Io sto con le madri che mandano i figli stronzi a quel paese

Lei scrive:

Per una madre libertaria è difficile capire come comportarsi con una figlia che ti insulta un giorno si e uno no. Ho letto commenti poco piacevoli diretti a una donna che ha raccontato del suo pessimo rapporto con la figlia. La maggior parte delle persone hanno deciso che deve essere per forza colpa sua. Se lei è venuta su così allora è colpa della madre, senza dubbio. Un’altra scrive che di fronte alla figlia che la chiama grassa di merda (ed è body shaming) l’ha messa fuori dalla porta e l’ha mandata da suo padre. Non mi ha prescritto il medico di sopportarla, afferma. E subito commentatori e commentatrici la giudicano una cattiva persona perché non vuole dimagrire, fa sesso e non vuole subire gli insulti. Poi ci sono i maestri di pedagogia con laurea presa per corrispondenza che dicono che la figlia che insulta esprime un disagio e la madre che si sottrae all’insulto invece è solo una gran stronza. Perciò la madre deve restare ferma, impalata, a farsi prendere a schiaffi, a rinunciare ai suoi rapporti sociali o a mangiare, come in questo caso, perché una mamma deve sacrificarsi per un figlio che non ha chiesto di nascere.

Poi c’è chi afferma che una madre che non sa controllare la propria figlia ha molto da imparare e che se solo volesse potrebbe far si che venga fuori il suo lato dolce, amorevole e rispettoso. Quello che queste persone presuntuose, che spesso non sono neanche madri ma si immedesimano soltanto nel ruolo di figlie, non sanno è che se una figlia ti risponde male, perché semplicemente attraversa quel periodo adolescenziale che ti fa sembrare l’esorcista un filmetto dal tema sentimentale, non si può fare molto. Non si può mettere in punizione perché se non ti ascolta figuriamoci se accetta la punizione. Non puoi farle stalking tutto il giorno perché devi anche lavorare per vivere e non puoi di certo darle uno schiaffo perché chiamerebbe il telefono azzurro e giustamente ti fa arrestare. Se io sono madre, libertaria, che non vuole fare del male a quella figlia ma vorrebbe lasciarle il tempo di capire parlandole, so per certo che sarò in grave difficoltà. Una figlia che bigia la scuola per giorni, per esempio, trova il modo di nascondertelo e quando lo scopri non puoi sequestrarle il telefonino o il computer perché dalla sua reazione capisci e temi che possa diventare un’assassina notturna (una ragazza ha ucciso sua madre perché le ha spento il computer). Se quella figlia non vuole studiare e tu le dici che deve farlo per il suo stesso bene lei ti sputa e insulta e poi scappa sbattendo la porta. Come fai a impedirglielo? La vuoi legare? La chiudi in uno stanzino? La torturi? Non si fa così e allora ti tieni la preoccupazione e tutta l’incazzatura e aspetti semplicemente che lei ritorni.

Se ti risponde malissimo dando sfogo a tutto il suo odio (e dirà, ti odio, perché mi hai fatto nascere, sei una stronza, vaffanculo, e dulcis in fundo ti dirà perfino che spera tu muoia) tu potrai pensare che son cose che si dicono ma per aggiustare quei pensieri allucinanti non c’è soluzione. Negli Stati Uniti danno il Ritalin ai figli “vivaci” o, se da esorcizzare, li mandano in campi di sopravvivenza che poi sono una specie di carceri minorili in cui li privano di ogni comfort e li consegnano alla natura selvaggia e alle torture dei capi in grado. Qui da noi, per fortuna, non c’è nulla di tutto ciò e la “vivacità” dei figli si considera per quel che è. Se una figlia ti risponde male non la rinchiudi in manicomio né la mandi in galera. Perfino se ti aggredisce e ti mette le mani addosso non c’è nulla da fare. La mandi in vacanza o c’è l’altro genitore che fa il buono per tentare di anestetizzarla, ma difficilmente ci riesce.

