Lui, violento in quanto stronzo e non perché musulmano

Sono Ilaria, 32 anni, divorziata e con un figlio. Mi sono sposata dieci anni fa, per amore, e poi arrivò il bambino. La mia storia potrebbe esaurirsi in due righe, non fosse che il mio ex marito è musulmano. Premetto che in nessun modo voglio generalizzare perché sto parlando del mio ex e non di tutti gli uomini musulmani.

Con me è stato violento e mi sono accorta tardi del fatto che era solo un padre padrone. Quando l’ho lasciato e poi ho chiesto il divorzio ho ricevuto l’aiuto di molte persone. Non credo avrebbero fatto lo stesso se io avessi divorziato da un italiano cattolico. C’era in quella caritatevole intenzione qualcosa di morboso, come una sorta di legittimazione del loro razzismo.

Te l’avevo detto, dovevi fare attenzione, quegli uomini sono così. E io chiedevo: così come? Perché da quando sono fuggita dalle sue violenze ho tentato di capire quello che mi è successo, per trovare una spiegazione che non fosse la semplice constatazione della nostra differenza culturale. Per trovare pace per me stessa e soprattutto per mio figlio. Ho cercato delle risposte. Evitare un altro incontro con un violento era la mia priorità. Mentre rovistavo tra le possibili ragioni di quella violenza ho avuto difficoltà a individuare motivazioni obiettive e imparziali, perché ho dovuto eliminare i tanti “ti picchiava perché è musulmano” per arrivare alla conclusione che lui mi picchiava in quanto violento e non in quanto praticante quella religione.

Ho raccolto ritagli di giornale su notizie di altre donne uccise o picchiate. Uomini italiani che hanno mutilato donne con i volti distrutti dall’acido. Italiani che hanno accoltellato decine di volte le proprie mogli, fidanzate, ex compagne, conviventi. Sulla base di quel che leggevo avrei potuto affermare tranquillamente che quegli uomini picchiavano e uccidevano perché cattolici, occidentali, italiani, ma sono sicura che non è quella la spiegazione. La violenza sulle donne è incoraggiata e giustificata in Italia come in qualunque altra nazione che conserva tracce di inciviltà. C’è una cultura che riguarda tanti abitanti di tante nazioni e quindi so che la violenza che ho subito aveva poco a che fare la religione del mio ex marito.

Ho conosciuto altri uomini della sua famiglia o della famiglia di amici e amiche conosciuti in Italia o nel suo paese di provenienza. Nessuno di loro, da quel che so, ha mai vietato alle donne di fare nulla. Nessuno ha picchiato la moglie o la fidanzata. Quando hanno saputo quello che lui mi faceva hanno subito solidarizzato con me. Hanno cercato di farlo ragionare ma c’era un abisso tra lui e quegli altri.

Se sono riuscita a superare la mia situazione lo devo in parte anche a loro che hanno fatto di tutto per non interrompere il nostro legame. Mio cognato, per esempio, continua a venirmi a trovare per stare con suo nipote. L’estate scorsa ha portato mio figlio dai suoi genitori, i nonni, perché né io e né lui riteniamo giusto il fatto che per via di suo fratello mio figlio debba rinunciare ad un pezzo della sua famiglia.

La mia ex suocera non manca mai di mandarmi regali per il bambino e quando l’altra loro figlia viene in Italia sono io ad ospitarla perché eravamo diventate amiche e lo siamo ancora. Perciò non ho nessun motivo per avercela con altri se non con il mio ex marito. Nessuno mi ha condannata perché non sono rimasta a subire in silenzio. Nessuno mi ha rimproverato il fatto di non essere obbediente e chissà che altro.

Allora tengo a dire che ci sono uomini e uomini, diversi tra loro. Alcuni sono violenti e altri no. Dipende da fattori più complessi e non da stereotipi razzisti.

Così vorrei dire che se un giorno mio figlio vorrà praticare la religione musulmana, vorrà trovare un legame con la sua famiglia paterna io ne sarò felice e sarò felice se vorrà andare in Chiesa o se crescerà da persona laica, atea, agnostica. La violenza sulle donne è espressione di una cultura sessista che tocca ogni luogo della terra. Non è violenza etnica, ma è violenza di genere. Dire che si tratta di violenza etnica è un modo come un altro per negare il fatto che esista la violenza di genere, sessista, di certi uomini che abusano di donne che non corrispondono ai ruoli di genere imposti.

Così eccomi, molto dispiaciuta per quello che è successo a Parigi, così come dispiaciuti sono quei miei parenti acquisiti. Il fatto è che io non ho paura dei musulmani. Temo i fanatici e i fanatici sono tali, che siano musulmani o razzisti e islamofobi. Dedico questa testimonianza a mio figlio, perché possa portare con orgoglio il suo nome e il suo cognome, che è quello del padre, senza dover mai giustificarsi e scusarsi per la violenza di estremisti disumani.

Ps: questa è una storia vera. Grazie a chi l’ha raccontata.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: