Ho denunciato uno stupro ma per tutt* sono una bugiarda

Lei scrive:

“Archiviata.
La mia denuncia è stata archiviata.
Stamattina mi sono svegliata contenta, il lunedì non ho lezioni e posso dormire fino a mezzogiorno, studiare, passeggiare per la città con il bavero del cappotto sollevato per difendermi dal freddo pungente. Qua dove sto, a migliaia di chilometri da casa, l’inverno ottobrino è già arrivato e quando ne ho l’occasione mi piace mettere il naso fuori di casa per congelarmelo bene. Al pomeriggio, dopo la mia usuale camminata, sono tornata in studentato e ho trovato il pakistano e l’indiano in cucina, mi hanno offerto un tè caldo; abbiamo discusso di studi e famiglia, mi hanno chiesto ma come, a ventun’anni e con un compagno ancora non prendi la decisione di sposarti e far su famiglia?

Poi sul cellulare l’avviso di notifica di una nuova mail, ho fatto cenno di scusarmi ai due ragazzi e l’ho aperta convinta che fosse un’altra promozione di RyanAir (maledetta quella volta che non ho specificato di non voler ricevere tutte le offerte della compagnia), ma non era RyanAir. Era il mio avvocato, con tono abbastanza urgente mi scriveva che dovevo rispondergli il più presto possibile, dandogli un numero di telefono valido al quale potesse rintracciarmi, quello italiano è stato disattivato. Ha allegato un pdf. L’ho aperto con mani tremanti e una secchiata di acqua gelida mi è scesa dalla testa giù per la nuca, il collo, la schiena.

I PM hanno archiviato la denuncia che ho sporto mesi fa dopo una violenza sessuale. Non specificano il motivo, non credo sia necessario, probabilmente se lo chiedessi mi risponderebbero che “Non ci sono i presupposti”.
A maggio subii una violenza sessuale, da parte di un venticinquenne che probabilmente tutti definirebbero un “bravo ragazzo”: studente universitario, lavoratore, di aspetto piacente e sguardo carismatico. La dinamica dello stupro è a suo modo semplice: lui ubriaco, io pure, non ci siamo mai visti prima; ci scambiamo un bacio davanti al portone, sono così intontita che nemmeno me ne rendo conto. Entra in casa mia anche se cerco di impedirglielo, mi implora di fargli aspettare il primo autobus della mattina (è notte) e siccome mi fa pena lo faccio accomodare sul divano. Metto in chiaro subito: non voglio sesso, non voglio petting. Stop.

Lui però piagnucola, insiste, comincia a toccarmi e tra la nebbia etilica mi sento impotente e impaurita, non so che fare, perché continua anche se gli dico di no? Cerco di oppormi debolmente, ripeto il mio flebile “Non voglio!” più volte, lui mi ignora bellamente e continua a toccarmi e a obbligarmi a toccarlo, sono un ciocco di legno. Mi ribello solo quando tenta di penetrarmi; lui mi costringe a praticargli un rapporto orale. Rapporto che non termina perché la mia coinquilina apre la porta del salotto e ci intravede, facendolo scappare in fretta.

Poi, la paura, il senso di sporcizia e la sensazione che qualcosa dentro si sia strappato. Rabbia, lacrime, chiamo un amico e gli racconto istericamente quello che mi è successo. Si indigna, ma come, se gli hai detto no perché ha continuato?
Decido di denunciarlo. Un’amica si arrabbia perché, dopo averle chiesto di accompagnarmi dai carabinieri, mi ha risposto “Non posso, ho promesso alla coinquilina che uscivo con lei” e io me la sono presa. Nei giorni successivi litigheremo ancora, mi riempirà di insulti, ancora adesso non ci parliamo più, ed era una delle amiche a cui mi sentivo più legata.
E poi, avvocato, centro antiviolenza, psicologa. Spiegano che il mio è un caso limite, non c’è stata violenza fisica, né penetrazione, eravate ubriachi. Sei vittima, certo, ma sarà difficile. Perché non hai gridato? Perché non ti sei opposta con la forza?

Per settimane, nessun rapporto sessuale. Il mio ragazzo sa tutto, aspetta pazientemente che i fantasmi se ne vadano, ma ogni volta che sento le sue mani su di me ritornano i flashback di quella notte. La prima volta che provo a praticargli del sesso orale, un attacco di panico. Dopo due mesi riesco a lasciarmi andare al mio primo rapporto dopo la violenza e, al termine di tutto, scoppio in lacrime. Il mio coinquilino viene a sapere tutto e mi diffama, scrive ad altri che sono una che fa “pompini a random” per poi denunciare le persone in modo da non sentire più i sensi di colpa. Va addirittura dai carabinieri per testimoniare contro di me e riferire queste sue supposizioni.

