Volete la verità sui processi per traffico di esseri umani a New York? Chiedete a un* sex worker

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Articolo in lingua inglese QUI. Traduzione di Antonella. Buona lettura!

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Volete la verità sui processi per traffico di esseri umani a New York? Chiedete a un* sex worker

Di Mike Ludwig, Truthout (truth-out.org)

Il modello processuale per la prostituzione nello stato di New York che tratta gli imputati come “vittime del traffico di esseri umani” bisognosi dei servizi sociali sta prendendo piede, ma i/le sex workers asseriscono che la narrativa sul traffico di esseri umani si basa su una visione limitata e inattendibile del commercio del sesso che invece dovrebbe essere depenalizzata completamente.

Il sistema dei tribunali dello stato di New York ha annunciato un “enorme passo avanti” nella giustizia penale per aver trattato lo scorso anno undici nuovi casi di prostituzione in modo tale che gli/le imputat* potessero essere riconosciut* come “vittime di tratta” ed accedere perciò a servizi medici e assistenza sociale. Nella sola New York, più di 2.000 persone sono passate attraverso queste HTIC (Tribunali di Intervento sulla Tratta di Esseri Umani) dallo scorso Settembre, quando i programmi messi in atto nelle tre corti-pilota sono stati estesi all’intero territorio statale che potrà servire come modello al resto della nazione.

Le HTIC si basano su un modello di giustizia piuttosto controverso, quello per cui la maggioranza di coloro che vendono sesso siano “trafficat*”, il che implica l’essere minacciat*, costrett* o in altro modo forzat* da terze persone. Il modello sta guadagnando consensi in ambito giudiziario in tutto il paese nonostante le proteste da parte dei/delle sex worker che affermano che certa narrazione del trafficking è inaffidabile e basata su una visione ristretta della compravendita sessuale, che dovrebbe essere solo decriminalizzata totalmente.

Una inchiesta già condotta da Truthout e altri dati ancora mostrano come, nonostante l’attenzione crescente verso la tratta, la stragrande maggioranza degli arresti operati in relazione alla prostituzione nella città di New York avvengano per reati di basso profilo, quali il vagabondaggio e la semplice prostituzione, non per traffico di esseri umani. Sono i/le sex worker – e le stesse vittime di tratta – che hanno di gran lunga maggiori possibilità di finire in manette, che non i trafficanti sessuali presumibilmente in agguato nell’ombra.

Le HTIC lavorano come uno strumento di distrazione. Invece di ricevere capi di imputazione che comporterebbero sanzioni o periodi di detenzione, gli/le imputat* possono scegliere di partecipare in programmi di utilità sociale indicati dalla corte, che si suppone dovrebbero aiutare a evitare abusi e ad uscire dal lavoro sessuale. Un* imputat* potrebbe essere destinat* a un ciclo di disintossicazione o a un centro di accoglienza per migranti, per esempio, o anche a gruppi di terapia artistica e corsi di yoga. Se l’accusat* si presenta al programma assegnato e sta alla larga dalle mani della polizia per sei mesi, la condanna a suo carico può essere ridotta o cancellata.

imagesI paladini dell’anti-tratta hanno salutato le HTIC come un’opportunità per aiutare le vittime invece di punirle. Ma questo tipo di istituzione fa storcere il naso a molt* tra i/le sex workers. Yoga obbligatorio potrebbe sembrare di gran lunga meglio della galera. Eppure molt* sex workers si oppongono al fatto di dover finire davanti a un giudice solo per aver fatto il proprio lavoro. Molt* parimenti si rifiutano di essere accomunat* alle vittime di tratta, poiché esercitano il sex work per scelta e stabilendo i termini della propria attività.

“Sento che queste HTIC sono un enorme passo in avanti.” Afferma Balder Rosado, del Red Umbrella Project (RedUP), un gruppo condotto dai/dalle sex worker stess* che da voce alle persone coinvolte nel commercio del sesso nella città di New York. “Tuttavia resta il fatto che la gente viene ancora arrestata [a causa del sex work] e costretta ad accedere a servizi di cui non ha alcuna necessità.”

