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La mia esperienza con la RU486 (aborto farmacologico)

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Lei scrive:

Quando ho avuto la conferma di questa gravidanza, mi sono ritrovata a fare i conti con la realtà. Il desiderio di un* figli* non basta.

Ho provato a trovare soluzioni, a ragionare su come avrei potuto fare. Per un attimo ho pure pensato di prendere un aereo e scappare via. Ricominciare da un’altra parte: io e il/la bambin*.

Ho avuto modo di confrontarmi con un’amica che, con la sua lucidità esterna, mi ha aiutata a valutare al meglio la situazione. Mi ha aiutata a farmi capire che alcune idee, attuabili in maniera perfetta nella mia mente, non erano così facili da realizzare nella quotidianità.

Dopo accurate valutazione, intorno alla 4 settimana, ho chiamato il consultorio di zona. La mia esperienza (in questa occasione) con tale struttura è stata sia positiva che negativa.

Arrivata lì, la dottoressa è stata –contro le mie aspettative- gentile. Mi ha detto che, trovandomi in una situazione di gravidanza alle primissime settimane, potevo optare per due soluzioni: l’aborto farmacologico (con RU486) o con aborto chirurgico.

Mi ha fornito tutte le informazioni per entrambi i trattamenti. Mi ha lasciato una settimana per pensare a che trattamento avrei scelto.

La settimana dopo, quando mi sono ripresentata in consultorio e dopo un breve colloquio con l’ostetrica di turno in cui mi chiedeva qual era la mia scelta, mi è stata fatta una visita ginecologica e mi sono stati consegnati tutti i moduli da portare all’ospedale per prenotare il trattamento.

La mattina stessa mi sono recata in ospedale dove, in base ai miei impegni e nel limite dei 49 giorni, mi è stata fissata la data per il trattamento.

In questa prima fase ho incontrato operatori abbastanza disponibili e non colpevolizzanti, ad esclusione dell’ostetrica che, durante il colloquio, mi ha sgridata –facendomi sentire incapace di fare delle scelte nella mia vita. Mi sono sentita, in quel momento, deprivata della mia responsabilità come Individuo, Persona e Mamma che cerca, con fatica di prendere una decisione sul futuro del* propri* embrione/bambin*- affermando che questa scelta non si sarebbe più dovuta ripetere e che se non volevo figli avrei dovuto utilizzare maggiori precauzioni.

A niente sono servite le mie parole, in cui le spiegavo che non era stata una sbadataggine ma che in quel momento –prima che la realtà e le sue insicurezze mi travolgessero- quest* bambin* l* volev*. Lei è rimasta nel suo ruolo di tutrice che sgrida una bambina incapace di prendere decisioni intelligenti nella sua vita. Ricordo di essere uscita da lì estremamente giù di morale. Mi sentivo una persona orribile per aver, con leggerezza, sognato questa gravidanza e nell’impeto della passione non aver visto con maggior chiarezza le mie limitate possibilità. Il crescerlo da sola non mi spaventava, mi spaventava il fatto di non sapere come sarei riuscita a pagare tutte le spese (affitto, asilo, visite..) e nel contempo a lavorare e studiare senza esaurirmi, senza riversare le mie frustrazioni sull’altr*. Con la paura di non riuscire a gestire con equilibrio la libertà del nuovo individuo che sarebbe nato e al contempo, proteggerl* e dare gli strumenti necessari per comprendere la società. Ero consapevole del fatto che tutto questo mi avrebbe travolta e non sarei riuscita a stare in equilibrio con tutto questo carico.

Sicuramente informare sulla contraccezione è importante, però credo che ci voglia tatto e bisognerebbe valutare caso per caso. Non tutt* quell* che scelgono l’aborto lo fanno perché non conoscono i metodi contraccettivi, non tutt* lo fanno perché è stato un errore. Io credo che bisognerebbe considerare il vissuto e le scelte di ognun* e non dare per scontato che la scelta dell’aborto nasca da un’unica standardizzata idea generale.

Elenco le differenze fra i due trattamenti (ricopio, in maniera sintetica, ciò che c’è scritto nei fogli che mi sono stati dati in consultorio e in ospedale):

IVG farmacologica entro 49 giorni.

La mattina in cui si va all’ospedale per assumere la RU486, vengono fatte le analisi del sangue e dell’Hiv (facoltativo). Viene –di solito- fatta un’ecografia e si assumono 3 compresse di mifepristone (Ru486). Si ritorna a casa e ci si comporta normalmente. I sintomi della gravidanza continuano a sussistere. Vi è un maggior rischio di minaccia di aborto. Ci potrebbero essere delle lievi perdite ematiche (a me non è successo). Il mifepristone è l’antagonista del progesterone (Il progesterone è un ormone indispensabile per assicurare il mantenimento della gravidanza, una volta avvenuta). Il mifepristone va a occupare i recettori del progesterone bloccandone l’azione nell’utero. Questo porta a un graduale distacco dell’embrione dalle pareti dell’utero. Si simula, in maniera praticamente analoga, un aborto spontaneo.

Il terzo giorno, dopo aver assunto le tre compresse di mifepristone, si torna in ospedale dove –attraverso delle piccole candelette infilate nella vagina dal* ginecolog*- si assume la prostaglandina che procurerà l’espulsione e l’utero inizierà la sua pulizia attraverso una specie di mestruo della durata di una decina di giorni, con quantità variabili.

L’aborto completo si avrà entro 3-4 ore in oltre il 90% dei casi, dopo l’assunzione della prostaglandina (avvenendo in vagina, a me è stato richiesto di stare a letto per circa un’ora per far avvenire l’assorbimento) e oltre il 99% nelle ore successive per gli altri casi.

La prostaglandina è la stessa che si usa per favorire l’IVG chirurgica. Dopo aver assunto la prostaglandina si hanno delle piccole (anche se a volte un po’ dolorose) contrazioni uterine che durano circa un paio d’ore quelle più forti poi piano piano si attenuano fino a scomparire. Nel caso si abbia una sensibilità particolare al dolore, si può assumere l’antidolorifico.

Nel primo pomeriggio viene fatta una seconda ecografia per vedere se l’utero è abbastanza pulito e, nel caso di esito positivo, si viene rimandate a casa.

Io ho avuto perdite per circa una decina di giorni.

Le complicazioni sono ridotte rispetto all’IVG chirurgica per il semplice fatto che l’IVG chirurgica è un’operazione nella quale, dopo, è necessario un ciclo antibiotico per evitare possibili infezioni. Nella IVG farmacologica, non essendoci un intervento invasivo, il rischio di infezioni è ridottissimo. Può avvenire che, nonostante l’assunzione di RU486 e prostaglandine, l’utero non riesca a pulirsi completamente da solo (nell’ospedale in cui sono andata io, su 6000 casi di aborto farmacologico, solo in 53 casi l’espulsione non è avvenuta). Nel caso in cui l’espulsione non avvenga, si esegue l’aspirazione chirurgica. I rischi per la fertilità futura sono minori con l’IVG farmacologica rispetto a quella chirurgica.

Nel foglio informativo che mi è stato dato e da cui ho preso tutte le informazioni, avverte che anche nel caso dell’aborto chirurgico, nel 2% dei casi è necessario ripetere l’intervento per una mancata pulizia totale del’utero. Quindi se il dubbio è: assumendo la pastiglia posso comunque finire sotto i ferri, mentre se faccio subito la chirurgica questo non avviene…sappiate che nel 2% dei casi non è così.

Nell’aborto chirurgico c’è il rischio anestetologico (si viene addormentate totalmente. Questa era una cosa che a me spaventava molto. Questo comunque dipende –secondo me- dalla sensibilità e dal rapporto unico che ognun* ha con il suo corpo. Io avendo un certo rapporto con la mia corporeità, il non essere cosciente mentre vengo toccata, mi spaventa terribilmente). Naturalmente, come in tutti gli interventi, l’anestesia è sempre una delle parti più delicate – vengono comunque fatti degli esami precedenti l’intervento per evitare qualsiasi complicazione, quindi tranquille nel caso scegliate questa pratica. Riporto i dati che leggo qui: nell’aborto chirurgico ci possono essere nello 0,3% dei casi delle lesioni a carico dell’utero e degli annessi uterini.

Confronto fra Ivg medica e chirurgica riguardo il primo trimestre.

Leggo qui nella tabella che ho davanti i punti di confronto fra le due pratiche:

IVG farmacologica è necessario farla entro 49giorni, mentre IVG chirurgica dopo i 49 giorni. I giorni in cui si possono avere sintomi seri sono 1 giorno per entrambi i metodi. La percentuale di successo nell’IVG farmacologica è del 99,2% mentre nell’IVG chirurgica è del 99,9%. Nessun antibiotico nel primo caso, due antibiotici nel secondo. Gli antidolorifici vengono richiesti nel 30/50% dei casi nell’intervento farmacologico (io non li ho richiesti, però anche qui è tutto molto soggettivo), 100% nell’IVG chirurgica (ovvio, è un’operazione). Intervento chirurgico: si ha nel 3,7% nell’IVG farmacologica e dello 0,07% è necessario un secondo intervento. Nell’IVGchirurgica si ha il 100% per il primo intervento (ovvio) e un secondo intervento nel 2% dei casi. Nessun rischio di intervento addominale nella farmacologica, 0,1% in quella chirurgica.

Una nota informativa in piccolo espone in maniera sintetica le polemiche passate sulla mortalità nell’assunzione dell’RU486. La mortalità nell’assunzione di RU486, a quanto pare, è uguale per tutti i tipi di aborto ed è sporadica (la percentuale che viene riportata è dello 0,0006%) molto minore rispetto a quella in gravidanza (0,012% in Italia).

I rapporti sessuali con penetrazione, dopo l’assunzione dell’RU486 e la prostaglandine, non devono essere esserci per almeno 10 giorni. Io ho aspettato la visita fissatami dopo un mese nello stesso ospedale. Una visita in cui ci si accerta che l’utero sia completamente pulito e la situazione sia ritornata nella normalità come prima della gravidanza.

Tutte queste informazioni sono reperibili in un qualsiasi consultorio e in ospedale dove poter chiedere maggiori chiarimenti. Io sono solo una ragazza che racconta la sua esperienza.

Come ho vissuto io il tutto?

Il primo giorno sono arrivata in ospedale pensando di poter avere del tempo per poter pensare (finché non si assumono le compresse si è sempre in tempo di cambiare idea). Invece, mi sono ritrovata a dover prendere la decisione di ingerire le compresse con una velocità che mi ha destabilizzata.

