Eric, ma mi sembra davvero che tu faccia un torto a te stesso, o almeno così spero, con questa osservazione. E’ evidente che la frase va inserita in un contesto che non é certo quello da te descritto, anche perché immagino che tua figlia dica cose del tipo: “papi (o papino, oppure babbo o magari ti chiama per nome…) cosa c’é per cena?
      Per inciso, dici che sono parecchie ma ti sei limitato alla più banale che, ovviamente, di per sé non é maschilista ma se é la prima cosa, e magari l’unica, che lui rientrando dice a lei, beh allora mi sembra diverso, non credi?
      Una domanda: sei per caso un divorziato con figlia?

      • tante di queste frasi esistono anche in versione maschile… e comunque non sono frutto di “maschilismo”.
        …”Non hai ambizioni per il futuro? “… “Se ti guarda un’altra volta lo meno”…”Dai un bacino all’amica della mamma, non mi interessa se non vuoi”… sul serio?

      • Eric Lauder says:

        Separato, con bambino di 11 e bambina di 10.
        Come detto, la frase va inserita in un contesto che però in gran parte non si applica più a circa metà delle famiglie italiane.

    • No ma infatti alneno la metà sono frasi normalissime. Tipo “Come sei carina” o “le bambine grandi non piangono” (?). Anzi più che altro c’è del sessismo nel dire al maschietto “i maschi non piangono”, una cosa che odio.
      Per il resto, alcune cose sono purtroppo vere e frustranti…

  2. Si, anche io credo che alcune frasi siano state inserite con una certa forzatura e che magari era il contesto o chi le diceva a renderle poco gradevoli. Alcune invece risentono proprio dell’ambiente culturale e son le più odiose perché effettivamente tendono a imporre dei comportamenti o a dare dei giudizi morali.

  3. SirenaPartenopea says:

    Sono frasi che sembrano neutre, e probabilmente dette ad un uomo lo sono. Ma ti invito a fare una proiezione: tua figlia te lo chiede perché sei il suo punto di riferimento per l’accudimento, perché non è autosufficiente, perché affidarsi al genitore per un bisogno primario come il cibo è sì sacrosanto, ma fa comunque parte della “vessazione” che il bambino in quanto tale esercita sui genitori di diritto. Trasla questa prospettiva su di un uomo che chiede questo ad una donna, o anche su di una donna che chiede questo ad un’altra donna. Fa emergere e tradisce una naturale tendenza ad affidare a quella donna il ruolo di nutrice di default. Un ruolo che non prevede scelta, ma solo tacita sottomissione,

    • Il fatto stesso che dette ad un uomo siano frasi neutrali indica che non sono intrinsecamente maschiliste.
      Mi sembra che tu stia esprimendo qualche pregiudizio: è capitato, quando ero sposato e lei faceva tardi, che cucinassi io, e lei chiedesse “cosa c’è per cena?” – accadeva sempre quando c’erano le udienze generali o gli scrutini, ad esempio (la mia ex-moglie è professoressa). Certo, accadeva molto più spesso il contrario, perché io lavoravo più ore di lei. Ma non è una cosa a senso unico, e quindi non può essere maschilista. D’altronde non lo sarebbe neppure se lei facesse la casalinga: se lei non lavora, chi dovrebbe mai fare la cena (salvo casi eccezionali)?
      E se invece lui resta senza lavoro e lei lavora echiede “cosa c’è per cena?” cos’è? Supremazia femminile/matriarcato? No, è uno che non ha lavoro e fa la cena – tutti i giorni – per chi lavora fuori casa e non ha tempo per farla.
      Inoltre ti dimentichi di una cosa: in una società patriarcale un uomo non è in grado di cucinare, è come un bambino da questo punto di vista. Certo, visto il suo ruolo tende a farsene un vanto, ma di fatto è un povero deficiente completamente nelle mani della moglie sotto questo punto di vista.
      Che il bilancio globale fosse a sfavore della donna, nessuno lo mette in dubbio. Ma io credo fosse più tipo 75:25 o 70:30 che il 100:0 che traspare da certa letteratura femminista.
      Frasi maschiliste qui ce ne sono parecchie, ma sono si e no la metà, forse meno.
      Prendi queste, ad esempio:
      “Dai un bacino all’amica della mamma, non mi interessa se non vuoi”: questa la dicono anche ai bambini maschi, non c’è alcuna differenza.
      “Non preoccuparti se i bambini ti fanno i dispetti, vuol dire che gli piaci!”: infatti in molti casi è vero, ed è vero anche il contrario, ne sono stato testimone al compleanno di mia figlia che ha 10 anni: c’erano tre ragazzine che stuzzicavano (anche in maniera pesante) ragazzini che a loro piacevano – e non intendo robe sessuali: dal solletico a pestare i piedi a tirare i capelli.
      “Ti amo piccola, per questo ti proteggo.”: questa è veteropatriarcale, senza dubbio maschilista. Questa no però: “Ti amo piccola, non lasciarmi.”
      Questa poi è legittima: “Sei una cattiva madre.” – in moltissimi casi è una frase esagerata, ma “penso che hai agito male, non credo che una brava madre non dovrebbe fare così” ci sta tutta – il lavoro di genitori si fa in due e le critiche sono ammesse e spesso, anche dovute.
      E questa pure: “Sei una cattiva moglie.” cara, se per me sei una cattiva moglie sono IO che lo stabilisco, e chi sennò? Ovviamente lei ha tutto il diritto di dire altrettanto se crede che mi comporti male verso di lei. Vale sempre il discorso che la frase suona un po’ esagerata, ma il concetto è sostanzialmente legittimo da esprimersi.