A volte riesco a dimenticarmene, la mia vita continua, sono forte e tutto passerà. Altre, crolla tutto. Come ora, ora che i PM mi hanno comunicato che intendono archiviare la faccenda senza nessun processo.
Mi dico che è la cosa migliore, pensa se avessi dovuto continuare per chissà quanto altro tempo a mentire ai tuoi genitori, che non sanno nulla; pensa a come sarebbe stato raccontare tutto, di nuovo, rivivere dei momenti che vorresti solo dimenticare; pensa se l’avessero assolto dopo un anno di udienze, appuntamenti dall’avvocato, lettere, documenti.
Ma sono arrabbiata. Arrabbiata e delusa. Mi stanno indirettamente dando della bugiarda, non è forse così? Forse anche loro pensano quello che il demente decerebrato del mio coinquilino ha osato esprimere a voce alta, che io mi sia inventata tutto per chissà quale malsano desiderio di catarsi. Per loro non son vittima, sono una falsa. E quel venticinquenne di buona famiglia è un povero Cristo che deve subire le isterie di una ragazzina oppressa dal rimorso.
Non so cosa fare, ora. Mi sento persa, quaggiù.”

Comments

  1. Boh.
    Non ho abbastanza fantasia per capire come si faccia ad allungare le mani su una persona che ti dice di smetterla, come si faccia a non scappare dalla vergogna.

  2. Mi manda in bestia sentire queste cose!!! e poi ci dicono di denunciare!! ma se persine le donne continuano ad avere un amentatlita’ cosi’ bigotta come si fa a denunciare??? tanto non ascolta nessuno!!! (la tua amica e’ una emerita ST*****A!!!!!! e pure il tuo coinquilino si meriterebbe tanti di quei calci nel C**O!!!) ti mettono nella condizione di pensare che e’ quasi colpa tua perche’ ti ci saresti messo nella condizione da solo….IO POTREI ANCHE ANDARE IN GIRO NUDA, MA SE DICO NON MI TOCCARE NESSUNO DEVE AVERE IL DIRITTO DI FARLO!!!!!

    Mi dispiace davvero tanto per quello che hai vissuto. l’unica cosa che posso dirti e’ di cercare sostegno nei amici (quelli very!) e nel tuo ragazzo…e magari uno psicologo ti aiutera’ a affrontate la mancata giustizia…giustizia, una parola che e’ diventata sinonimo di ridicolo!

    • Eviterei di partire lancia in resta contro qualcuno. Nessuno di quelli che leggono questo testo da uno schermo può sapere se gli unici testimoni oculari o persone informate sui fatti abbiano deciso di non sostenere la versione che leggiamo qui per ragioni legate a un giudizio morale bigotto, per non avere grane, o magari lo abbiano fatto invece perchè sinceramente convinti di mettere nei guai una persona innocente. E non sto dicendo che lo sia o meno, ma non va dimenticato che si sta ascoltando una sola campana e non sarebbe assurdo che tutti qui possano essere convinti in buona fede delle loro posizioni e decisioni. Questa è anche la ragione per cui non avrei proprio il coraggio di fare paternali sulla giustizia a questa ragazza.

  3. Non ti stanno dando della bugiarda. Stanno semplicemente dicendo che comunque sia andata la cosa, tu non puoi dimostrarlo…e se non puoi dimostrare una cosa, giuridicamente non é successa e loro, giustamente, non possono comportarsi come se fosse successa.
    Dare credito a te significa poi dare credito a chiunque, per qualunque motivo, decida di denunciare qualcuno per un delitto così orribile.
    Io potrei svegliarmi un giorno e decidere che il mio vicino mi ha stuprata, così, semplicemente perché mi sta antipatico.
    Non é giusto che lui si debba difendere dalle mie accuse. Non é giusto che lui debba vedere la sua vita rovinata perché io ho deciso di aggredirlo in questo modo.
    Che a te sia successo davvero poco conta, dal momento che non puoi dimostrarlo. Sono solo parole.
    É orribile, ma purtroppo é la verità.
    La tua accusa non é stata accolta perché la nostra giustizia preferisce rischiare di avere 100 stupratori per strada con la fedina immacolata piuttosto che avere uno innocente in galera con accusa di stupro.
    Sicuramente adesso sei giustamente delusa e arrabbiata, ma a mente lucida, forse tra un po’ di tempo, capirai che é davvero giusto così.
    Meglio dei colpevoli per strada che un innocente in carcere!!

