Giornata dell’equità salariale: manuale d’istruzioni per l’aumento di stipendio. Per donne

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Articolo pubblicato su The Guardian. Traduzione di Sara.

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Giornata dell’equità salariale: manuale d’istruzioni per l’aumento di stipendio. Per donne

Prima di tutto, essere uomo. Ma se non fosse possibile allora smetti di mangiare. Ah, e non pronunciare mai la parola f***i

 

Di Harriet Minter

Da adesso fino alla fine dell’anno il divario di genere tra salari ci dice che le donne stanno lavorando gratis.

Inesorabile come ogni anno, purtroppo, oggi è di nuovo la Giornata dell’Equità Salariale. Da adesso fino al termine del 2015, il divario salariale tra generi segna che le donne stanno praticamente lavorando gratis. Quindi per oggi puoi benissimo riunire le tue cose e cominciare presto lo shopping natalizio. Oppure potresti organizzare un incontro col tuo capo e mettere alla prova il tuo talento di negoziatrice perché, ovviamente, la sola ragione per cui esiste il divario salariale è che le donne non chiedono di più. Non ha niente a che fare con pregiudizi inconsci, fasce salariali non chiare o organizzazioni che preferiscono risparmiare soldi piuttosto di trattare gli impiegati equamente. Perciò, con la vana speranza di non celebrare anche l’anno prossimo questa ricorrenza, eccovi le nostre istruzioni per avere un aumento di stipendio per donne.

  1. Essere uomo. Ovviamente. Praticamente qualunque altra condizione che non sia essere uomo non funzionerà, ma, se proprio proprio non è realizzabile, allora passate al secondo punto.
  2. Non avere figli. Mai. Anche se vari studi hanno dimostrato che avere figli influenza pochissimo sul successo di una donna e che la scusa “le donne vanno in maternità” ha la veridicità di babbo Natale, alle aziende piace pensare di poter incolpare il divario salariale completamente sui figli. Perché gli uomini non fanno mai figli. In ogni caso, se sei una donna che punta a un aumento di stipendio magari chiarisci da subito con il tuo capo che non ti farai distrarre in alcun modo dallo scalpitio di piedini. Ricordati di non mostrare interesse verso i bambini che passano per l’ufficio e di enfatizzare l’indifferenza verso la procreazione. Se però sei stata così negligente da aver già figli, allora, Dio ce ne scampi, non menzionarli mai. Anche se è accettabile che un collega maschio esca dall’ufficio prima per andare a prendere i figli a scuola, è meglio che tu ti inventi qualche scusa ben elaborata come ad esempio c’è uno squarcio che sta risucchiando la tua casa o la tua amata squadra di calcio gioca fuori casa. Per nessun motivo si dovranno menzionare i famosi “problemi da donna” per uscire dall’ufficio. Verrà letto come “sto provando a rimanere incinta” – di nuovo – e non avrai mai un aumento di stipendio.
  3. Smettere di mangiare. Si è scoperto che il tuo stipendio è inversamente proporzionale al tuo peso. Essendo donna, più pesi meno guadagni. Infatti, se vuoi guadagnare veramente tanto, dovresti cercare di essere sottopeso. Le donne molto magre guadagnano circa 22.000$ in più rispetto alle donne normopeso. Questa potrebbe essere una bella notizia: almeno non devi sprecare soldi del tuo già minimo stipendio in beni di lusso, come il cibo. Ovviamente, questo non vale per gli uomini. Se sei un uomo, niente dice che egli è “molto bravo nel suo lavoro” come una bella pancetta da birra e l’amore per pranzi di lavoro da tre portate. Perciò, se vuoi mangiare e guadagnare bene, torna al punto uno.
  4. Fidarsi del sistema. Così come ci ricordano sempre gli uomini, le donne, un giorno, avranno lo stesso stipendio degli uomini. Dobbiamo solo portare pazienza. Perché quarant’anni di leggi sull’equità salariale non sono abbastanza per poter organizzare tutto per bene. Ci vorrà almeno … ooooh … un’altra generazione. Ma sicuramente poi andrà tutto bene. Proprio tutto. Non ci sono dubbi.
  5. Questo richiede un po’ di supporto da parte dei tuoi colleghi maschi, perciò dovrai addolcirli, prima. Portali fuori per un bel pranzo (vedi punto tre) e con calma spiega loro che il mondo sarebbe un posto migliore se fossimo tutti pagati in base alle nostre capacità invece che in base al sesso. Poi chiedi se sarebbero disposti a dirti quanto guadagnano. Se c’è un divario tra il tuo stipendio e il loro, annotalo e poi corri all’ufficio delle risorse umane e educatamente chiedi cosa intendono fare a riguardo. Stabilisciti lì finché non risolvono la situazione. Attenzione: potresti aver bisogno di coperte, manette e molto cibo preconfezionato. Starai lì per un bel po’.

Per altre (realistiche) idee su come ottenere lo stesso stipendio, iscriviti all’evento “Negotiating the pay gap” l’11 novembre (evento in inglese)

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