Forse ci si aspetta che chi arriva lì sappia già con estrema certezza di voler abortire. Nel mio caso non era così. Io ancora ci pensavo e avevo necessità di un attimo di pausa per poter riflettere ancora un po’ dopo l’ecografia. Non è andata così.

Eravamo circa 7 ragazze quella mattina in quel piccolo reparto. Dopo le analisi del sangue siamo entrate, una per volta, all’interno dell’ambulatorio dove veniva effettuata l’ecografia.

È stato tutto molto veloce. Ecografia velocissima –in cui si guardava se l’embrione era presente o meno- e subito venivano date le compresse. Ho cercato di porre delle domande, avevo necessità di un attimo. Ma no, loro dovevano procedere. Ho trovato il tutto molto freddo e impersonale (leggendo poi i fogli informativi che mi erano stati dati precedentemente, ho scoperto che in quell’ospedale i 2/3 circa dei ginecologi e del personale medico è obiettore di coscienza, ma sono comunque tenuti all’assistenza in modo non giudicante e nel rispetto della persona. Per esperienza, posso dire, che non basta. Mi sono sentita profondamente sola davanti a chi era, secondo me, non in accordo con la mia scelta.

Durante certi momenti emotivamente forti (in questo caso per me lo era) ogni piccolo gesto diventa un qualcosa di enorme se fatto in maniera superficiale, incoerente e con poca empatia. Ricordo che, quando sono entrata nella stanza per fare l’ecografia, il medico ha preso l’immagine dell’embrione della ragazza entrata precedentemente, in un modo che io –sommersa dalle mie emozioni- avevo ritenuto irrispettoso. Stessa cosa è stata fatta con l’immagine del mio embrione. Ricordo che questa profonda indelicatezza mi aveva lasciato senza parole e senza un minimo di energia per reagire, per chiedere del tempo, per porre tutte le domande che ancora mi affollavano la mente.

Sono uscita da lì e sono corsa fuori –per fortuna c’era un bel sole e un piccolo prato- dove ho potuto rirespirare e piangere un po’.

La cosa che a me angosciava maggiormente era la sepoltura. Probabilmente la maggior parte delle persone che fanno un aborto non s’interessano di questa ulteriore ‘scocciatura’ (non lo so, parlo senza conoscere quindi mi scuso anticipatamente con tutt*) perché ognun*, giustamente ha la sua sensibilità, il suo modo di vivere, le sue credenze.

Per me l’espellere, ciò che era cresciuto dentro il mio utero, dentro un WC mi angosciava. Avevo provato a chiedere informazioni ma nessuno sembrava volermele dare. Avevo scoperto che per chi attua un IVG chirurgico c’è la possibilità di richiedere la sepoltura entro le 24 ore (bisogna però considerare che l’IVG chirurgica avviene dopo i 49 giorni e l’embrione è molto più grande rispetto al periodo in cui si attua l’IVG farmacologica). Nonostante sia praticamente impossibile vedere l’embrione essendo davvero molto molto piccolo, avevo necessità di poter dare una sepoltura a ciò che sarebbe uscito da me (la maggior parte sarebbe stata la camera gestazionale).

Ho passato i giorni precedenti all’aborto pensando a questo e, l’ultimo giorno in cui sono andata all’ospedale per l’espulsione, continuavo a pensarci. Iniziavo già a espellere delle parti (l’utero si puliva) e essendo in ospedale non potevo fare niente. Per fortuna, nel primo pomeriggio rientro a casa e sono riuscita a compiere la mia piccola sepoltura in una piccola aiuola di fiori nel cortile di casa. E’ stato più un piccolo rito simbolico che mi ha aiutata ad affrontare meglio la situazione e gestire in maniera più creativa le emozioni che mi sovrastavano.

Per concludere: credo che entrambe le pratiche abbiano dei pro e dei contro. Credo che la scelta debba essere valutata anche in base a come si vuole affrontare il tutto. Per me era importante essere presente in tutte le fasi dell’aborto. Avere il controllo della situazione. Per altre, affidarsi alla chirurgia è maggiormente affine con loro e con il loro approccio di vita e di relazione con sé.

I dati dimostrano che le due pratiche –considerando i successi e gli insuccessi- quasi si equivalgono.

Sicuramente c’è una minore informazione circolante riguardo l’RU486. Mentre cercavo dei dati, delle informazioni, delle esperienze personali da poter leggere prima di prendere la decisione, non ho trovato praticamente niente. Ho trovato solo dati medici che già avevo e un paio di storie di qualche associazione cattolica o comunque religiosa, contraria all’aborto, che mi hanno terrorizzata. Parlavano di embrioni a forma di bambino che uscivano dalla vagina e se li trovavano fra le mani ed era uno shock. Parlavano di effetti collaterali spaventosi –al limite dell’ horror-. Insomma, mentre leggevo mi sono alquanto spaventata, poi mi sono accorta in che siti ero finita e ho ripreso (per fortuna) la lucidità.

Per la mia esperienza, posso dire che non c’è stato niente del genere. Il sangue è simile al mestruo solo di durata maggiore e, è vero che si espellono (giustamente) delle parti, ma non sono molto diverse dall’endometrio che di solito si espelle nel mestruo mensile. Quindi tranquille.

