Cara Eretica, vorrei condividere con te quel che penso al momento a proposito del rapporto madri e figlie.
Se sei una madre libertina avrai – talvolta – una figlia reazionaria e moralista. Più cercherai di capirla e più ti sottometterai al suo giudizio inquisitore e implacabile. Il punto è che ti vorrebbe un po’ come le altre madri, poi finirà per attribuire a te tutti i suoi fallimenti, i suoi percorsi andati male, cosa che può anche essere vera ma non può mai esserla del tutto. Il punto è che tu non sei e non potrai mai essere come le altre madri, perché semplicemente tu sei tu. Sei quella che si è sorbita reazioni esagerate perché un bel giorno ti dice che se hai divorziato e suo padre è lontano è solo colpa tua. Sei quella che viene guardata male ogni volta che un altro uomo entra nella tua vita. Subisci il suo giudizio se bevi una birra, se ti fai una canna, se balli e canti facendoti notare, perché è buon comportamento delle beddamatresantissime quello di restare invisibili, di nero vestite e con il fazzoletto in testa e in tinta. A lutto, così come le altre compagne o le madri delle altre compagne dicono che sarebbero state se fosse accaduto lo stesso a loro.
Non conta il fatto che qualcuna di quelle madri si tiene accanto un uomo che le picchia o che siano loro ad avere il potere di comandare su tutta la famiglia. Non conta il fatto che tu hai divorziato perché sono cazzi tuoi, perché non andavate d’accordo, perché lui era manesco o perché volevi evitare che a quella figlia toccasse un po’ di tensione familiare. Non conta il fatto che potrebbe essere stato un grande errore, quello di sposarti e non di divorziare. Non conta che tu fai del tuo meglio, lavori, lotti, provi a tirare avanti sognando un giorno di poter essere indipendente e un po’ felice. Non conta niente, perché se tu manifesti a pugno chiuso possibilmente la figlia voterà uno dei partiti più reazionari che ci sia. Se tu hai trascorso anni e anni a liberarti da sensi di colpa, ruoli di genere imposti e da tutto quel senso di claustrofobia che è dato dalla cultura che ti hanno iniettato direttamente in vena, lei di te non vede che il risultato che le sta davanti e lo confronta con i valori della nuova generazione di teen ager che è tornata a credere, in virtù di chissà cosa, al sacro culto della famiglia tradizionale, alla verginità, al fidanzamento come scappatoia dal contesto familiare, al sesso solo in chiave riproduttiva e a chissà che altro.
Quella figliola, tra un messaggio su whats app e un selfie postato su instagram è passata dal dirti timidi “ti prego mamma, mi fai vergognare” a delle vere e proprie ingiurie sessiste condite di disprezzo e totale disamore. D’altronde un figlio attraversa quella fase totalmente egocentrica che è propria dell’adolescenza, e l’adolescenza non si sa quanto può durare. Tre anni o forze trenta, chi lo sa. Di fatto serve raccontare quest’esperienza perché così come stanno le cose non va bene e la risoluzione di tutto ciò è un vero rompicapo. Non so come e non so perché io sono passata dall’essere la ragazza che doveva uscire di casa vestita come un’educanda, e doveva cambiarsi e truccarsi fuori prima di un appuntamento con gli amici o di un pomeriggio passato in pub, all’essere la madre che deve uscire vestita come fu mia nonna per poi cambiarmi e truccarmi per passare una serata fuori con le amiche.
Vi sembra poco? Invece no. È diventata una vera e propria limitazione della mia vita. E niente abiti troppo aderenti, niente tette al vento, niente costumini ridotti, niente gonne corte, niente di niente perché quell’abbigliamento sarebbe inadeguato per una beddamatresantissima e allora vige sempre il copri fuoco, il ricomponiti bottana che prima veniva pronunciato da tuo padre e poi te lo rinfaccia anche tua figlia. Sono passata dagli schiaffoni che mi dava mio padre appena mi vedeva fumare una sigaretta alle lamentele espresse anche in carta bollata se lei ti vede dare un tiro a una canna. Quello che le sta bene, alla figliola, è unicamente la paghetta. Ti alliscia se le dai i soldi che ti chiede e poi torna in modalità rompiovaie on/ quando deve dimostrarti che ne ha abbastanza di vederti troppo giovane, troppo carina, troppo quello che altre madri pare non siano. La fase più delicata riguarda la sessualità. Non mi riferisco a quell’età d’infanzia in cui la figlia può essere giustamente incavolata perché di punto in bianco assiste a troppi cambiamenti. Parlo di un tempo che è in là con gli anni, quando oramai non c’è speranza che tu e il marito ritorniate insieme, lui s’è rifatto una famiglia e tu, che di famiglia ne hai già abbastanza e non vuoi impegnarti così tanto, tu che vorresti quantomeno poter trombare senza porti tanti dilemmi, devi sentirti dire da questa diciottenne che pare uscita da una scuola delle madamine dell’ottocento, che la prima volta si fa per amore, e la seconda solo dopo una promessa di matrimonio e poi la terza apriti cielo, non se ne parla proprio. O vi siete già sposati o se vi rivede insieme lei fa la faccia truce e spalanca per te le porte dell’inferno per cacciartici dentro.