I media non hanno esaminato approfonditamente la questione relativa alle HTIC ed è per questo che RedUP ha deciso di condurre una propria inchiesta al riguardo. Sono state poste sotto osservazione le HTIC di Brooklyn e Queens per nove mesi, studiati più di 360 casi e i risultati sono stati resi noti questo mese in un report intitolato “Criminale, Vittima o Lavoratore?”.

“Sono molto diffuse relazioni sul sex work da parte di ricercatori specializzati in giustizia criminale, ma in quanto sex worker crediamo sia importante rovesciare il punto di vista e studiare il sistema della giustizia criminale e il suo impatto sulla nostra comunità,” afferma quel report.

images3RedUP ha scoperto che le persone di colore erano sproporzionatamente rappresentate nelle HTIC, specialmente a Brooklyn, e che la polizia arrestava con l’accusa di prostituzione in misura notevolmente maggiore donne nere. Il 69% degli imputati nella HTIC di Brooklyn era ‘black’, e per il 94% degli imputati di colore l’accusa era di “vagabondaggio con l’intento di esercitare prostituzione”; un capo di imputazione che RedUP paragona al tristemente famoso “stop and frisk” (pratica di fermo del Dipartimento di Polizia di New York esercitata sulla base di un arbitrario sospetto, NdT) che facilita la schedatura razziale sul territorio cittadino e che è stata dichiarata incostituzionale da una corte federale lo scorso anno.

La polizia può procedere al fermo di individui per “vagabondaggio intenzionale” semplicemente sulla base di fatti minimi come indossare abiti succinti o l’essere nella parte sbagliata della città e a RedUP sono convint* che l’alto numero di imputate di colore possa essere un indicatore di discriminazione razziale.

I servizi di interpretariato sono piuttosto carenti nelle HTIC e RedUP denuncia il fatto che gli/le imputat* che parlano poco inglese spesso debbano attendere molto più a lungo di altr* prima che il loro caso venga discusso. Inoltre non esistono criteri pubblici per le ONG che ospitano i servizi destinati agli/alle imputat* e normalmente sono non più di cinque/sei le sessioni a cui viene loro chiesto di presiedere, sollevando dubbi circa l’efficacia che simili interventi può avere nei confronti di soggetti che vendono servizi sessuali per sopravvivere.

Vittime o Lavoratori/trici?

Il rapporto di RedUP ha immediatamente attirato aspre critiche da parte dei paladini dell’anti-tratta, che si trovano spesso in disaccordo con i/le sex workers.

Truthout ha insistito presso una portavoce del sistema di Corti Riunite di New York per avere un commento ad un editoriale dell’edizione cittadina del Daily News, Judy Harris Kluger ex giudice di New York e della suprema corte di giustizia, che ha collaborato all’attivazione dei tribunali speciali. Kluger ha affermato che il rapporto (di RedUP) è “pericolosamente infondato e riporta analisi profondamente errate” che ignorano il successo delle HTIC.

Le infondatezze a cui Kluger presumibilmente fa riferimento sono le affermazioni di RedUP secondo cui alcune delle persone arrestate sono sopravvissute di tratta, ma altre sono entrate nel commercio sessuale in base a particolari necessità economiche, altre ancora per scelta, e che potrebbero comunque non aver bisogno del tipo di intervento proposto dalla polizia e da quei tribunali.