    • in breve Giustizia, Legge e Legalità non sono sinonimi.
      Quindi per prendere delle decisioni sul caso che si ha in studio si ha bisogno di elementi (prove). Nel racconto si parla di una donna che ha aperto la porta ed un maschio è fuggito. se ha testimoniato allora si potrà chiedere al maschio fuggitivo il perchè

    • E’ paradossale come sullo stupro non ci siano divisioni tra femministe “eretiche” e “ortodosse” e poi si leggano commenti come il suo Erica, di donne negazioniste sul fatto che “lo stupro altro non è che un processo più o meno consapevole di intimidazione con cui tutti gli uomini mantengono tutte le donne in uno stato di paura” e col quale il patriarcato perpetua il privilegio maschile, ovvero il movente della violenza sessuale che comprende anche la violenza istituzionale che obbliga questa ragazza a dimostrare la violenza subita, il cui il mandante, colto da tempo in flagranza di reato, come ci ricorda la Convenzione di Istanbul, è la classe sessuale maschile.
      La violenza sessuale non è solo il coito forzato ma anche ciò che subiamo quotidianamente in quanto donne e che limita la nostra autodeterminazione e solo noi possiamo svelarla tra le mille normalizzazioni. Per questo a volte ci riusciamo solo dopo, ripensando, ricordando e solo nella logica della cultura dello stupro si pretende una malintesa “oggettività” dalla donna che trova il coraggio di denunciare come ci ricorda la bella e lucida riflessione di Alessandra Pauncz https://abbattoimuri.wordpress.com/2015/07/27/firenze-la-ragazza-della-fortezza-siamo-noi/
      Riconoscere giuridicamente questo fatto è il cambio culturale da fare.

      Come ad altri le suggerirei questo post https://abbattoimuri.wordpress.com/2015/03/16/consenso-se-capisci-quando-lei-vuole-un-te-perche-non-sai-quando-vuole-il-sesso/
      ma come loro farebbe i soliti sofismi tipo: “si sa cos’è il consenso ma va dimostrato in aula che non c’è stato”, senza capire il punto, sostituendosi ai giudici tenendo ferma la logica della cultura dello stupro.
      Ma in questi spazi femministi invece “si ragiona non sulle questioni giuridiche, quanto sul più ampio scenario culturale che ha a che fare con lo stupro (che è un problema culturale prima ancora che penale)” come dice bene Antonella su FB, ecco perchè la manifestazione del Giorno della Fortezza “contrariamente a quanto hanno urlato e ripetuto allo sfinimento maschilist* ossessionati dall’assoluzione dei sei imputati, si riproponeva di mettere in discussione un impianto culturale e non già l’esito processuale” come dice la bella lettera di una manifestante. E pensare che basterebbe un po’ di logica e coerenza per capirlo https://www.facebook.com/AbbattoMuri/photos/a.415642955169537.89941.415529121847587/878021108931717/?type=3&hc_location=ufi
      E’ chiaro che non lo vuole capire cara Erica, ma su una cosa ha ragione: non conta ciò che è successo veramente. Ciò che conta è che potrebbe essere accaduto e che certamente sarà accaduto ad altre donne molte volte. Potrebbe fare l’ultimo passo. Se un deportato accusasse una SS della violenza che ha subito si metterebbe a fare sofismi sulla responsabilità personale di quella specifica SS nell’aver fatto soffrire quella specifica vittima? Non è forse evidente una responsabilità collettiva? Non è forse responsabile quella SS di ciò che compie la categoria di oppressori alla quale appartiene e della quale gode il privilegio e l’impunità?
      Ogni denuncia che non arriva a condanna rafforza la cultura dello stupro, il meccanismo principale della violenza maschile sulle donne e della loro subordinazione, perchè fa passare l’idea che la cultura dello stupro non esista e fornisce storie-icona alla mitologia delle false accuse. E questo ci riporta tutte ogni volta indietro di anni.
      Questa è la priorità che non vuole vedere, altro che evitare la galera a un “innocente”.

      Del resto Erica, senza questi presupposti che senso avrebbe pubblicare una lettera e farla rimbalzare in rete per svelare comunque la cultura dello stupro lasciando una testimonianza, un dubbio un senso di ingiustizia che crei una tensione per tentare di scardinarlo?
      Certo, quelli de “l’onere della prova spetta all’accusa”, essendone perpetuatori, ci vedranno uno stuzzicare i due minuti d’odio e processi pubblici sommarii per allentare la capacità critica. Penseranno che si voglia mandare qualsiasi violenza sessuale raccontata da una donna in risonanza con la storia-icona “processo per stupro” e trasfigurarla per sottrarla ad una analisi “razionale”, come quando scorrendo questi meme https://www.facebook.com/AbbattoMuri/photos/a.415642955169537.89941.415529121847587/856665984400563/?type=3 vedevano casi particolari a sè stanti, responsabilità personali dove l’accusa dimostra, la difesa tira finchè può, il giudice decide, confezionati a espediente retorico per contrabbandare emotivamente il caso di cronaca di allora come una replica di “processo per stupro” .
      Ma non è così.
      Questo è solo una proiezione della tattica della caccia alle streghe che il patriarcato scatena ancora contro quelle di noi che si ribellano alla stessa cultura patriarcale che porta quelli de “l’onere della prova” a credere che i loro stereotipi maschilisti siano l'”oggettività”.
      E’ necessario invece denunciare anche fuori dalle istituzioni maschiliste e patriarcali in spazi femministi che diano la giusta visibilità a queste storie e svelino la cultura dello stupro e la sua pervasività, e lettere come questa o come la Lettera della Fortezza lasciano il segno, predispongono le persone a vedere le cose come stanno veramente, secondo una giustizia purificata dalla cultura dello stupro.
      Iniziative come il “denim day” http://anarkikka.blogspot.it/2015/05/perche-non-ho-denunciato_57.html o come il progetto di Olga Ricci, raccolgono storie che entrano nei cuori, che sono arieti che alla fine sfonderanno anche le porte maschiliste dei tribunali patriarcali che oggi assolvono il carnefice e processano la vittima.
      Nel frattempo facciamo tesoro delle esperienze di lotta
      http://popoffquotidiano.it/2015/07/29/stupro-di-firenze-la-rabbia-delle-donne-contro-la-sentenza/
      e replichiamole: dieci cento mille volte Giorni della Fortezza! Se toccano una toccano tutte!
      Se non sarà giustizia, la nostra giustizia e non la giustizia patriarcale che ci tocca tutte quando pretende che la vittima subisca la violenza istituzionale di dimostrare ciò che ha subito, allora sarà vendetta e rabbia.

      A vergognarsi ad essere additati, a nascondersi dovranno essere i figli sani del patriarcato i loro mandandi e le istituzioni che li proteggono, e non chi subisce violenza!
      #nessunascusa

      • riassumendo sulla base di cosa Lei potrà riconoscere una accusa genuina di stupro da una falsa accusa dettata da vari motivi?
        credo che la storia della concezione dello stupro ci possa aiutare a capire lo scenario dell’ evento ma dubito che possa darci una scriminante sulla volontà decisionale degli attori coinvolti

      • “………………..Non è forse evidente una responsabilità collettiva……………”
        Il Processo di Norimberga è stato celebrato proprio contro le ‘responsabilità collettive’, i gerarchi nazi-fascisti furono chiamati ad uno ad uno proprio perchè aveva attuato un genocidio sulla base di un’accusa collettiva. ed il diritto neo-giusnaturalista nato proprio dal Processo di Norimberga sta proprio in questo: esistono colpe individuali e non colpe generiche attribuili ad un intero gruppo umano

      • Non ce la posso proprio fare. Anche se sono perfettamente consapevole che discutere con chi è la Voce dell’Unico Vero Verbo è tempo sprecato non ce la faccio a tacere di fronte alla caterva di insensatezze che ho appena letto. Sono talmente tante che non so da che parte cominciare.
        1) Io non vivo affatto nella paura degli uomini e di un loro presunto privilegio. Io cammino sicura per il mondo e parlo, rido, gioco e faccio sesso. Quel “tutte le donne” già cade miseramente. Forse nella paura ci vivi tu e di questo mi dispiace sinceramente, ma come già ti comunicavo, evita di appiccicare ad altre i tuoi sentimenti e le tue lotte e pretese.
        2) Non sta né in cielo né in terra che una donna debba essere creduta per il semplice fatto di avere una vagina invece di un pene. Un sistema giudiziario che si basi su questo sì che mi terrorizza!
        3) Non condivido una virgola di quello che dice la Sig.ra della lettera sul caso della Fortezza. Io non sono la ragazza della Fortezza ed anzi me ne dissocio vigorosamente, manifestando invece tutta la mia solidarietà ai ragazzi che sono stati accusati e che pur innocenti si trovano appiccato uno stigma immeritato dal quale non si libereranno se non a costi umani altissimi.

        • Mi spiace farla soffrire intellettualmente però mi creda: non ho cucito questo lungo commento per farle venire un crampo un testa. Mi sembra una persona che ama il rigore logico, perciò la prego, si prenda il suo tempo. Affronti una “insensatezza” alla volta in questa “caterva” (così vengono pure commenti corti), sono sinceramente interessata alle sue confutazioni puntuali. Dico sul serio. La sorprenderà, ma so anche ascoltare.
          Faccio anche a lei le domande che ho fatto ad Erica più sotto.

  4. Brighid, a parte che considero una mancanza di rispetto nei confronti degli altri costringerli a leggere commenti così lunghi, come se chiunque non avesse nulla di meglio da fare che passare ore a leggere commenti infiniti.
    Non ho letto tutto. Non condivido e non rispetto il tuo pensiero e non ho voglia di perdere tempo.
    Odio le donne che odiano gli uomini.
    Mi fa schifo un ragionamento che vuole a prescindere ogni uomo accusato di stupro dietro le sbarre (indipendentemente da che sia colpevole o meno) solo perché con il suo sacrificio speriamo di abolire la cultura dello stupro!!
    Ma che sto dicendo?? È ovvio che è colpevole!! È un uomo, quindi fa schifo ed è sicuramente uno stupratore, giusto?? Lei non potrebbe mai mentire!!! Le donne non mentono, sono tutti angeli!!!
    Svegliati per favore!!!
    Se ti vuoi sacrificare, sacrificati tu!!! Troppo comodo combattere le proprie battaglie sulla vita degli altri!!! Immolati tu per il bene comune!!!
    Io ho un padre, un fratello è un fidanzato. Li amo e sono persone meravigliose che mai tratterebbero una donna come un oggetto!!!
    Tante accuse di stupro sono fondate, altre no. Altre sono solo stronzate raccontate dalle donne per vendetta o per vergogna.
    Lo stupro c’è quando lo stupratore ha intenzione di stuprare, non quando il sesso è consenziente e il giorno dopo cambi idea!!!
    Mi dispiace tanto per questa ragazza!! Da ciò che dice è stata stuprata e non c’è dubbio, ma purtroppo non può dimostrarlo.
    Preferisco 1000 stupratori per strada (anche a costo di incontrarli io stessa) piuttosto che un innocente in carcere con la vita rovinata!!!
    Nessun accusato deve essere costretto a difendersi se non ci sono prove fondate contro di lui!!!
    Amo gli uomini e amo le donne.
    Disprezzo invece i sessisti e chi vorrebbe tutti gli uomini in carcere per principio perché sono uomini e quindi tutti possibili stupratori alla prima parola di una donna!!!
    Tu butteresti un uomo forse innocente in carcere solo per una guerra che combatti al caldo ciò da casa tua. Tu vorresti un mondo in cui qualunque donna può rovinare la vita di un uomo senza alcuna difficoltà. Tu vorresti un mondo in cui tutte le donne sono sante e tutti gli uomini sono mostri.
    Tu e coloro che la pensano come te siete peggio dei cattolici che bruciavano le streghe!!!
    Siete peggio dell’inquisizione!!!
    Siete una vergogna per il femminismo che lotta per la parità!!

    • non commento nel merito e vi lascio discutere ma sono completamente d’accordo con erica sul fatto che i commenti lunghi non sono l’ideale. tra l’altro io oggi ho avuto un po’ di tempo per leggerli prima di moderarli ma in genere non ho così tanto tempo e li lascio in sospeso per parecchio tempo perché proprio non ce la faccio. finisce che li cestino, con tutto il rispetto per chi si sforza di elaborare ragionamenti lunghi. prego usare la cortesia di abbreviare i commenti. grazie.

    • Nessuno la obbliga e a leggere i miei commenti e nemmeno a rispondere dicendo di non averli letti perchè le fanno schifo. Ma dato che risponde ed Eretica non entra nel merito ma ci lascia discutere mi dica..Secondo lei, qual è il senso di pubblicare queste lettere?
      Qual è il senso del “denim day”, di questa vignetta http://anarkikka.blogspot.it/2015/05/perche-non-ho-denunciato_57.html ? Qual è il senso del progetto di Olga Ricci “il porco al lavoro”? Qual era il senso della manifestazione del Giorno della Fortezza? Così… secondo lei. Con parole sue…

      • Qui il discorso non é sul senso di certe idee e di certe manifestazioni.
        Io odio gli stupratori e ho sempre pensato che anni (o, purtroppo troppo spesso, mesi) di carcere come condanna per gli stupratori siano un insulto nei confronti di chi viene stuprata.
        Io sono per la castrazione fisica, se non la pena di morte, in certi casi estremi.
        Per me lo stupro é un delitto peggiore dell’omicidio, perciò non stai parlando con una persona che banalizza la cosa, semmai stai parlando con una persona che, rispetto all’opinione comune, la amplifica.
        La cultura dello srupro esiste e va estirpata. Stiamo combattendo lo stesso male, la stessa “malattia mentale” che in un modo o nell’altro ci coinvolge tutti, semplicemente non mi piace come lo vorresti combattere tu.
        E “non mi piace” é un immenso eufemismo.