Poi capita che la figlia sparisca senza dirti niente e tu la cerchi dappertutto ma lei sparisce e basta. Ha questa abitudine fin da piccola, e giuro che è così, perché far preoccupare chi le sta intorno le piace molto. Allora tu un po’ ti preoccupi e un po’ le spieghi che potrebbe accaderle di tutto. Poi temi di essere un po’ apocalittica e allora attenui un po’ il rimprovero perché non va bene usare la storia dell’uomo nero per farla stare in casa. Intanto cresce e nell’adolescenza scappa e va a trovare chissà chi. Se tu le proibisci di andare a una festa o le chiedi di tornare presto lei torna tardissimo. Se le dici che non può dormire fuori lei ci va lo stesso e poi quando torna fa perfino il muso e urla se la rimproveri. Perché ai figli e alle figlie d’oggi, purtroppo devo dire, non puoi rimproverare un cazzo giacché hanno sempre ragione loro.

E tutto questo non lo dico perché voglio passare da vittima, tutt’altro, ma solo per spiegare che il mestiere del genitore è faticoso, difficile, usurante e che c’è una via di mezzo tra l’essere sacrificata e sottomessa e l’essere autoritaria e manesca. C’è una via di mezzo, ci deve essere, ma dubito che tanti tra voi l’hanno trovata o riescano a praticarla. Come fai ad obbligare tua figlia a non interrompere gli studi senza ferirla? Come fai a dirle che se non fa qualcosa per se stessa non avrà alcun futuro e non potrà rimproverare a nessuno i suoi fallimenti? Come fai a farle capire che se non riesce a fare qualcosa per la sua stessa vita si porterà appresso un senso di colpa e fallimento che diventerà rabbia e violenza contro chiunque le ricordi che ha sbagliato tutto? Come si fa a dire ad una figlia che è l’ora di darsi da fare, che ne hai abbastanza di comprare libri per la scuola se si fa bocciare ogni volta, che non puoi comprarle vestiti che costano un occhio e che non puoi neppure mantenerle il telefonino costoso, con la tariffa costosa e con le sue abitudini costose. Come fai a dirle che almeno, dato che lavori, potrebbe aiutarti un po’ a casa? E se le proponi perfino un extra alla paghetta per pulire la sua stanza, vi pare giusto che lei non faccia niente? Come fai a dirle che, come qualcuno ha scritto sulla pagina di abbatto i muri rimproverando Loretta, c’è la madre che si è stufata di far la capro espiatorio di tutto e che la vita è fatta di legami e non c’è libertà senza assunzione di responsabilità? E quella responsabilità non può pendere da un solo lato. Non esiste che io ti faccio il bucato, cucino, lavo i piatti, sparecchio, ti pulisco la camera e rifaccio il letto e poi mi devo pure sentire dire che non posso fare questo o quello, non posso farti vergognare davanti alle tue amiche (???), non posso vestirmi come piace a te per sembrare più vecchia e non posso rinunciare alla mia vita per te. Oh, infine mi rimproveri anche che spolverando, rifacendo il letto e lavando i pavimenti della tua stanza, non devo mettere le mani tra le tue cose perché hai diritto alla tua privacy. E la mia, di privacy? Te ne è mai importato nulla? A me pare di no, perciò anch’io come Loretta e l’altra mamma che vi ha scritto dico che ne ho abbastanza e che quando si parla di figli e figlie bisogna smettere di dimenticare che la mamma è anche una donna, una persona e che ha diritto a non essere trattata male, disprezzata, presa in giro, insultata, aggredita verbalmente o perfino fisicamente e prevaricata tra un urlo e l’altro della figlia che pensa di essere sempre vittima.

Vittima un cazzo, perché il fatto che ti abbia messa al mondo non significa che io debba essere totalmente invisibile, debba negare le mie esigenze e debba smettere di esigere rispetto in quanto persona. I figli sono persone delle quali gli adulti hanno la responsabilità, ma se mi sputi addosso, mi tratti come se fossi merda e non riesci neanche a dire la verità perché a scuola racconti addirittura che tu non studi perché tua madre è una che beve molto, anche se sono completamente astemia, se tu non ti assumi la responsabilità per te stessa, se ti aspetti, da infante che non vuole crescere mai, che tutto ti piova facilmente sulla testa, non ti abituerai mai a guadagnarti nulla e non potrò insegnarti allora ad essere autosufficiente. La responsabilità non è un terreno che riguarda solo le madri o i padri, che comunque in questo gioco al massacro ai danni dei genitori vengono sempre nominati molto poco, ma riguarda anche i figli e le figlie perché devono saperlo che danno per scontato quel che non è scontato e che una madre, donna, persona, un bel giorno può anche smettere di subire angherie da parte di una creatura che crescendo diventa una tiranna e che non fa niente per conquistarsi un po’ di autonomia, può smettere e può, decisamente, mandarti a fare in culo. E poi potrà respirare, senza sentirsi minimamente in colpa. Per chi giudica le madri, ve ne prego, fate prima un figlio e poi riparliamone tra 15 o 18 anni. E se non avete nulla di intelligente da dire allora ve ne prego abbiate la decenza di tacere.

