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Per tutte esiste una seconda occasione

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Quando si parla di donne talvolta viene fuori il fatto che ad una certa età possono essere piene di rimpianti e stanche di tutto. Per me è stato così solo a metà. Avevo dei rimpianti, è vero, ma non ero affatto stanca. Avevo più energia rispetto a quella che sentivo a vent’anni. Semplicemente un giorno mi svegliai e dissi basta a tutto. Ero sposata, con tre figli, due maschi e una femmina. Ero la loro serva, per loro avevo abbandonato lavoro e sogni di realizzazione personale. E per cosa? Per un marito che mi trattava come un pezzo di arredamento e dei figli che non mi ascoltavano nemmeno? Ne avevo abbastanza e così mi sono messa in ferie e sono partita per un lungo viaggio. Sono arrivata in questa città con il bisogno di ricominciare. Sentivo di dover farlo in quel momento perché altrimenti sarei rimasta a fare quella vita per sempre.

Con mio marito abbiamo chiarito dopo qualche settimana. Neanche io sapevo in effetti cosa dirgli. Non gli ho dato notizie precise fino a quando non gli ho detto che volevo divorziare. Ai figli ho detto che potevano fare come volevano. Potevano stare con me o con il padre. Sarebbe stato meglio venissero da me dopo che mi ero sistemata, così avrei anche avuto un po’ di tempo per me stessa, per riprendermi la mia vita, i miei tempi, i piaceri che molte di voi ritengono scontate. Andare a fare una passeggiata senza temere di essere in ritardo, andare al cinema e trattenermi a parlare con qualcuno. Intendiamoci, non è che prima io facessi la vita da reclusa, ma non avevo proprio tempo e a nessuno interessava concedermelo. Tutti concentrati a soddisfare i propri egoismi e io lì a marcire, invisibile, quasi un fantasma.

Impiegai un po’ prima di capire cosa fare, dopodiché decisi di sfruttare la mia laurea e di cercare un lavoro. Non era facile alla mia età ma per fortuna trovai una signora intraprendente che mi prese subito. Una immobiliarista che aveva ereditato l’impresa dal padre defunto. C’era a gestirla lei e suo figlio e da un po’ di tempo ci lavoro anch’io. Dapprincipio guadagnavo molto poco, quel tanto che bastava bollette e vitto/alloggio. Ora guadagno un po’ di più e poi arrotondo con un altro lavoro. I miei figli ogni tanto vengono a trovarmi e perciò affittai un appartamento con una stanza in più. Fortuna che l’immobiliarista me ne procurò uno a un prezzo ridicolo, ma mi doveva molto e mi ha ripagato come ha potuto.

La mia vita qui mi piace e mi sono scoperta amante di tanti interessi. Non ho molto tempo ma quel che faccio mi piace e ho cambiato quasi tutto di me. La mia datrice di lavoro dice che sembro un’altra, più giovane, più bella. E in effetti mi curo di più per merito del mio secondo lavoro. So come valorizzarmi, mi piace sedurre e amo essere desiderata. Cominciò tutto quando conobbi un tizio che mi offrì dei soldi per stare con lui. Lo disse senza spavalderia. Era una proposta di lavoro e lui era un possibile cliente. Dissi di si, senza pensarci due volte. Forse avevo bisogno di dimostrare qualcosa a me stessa. Forse quella scelta mi dava un senso di libertà mai provato prima. Mi pagò cinquecento euro per due ore. Non fui così professionale e con lui nacque una bella amicizia. Mi confidò quel che facevano le mie “colleghe”. Si divertiva a prendermi in giro e ancora adesso è un mio cliente fisso.

Ho ampliato il giro solo un po’. Mi piace avere pochi clienti, affidabili, che siano disposti a rispettare i miei tempi. Non sono disponibile ad ogni ora del giorno o della notte perché devo anche dormire e di giorno lavoro fino alle cinque del pomeriggio. Poi vado in piscina, perché finalmente sono riuscita a ritagliarmi il tempo per curare il mio corpo e nuotare. Amo leggere e stare con le amiche che ho conosciuto qui. Nessuno sa di quel che faccio in realtà e non so se vale la pena dirlo. Mi piace che quella sia una parte solo mia che racconto adesso perché sono una di quelle che vendono servizi sessuali per scelta e mi è servito. A tornare ad amare la mia pelle, il mio odore, a ritrovare la mia sensualità, il mio fascino. Sto indubbiamente bene e non scambierei la mia vita con quella di un’altra per nulla al mondo.

Farò questo lavoro finché posso e poi, forse, un giorno, potrò permettermi di aprire una mia agenzia immobiliare e fare lavorare con me uno dei miei figli. Il mio consiglio, per quelle che vivono quello che ho vissuto io è di non pensare mai che per voi è finita, che non vi vorrà più nessuno e che non troverete niente di buono fuori dalla vostra prigione. Potete fare scelte simili alle mie o totalmente differenti ma quel che vale per tutte è che bisogna mettere a frutto i propri talenti. Sono sicura che chiunque tra voi ne ha uno. Forse vi piacerà un lavoro a contatto con la gente. Forse vi piacerà rischiare per curiosità, perché se non sei curiosa di scoprire qualcosa di nuovo non è semplice uscire fuori dalla trappola che vi incatena. Qualunque cosa sia spero che siate felici o anche solo serene, almeno la metà di quel che sono io adesso. Buona avventura, care. E grazie per aver ascoltato.

Ps: è una storia vera. Grazie a chi l’ha raccontata.

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