Così ti riduci a sporadiche limonate in automobile, pomiciatine in un tempo risibile sottratto all’ora della spesa al supermercato, qualche sveltina nel parcheggio sottocasa, dopo aver rotto il lampione per non farti vedere in macchina con lui, qualche ora di sesso selvaggio quella giornata o serata in cui lei dice che starà via con gli amici. Cioè: tu le permetti di fare il cazzo che vuole ma a te deve restare il terrore che lei rientri prima del tempo perché se ti scopre con un lui a letto si fa feroce e se la tira col musone fino all’anno prossimo così da farti sentire figlia mentre lei ruba il ruolo di un poco credibile genitore.
A legittimare questi atteggiamenti bacchettoni ci saranno le donne dell’età di una nonna, o le altre madri che sono fedeli al marito fino alla morte, o le coetanee che vedono troppa miss italia e troppo poche lezioni di educazione sessuale o di educazione di genere contro ogni tipo di stereotipo sessista.
Se una figlia è talmente sessista tanto da giudicarti immorale, sporca, che fai un po’ schifo, quando e se ti interessa condividere la tua fica con chi ti piace, io mi rifiuto di pensare che sia colpa mia. Non sono io che le ho insegnato a essere così giudicante e moralista. Non sono io che le ho insegnato a votarsi a chissà quale dio, anche se lei lo nega, facendosi riempire il cervello di cazzate da cultura catto/fascia. Non sono io che le ho insegnato nulla di quel che lei mi dice. Io l’ho aiutata ad avere un punto di riferimento per parlare della sua sessualità, l’ho aiutata a sentirsi capita quando non sapeva con chi parlare di alcune cose e poi, all’improvviso, c’è il rifiuto di questa madre e c’è lei che si cala in questa dimensione parallela che ci troverà certamente separate. Quello che io so, senza alcuna ironia, è che ci stiamo perdendo o, forse, ci siamo già perse perché siamo incompatibili. E’ possibile dire questo di un figlio o di una figlia? Si dice che i genitori hanno il dovere di essere sempre presenti e di essere adulti, senza aspettarsi applausi ma essendo preparati a subire anche le scenate d’odio adolescenziale dei figli. Ma quando questi figli diventano inquisitori, non so per quale malinteso senso di superiorità. Quando sono loro a disprezzarti, apertamente, rendendoti insicura, cercando di isolarti dal resto del mondo o di dare al mondo un’immagine di te che non coincide con la complessa realtà. Se davanti alle tue amiche lei tiene a sottolineare come tu sia una madre disastrosa e una donna ancora più fetente. Se quando ti vede con un uomo fa di tutto per farti apparire una merda di persona. Se succede tutto questo, come si fa a difendersi?
In fondo i figli si fanno e non hanno l’obbligo di restare attaccati a te in eterno. Lei farà la sua vita e io la mia. Se non riusciamo a essere persone che sanno capirsi l’un l’altra, con quest’atteggiamento respingente che a me poi, alla lunga, causa un gran fastidio e una enorme irritazione, se lei mi rifiuta, come persona, per quel che penso e dico, per la mia diversità, chi sono io per dirle che deve essere una figlia devota e attaccaticcia al mio culo? Faccia quel che vuole, giacché io di possessività nei suoi confronti non ne sento e piuttosto che farmi disprezzare da una figlia che una volta, a brutto muso, mi disse che avrebbe preferito essere adottata (e si, lo so che sono cose che si dicono, ma suvvia… non così…) preferisco mille volte di più che lei mi stia lontana e faccia quel che vuole inventandosi una vita che parta dalla totale distruzione del modello materno. Sono io nobile e saggia? Ma no, e non pretendo di essere perfetta. Io sono umana, con tantissimi difetti e ho fatto tanti errori, ma il punto resta quello. Non ho mai voluto concorrere per guadagnarmi il premio di mamma dell’anno, ma non sono neppure una persona che fa così schifo. Ho lavorato, a volte ho fatto anche più di un lavoro, non ho avuto tantissimo tempo ma quel che avevo lo dedicavo quasi sempre a lei. Non sono una santa, non ho fatto enormi sacrifici, non racconterò che lei è venuta fuori dopo laceranti dolori e doglie durate mille ore, perché non mi deve niente. Lei è lei e io sono io. Mi chiedo a questo punto, così come altre hanno confidato su questo blog, se io non abbia commesso un errore a non lasciare questa figlia con altre figure genitoriali. Peccato che non ce ne fossero, dico davvero, e che ogni volta che in famiglia chiedevo di tenerla mi rinfacciavano di tutto e di più facendomi sentire l’ultima cacca del mondo. Peccato che ogni volta che i miei la tenevano la figlia mi arrivava con un carico di risentimento nei miei confronti. Era chiaro che le avevano raccontato una lieve dose di cattiverie su di me. Cattiverie che erano acqua fresca per chi le raccontava ma non so di certo quanto abbiano influito nell’educazione della bambina.