Con tutta la mia solidarietà alle mamme che non dimenticano mai di essere persone. Così sono io.

Rosanna (41 anni)

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Comments

  1. “……..Un’altra scrive che di fronte alla figlia che la chiama grassa di merda (ed è body shaming) l’ha messa fuori dalla porta e l’ha mandata da suo padre. ………………”

    Nella famiglia mononucleare normativa (in paroloni quella nata grossomodo nell’800 dalla rivoluzione industriale che abitava in un’appartamento, e che aveva il suo supporto di essere nella divisione del lavoro taylor-fordista), il padre rappresenta l’Autoritas nell’educazione dei figli.
    adesso abbiamo la famiglia affettiva anomica, generalmente economicamente più soggetto di consumi che di produzione economica, e pare che stiano risaltando in modo esponenziale quella problematiche che si entravedevano nelle famiglie delle nazioni appena uscite dalle guerre dove vi era stata un’alta moria di maschi, ove i figli per forza di cose vivevano in mondo molto al femminile, vedi l’Europa dopo il 1918.

  2. Rosanna, un abbraccio. Sei sicura di non conoscere mia figlia?? Perchè non c’è una cosa, un piccolissimo particolare nel tuo racconto, che non l’abbia passato anch’io!! E ci sto ancora dentro. Io ho iniziato la manovra di sganciamento informando la scuola del nuovo soggetto responsabile a cui telefonare e mandare i messaggi d’ora in poi: il padre! Informato anche il dentista che a lui d’ora in poi dovrà mandare i solleciti di pagamento e gli avvisi per gli appuntamenti. Così come ai colloqui a scuola ci dovrà andare lui, o non ci va nessuno. Prossima mossa: spendere rapidamente il massimale del bancomat e andare mensilmente in rosso in banca facendo acquisti necessari per la casa e/o per me in modo che anche, se stremata da urla e strepiti, non mi sia proprio possibile cedere e buttare soldi in vestiario ogni mese! Guarda cosa mi devo inventare, e solo per sopravvivere! Oltre al bullismo e alla violenza tradizionale sulle donne bisogna cominciare a parlare della violenza subita dalle donne, in genere separate, da parte dei figli. Che da quel che sento sta diventando un’emergenza.

    • sono d’accordo. quando hai voglia di aggiungere dettagli e raccontare la tua esperienza il blog è qui anche per te. intanto grazie per quel che hai scritto perché dalla rabbia che emerge da questi racconti io intuisco ci sia tanta solitudine, come se fino ad ora si sentissero sbagliate, dunque completamente sole. non sono sole, e questo va detto.

  3. Quanto vi ammiro e quanto avrei voluto che mia madre 15/20 anni fa avesse iniziato a ribellarsi e alzare la testa e dire i primi no al pezzo di merda di suo figlio che la sfrutta e l’ha spogliata di tutto e l’ha convinta a umiliarsi a chiedere soldi a tutti (pure a me) facendo la vittima. Quanto avrei voluto che invece di essere una maschilista sessista masochista patologica in adorazione del pisello merdoso di suo figlio, avesse usato la sua istruzione e l’educazione ricevuta per opporsi! Da figlia che ha subito sulla sua pelle il risultato della violenza alimentata da questo comportamento, io sono dalla vostra parte e vi dico che fate bene perché i figli non sono sempre neonati, ma crescono e diventano adulti e se le madri continuano a trattarli come bambini bisognosi del latte e del cambio del pannollino farete loro solo un danno. Brave voi che avete saputo riconoscere il confine tra essere genitore e non essere succube. Brave.