Kluger non riesce ad accettare tutto questo, nonostante questo tipo di affermazioni provengano dai/dalle sex workers stess*.

f91fd263a0caf8666a75b80258f9dab1“Chiunque pensi che la prostituzione sia un crimine senza vittime o una ‘professione’ per scelta ha necessità di una lezione di storia,” scrive. Kluger, che oggi conduce un gruppo che si batte contro la violenza domestica e supporta sopravvissut* di tratta sessuale, afferma che le HTIC sono un “enorme passo Avanti” rispetto al vecchio sistema che vedeva i/le sex worker unicamente come “criminali” e “drogat*”. Afferma che la maggioranza delle persone arrestate per prostituzione sono vittime di abusi, stupri e violenze nelle mani dei papponi e dei clienti e che le persone arrestate “generalmente vengono coinvolte in questa ‘professione’ all’età di 12/14 anni.”

La pratica di riferire statistiche scioccanti (spesso non supportate da dati reali) è piuttosto comune tra gli attivisti anti-tratta, secondo il Direttore di RedUP Audacia Ray. “Le organizzazioni contro il trafficking fanno affidamento su dati inaffidabili,” dice e aggiunge che il “mito” secondo cui sarebbe di 13 anni l’età media in cui si entra nella prostituzione è stato già smontato.

“Ciò detto, a causa dell’alto livello di stigma che pesa sull’industria del sesso e più in generale dei problemi legati all’ammissione di pratiche sessuali in generale, molti dei dati forniti in relazione al lavoro sessuale sono falsati, particolarmente perché la raccolta di tali dati è basata su… persone che sono state arrestate e processate sulla base di capi d’accusa legati alla prostituzione,” afferma Ray.

Se mettere qualcuno in manette e chiedere poi informazioni sul coinvolgimento in attività che siano sia illegali che socialmente stigmatizzate non è il miglior modo di ottenere dati accurati, potrà mai essere un buon inizio per aiutarl* a recuperare sé stess* e lasciare il lavoro sessuale – specialmente se sono vittime di abusi? Così come sottolineato dal rapporto di RedUP “Nessuna altro crimine prevede l’arresto della parte lesa.”

Shira Hassan, un giudice di Chicago specializzato in riduzione del danno e giustizia ripartiva, afferma che i paladini dell’anti-tratta spingono per l’approvazione di leggi e tribunali speciali che riducano le condanne a cui gli/le accusat* di prostituzione vanno incontro dicendo di farlo in nome della “decriminalizzazione”. Ma i loro sforzi non hanno a che fare con la decriminalizzazione, dice. Riguardano piuttosto il “cambiare i processi a cui vengono sottoposti coloro che vengono criminalizzati.”

“La criminalizzazione ha a che fare con il razzismo, con i tuoi vicini, con il modo in cui sei vestit*” ha dichiarato Hassan a Truthout. “E’ una modalità di controllo.”

Il problema Polizia

Il report di RedUP riferisce di un caso di una imputata, Ciara, che rifiutò i servizi sociali offerti dalla HTCI e affrontò quindi il processo. Le accuse contro di lei vennero ritirate quando il giudice si diede malato il giorno del processo a suo carico. Come la grande maggioranza delle persone arrestate a Brooklyn sulla base di vagabondaggio, Ciara è nera. Ha riferito di essere stata picchiata dalla polizia e ha immagini delle ferite riportate che lo provano.

“Il problema è che quando coinvolgi il NYPD (Polizia di New York), aumentano le possibilità di violenze a seguire,” ha dichiarato Rosado.

rethinkingsexwork3A New York la polizia ti arresta perché hai una gonna troppo corta, perché ci sono involucri di condom nelle vicinanze, perché attendi in un’area che non è una fermata del bus, dei taxi o l’entrata di un negozio; e tutte queste cose – stando al rapporto di RedUP ma anche alla recente ricerca della Columbia Law School – vengono classificate come “vagabondaggio intenzionale”. La polizia può anche tirare in ballo la “causa probabile” se qualcun* è stat* arrestat* in passato per prostituzione o se è in compagnia di qualcun* che lo è stat*.