        • Se lei non nega l’esistenza della “cultura dello stupro”, allora credo che il discorso sia invece proprio nella risposta che lei ha evitato di dare a quelle domande sul senso di certe idee e di certe iniziative. Perchè vede, lei sa bene che l’errore giudiziario è sempre dietro l’angolo, e una sentenza è sempre più un compromesso con una realtà sfumata dalle interpretazioni che una luce accesa dalla “giustizia” sulla “verità”, ma sarebbe comunque disposta a infliggere la castrazione o addirittura la morte. Perciò vede che il punto del discorso, ciò che separa me da lei non è sugli scrupoli nei modi per raggiungere un fine? Se fosse questo “il discorso”, cosa la renderebbe migliore di me?
          Il discorso invece è che che lei, oltre a proporre modi inefficaci, non ha un’idea chiara di cosa dice di voler combattere, di cosa sia “cultura dello stupro”, di chi siano le femministe al suo fianco e quelle che “dovrebbero vergognarsi”, ma soprattutto di chi sia il suo avversario, perchè se per lei esiste la cultura dello stupro, allora non è una “malattia mentale” e non ci coinvolge tutti con lo stesso ruolo. “Rape culture” ha un significato preciso: non si può prendere il termine “plusvalore”, usarlo negando che una classe sfrutta l’altra e pretendere di fare discorsi sensati.
          Rispondere a quelle domande potrebbe aiutarla a schiarirsi le idee. Perciò le do una traccia, http://27esimaora.corriere.it/articolo/i-maschi-e-la-cultura-dello-stupro-che-avvelena-tutti-noi/?refresh_ce-cp
          Io credo che estirpare la cultura dello stupro possa essere approssimato così: passare da un mondo dove i maschi occupano il nostro spazio con la loro potenziale minaccia a un mondo dove i maschi temano anche solo di sfiorarlo. E’ solo un’approssimazione, ma che ne pensa?
          Le propongo ancora di rispondere a quelle domande dopo aver letto l’articolo di Zaron Burnett, un uomo fuori dal branco.

          • La differenza tra lei e me é che io preferisco uno stupratore con la fedina penale pulita e libero per strada piuttosto che un innocente in carcere con addosso un’accusa falsa e gravissima.
            A te invece degli uomini innocenti non te ne frega niente.
            Per te la parola delle donne é legge e, prorpio come hai detto, ad una accusa di stupro dovrebbe sempre seguire una condanna, indipendentemente da che lo stupro ci sia stato effettivamente o meno.
            Io sono per le punizioni serie, sí, ma quando c’è l’assoluta certezza del reato, non semplicemente basandomi sulla sola parola di una donna a caso, come faresti tu.
            Tu accetteresti che dei possibili innocenti vadano in carcere pur di combattere una battaglia contro gli uomini, che dovrebbero avere paura di invadere il nostro spazio personale, come se suscitare paura possa essere una cosa positiva.
            Il tuo pensiero é identico a quello dei cattolici che bruciavano le donne perché avrebbero potuto essere streghe, basandosi su accuse senza prove fondate, e che pretendevano che loro dimostrassero di non essere streghe…esattamente come tu pretenderesti che un uomo debba dimostrare di non aver stuprato una donna che lo accusa di stupro senza prove a suo carico. Assurdo.
            Dovrebbe giustificarsi senza nemmeno avere accuse fondate contro di lui. E perché? Un uomo qualunque vale forse meno di una donna qualunque?
            Fidati, il tuo pensiero sessista non ha niente in comune con il mio.

            • Va bene, se le fa piacere pensare che essere una garantista a favore di mutilazioni e omicidi giudiziarii la renda sostanzialmente differente da me glielo concedo. Lei è migliore di me.
              Le va ora di rispondere a quelle domande?