  4. “Fate figli e poi riparliamone” no,non mi va bene.Non ho figli perché temevo i miei figli potessero dover subire quel che ho subito io , quindi per favore evita di dire agli altri quel che devono fare. Pensa che io ho la tua età e avevo mia madre che veniva a casa mia per controllare se avevo pulito casa alla perfezione . Adesso in casa mia non entra più perché le ho vietato l’accesso,dato che mi piantava una crisi isterica se vedeva ,ad esempio,il PC sopra il tavolo (lo riteneva disordine) Ho una madre che mi aggredisce verbalmente ogni volta che mio padre la mena , e questo succede fin troppo spesso. Poi sempre la solita scusa che mio padre non stava capendo che le stava facendo male,che lui scherzava e che è il miglior uomo presente sulla faccia della terra ( a parte il mio ex marito che io, incontentabile,ho lasciato).Anche il mio ex marito mi menava comunque. Quindi smettila di fare la vittima e inizia a fare la mamma. Prendi decisioni. Tua figlia si sta rovinando il futuro da sola? Faglielo fare e fatti la tua vita,che se a tua figlia interessa il tuo parere te lo chiede. Che poi diventi una delle tante con la figlia fallita a dire “Dopo tutto quello che ho fatto per te”. Mettiti da parte e falle fare quel che le pare. NB:Anch ‘io scappavo di casa quando mio padre era troppo fuori di testa . Poi a casa ci tornavo, anche perché non sapevo dove altro andare. Qualcuno se ne è preoccupato?No. Appena ho avuto l’età per lavorare da quella casa me ne sono andata . Perché è così che si fa con genitori troppo apprensivi o totalmente assenti. Ho parlato seppur con l’indecenza di non dare la risposta che volevi. E sei tu la prima a non ricordarti di essere una persona.

    • ma cosa c’entra con quello che hai letto? tu ha avuto genitori che ti hanno fatto soffrire, qui si parla di una madre che non sa più che pesci pigliare. e non è possibile lasciar perdere quando una figlia decide di non andare più a scuola perché anche volendo farle fare i suoi errori, sperando che un giorno vorrà diventare indipendente, finisce che poi quella figlia te la trovi ancora in casa da adulta, a evitare lavori che mal conciliano con la sua facile idee su come ci si guadagna da vivere, a farti sempre le stesse scene e a rinfacciare alla madre la sua precarietà.

      • Ma in tutta questa storia esiste un qualcosa che decide la madre? Ha persino paura di toglierle il telefonino (che immagino ha comprato e paga la madre) Dice che la figlia se ne va di casa perché le piace far preoccupare le persone ( Ma è un motivo per scappare di casa questo? Io non credo la figlia lo faccia per questo,ma la madre ha deciso che è così). Ovvio che questa figlia non diventerà mai indipendente , che sua madre se la ritroverà in casa quando sarà adulta (ma neanche se ne andrà di casa) , che sua figlia sarà perennemente insoddisfatta etc. Decide tutto la figlia . Rinfaccerà a vita la madre per come è stata cresciuta. Se questa donna non si stacca da sua figlia sua figlia non cambia e non cambierà mai. Lasciasse,questa madre che ha già deciso chi può parlare e chi no,che sua figlia sbagli e paghi per i suoi errori.Se no no che non diventa adulta.

  5. Non ho figi e non posso capire (cit)
    Ma non sta scritto da nessuna parte che se i figli sono degli stronzi, e datevi pace: esistono persone che nascono stronze, tu li debba amare e farti maltrattare.

    Meno male ci sono ancora genitori che rifiutano di diventare gli zerbini dei figli.
    Pochi, a dire il vero, vedo in giro ragazzini che sarebbero da prendere a badilate.