Detto questo – quante altre ce ne sarebbero da dire – vorrei perciò sapere, da chi mi legge e vuole aiutarmi in questa riflessione: vi è capitata la stessa cosa? Una simile? Diversa? Come si fa a essere libere dalle figlie seriosissime, bacchettone e un po’ astiose per potersi riappropriare del proprio corpo e di se stesse?
Grazie per aver ascoltato
Loretta (42 anni)

Madò, che rottura di cazzo immensa sta ragazzina, ma veramente esistono ancora dei soggetti simili?
Provo a ipotizzare: non è che è arrabbiata con te per qualcos’altro, di cui non è assolutamente consapevole, e che quindi non è capace di esprimere, e utilizza le sparate moraliste come pretesto? Capisco la tua frustrazione, ma l’adulto sei per ora comunque tu, quindi potresti cercare di capire cosa altro c’è dietro queste critiche. Magari si è sentita trascurata? (Boh, ipotesi a caso). Tu hai diritto a tutta la tua vita e poi tutti i genitori sbagliano, e magari può anche essere che sia stata influenzata da altri, poi magari c’è il carattere…Che ti senti attaccata e rifiutata e la cosa ti dia sui nervi è comprensibile, però forse il ruolo di un genitore , almeno fino a che i figli sono in età evolutiva, è come dici tu anche quello di provare a risolvere i conflitti. Non diventando ciò che tua figlia vorrebbe, irrealisticamente, che tu fossi, ma provando a guardare la cosa da un altro punto di vista, vedere se qualcosa è andato storto nella comunicazione tra voi due e provare a rimediare…Cosicché possiate col tempo recuperare un rapporto, magari quando sarà uscita da quella tragedia che è l’adolescenza!!
comunque la ragazza è maggiorenne 🙂
mia figlia non è ancora uscita dall’adolescenza. E ha “solo” 37 anni. mi rinfaccia ancora che la mia vita non sia stata dedicata a lei e a fare la brava mamma
Va be dai, a 37 anni si è adulti, è un discorso diverso. Il confronto è tra adulti. A 18, a dispetto della maggiore età anagrafica, si sta comunque ancora uscendo dall’adolescenza!
Poi comunque, ognuno ha il diritto di vivere come vuole e di non dedicare la propria vita ai figli, ma se questo poi fa soffrire i figli, non vedo perché loro non dovrebbero dirlo. Alla fine non hanno mica chiesto loro di nascere! C’è comunque una misura intermedia tra essere una “beddamatresantissima” e vivere senza preoccuparsi di come i figli possano percepire o reagire al proprio stile di vita. Non dico che quest’ultimo sia il vostro caso, dico solo che le cose non sono solo bianche o nere. E magari proprio nelle sfumature che si può trovare la risoluzione ai conflitti. Poi oh, se sta ragazza è talmente bacchettona da essere lei a rifiutare il dialogo, dovranno trovare un modo di relazionarsi civilmente e fare ognuno la propria vita…
Certi figli non si rendono conto delle fortune che hanno…
ma non è che lei è bacchettona perchè tu (e qualsiasi genitore) lo sei? Nel senso, io, se mia madre mi avesse permesso di portare a casa chi volevo e quando e per quanto (nei limiti dell’ordine sociale), non mi sarei sconvolta a vederla fare lo stesso, anche in giro. E lei forse non si sarebbe sentita in colpa, a sua volta, a farlo. E invece sono cresciuta abbastanza io da dirle che, francamente, ero contenta di sapere che faceva con il suo fidanzato cosa le pareva, dove le pareva, e per quanto le pareva (a volte anche venendole in contro) in casa sua.