Poi io, riguardo queste mie espulsioni, sentivo una necessità di compiere un rito di addio, ma era una mia esigenza in relazione a come vivo e alle mie credenze personali. Anche da questo punto di vista credo sia stato positivo per me. Emotivamente avevo necessità di questo passaggio e, l’aborto chirurgico non mi avrebbe permesso questo. Ripeto, questa era una MIA esigenza, solo mia. Quindi ho fatto una scelta in base anche ai miei personalissimi valori.

Spero che le informazioni fornite qui diano un minimo di chiarezza in più a chi si ritrova a dover fare un aborto.

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Comments

  1. è una testimonianza importantissima e coraggiosa. Trovo meraviglioso che tu, non avendo trovato informazioni nel momento del bisogno, abbia voluto sopperire alla mancanza, specie se consideriamo la quantità di orrendo terrorismo psicologico propagandato dagli/dalle antiabortist@.

    So che libertà significa anche libertà di non pensarla come me, ma non riesco a non provare rabbia nei confronti di chi pensa di avere il diritto a decidere della vita di altr@. Il pippone paternalista del@ ostetric@, la freddezza di medici e infermier@ obbiettori/rici, sono tutti atteggiamenti che considero inaccettabili.

    • ” non riesco a non provare rabbia nei confronti di chi pensa di avere il diritto a decidere della vita di altr@”
      “orrendo terrorismo psicologico propagandato dagli/dalle antiabortist@”
      Scusa, ma decidendo prima di volere un figlio e poi ripensandoci, non ha precluso una persona della sua libertà due volte prendendo lei una decisione?
      Capisco che la situazione non sia mai facile, e sono solidale con lei che vivrà con il rimorso di non conoscere suo/a figlio/a per tutta la vita, ma tu sbagli di brutto: arriva un punto, e lei l’aveva superato, in cui il diritto di scelta deve cedere il passo con il più importante diritto di vita.
      Se la verità, ovvero la soppressione di una vita umana dà fastidio, non è colpa degli antiabortisti: è la realtà, nuda e cruda. O vogliamo imbottirci la coscienza sminuendo la gravità del fatto?

  2. Leggendo questa esperienza mi è rimasto l’amaro in bocca nei confronti dell’ostetrica e dei medici stronzi. Non sono situazioni facili e sarebbe auspicabile maggiore solidarietà e comprensione.

    • Ho un grande sogno che è quello di diventare un’ostetrica.Come sono stata trattata io,essendomi trovata nella sua stessa situazione fisica,non voglio che mai nessuna donna si senta una persona orribile se dve abortire. Io ho preso l’RU a pasqua e per fortuna che c’era un’ostetrica disposta a farlo,a pasqua. È già un’esperienza orribile di per sè e non mi serve una/uno che mi giudichi perchè scelgo di usufruire dei miei diritti. Io sono libera di scegliere in questo paese e dovrebbe essere così ovunque. La chiesa e i moralisti dovrebbe rimanere fuori dagli ospedali e i professionisti sanitari,se non sono d’accordo con l’aborto allora che si facciano un grosso esame di coscienza. E se si rendono conto di non poter accettare questa legge,che vadano a fare altro nella vita. Di moralisti ne abbiamo abbastanza. Sinceramente mi diverte che mi sia accaduto a pasqua,perchè ho voluto vedere le loro facce che mi disprezzavano con ogni cellula del loro corpo. Io non diventeró mai così. Voglio stare con le donne,che è quello che dovrebbe fare un’ostetrica,e accetto tutte le scelte che fa senza giudicarle. Le daró la mano,le guarderó in viso e le tratteró come persone che hanno diritto di fare delle scelte,le informeró e le conforteró se ne avranno bisogno.

      • Credo che in generale sarebbe bello se la sanità venisse depurata da tutta una serie di meccanismi e di personaggi che l’hanno ridotta ad uno stato pietoso. Quindi ben vengano sopratutto persone che affrontano questo lavoro in modo umano. Di moralisti(spesso finti) e di affaristi non ne abbiamo bisogno. Ti auguro di riuscire nel tuo intento!

  3. leggendo questa testimonianza noto ancora una volta che di anticoncezionali, di prevenzione, non si parla quasi più, la 194 è ormai misconosciuta nei suoi contenuti, soprattutto nei suoi principi ispiratori che erano quelli di eliminarlo l’aborto, l’aborto come diritto e basta.
    Sconfortante, al di là delle storie personali sulle quali è buona norma non dare giudizi.

    • Dany, hai almeno letto prima di commentare? Perché due sono i fatti che possono averti suscitato questo commento: l’hai letto e non hai capito, non l’hai letto e ti è bastato il titolo.

       

  4. ciao, vi racconto la mia interruzione farmacologica di gravidanza, che ho completato ieri.
    Ho letto le peggiori storie su internet, forse solo chi ha avuto esperienze complicate ha sentito la necessita di scriverle, così quando sono andata in ospedale ero pronta a emorragie infinite, dolori lancinanti, avevo con me 20 assorbenti super notte e tre pantaloni da cambiare nel caso mi fossi sporcata. ero pronta all’apocalisse, perchè queste erano le storie che avevo sentito in rete. ma partiamo dall’inizio

    ho un ritardo di 5 giorni, cosa assolutamente improbabile per me che sono come un orologio svizzero, con un ciclo esatto di 28 giorni, che al massimo arriva in anticipo piuttosto che in ritardo.
    compro il test di gravidanza, sperando che il ritardo sia dovuto al jet lag essendo appena tornata da un lungo viaggio intercontinentale. invece il test mi dice che sono incinta.
    panico.
    non ci penso neanche su, so già la risposta: non intendo portare davanti la gravidanza. sono single, sono disoccupata, non ho genitori o nonni che potrebbero aiutarmi, non ho un posto in cui vivere perchè sono appena rientrata in italia in vacanza e sto per tornare all’estero, in un altro paese in cui partirò da zero. e’ difficile già da sola, figuriamoci da incinta. e se decidessi di rimanere in italia? sarebbe comunque la stessa situazione, con l’aggravante che non riuscirei mai a trovare lavoro. insomma no, non penso neppure all’eventualità di procedere con la gravidanza, inizio a informarmi su come interromperla.

    ricerca google: consultorio e interruzione di gravidanza.
    trovo il numero del consultorio della città in cui mi trovo (tra l’altro non ho la residenza nè in questa città, ne in questa regione, ma non importa, il sistema nazionale sanitario è unico, potete farvi seguire da chi volete).
    –è giovedì–
    chiamo, spiego la situazione, mi chiedono l’ultimo ciclo quando è iniziato, 5 settimane fa. mi dicono che fino a martedì non hanno un medico disponibile, di provare a chiamare l’altro consultorio della provincia.
    chiamo il consultorio di verbania, mi dicono che anche loro non hanno medici disponibili in questi giorni, ma mi dicono anche di andare direttamente all’ospedale CASTELLI di verbania, perchè li possono farmi il certificato di interruzione di gravidanza.
    chiamo l’ospedale, per vedere se c’erano in turno medici non obiettori e mi dicono di andare verso le 13.30
    arrivo in ospedale e mi fanno un’eco. non si vede niente, chiedo se posso fare le analisi del sangue BETA, mi dicono di no, di tornare lunedì. Chiedo al medico se posso ancora sperare nel ritardo del ciclo, mi risponde che il test di gravidanza se è positivo non si sbaglia.
    mi dice inoltre che in quell’ospedale si pratica l’urgenza quando si è sotto alle 7 settimane di gravidanza, per poter fare direttamente l’aborto farmacologico.
    torno lunedì per una nuova eco, non si vede niente, mi fanno le analisi beta e dopo circa un’ora e mezza ho il risultato: incinta… ma va?
    mi fanno di nuovo l’ecografia, con un’altra macchina e questa volta si vede chiaramente la gravidanza di 5 settimane. i dottori tra l’altro discutono sulla macchina dell’altra stanza, che e’ costata un sacco di soldi e non funziona bene. io mi chiedo per quale motivo mi sia stata fatta l’eco con quella macchina per ben 2 volte, se tanto sapevano che non funzionava. e va beh!
    mi rimandano dall’infermiera per un ulteriore prelievo, questa volta analisi complete per vedere se sto bene e per scoprire il mio gruppo sanguigno, nel caso avessi bisogno di una trasfusione.
    il dottore mi chiede se voglio iniziare subito il trattamento farmacologico o se voglio tornare un altro giorno, decido di iniziare subito.
    prendo 3 pastiglie di mifégyne e mi tengono un’ora in reparto per vedere se c’e’ qualche problema. tutto bene, niente nausea, mi dimettono e mi dicono di tornare dopo due giorni per il secondo trattamento. queste pastiglie servono a bloccare la gravidanza.
    non ho nessun sintomo fino a MERCOLEDì pomeriggio, quando inizio a perdere un po di sangue, ma proprio poca roba. indosso un assorbente di quelli piccoli fino alla mattina del giorno dopo e non è pieno neanche a metà.
    MERCOLEDì
    torno in ospedale alle 8.30 del mattino, mi fanno firmare ulteriori scartoffie e mi fanno accomodare in una stanza con un’altra ragazza che farà l’interruzione con me, ci dicono che possiamo usare il letto perchè potremmo stare molto male, ci dicono che possiamo chiedere degli anti dolorifici nel caso i dolori fossero troppo forti, ci hanno fatto portare assorbenti esterni maxi e il pigiama. io conoscendo i miei cicli abbondanti, e dopo aver letto delle inondazioni di sangue provocate dalla RU486, mi ero preparata uno zaino con 3 cambi e 20 assorbenti per la notte.
    ci danno due pastiglie e dicono di non bere per mezz’ora, le buttiamo giu e aspettiamo.
    dopo circa 10 minuti inizio a sentire un leggero mal di pancia, dopo 20 minuti i dolori si intensificano e inizio a tremare. penso di avere brividi di freddo ma forse ho solo le gambe che tremano, in realtà sento caldo. saranno le contrazioni indotte dal … che ci hanno dato?
    dopo un’ora vado in bagno, assorbente pulito. faccio la … dopo vedo scendere grumi di sangue.
    torno a letto, ogni ora vado in bagno, sempre la stessa storia, assorbente bianco, grumi che scendono dopo la … che diventano sempre di più. mi chiedo ogni volta se è l’espulsione del mio feto.
    passano 3 ore e torna l’infermiera, non ci chiede come stiamo o come sia andata, ci da altre 2 pillole e ci dice di nuovo di non bere o mangiare.
    questa volta non sento niente per un’ora e poi inizia un mal di pancia un pò più forte.
    la situazione assorbente e grumi è sempre la stessa. mi preoccupo un pò perchè l’altra ragazza continua a cambiare l’assorbente e il mio è ancora bianco, penso che magari lei ha fatto l’espulsione e io invece no.
    dopo qualche ora passa un’infermiera a controllare pressione, febbre e battiti, non dice niente, non mi chiede come va.
    tutta questa indifferenza mi stupisce un pò. ma almeno nessuno ci ha trattato male, come ho letto su diversi forum che parlano di ivg.
    alle 5 del pomeriggio ci fanno l’eco di controllo, la fa prima l’altra ragazza e dice che non ha espulso tutto il materiale, deve rimanere ancora li e le faranno un’iniezione.
    vado a fare la mia eco abbastanza preoccupata, pensando che se lei non ha espulso, figuriamoci io col mio assorbente bianco!
    e invece io ho espulso la maggior parte del materiale.
    la dottoressa dice di fare un test di gravidanza di controllo fra 3 settimane e un’ecografia tra 40 giorni, comunque non prima di un mese perchè sarà inutile. mi sembra un po strano, su internet avevo letto che andava fatto un controllo dopo 14 giorni, quindi per scrupolo una visita me la prenoto.
    torno a casa da sola, prendo un autobus e faccio un viaggio di un’ora e mezza, vado a cena con un’amica.
    insomma tutto bene, sto bene. ogni tanto un pò di mal di pancia, l’assorbente è sempre bianco e vedo sangue solo quando vado in bagno.
    fine della storia