Ottenere una cancellazione di un processo in una HTIC non protegge una persona dall’essere ri-arrestata dai poliziotti per strada, sottolinea RedUP. Qualcun* che non è nemmeno più coinvolt* nel sex work può essere arrestat* nuovamente per vagabondaggio mentre è in giro con amici/che o in un quartiere dove è stata arrestat* in passato. Un arresto reiterato può invalidare un precedente rilascio processuale e l’accusat* si ritrova al punto di partenza nel programma delle HTIC.

RedUP chiede al NYPD di fare chiarezza e di dire se i pubblici ufficiali a Brooklyn vengano “incoraggiati ad individuare e perseguitare le donne nere” con lo scopo di accusarle di vagabondaggio e se il loro fermo sia il miglior modo di dirottare le donne vittime di tratta verso i servizi di assistenza, specialmente in considerazione del fatto che le donne nere devono già subire motivazioni razziali connesse al loro arresto in generale.

Chi finisce in manette?

Quando New York ha annunciato l’istituzione delle HTIC, si spingeva sul fatto che sarebbe stato “incrementato il coordinamento e la comunicazione tra i tribunali e le istituzioni di giustizia criminale,” e che “ i pubblici ministeri di tutto lo stato avevano anche espresso la loro disponibilità per indagare e produrre prove contro i trafficanti e coloro che gestiscono le prostitute, incrementando la domanda.”

Il sistema dei tribunali statali sostiene che il sex trafficking è la forma “più diffusa” di traffico di esseri umani e i dipartimenti di polizia, unitamente ai pubblici ministeri dell’area di New York City, hanno istituito speciali task force dedicate allo human trafficking, negli ultimi anni. Sembrerebbe che l’attenzione sia concentrata sugli sfruttatori, mentre alle loro vittime dovrebbero provvedere i servizi sociali.

L’avvocata Sienna Baskin, al contrario, afferma che ci si concentra ancora sui/sulle sex workers. Baskin lavora con il Sex Workers Project al Centro di Giustizia Urbana di New York, un gruppo di patrocinio che fornisce servizi sociali e legali sia ai/alle sex workers che ai/alle sopravvissut* di tratta che hanno sperimentato “differenti esperienze nell’industria del sesso”. L’associazione e i suoi clienti interagiscono spesso con le HTCI e con la polizia che fornisce loro lavoro e Baskin dice che i numeri non mentono.

“Le statistiche mostrano che l’enfasi è sull’arrestare le persone per reati connessi alla prostituzione di basso profilo e che la maggioranza degli arresti vengono effettuati sulla base delle leggi relative alla prostituzione, per cui di fatto non c’è stato alcun cambiamento significativo alle politiche già in atto.” Ha dichiarato Baskin a Truthout.

A Brooklyn sono 917 gli/le imputat* passati davanti alle HTCI da quando questi tribunali hanno aperto i battenti lo scorso settembre e 211 erano i casi pendenti alla data del 1° ottobre, secondo dati dello Unified Court System. Una ricerca effettuata da Truthout, sulla base di dati pubblici tratti dal sito web della pubblica accusa del distretto di Brooklyn, ha mostrato che durante tutto il 2014 non ci sono stati capi d’imputazione o arresti relativamente a sex trafficking.

Dal 2010 al 2013, il 64% degli arresti legati alla prostituzione a Brooklyn sono stati per “vagabondaggio con intento di” o per “esercizio della prostituzione” ed il 31% per sfruttamento della prostituzione. Solo il 2% degli arresti ha beccato sospettati di tratta. Dati del centro analisi dati dello Urban Justice Center, lavorati dalla Columbia Law School.

Le HTCI del quartiere di Queens hanno visto più di 2.400 casi da quando si è iniziato a registrare dati sul programma pilota, nel febbraio 2010, e 431 casi sono finiti nei fascicoli delle HTCI di Manhattan dallo scorso settembre, secondo dati statali. Centinaia di altri casi riguardanti la prostituzione sono finiti davanti altro tipo di tribunali.

