Il lato oscuro del giornalismo: la carica dei 101 e le malattie veneree

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Sull’huffington post una donna riferisce qualcosa circa i risultati di una ricerca fatta a Boston dalla quale emergerebbe un risultato apocalittico. La fonte abolizionista (e figuriamoci) che riferisce di questi risultati dice che su 1200 uomini intervistati ben 101 sarebbero stati clienti di prostitute. Della carica dei 100 e 1 si dice che sarebbero “predisposti” alla violenza fino addirittura ad arrivare allo stupro. Ma il pezzo non si ferma qui. La ricerca svelerebbe che in “tutti” gli intervistati c’è traccia del germe violentemente mascolino. Privi di empatia, fanno sesso meccanico a pagamento, ma è una meccanicità dotata di disprezzo nei confronti delle donne. Non sanno instaurare relazioni vere, ‘sti zozzi vanno a puttane e poi contagiano le brave mogli con le malattie “veneree”.

Non soddisfatta l’autrice del post, galvanizzata da cotanta indignazione autoindotta, procede descrivendo i maschi, clienti, che tornano dalle mogli e le contagiano, come stupratori, infatti la maggior parte degli stupratori stanno in famiglia, no? E tutto torna. Poi però elenca nomi di donne, sex workers, picchiate e uccise lo scorso anno e compare frequente la descrizione di militari violenti. Ergo, giusto per seguire il flusso stereotipato dell’articolo, gli uomini, un po’ militari, che vanno a puttane, sono violenti ed è per questo che poi contagiano le mogli o le stuprano addirittura.

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Ci commuove poi con una parentesi dedicata alla sua traumatica adolescenza quando fu aggredita fisicamente da una persona “con disturbi psichici”. Da lì in poi ella ebbe timore a girare da sola e guarda con terrore la prospettiva di uno stupro. Infine somma alla questione un altro dettaglio imprescindibile. Datosi che le donne non denunciano spesso allora agli uomini che vedi in giro, un po’ militari e un po’ no, inclusi quelli con disturbi, privi di empatia, predisposti allo stupro, serial killer e portatori sani di malattie veneree, violenti anche con le mogli e comunque sia un po’ schifosi inside, non bisogna concedere un solo grammo di fiducia e bisogna cominciare a monitorarli per incrociare dati e analisi e fare emergere l’identikit del perfetto stupratore.

Ci sono voluti anni per capirlo ma per fortuna ce l’ha spiegato lei e da ora in poi siamo assolutamente al sicuro. Dunque, care donne, innanzitutto Dio non voglia che quando uscite incontrate uno di quei 100 e 1 che resta predisposto ma libero perché la legge non ascolta le donne e c’è chi insiste con quella maledetta regola che dice che prima di accusare una persona di un reato quel reato deve essere commesso. Ci fosse anche da noi un trio di Precog avremmo la nostra razione di intenzionalità criminali intercettate almeno un paio d’anni prima, perché per certe cose, noi donne lo sappiamo, basta il pensiero, no?

Allo splendido articolo di questa signora vorrei aggiungere alcuni passaggi che sicuramente troverete un po’ superflui ma è meglio non trascurare alcun dettaglio, non vi pare?

  1. quando si smetterà di giudicare gli uomini attraverso stereotipi sessisti e generalizzazioni sarà sempre tardi.
  2. Sarebbe utile anche evitare di straparlare di gente mostruosa e malata quando si parla di clienti perché, sebbene io sia certa che alcuni lo sono, non si può fare di tutta l’erba un fascio. Le analisi di abolizioniste schifate all’idea di pensare a donne che vendono servizi sessuali per libera scelta e a uomini/clienti (non mostri) che pagano quel servizio dimenticano di considerare le persone a prescindere da moralismi, pregiudizi e non tenendo conto di alcuna complessità.
  3. Sarebbe utile non porre stigmi sulla testa delle sex workers perché il mito della puttana che contagia l’uomo che contagia la donna è un po’ datato.
  4. Segue il quarto punto in cui mi assicuro di precisare che nessuno più di una sex workers pensa alla propria salute, rivendicando anzi migliori condizioni di lavoro, ché se le lasciamo in strade buie a far sesso sulla terra nuda non gli si fa un gran regalo.
  5. Essendo, perciò, che una donna pensa alla propria salute sono certa che avranno ben chiaro che o si fa con il preservativo o niente. In realtà ha più probabilità di essere contagiata la prostituta, tramite qualcuno che ha preso la malattia venerea dalla moglie (e anche la descrizione della moglie “pulita” vs puttana “sporca” è datata)
  6. Non ho ben capito il nesso – mi sono persa – quando ella scrive di 100 e 1 potenziali stupratori, dunque tutti i clienti sarebbero stupratori ed essendo i clienti maschi allora i maschi sono stupratori. O viceversa (maschi stupratori, poi clienti, poi 100 e 1)
  7. Avere una visione così tremenda di tutti gli uomini deve essere terribile. Le sono veramente vicina.
  8. Aver usato poi, in un solo post, per troppe volte, un riferimento a presunte malattie mentali dell’uomo cliente, del cliente e basta, dell’uomo e basta, direi che non gioca a favore dell’autrice. C’è un punto di non ritorno quando si cominciano a vedere mostri dappertutto. Posso consigliarle di parlare con donne che hanno magnificamente superato il problema.
  9. Mi preme dire che più che alla generica riabilitazione della figura del cliente (non spetta a me farlo) terrei molto a precisare che conosco uomini che si, hanno acquistato servizi sessuali, e si, rispettano le donne, e si, non picchiano nessuno, e si, sono predisposti solo a interessarsi a strane letture (ho sempre detto che anche loro saranno oggetto di una ricerca, vi scopriranno, ho detto, ma loro… niente).
  10. Vogliamo parlare del lato oscuro del giornalismo?

Comments

  1. Grande come sempre 🙂

  2. Quando scopriranno che anche le donne acquistano servizi da sex workers uomini si rischia di far partire un loop da far esplodere il cervello…

  3. Ma i commenti… vi prego, leggete i commenti a quell’articolo…
    :-O

    • Ho provato a commentare in modo “sensato”, ribattendo pacatamente – sottolineo il pacatamente – ad alcune parti del contenuto di quel post. Risultato? Insulti, acidità, finta compassione.

  4. dobbiamo chiedere a Roy gigolo di postare un pò di cose sulle donne che pagano
    per far schiattare ste signore

  5. Credo questo articolo mostri un lato della prostituzione: quella consapevole. Esiste però un altro lato della prostituzione. Quello di chi non si prostituisce per scelta ma per bisogno. Un esempio: alcune tossicodipendenti. Si prostituiscono per (tariffario alla mano) : una dose . Una pastiglia di “non so cos’era ma mi ha detto (lo spacciatore/cliente) che mi faceva sballare”. 15 euro. 8 euro se ho fretta di farmi una dose. 10 euro se ho fretta di farmi una dose e lui vuole farlo senza profilattico. Sì,perchè esiste una tipologia di uomo che va con quel tipo di prostituta ( che di attraente non ha proprio nulla) e paga 2 euro in più per poterlo fare senza profilattico. Non li conosco questi uomini , non riesco ad entrare nei loro ragionamenti. Però capisco che una tossicodipendente in crisi d’astinenza possa non porsi il problema del sesso consapevole . Quando,nell’articolo,citi il mito della prostituta che contagia l’uomo dandolo un po’ datato, un pochino sbagli. Dico “un pochino” perché è chiaro che non si può sapere se è stato il cliente a contagiare la prostituta o viceversa,dico “un pochino” perché,fortunatamente, la prostituzione consapevole prevede l’uso del profilattico,ma quest’altra realtà di cui sto parlando esiste.

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