    • Ciao scusa davvero se ti disturbo ma abito pure io nella tua stessa zona e ho paura di essere incinta. Ho 19 anni e tra pochissimo parto per un anno all’estero. Sono 8 giorni di ritardo. Io non ho mai avuto un ciclo irregolare sempre perfetto e sono davvero in crisi…come ti sei trovata li al Castelli? Ho davvero molta paura anche perché quell’ospedale lo odio. Fanno entrare con te un’ amica? Sono davvero disperata..

  5. PRO ru486 says:

    Ho letto la tua esperienza, ammetto che mi sono venuti i lacrimoni ripensandoci… no, non ne sono pentita, avrei solo la voglia -come sto facendo adesso- di parlarne da dicembre ’13.

    Mi accorgo del ritardo, impossibile.. come per l’altra ragazza ho un ciclo che ci puoi rimettere l’orologio e confido alla mia migliore amica che sono sicuramente incinta: me lo sento.
    Prendo coraggio e faccio il test, positivo e si alternano un triliardo di emozioni.. gioia paura terrore e Consapevolezza.

    Nei giorni che seguono il mio ragazzo (ormai compagno) mi accompagna al Consultorio di zona dove parlo con una ginecologa che mi da le informazioni per l’interruzione e mettendomi una sacrosanta fifa addosso “negli ospedali ti tratteranno malissimo per questa scelta ma tu non dargli retta”.
    Evviva.

    Mi informo quindi su internet sulla pillola abortiva che mi aveva accennato e non volevo altro, il raschiamento mi metteva paura, troppa e trovo che al San Camillo di Roma era possibile ma solo per 4 pazienti al giorno per via di non so che legge… Morale, parto la mattina e alle 5.30 e mi reco alla struttura… ero la terza in fila tutte li al freddo, al buio ad aspettare le 8 che aprissero. Indecente ma ero la terza.

    Mi fanno le analisi del sangue, parlo con la psicologa, misurano la pressione, l’ecografia (era di 3 mm) tutte Estremamente dolci, cortesi mi sono sentita “coccolata” era sbagliato ma ero tranquilla, davanti a me le mie “compagne” accanto a noi donne, ragazze e anche ragazzine a fare controlli, visite, interventi.. troppe… alcune troppo giovani.

    Torno una seconda volta, con appuntamento sempre all’alba a prendere la pillola… me ne danno una da prendere a casa e poi ancora torno dopo 3 giorni a prendere l’ultima parte supervisionata, nuova ecografia (6 mm e non volevo saperlo eppure l’ho guardato) ci danno l’acqua le compresse e ci dicono di stare tranquille sul letto, parliamo un po’ di noi… delle scelte fatte arrivano i crampi e corro in bagno, avete presente Dexter quando resta nel container con la madre morta? Ecco… ho passato più tempo a pulire che a stare seduta.
    Alla fine torno a letto, stravolta e resto nonostante loro vadano via tutte, l’infermiera mi chiede come mi sento e di restare finché ne ho voglia.

    Torno dopo 15 giorni per l’ecografia, sto bene nonostante tutto e quando esco dalla stanza sento invece che una ragazza ha avuto problemi con l’intervento e che lo deve ripetere.
    Penso immediatamente a quante metastasi si possano formare con un intervento mal riuscito e non controllato a dovere ma non voglio saperne altro.