Se lei non l’avesse fatto, anche su questioni diverse da quelle che le rinfacciavo io, io non avrei imparato da lei di avvalermi della stessa arma per “romperle le palle”,
no, loretta giura che non ha mai rotto le palle, anzi. le ha sempre detto che preferiva saperla con un ragazzo sotto lo stesso tetto che chissà dove. mai divieti e mai censure. quindi la bacchettonaggine è inspiegabile.
i rapporti madre unica-figlia unica sono sempre molto conflittuali, specie nell’adolescenza. una figlia che si sta costruendo una personalità e scoprendo si potrà definire anche dallo scontro con la figura forte, non esistono solo quelle malsane relazioni madre-figlia che sembrano sorelle o amiche. mia madre aveva una passione per la scienza e il bricolage, io sono venuta fuori una principessina femminile tutta trucco e barbie che l’accusava di essere un maschiaccio. quindi mi sorprende poco la storia di questa figlia moralista e sicuramente non giudico la vita privata/sessuale della madre (che se servisse dirlo fa benissimo a non fare la beddamadresantissima e viversi, o cercare di vivere, la sua vita). quello che mi fa specie è l’atteggiamento vittimistico con cui viene raccontata la storia, sembra che loretta si sfoghi del comportamento di un “pari” e una figlia anche se maggiorenne non dovrebbe essere pari emotivamente a una madre. ” Faccia quel che vuole, piuttosto che farmi disprezzare da una figlia che una volta, a brutto muso, mi disse che avrebbe preferito essere adottata”, io so di aver detto anche di peggio a mia madre e sono sicura che anche loretta ha detto (o forse pensato) di peggio e tutte abbiamo scaricato su di loro qualche presunto fallimento nostro e non siamo riuscite a vedere sacrifici o atti d’amore. vedo perfettamente, oggi, quanto mia madre ne soffrisse, ma è sempre andata avanti per la sua strada per mostrarmi con l’esempio che quello che faceva non era sbagliato, mi ha trattata come un individuo a cui spiegare le proprie ragioni e quando ho mancato di rispetto mi ha “punito” senza paura dei musi (non ti tolgo la paghetta perche pensi che dovrei fare una vita più tranquilla, te la sospendo perche non si da della puttana alla gente e a tua madre tanto meno, per esempio) e avere così, oggi, tutto il mio amore e rispetto. traspare da parte tua molta disistima e insofferenza verso questa ragazza. quella stessa disistima da parte sua che ti fa soffrire, ma ripeto, voi non siete pari, tu hai il dovere di essere più matura e cercare di capire se c’è altro dietro queste accuse. e lei ha il diritto, qualora tu non lo fossi, di difendersi, perché sentire che tua madre ti considera una stronza non aiuta a riavvicinarsi o a confidarsi, ed è pure normale che se non si sente amata e accettata con le sue strambe idee in casa cercherà altrove un ruolo o una guida. e detto questo sai quale penso sia l’errore più grande? che la assecondi! ma scusa, se hai ben chiaro che tu devi vivere la tua vita, che le sue idee moraliste sono sbagliate, perche finisci per limitarti? ha 18 anni, tu puoi e devi sopravvivere ai suoi musi se ti becca con un uomo o una canna e lei non potrà cambiare idea se alla fine ti vede cedere ai suoi “ricatti”. forse poi avresti anche meno risentimento nei suoi confronti al momento di sfogarti. ho scritto troppo, ma chiudo con una frase per me è importante
“I padri hanno il dovere di occuparsi dei figli e il diritto di sbagliare nel farlo, i figli hanno il diritto di difendersi e il dovere di capirli, prima o poi”
auguro a entrambe di riuscire a capirvi e a recuperare questo rapporto 🙂
Molto d’accordo. Il tono vittimistico non aiuta molto la causa.
La butto li, per ovvi limiti di comprensione.
Secondo me la figlia “reazionaria” è più un prodotto ambientale che della propria madre.
Provo a spiegarmi meglio: la madre è una progressista, ma accennando alla propria vita parla di un matrimonio terminato (che gioco forza conduce il genitore cui è affidato il figlio a doversi sbattere di più) unitamente ad una condizione economica che l’ha portata a doversi barcamenare anche tra più impieghi, insomma una condizione oggettivamente critica in cui i parenti alle spalle si sono per altro inseriti come sabotatori. Condendo il tutto con un carattere magari più portato alla “conservazione”, secondo me ne viene fuori un soggetto che è moderno giusto nell’approccio ai mezzi comunicativi odierni (whats app, instagram, ecc), ma è poi intriso del pensiero che oggi va per la maggiore ovvero quello reazionario, fatto di spregio per ogni diversità e libertà intellettuale perché l’unica libertà che concepisce è quella del consumo (non a caso la ragazza fa le fusa quando è momento di paghetta, io inizierei ad agire lì per farle entrare in testa che, quanto meno, a chi ti allunga il deca devi portare un minimo di riguardo, altrimenti, la coerenza dovrebbe condurti a non prendere nemmeno le regalie da chi tanto disprezzi).