Un portavoce dell’ufficio distrettuale del pubblico ministero di Queens si è rifiutato di rispondere a Truthout, ma una indagine sui comunicati stampa di quello stesso ufficio ha rivelato che sette persone sono state accusate di tratta in quattro casi importanti da quando il programma delle HTCI è stato posto in essere dal Settembre 2013. La portavoce del procuratore distrettuale di Manhattan ha dichiarato a Truthout che il loro ufficio ha messo sotto processo sette persone per sex trafficking, dal 2012.

I casi del Queens e di Manhattan sono terribili. Diversi casi sono relativi a minori sfruttati e alcun* imputat*hanno dovuto rispondere anche dell’accusa di rapimento e stupro. Una donna a Manhattan aveva riportato fratture multiple dopo essersi gettata dalle finestre di un edificio di sei piani per sfuggire a un trafficante, che sta ora scontando una condanna di 50 anni.

Ma ugualmente: il numero dei casi di tratta è di gran lunga sorpassato dal numero dei/delle imputat* per prostituzione che entrano ed escono regolarmente dalle HTCI.

Tribunali di Comunità a Queens e Manhattan hanno un programma analogo sulla prostituzione (quello del tribunale di Manhattan è in circolazione dal 1993), mutuato da quello dei tribunali statali, ma la loro efficacia nel ridurre il problema della tratta rimane incerta. Circa il 60% degli arresti relativi alla prostituzione dal 2010 al 2013 in entrambe le contee sono stati operati per accuse di basso livello o per vagabondaggio, mentre arresti relativi al sex trafficking possono essere registrati intorno all’1% o meno.

Ci si potrebbe interrogare se le due cose non siano comunque correlate e se le prove relative ai trafficanti possano essere raccolte presso chi lavora in strada e viene arrestat*. Baskin dice che non è così che funziona: “Credo che questo possa talvolta accadere, ma non penso che la maggioranza delle persone arrestate per prostituzione vengano interrogate in quanto potenziali sopravvissut* di tratta dalla Polizia di New York,” Ha dichiarato.

Baskin aggiunge che, sebbene preferisca di gran lunga vedere gli/le imputat* in processi per prostituzione finire dai servizi sociali piuttosto che in prigione, il problema del loro arresto permane ed è il principale. “Un sacco di danni vengono da quel semplice primo contatto con la Polizia – brutalità, abusi sessuali, abusi verbali, il semplice trauma dell’arresto” dice. “Se l’enfasi si sposta sul cambiare l’approccio, verso l’offrire servizi e altro tipo di possibili guadagni alle persone coinvolte nel sex work, intervenire nelle situazioni di violenza, nell’offrire alle persone ciò di cui hanno bisogno senza arrecare loro ulteriore danno, allora dovremmo iniziare a smettere di criminalizzare quelle persone.”

Baskin dichiara che per questa ragione la sua organizzazione si batte per la de criminalizzazione del sex work. Ammanettare le persone e farle entrare nel sistema legale – indipendentemente dal fatto che siano vittime di tratta o coinvolte nel sex work per scelta, per guadagnarsi da vivere – non sta aiutando nessuno.

“Questi servizi dovrebbero essere disponibili al di fuori del sistema giudiziario penale ed è là che sarebbero ben più necessari, anche se certo le HTCI sono un miglioramento rispetto al sistema precedente,” dice Baskin.

Cert* paladin* non saranno mai d’accordo nell’estendere i programmi di sostegno per le vittime di tratta al lavoro sessuale, ma tutt* loro sembrano concordare sul fatto che ciò che le HTCI stanno facendo è giusto: che è meglio seguire lezioni di yoga e corsi di preparazione al lavoro, piuttosto che finire in prigione. E questo il sistema giudiziario di New York lo chiama “un enorme passo avanti.”

Ma quando verrà il tempo di fare il passo definitivo e lasciare fuori una volta per tutte poliziotti e tribunali da tutto questo?

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Comments

  1. 🙂
    Bell’articolo, complimenti.
    Il link ha qualcosa di familiare… 🙂

  2. Articolo molto interessante, grazie

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