    L’abortire per una donna non è mai facile, ci sottoponiamo a uno stress infinito di menzogne di dolore di tutto, eppure altre persone che nemmeno ci conoscono si sentono in dovere di giudicare, spesso Uomini. I peggiori, gli uomini di chiesa.
    Ma se diventa troppo facile ci si sente in diritto di abusarne… forse è meglio così.

    • Ciao.. Sono tristemente davanti a la scelta di dover interrompere la mia gravidanza ho 5 settimane e sono consapevole di fare la Ru..Il mio sono andata al belcolle senza sapere che rientravo nei termini della Ru e mi hanno rinviata al San Camillo.. Mi potresti dire in quale ospedale lo ai fatto tu?? Sono confusa perché leggo tante brutte storie sulla web che mi spaventa.. Grazie del aiuto.. Anna

  6. Anche io sono stata contro l aborto ho 38 ani nessuna interruzione di gravidanza poi ho deciso dopo 17 ani di avere un altro figlio così sono rimasta incinta,infratempo e venuto a mancare mio marito scopri di essere incinta purtroppo rimasta sola e con altri due figli da mandare avanti con tanta sofferenza decisi di interrompere la gravidanza …mio ginecologo mi propone la pilola visto che avevo 5 settimana così sono andata in ospedale ho fatto gli esami del sangue e dopo un ora ho presso le due pilole ,sono rientrata a casa ero così sofferente e disperata che non vivevo più ero assente in tutto anche con gli miei figli….secondo giorno mi vengono le mestruazioni ginecologo mi dise di non preoccuparmi .{ci vediamo domani mattina in ospedale)mi fa un ecografia dopo l infermiera mi inserisce la ovulo mi stendo sul letto nessun sintomo nessuna sensazione per 2 ore dopo di che iniziano le contrazioni e coro al bagno inizia l eliminazione dopo l infermiera mi fa un antidolorifico continua la eliminazione dopo 8 ore il ginecologo mi fa un altra ecografia embrione non c’è più …rientro a casa solo con gli dolori mentali….la pilola nulla da dire nessun fastidio nessun dolore non sono mai stata sola …Grazie al personale medico per tutto il sostegno ….