              • In ogni caso, le accuse vanno dimostrate.
                Se non possono essere dimostrate, io penso sia meglio evitare di farle.
                Quando il mondo sarà come vuoi tu, quando basterà la parola di un singolo qualunque a distruggere la vita di qualcun altro per sempre, allora potremo definitivamente asserire che in questo mondo é stata eliminata per sempre ogni traccia di giustizia!!

                Per quanto riguarda un altro pezzo del tuo discorso, non tutti gli uomini sono stupratori.
                Il tuo discorso é fuori dal mondo.
                Mi fa pensare a te come a una psicopatica estremista, che non riesce a rendersi conto che far pagare a qualcuno gli errori di qualcun altro é l’atto più ignobile e disgustoso che ci possa essere e no, non é un argomento secondario.

                Il fine non giustifica i mezzi. Mai!!!

            • Eric Lauder says:

              “Un uomo qualunque vale forse meno di una donna qualunque?”
              E’ una sensazione che molti uomini, una netta minoranza ma pur sempre molti, hanno.
              E’ una sensazione che credo sia destinata a crescere in futuro, notevolmente.
              Nei campus in California si deve chiedere permesso verbale per ogni singolo step del rapporto, e chiedere conferma che il consenso sia sempre valido, più volte, durante il rapporto. Altrimenti stupro. La legge yes-means-yes / SB 967 è di genere neutro. Chi deve fare queste continue ed innaturali ed umilianti richieste? Chi prende l’iniziativa. E’ un po’ come dire che deve farla il più alto dei due. Indovina chi è il più alto, quasi sempre?

              • Ma poi é assurdo.
                Sarà che io sono contraria ai rapporti occasionali per quanto riguarda la mia sessualità, ma per me “sessualità” é innanzitutto conoscenza e comprensione reciproca.
                Se sei empatico nei miei confronti capisci subito se una cosa mi piace o no, se mi infastidisce e quanto.
                A me uno che mi chiede il permesso per ogni singolo movimento “Posso toccarti i fianchi?” “Posso slacciarti il reggiseno?” “Posso toglierti i pantaloni?” mi farebbe passare ogni voglia in 3 minuti.
                Se sono qui e vedi che ci sto, vuol dire che puoi, altrimenti sarei già tornata a casa mia, o sbaglio??
                Il problema é proprio che sbaglio, mi sa…
                A volte le persone proprio non le capisco.

                • Eric Lauder says:

                  Condivido, anche a me il sesso occasionale non interessa, non solo per motivi puramente emozionali ma pure grettamente “tecnici” (con un* sconosciut* non potrei fare le cose che mi piacciono di più perché presuppongono piena fiducia, intimità e confidenza). Ma la SB 967 si applica anche nei rapporti di coppia. Tradotto in parole povere: vuoi svegliare il tuo convivente con una fellatio? E’ assalto sessuale, non hai richiesto preventivamente il consenso. Esci con lui, vai una festa, tornate a casa entrambi parecchio alticci e fate l’amore? Chi ha iniziato? Lui? E’ stupro. Ovviamente nella stragrande maggioranza dei casi nessun* denuncia nessun* ma di fatto quando fanno le statistiche ENTRAMBI questi episodi vengono conteggiati tra gli assalti.

          • cosa intente per “. Perciò vede che il punto del discorso, ciò che separa me da lei non è sugli scrupoli nei modi per raggiungere un fine? “

            • Il significato di quella frase grammaticalmente mal scritta è nel mio ultimo commento a Erica. Invece di pignolare sui dettagli, per curiosità…lei come risponderebbe alle domande che ho posto a Erica e alahambra1?

              • io sono siciliano, e di questi tempi sto studiando gli Shekeles, i proto-siculi di cui poco sappiamo. è certo però che fecero parte dei “Popoli del Mare”, una sorta di confederazione di popoli che a seguito di una carestia durata qualche secolo,e del crollo di alcuni apparati statali nel M.O., nel XIII secolo a.c. (1200 a.C. ca.) presi dalla fame tutti insieme assaltarono l’Egitto, all’epoca l’unico posto dove vi stava cibo a sufficienza. Gli egiziani del faraone respinsero l’assalto militarmente ma non poterono respingere l’assalto delle famiglie che si muovevano coi loro pochi averi sui carri trainati dai buoi e dove arrivavano aravano la terra per avere una nuova patria. Dopo quell’assalto il medio oriente non fu più lo stesso di prima.
                Noti qualcosa di differente in merito alle storia del 2015 d.C. nel mediterraneo?
                la ‘cultura dello stupro’ decritta in quel post l’ho interpretata come nessuna nuova sotto il sole, ma stavolta in versione sessista.