Accetti il punto di vista di una figlia che ha per madre una puttanella insicura? Tanto per cominciare a noi figlie/figli non ce ne può importare di meno di chi si scopa nostra madre. Mia madre ha avuto una sfilza di uomini lunga quando il ponte di Brooklin. Alcuni bravi, alcuni meno bravi. L’incazzo inizia nel momento in cui , per qualche arcano motivo noi figli ci ritroviamo a pagare le conseguenze delle passioncelle delle nostre madri. Mia madre al solo scopo di farsi una scopata mi ha introdotta in giochi di bugie fuori dal mondo. Bugie che io dovevo reggere al malcapitato. La mia cara mammina non ha fatto altro che trascinarmi da una casa all’altra di città in città per stare con lo scemo di turno. Mi ha costretto a cambiare scuola 5 volte. Una lista interminabili di figure paterne fallimentari. Matrimoni fatti puramente per interesse (cosa per la quale non nutro alcun disappunto). Si sa, scopare tanto richiede cura di sé stesse e mia madre ha sperperato ogni centesimo a questo scopo. Vestiti, trucchi, trattamenti estetici e fin qui tutto bene. Soldi tuoi. Ma sia mai che io mi permetta di spendere i soldi del mio stipendio presi dal lavoro (che lei manco sa cosa sia) per farmi una bevuta con le amiche o per comprarmi una piastra per capelli. A quel punto io mi trasformo in una figlia irresponsabile e indegna. E non importa quanto tu possa fare la bella faccia davanti al suo amante a condividere cene in cui tua madre ti sprona a mentire sulla sua vita e sul suo passato. Ma è la totale mancanza di rispetto che, indipendentemente dal fatto che io sia figlia, dovrebbe esserci. Tromba quanto vuoi ma almeno fallo nella tua cazzo di camera con la porta chiusa. Non nel mezzo della cucina mentre sono in casa per poi fingersi imbarazzata e liquidandomi con una risatina demente “ah scusa non sapevo venissi in cucina”. Mesi e mesi confinata in camera mia e prima di uscire dovevo rizzare le orecchie per captare qualche rumore sospetto e se era tutto tranquillo allora potevo uscire liberamente per casa MIA.
Ah e ovviamente mia madre per quanto puttana è molto più moralista di me. Professa libertà indipendentemente dal ruolo che ricopre ma sia mai che io mi permetta di prendere una decisione il cui esito non le vada bene. No perché divento una merda che non capisce un cazzo della vita. Per non parlare di tutte le volte che la stronza veniva mollata. Chiamate alle 3 di notte, pianti che nemmeno una quindicenne mollata dal primo amore. Disperazione. Volte in cui dovevo prendere la macchina a qualsiasi ora e andare a prendere lei e tutti i suoi bagagli a casa dell’amante per poi riportarla lì il giorno dopo perché “sai, abbiamo fatto pace”. Una volta si è presentata sul mio posto di lavoro in lacrime facendo una scenata perché non ero andata a prenderla. Scusa mamma ma io lavoro e studio pure. La scenata si concluse con il mio licenziamento. Ovviamente mi incazzai di brutto e lei è stata capace di dirmi “capirai di lavoro ne puoi trovare quanto ne vuoi io sono tua madre e ho bisogno di te”.
E non è finita qui. Per quanto non me ne possa fregare un beneamato cazzo di ciò che la gente dice di me non è facile a 17 anni girare per il supermercato del tuo paese e trovarti un uomo che ti dice “chissà se sei brava come la tua mamma”. Se permetti, fa proprio schifo. Mi ha costretto a lasciare l’università per lavorare a tempo pieno perché era senza un soldo. Ho ripreso un anno dopo e ora sono fuori corso. Qualsiasi ragazzo io frequenti, una volta che conosce mia madre, scappa a gambe levate e mi etichetta automaticamente come lei. Avere una madre come la mia è come avere una cazzo di lettera scarlatta piazzata sulla fronte. Ora ho 24 anni e mi laureo tra qualche mese. Mia madre si sta per sposare con uno conosciuto due mesi fa. Io me ne andrò presto e so per certo che sarà una rinascita.