Amore e Bdsm

bondage

Lei scrive:

Ciao Eretica, leggo spesso il tuo blog e ne ammiro l’assenza di filtri. Le storie che racconti per bocca tua o di chi ti scrive sono storie nascoste, che colpiscono la mente in punti laterali, diversi.

Forte della premessa che ti ho fatto voglio donarti anche io la mia storia, che parla di Amore e BDSM.

Se ora facessi una ricerca sul BDSM dovresti certamente nascondere lo schermo da sguardi indiscreti.
Primi piani di genitali martoriati, e fruste imbracciate da mistress mercenarie in stivali di latex.
E’ questa l’immagine che vive nella mente di molti, dei più.

Per me è qualcosa di molto diverso, è libertà prima di tutto, è tenerezza, è consapevolezza.

Prima di incontrare Giulio su un forum di discussione sul tema ho vissuto storie del cazzo. Un uomo insicuro che dominava la mia vita privandomi del piacere di viverla, alcuni traditori seriali, trombamicizie che per me erano qualcosa di più, trombamicizie che per loro erano qualcosa di più.

Il desiderio di esser schiava ed il masochismo hanno sempre fatto parte di me, ed in certi casi sono riuscita ad “indurre” nei miei uomini comportamenti vagamente violenti, ma un’induzione non è mai spontanea, e non è assolutamente paragonabile a quello che ora vivo.

Poi è arrivato Lui.

Un approccio inusuale al contatto online, mesi di discussioni culturali, profonde, emozionali sul significato del concedersi a qualcuno e del possedere qualcuno in maniera volontaria e consensuale senza nessun accenno ad un volersi, nello specifico, concedere o possedere.

Un primo incontro sofferto, timido e impacciato. Mesi di uscite e parole, cene lunghissime a lasciar freddare la tagliata, la pizza, la pasta per discutere ancora, per capire. La lentissima progressione di una storia che, più di un qualsiasi rapporto ordinario, all’inizio ha bisogno di basi solide e bianchissime come marmo, poste a chiarire prima di tutto cosa NON sia un rapporto BDSM.

Un primo bacio in ritardo su qualsiasi tabella di marcia e poi il resto, la concessione piena, la cessione volontaria della mia persona a Lui, il collare come anello, promessa, e l’Amore che è cresciuto tra le corde e le fruste.

La passione per il  bondage, la scoperta di nuove, innumerevoli modalità di dare e ricevere piacere. Essere una cameriera, un animale, un leccapiedi, un soprammobile, un complemento d’arredo, una donna, una schiava, una fidanzata, un amore. Scoprire di poter giocare anche al contrario, di avere un lato sadico e cattivo, di saper essere provocante e dura. Solo a volte.

Avere un rapporto come il Nostro significa amare forte, capirsi, conoscere i propri limiti, trascorrere ore a comprendere dove e come arrivare, godere del sangue, dei lividi, delle risate. Significa riuscire ad esser sempre nei ruoli  senza esserne influenzati, entrarci dentro davvero nei momenti giusti ed uscirne pian piano quando va bene ad entrambi, significa continuare ad essere schiava e Padrone anche se il Padrone piange, anche se la schiava fa la voce grossa, significa conoscersi davvero.

Giulio mi domina ma con lui sono libera. Non ha bisogno di esser geloso, perché mi possiede.
Io non ho bisogno di esser gelosa di lui, perché sono Sua, e la nostra apertura, il nostro esser speciali ci riserva sorprese immense, ci dona la capacità di non negarci nulla, di non aver niente da nascondere l’uno all’altra.

Il BDSM ci ha regalato l’amore, ci ha donato un segreto da nascondere insieme, un mistero tutto nostro da esplorare ogni giorno, e ci ha fatto conoscere persone meravigliose, perché anche la comunità, le persone che girano attorno a questo mondo assomigliano più all’idea che abbiamo dei frequentatori di un circolo culturale che a quella che abbiamo dei pervertiti.

Ho voluto raccontarti questa storia, la mia storia, perché anche io prima di avere la fortuna di incontrare Giulio, mi chiedevo “Sì ma come inizia una storia così?” e non trovavo le risposte che cercavo. Voglio dare qualche risposta a chi ha paura di esprimersi, a chi teme di introdursi in un ambiente malato.

Conoscere un uomo che al primo incontro vi chiede di inginocchiarvi non è BDSM.
Un individuo che si introduce a voi chiamandovi “cagna” senza conoscervi non è un Dominatore.

La dominazione e la sottomissione prevedono sempre un rapporto di grandissima fiducia e comprensione, dunque non gettatevi nelle mani del primo “masterone”, cercate una persona che vi piaccia, con la quale vorreste prendere un gelato e dalla quale vorreste esser legate e picchiate, e soprattutto, prima di farvi legare e picchiare, prendete molti, molti gelati.

Un abbraccio. E.

“La servitù in molti casi non è una violenza dei padroni, ma una tentazione dei servi” 
Indro Montanelli.

Comments

  1. Io lo praticavo con la mia ex, ma un giorno mi ha lasciato dicendo che non si sentiva più legata a me

  2. Testimonianza preziosa la tua, perché dirada tanto pressapochismo di mercato sulla materia, dando spazio a quello che dovrebbe essere la base di ogni rapporto e ancor più di uno basato sul BDSM, la consapevolezza di quel che si cerca e si fa.

    Per questo motivo trovo fuori luogo concludere la tua esposizione con una citazione di Montanelli, che abbassa il livello delle tue parole perché del tutto decontestualizzata, a mio parere tanto dal messaggio che volevi rafforzare con la citazione, quanto in riferimento al pensiero di Montanelli da cui quelle parole scaturiscono.

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