  5. Strano, ero convinta che il mio commento non fosse arrivato.
    Lo avevo mandato, ma non compariva tra i commenti in sospeso, così ho provato a rimandarlo più volte, poi mi sono arresa.
    Mi scuso se ti ho intasato il sito con 300 commenti uguali. Evidentemente la mia connessione non funziona bene!!!
    Ti auguro buona serata e ti ringrazio per il tuo prezioso lavoro!!

    • non preoccuparti. come dicevo oggi ho avuto un po’ più di tempo e ti ringrazio molto per essere così rispettosa della netiquette e nei miei confronti. ho pubblicato tra gli altri il commento che mi sembrava riassumesse tutto ciò che volevi dire e cestinato gli altri. spero di aver scelto bene. un abbraccio 🙂

      • Hai fatto bene!!!
        Anzi, anche troppo!!! Io mi sarei irritata così tanto che avrei cestinato tutto per principio!!
        Sei stata anche troppo brava e paziente, ti ringrazio molto!!
        Buona serata e un abbraccio anche a te!! 🙂

  6. A me non interessa essere migliore di nessuno.
    Io credo nel punire i colpevoli dei crimini quando quei crimini sono certi oltre ogni dubbio, non nel punire gli innocenti per una causa superiore!!
    La differenza sta in questo e il punto per me é solo questo.
    Non ho capito cosa mi stai chiedendo. Che cosa vuoi sapere? Se secondo me c’è una responsabilità collettiva? Se per questa responsabilità collettiva merita di essere punito ogni singolo a discrezione di ogni donna, onesta o non onesta che sia?
    Ti rispondo no ad entrambe le domande.
    La responsabilità non é mai collettiva.
    La responsabilità collettiva non esiste.
    Esiste la responsabilità dei singoli. Se pure questo singoli fossero tantissimi non si potrebbe comunque allargare la responsabilità a ogni singolo presente al mondo. Non siamo tutti uguali e io non voglio essere inclusa in nessun tipo di collettività. Io sono un singolo che giudica gli altri come singoli. Disprezzo chi nasconde i propri difetti e i propri errori dietro a quelli di una presunta collettività che in qualche modo li priva di responsabilità!!

  7. Per me il punto non è se questa lettera sia “vera” o “falsa”. Il punto è che né noi né, cosa molto più grave, le forze del’ordine e i magistrati, abbiamo gli elementi per stabilirlo.Questo perché viviamo in una cultura in cui
    1) è molto facile stuprare, perché le vittime non si ribellano, si paralizzano, hanno paura a essere “cattive” e dire all’ubriaco di turno di arrangiarsi e che se ha fatto tardi non può pretendere di dormire a casa loro, hanno paura a urlare e svegliare tutti perché poi passano per “isteriche”. Insomma, una cultura in cui alle donne è insegnato, in tanti modi, a essere remissive e a non far valere la propria volontà e i propri diritti, per non passare per “cattive”, “egoiste”, “stronze” o, peggio di tutto, “femministe”.
    2) è molto facile farla franca, perché la donna che non ha urlato, non ha fatto la “stronza” o “l’isterica” a quel punto viene fatta passare per consenziente, dallo stupratore e dai suoi avvocati. Perché si pensa che gli stupratori siano degli esseri alieni, preferibilmente stranieri e non, spesso, “bravi ragazzi” ai quali è stato insegnato che le donne vanno “convinte”, che accettare un no “è da froci” , che se ti ha provocato mica puoi trattenerti ecc. ecc. Per un ragazzo come il coinquilino della lettera è più facile pensare che la sua amica sia una pazza, piuttosto che rendersi conto che “uno come lui” è uno stupratore. Perché si pensa che le donne facciano brutta figura se hanno fatto sesso e debbano riabilitare la propria immagine inventandosi uno stupro, anche se in realtà avrebbero tutta la convenienza a star zitte, visto che le accusatrici sono ancora sottoposte a una vera e propria character assassination.
    3) ogni tanto qualche pazza (credo un caso su mille o giù di lì) c’è davvero, accidenti a loro e alla loro convinzione, assurda, di riabilitare la propria immagine.

    Più che del singolo caso, mi sembra utile parlare di come fare a cambiare questa cultura, che mette noi donne in una situazione senza uscita: se facciamo valere i nostri diritti e la nostra volontà (quando è materialmente possibile) siamo delle “stronze” e delle “isteriche”, se chiediamo giustizia idem.

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  1. […] Ho denunciato uno stupro ma per tutt* sono una bugiarda – Al di là del Buco simply_publisher = 9531; simply_domain = 10968; simply_space = 141625; […]

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