  6. che si siano letti commenti misogini, bigotti, crudeli ai due post in questione è chiaro, e su questo rosanna ha ragione. ma… “Perché ai figli e alle figlie d’oggi non si può dire niente” eh signora mia!? arriviamo a questo, un conflitto generazionale che neanche mia nonna con mia madre e le sue sorelle tardo-sessantottine?
    e poi: “Per chi giudica le madri, ve ne prego, fate prima un figlio e poi riparliamone tra 15 o 18 anni. E se non avete nulla di intelligente da dire allora ve ne prego abbiate la decenza di tacere.” eh signora mia, chi non ha figli non può capire…

    con queste due frasi si alzano muri, non si abbattono. e qua mi sembra che si mischino molti discorsi. mia madre, femminista, single, indipendente, da grande mi ha sempre detto che la difficoltà più grande che aveva nell’educarmi era la mancanza di un confronto. ovvero che non ci fosse un’altra figura genitoriale con cui decidere insieme se fosse il caso di farmi uscire la sera o no. e non lo dico per sminuire i genitori single, anzi, probabilmente proprio per questo mia madre aveva creato una piccola comunità di altre madri single con cui condividere solitudini e difficoltà. e dirmi di no (soprattutto ad acquisti e paghette) non è mai stato facile, ma ha impostato il discorso “in casa questo entra e quindi piu di questo non posso darti” , quindi parole responsabilizzanti e che mi facevano sentire trattata da adulta e di conseguenza comportare da adulta.

    ma arrivando al punto. devono subire rosanna e loretta le angherie di figli/e egoisti/e, irrispettosi/e e viziati/e? no. devono mantenerli a ogni (e alto) costo senza che loro collaborino in casa, senza che se lo meritino? no.

  7. Ho la sensazione – ripeto, sensazione – che in questa e altre testimonianze (su Abbatto i Muri e altrove) – sul rapporto genitori – figli si riconduca sempre tutto a un discorso sui massimi sistemi: educativo, sociale, economico: oggi i figli sono x, ieri i genitori erano y, la famiglia non è più w e così via.
    Il contesto conta, certo, ma perché non ammettere che, alla fin fine, si tratta di storie e di esperienze personali? Io leggo la storia di Rosanna, la storia di Loretta e delle loro figlie, perché ridurre tutto ai personaggi stilizzati delle “madri” contro le “figlie”?
    Ognuno vive come può, come sa, ieri oggi domani… da figlio (che non aspira affatto a farsi padre), mi sento di dire a queste due madri di farsi il più possibile la propria vita, se non possono (ancora) tagliare i ponti con le figlie megere.
    La famiglia (an)affettiva anomica è forse la malattia, ma può essere anche la cura: ognun per sé e nessun dio per tutti 🙂

  8. Un figlio non nasce adolescente. C’è un percorso con il quale ci arriva. Durante questo percorso mi aspetto che si sia costruito qualcosa, che gli si sia insegnato che no vuol dire no ed i perché dei no e dei sì, che ci sono delle conseguenze per le proprie azioni, che le parole hanno un peso e che non si usano a caso. E soprattutto mi aspetto che si sia dimostrato cos’è il rispetto.
    In queste due storie, perdonatemi, non ne vedo traccia e la cosa mi spaventa enormemente.

  9. …sto leggendo tutti questi post che trattano il rapporto madre-figlia…. li leggo da figlia… e li leggo anche da madre…
    io non so cosa avrei pensato se non fossi stata anche madre… probabilmente sarei stata anche io cosi’ categorica… “i figli sono espressione della educazione che ricevono in famiglia!!!”… che sicuramente e’ anche vero…. ma e’ altrettanto vero che “chi non ha figli non puo’ capire”…
    costruire un rapporto con un figlio non e’ cosa facile e immediata come fare un muro….
    tu metti un mattone e mattone dopo mattone il muro cresce ed e’ come lo avevi progettato…. dritto, alto, solido….
    con un figlio invece e’ come progettare un giardino, e per quanto il progetto sia stupendo (o lo pensi tale) non hai idea di che giardino sara’… tu metti un seme ma non sai neppure se quel seme germogliera’, e non sai che pianta sara’, e non sai se avra’ le spine o sara’ un bel fiore profumato, e non sai se poco dopo la pianta morira’…. perche’ anche se hai tutti i semini ben ordinati ti capitera’ di seminare una cosa per un’altra perche’ sei umana e puoi sbagliare… e ti capitera’ di non innaffiare le piantine, perche’ sei stanca, incazzata, presa da altri problemi… e ti capitera’ di innaffiare troppo pensando di far bene e invece la pianta marcira’… tu semini e semini ancora ma il risultato del tuo lavoro non sara’ immediato… e provi a tenere il tuo giardino in ordine ma in tanti verrano a scombinarlo…. perche’ in fondo non e’ il “tuo”… e tu non sei neppure un fottuto giardiniere…
    una delle mie bimbe si sta avvicinando alla preadolescenza a grandi passi… ed io ne sono spaventata… ma non posso fare altro che vivere per come sono io… e per come e’ lei… e aspettare… e vedere cosa succede… e provare a gestire le cose cosi’ come vengono….