    • Vorrei raccontare anche io la mia esperienza riguardo l ‘aborto per una serie di motivi : si leggono molte cose su internet sull’aborto, e devo dire che gran parte sono delle cazzate. Appena l’ho saputo ovviamente sono andata a vedere su internet e mi sono spaventata a morte per quello che ho letto. Voglio aiutarvi raccontando la totale verità al riguardo, nell’intento di alleggerirvi i pensieri e incoraggiarvi a mantenere la calma.Inanzi tutto sono molto giovane, ho 19 anni e penso che le ragazze giovani come me difronte a una situazione del genere possono prendere decisioni affrettate dettate dalla disperazione e dall’istinto incline a fare cazzate che,senza fare le superdonne, ognuna di noi ha a 19 anni. La prima cosa da fare è condividerlo con qualcuno, non affrontare tutto questo da sole. Io personalmente appena l’ho saputo non volevo dirlo a nessuno, ero convinta di poter gestire tutta questa situazione da sola ma ovviamente mi sbagliavo e lo dissi a mia madre. Senza coinvolgere nessun’altro, amiche, parenti, sorelle… nessuno, io e lei come sempre.
      Tutto iniziò poche settimane fà… è abbastanza recente come cosa, ho abortito l’altro ieri.
      Preoccupata dal mio ciclo inesistente sono andata a fare una visita ginecologica. Dopo i vari controlli il medico mi ha comunicato il fatidico verdetto.Ero spaventata a morte perche il feto era già di 10 settimane, ma allo stesso tempo ero anche un pochino sollevata nel sapere che ero ancora in tempo anche se al limite. Senza esitare abbiamo chiamato l’ospedale per prendere l’appuntamento, subito gli ho detto che dovevamo fare in fretta, e loro non ostante ciò me l hanno dato una settimana dopo, sospetto per cercare di dissuadermi dall’aborto. Quando sono andata in ospedale, e credetemi vorrei tanto fare il nome, ma per salvaguardarmi non lo farò,ho parlato inizialmente con due persone abbastanza anziane, sicuramente megere di chiesa. Cercarono di dissuadermi dal farlo ma io ero irremovibile e quindi le ho stoppate subito anche con aria scocciata perchè sinceramente certi loro discorsi mi hanno dato fastidio. Subito dopo feci la visita col gine e mi visitò. Anche lui mi trattò male, cercando di spaventarmi. mi ha detto tutta una serie di cose orribili che sarebbero successe ovviamente falseprendendo questa pillola. mi disse anche che ci si può rimettere la vita. Non cercò assolutamente di mettermi a mio agio anche se ero disperata e in lacrime. ma non ostante tutto sono andata avanti. Mi ha dato le tre pillole e sono tornata due giorni dopo per il ricovero. Io non so se anche a voi vi è successo, ma a me mi hanno messo nel reparto gravidanze, insieme a tutti i palloncini giocattoli cartelli e quant’altro riguardo la gravidanza e su quanto è bello essere madre. Ero circondata da neo mamme e future mamme, dai loro bambini in fasce e dai costanti pianti. E se devo essere sincera non mi è piaciuta come cosa, l ho trovata abbastanza fuori luogo. Mi sono sistemata in camera e è arrivato il famoso superginecologo che per l’ennesima volta cercò di convincermi con il suo atteggiamento disapprovatorio a non abortire, e a una domanda che mi ha mamma gli ha fatto, lui senza neanche rispondergli, gli ha detto che lui era un obiettore di coscienza e se ne è andato. MI ha dato le due pillole iniziali, dopo di chè totalmente abbandonata a me stessa. Dopo poco ho iniziato a sentire dei dolori, che si facevano sempre più forti, ma non ho chiesto antidolorifici perchè ho una grande soglia del dolore, essendo il mio ciclo uno strazio, tra vomito crampi e svenimenti.infatti devo dire che a quanto dolore me la sono vista peggio un paio di volte quando mi sono venute.Avevo anche io dei tremori, sudavo freddo e avevo tre coperte di lana adoosso e non ostante tutto avevo freddo e contemporaneamente sudavo. Dopo circa un ora e mezzo sono andata in bagno e il mio pigiama da rosa è diventato rosso, tantè che l ho dovuto buttare via, per non parlare del pavimento. Ovviamente sempre abbandonata a me stessa. Ho sentito un grosso peso che veniva giù, e subito ho pensato che fosse il feto perchè pesava veramente troppo. Senza guardare mi sono riseduta sul water e l ho scaricato. Ero sollevata perche apparte il sangue dappertutto è stato abbastanza facile. sono andata a chiamare l’infermiera per dirgli quanto era accaduto e lei dopo una visita mi ha detto che quella era placenta o un coagulo d sangue. Ho pianto perchè ho subito pensato che chissa quante ne dovevo prendere ancora per espellere il feto. Mi ridanno le seconde due pasticche, il dolore era più forte infatti ho chiesto l’antidolorifico, che tra l’ altro non ha fatto niente. Sono andata nuovamente in bagno e ho sentito qualcosa di diverso, qualcosa che non si staccava… e subito ho capito, non so perche, ma ho guardato, l ho visto. Era attaccato al cordone. mia mamma ha chiamato l’ infermiera (l’unica che mi ha aiutato) e ci ha pensato lei. Dopo un altra visita,ovviamente la mia solita sfiga, c’ era del materiale che era rimasto all’interno, allora mi hanno portato in sala operatoria per fare il raschiamento e devo dire che sono stati deliziosi, mi hanno aiutato, fatto sorridere. Mi hanno addormentato col gas e mi hanno svegliato subito dopo. E devo dire,che quel bastardo del ginecologo mi ha fatto prendere quelle pasticche con tutto quello che ha portato, non parlo di dolore, ma la mia gravidanza era avanzata e diciamo che non è stato bello sentire e vedere certe cose, quando potevo fare il raschiamento, infatti ve lo consiglio vivamente perchè vi addormentano, è veloce e devo dire che quel gas è stata l’unica cosa positiva della giornata. quando ti svegli ti senti rincoglionita ma allegra, tantè che presa dalla confusione mi hanno detto che ho fatto ridere tutta la sala operatoria perchè quando mi hanno svegliato avrei chiesto secondo loro se lo potevo rifare.Quindi il mio consiglio è di fare il raschiamento,se siete persone particolarmente sensibili nel vedere del sangue per evitare tutto il trauma psicologico che può portare l’aborto farmacologico…Ma ovviamente vi dicono di non farlo perchè è tutto un discorso di denaro. Detto questo personalmente mi aspettavo peggio, ma è stato facile anche se ero di 11 settimane quindi se siete all’inizio diciamo che la cosa è abbastanza facile. Però voglio dire una cosa a tutti questi dottori moralisti. Trovo vergognoso che trattate una ragazzina di 19 anni come un rifiuto umano, abbandonata totalmente a me stessa. Mi avete fatto sentire una persona orribile solamente perche voi siete degli ignoranti. Dovete aiutarle le persone, non innescare dei sensi di colpa, come dire che non è abbastanza difficile affrontare una cosa del genere. Totale disprezzo anche nei confronti delle infermiere, che vergogna vedere delle donne, delle madri comportarsi così…Mi avete giudicata , guardata male per un errore che può capitare nessuno è venuto a chideremi come stavo… nessuno si è preoccupato di mia mamma povera donna in ansia. e quando abbiamo dovuto passare la notte li nessuno ci ha portato coperte cuscini o spiegato niente. trattate come delle appestate. Certe persone dovrebero essere allontanate dagli ospedali. detto questo, ragazze non permettete a certe persone di giudicarvi o di farvi star male,camminate a testa alta che nessuno ha niente di cui vergognarsi. spero di avervi aiutato. e spero che la gomma bucata sia costata tanto al ginecologo!
      buona notte

  7. ottimo post penso l’abbia letto anche la ragazza 22enne alle prese con l’invg e da come scrive penso sia nei tempo per la ru 486 .. da come descritta sembra meno impattante, ma come scritto molto dipende dal rapporto con il proprio corpo .. e ovviamente dalle settimane di gravidanza

  8. Sei stata molto coraggiosa! Spero ora la passi un pochino meglio .. in bocca al lupo per tutto! Io penso che per abbattere questi finti moralisti dovremmo essere tanto sfacciati è maleducati come loro.

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  1. […] scrivo perché ho letto la testimonianza sull’aborto farmacologico, e vorrei condividere con voi la mia esperienza con l’aborto chirurgico. Avevo 23 anni quando […]

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