      • Io, venendo meno al comma uno della mia costutuzione – ossia “non personalizzare” – dissento.
        Dette ad un uomo non sono frasi neutrali, sono frasi fastidiose uguali, che non dovrebbero esistere.
        Al netto di tutto – e, come dice anche Eric, del fatto che ci sono molte frasi maschiliste – io posso ben dire che alcune – non sto a disquisire su maschilismo o meno – non sono affatto neutre, se dette ad un uomo.
        Perché, prima di essere donne e uomini, gelosamente abbarbicati a sta cazzo di identità di genere (che non esiste, dio cristo), siamo persone.
        E si dovrebbe parlare, in alcuni casi, di prevaricazione, che può essere a doppio senso e non ha nulla a che fare col fatto che uno abbia o non abbia vagina o pisello.

  4. Eric non legge queste frasi come prettamente maschiliste,e ne spiega il motivo. Conclude il suo secondo commento con un “Ovviamente lei ha tutto il diritto di dire altrettanto se crede che mi comporti male verso di lei. Vale sempre il discorso che la frase suona un po’ esagerata, ma il concetto è sostanzialmente legittimo da esprimersi”. Sirena dice “Fa emergere e tradisce una naturale tendenza ad affidare a quella donna il ruolo di nutrice di default. Un ruolo che non prevede scelta, ma solo tacita sottomissione,”. Se Eric scrive che un uomo non dovrebbe farsene un vanto del non saper cucinare , io posso rispondere di esser stata considerata ( tra altri 1000 motivi) una pessima moglie perché non ero la cuoca che un marito si meriterebbe,partendo dal principio,base e non contestabile,che l uomo non è tenuto a dover cucinare,spetta alla donna. Nella mia realtà di moglie non era ammessa la legittimità ad esprimersi,che Eric trova ovvia. In una mia relazione post matrimonio,il mio compagno una sera aveva voglia di spaghetti a l’amatriciana. Ad un mio imbarazzatissimo “scusami,non credo di saperli cucinare bene”,ha risposto ” Io sì che li so cucinare”. Risposta netta,precisa,semplice. Un altro uomo avrebbe avuto da ridire sul fatto che non ero una brava compagna. Che dire? Tutto sta a chi dice e a chi è in grado di interpretare e rispondere o,viceversa, è nella condizione di “tacita amissione ” condizione mentale di cui vive il maschilismo.

    • Eric Lauder says:

      Secondo me tutto dipende dal contesto: queste frasi sono ritenute maschiliste in America Latina, che per molti versi è una società più tradizionalista della nostra, più patriarcale. Applicate alla nostra realtà attuale, Italia 2015, possono essere viste come maschiliste in certi contesti ma non-maschiliste in altri. In Italia il 48% delle donne e il 68% degli uomini ha un lavoro. Ciò significa che in quasi metà delle famiglie la donna non è casalinga, e che vi sono necessariamente anche uomini che stanno a casa con la compagna che lavora (in quanto quasi un terzo degli uomini non ha un lavoro).
      Personalmente credo che se una persona sta a casa e l’altra lavora, ci si debba aspettare un minimo di “professionalità” da chi sta a casa, a prescindere dal suo sesso. Se una persona, pur stando a casa, è negata per la cucina, questo non fa necessariamente di lei un cattiv* partner ma bisogna vedere le cose nel complesso: sei a casa, come gestisci le incombenze economiche (bilancio domestico, pagamento tasse, bollette, burocrazia)? La casa è in ordine? Cucini in maniera decente? Se c’è carenza in uno dei tre fattori perché ad una persona proprio non piace, capita. Se vi sono grosse mancanze in tutti e tre allora sconfiniamo nella definizione di “parassita”: l’altra persona è impegnata ore ed ore fuori casa per portare a casa i soldi per tutta la famiglia, non sta a girarsi i pollici, non vedo perché chi sta a casa dovrebbe essere carente ovunque.
      Io ho avuto problemi con la mia ex-moglie perché lei era impegnata per lavoro 6,5 ore al giorno, io 9, ed a un certo punto pretendeva una divisione 50:50 del lavoro domestico. Vivo da solo e so benissimo quanto si può fare in 2,5 ore al giorno – praticamente quasi tutto. Questo senza considerare che i compiti dei bambini spettavano quasi solo a me (il che è a dir poco ridicolo: ho una laurea in Storia con il massimo dei voti, ma la mia ex moglie è PROFESSORESSA al liceo!!!) così come tutti i compiti ritenuti “maschi”: dal caricare e curare la stufa a pellet a guidare sempre e solo io ogni volta che si usciva con l’auto. Basti dire che adesso che vivo solo, pur continuando a lavorare 9 ore al giorno e facendo il 100% di tutte le faccende, sono MENO impegnato di prima, anche se non molto meno, solo un po’ meno. E’ vero che i bambini li ho ufficialmente solo sei giorni al mese, ma mio figlio di fatto è quasi tutte le sere a fare i compiti ed a cena da me, ed anche la bambina passa con me almeno una serata extra ogni settimana.
      A mio figlio, che ha 11 anni, ho già insegnato ad apparecchiare, lavare i piatti e rudimenti di cucina (forse anche qualcosa di più: è in grado di preparare un’omelette, lasagne al forno, più qualsiasi cosa al microonde) dicendogli esplicitamente che deve imparare queste cose perché non deve dipendere da una donna. Non credo proprio di aver fatto un piacere ad una sua eventuale futura compagna che voglia fare la casalinga…ma sicuramente ho dato una mano ad una sua eventuale futura compagna che intenda lavorare: non può funzionare in entrambi i modi, o uno o l’altro.

      • Eric,penso che all’interno di una coppia la “gestione” debba , appunto,essere paritaria. Il mio matrimonio l’ho vissuto in piena visione maschilista . Io ed il mio ex marito lavoravamo,fuori casa, le stesse identiche ore,facendo,tra l’altro,lo stesso lavoro.Solo che lui tornato da lavoro era stanco e aveva il diritto di buttarsi nel divano a riposare,io il dovere di fare la casalinga al 100 % . Lui aveva il diritto di uscire con gli amici e divertirsi , io il dovere del tutto fare (Sì, a proposito di “compiti maschili” : anche dare una mano di bianco ai muri ). Ho vissuto un matrimonio in cui io dovevo,lui poteva. Che poi io non mi sia mai troppo opposta a questo modo di vivere è verissimo, ma questo è quel che mi è stato insegnato fin da bambina e questo è quello che mi pareva ovvio e doveroso . Ho chiesto la separazione pensando ” Non riuscirò mai a vivere senza di lui” , ora vedo che lui ,nonostante sian passati anni,ancora non ha imparato ad essere autonomo. Non sa usare la lavatrice o stirare , o tagliare l’erba in giardino o calcolare quanto gli andrà via in un mese di spese base ( Bollette etc) . Che dire? Per me sicuramente meglio ora sotto ogni punto di vista , per lui … boh! Fatti suoi. 🙂

    • Eric Lauder says:

      C’è anche un’altra cosa da evidenziare, e questa riguarda la società italiana: noi possiamo fare tutti gli sforzi che vogliamo ma resta il fatto che attualmente il ruolo di nutrice di default della donna è in parte sancito dalla legge, in Italia, nel 2015:
      La donna ha 5 mesi di maternità, l’uomo 3 giorni (nemmeno, in realtà è 2+1) di paternità: chi è la nutrice secondo questa legge?
      In caso di separazione i figli vengono di default assegnati alla madre nella stragrande maggioranza di casi: chi è la nutrice di default secondo questa legge/usanza giuridica?
      Le donne vivono in media 5 anni in più ma vanno in pensione un anno prima, inoltre si sta per introdurre la cosiddetta “opzione donna” per consentire alle donne – e solo alle donne – di andare in pensione prima con qualche penalizzazione economica – l’assunto sottinteso (e pure dichiarato da alcun* in parlamento) è che la donna lavora molto più dell’uomo in casa e quindi deve lavorare meno anni fuori casa…
      E’ corretto dire che la donna deve essere la nutrice di default? No, è sbagliato.
      E’ corretto dire che la nostra società spinge fortemente, anche e soprattutto a livello di legislazione, donne e uomini a vedere la donna come la nutrice di default? Si, è esatto.
      Chi si oppone a parificare congedo di paternità e di maternità (magari un mese di differenza ci sta: la donna partorisce, l’uomo no e questo va considerato: la distribuzione corretta sarebbe il primo mese alla donna poi 2,5 mesi a testa, e non puoi rinunciare a favore del partner, altrimenti continuano stare a casa solo le donne o quasi) in pratica alimenta l’idea della donna come nutrice di default e tutto ciò che ne consegue, compresa la differenza a livello di stipendi medi.

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