  10. E se tua figlia o figlio sono addivanados?
    La mia si è diplomata (….il famoso calcio nel sedere certificato da pezzo di carta inutile). Ha studiato poco, non legge nulla se non le notifiche su fb (e io non sono nemmeno iscritta). Sta inviando migliaia di C.V.(sotto continua MIA pressione). In casa non fa NULLA….spesso litighiamo, ma non pretende soldi, sta davanti al pc gran parte della giornata e, al massimo, porta fuori il cane (solo se glielo chiedo). Il Parini ha scritto un’interessante opera satirica, Il Giorno. Andate a leggerla, vi farà ridere e piangere, perché nei secoli nulla è cambiato!
    Io sono una donna normale, io e lei siamo una famiglia monoparentale. Non le è mai mancato nulla. Conosco altri con problemi gravissimi che sono usciti dal liceo con 100 e lode, lavorano e si pagano gli studi con borse di studio. I loro genitori non sanno nemmeno che sono al mondo…io non riesco a trovare nulla da addebitarmi, anzi! La verità è che i figli non sono nostre repliche e perciò non puoi mai sapere come sarà il piccolo sconosciuto che metti al mondo. Ogni giorno alterno malumore a ondate di speranza, che, si sa, è l’ultima a morire…
    Un saluto a voi tutte, che capiate o no.

  11. Angela Palmisano says:

    Sono pienamente d’accordo. Specialmente poi se il figlio in questione ha oramai 33 anni. Pensa ancora che tutto gli e’ dovuto. Quando ancora vive in casa con il genitore e’ economicamente autosufficiente , non da nessun aiuto non solo economico ma nemmeno un sostegno morale o psicologico. Il suo ruolo in casa e’ quello di avere il tutto fare che si occupa di tutto. Lui invece deve vivere senza alcun problema o responsabilità. Solo viaggiare, dormire e mangiare in casa dal venerdì alla domenica con colazione compresa alle 11 del mattino, letto fatto e asciugamani lavati e puliti ecc poi hai bisogno di una minima cosa . Non è mai possibile!!! Allora mio caro figlio sai cosa ti dico??? Vai fai la tua vita. Ti auguro ogni bene. Ma per favore vai!!!!

    • Buongiorno a tutti.
      Ho un figlio da esorcizzare anche io.
      Dunque volevo farvi degli esempi illuminanti sul fatto che un figlio non è creta spalmabile e modellabile. Come spiegare che in una stessa famiglia, con lo stesso modello educativo, uno pianti casini inenarrabili e l’altro no?
      Io ho una cugina di secondo grado cresciuta in famiglia perfetta, additata dai miei familiari come ragazza modello. Spesso ho passato da ragazza le vacanze con lei e mia sorella.
      Era quella studiosa, che fin da bambina salutava compita gli adulti, aveva la camera perfetta e non sgarrava mai. Non solo aiutava in casa ma siccome era brava a cucire si confezionava gonne, pantaloni, cappotti.
      Ad un certo punto incontra un uomo che le piace e si sposa. Ha due figli. La secondogenita è a modo, studia, fa le sue cose in casa, è assennata, piena di interessi.
      Il primo crea scompiglio, disordinato, trasgressivo, si fa bocciare, oppositivo.
      Incontro sua madre varie volte per strada e si mette a piangere quando racconta di lui.
      Ora mi vengono in mente le vacanze estive passate insieme: arrivava il ragazzino trasgressivo in spiaggia e lei pronta a sentenziare sui genitori che non sanno fare il loro mestiere con una certa supponenza. Un po’ come quelli (e non sono pochi) che disquiscono sulle separazioni degli altri salvo poi trovarsi separati a loro volta.
      Insomma …sapete già dove voglio arrivare.

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