Annunci

Il maschilismo delle abolizioniste della prostituzione

Lei scrive:

“Cara Eretica, sono una ragazza di vent’anni; seguo “abbatto i muri” da moltissimo tempo e ammiro davvero immensamente ciò che fai, e ci terrei a raccontarti (e a raccontare a tutt* quell* che seguono la tua meravigliosa pagina) ciò che mi è accaduto un paio di giorni fa.
Ero in classe, a scuola (ho perso un paio d’anni), ed è nata una discussione sulla prostituzione alla quale io ho ovviamente preso parte, poiché il tema mi sta molto a cuore e nel mio piccolo mi batto sempre a favore dei diritti dei/lle sex workers.

Sono rimasta scioccata e allibita nell’ascoltare il punto di vista di quasi tutte le mie compagne, le quali considerano la prostituzione (si parla di sex working volontario, ovviamente) come un lavoro intrinsecamente umiliante e disumanizzante perché la scelta della donna non può mai essere del tutto consapevole davanti ad una cosa del genere, all’enorme mostro che sarebbe il mondo del sesso inteso in un senso diverso rispetto ai comuni e noiosi amplessi a missionario e alla comune concezione che si ha della sfera e della vita sessuale.

Hanno parlato di quanto sia brutta la mercificazione di un corpo femminile, e di quanto “andare con chiunque per soldi” faccia sentire una donna inconsciamente stuprata ogni volta. E che tutto questo a lungo termine causi irrimediabili danni psicologici. Io non sono riuscita a mantenere la calma e ho detto loro di uscire fuori dagli schemi che gli sono stati imposti, di smetterla di pensare al sesso in chiave cattolica (alcune di loro si professano pure atee, figuriamoci), e che non possono (nè devono) permettersi di universalizzare il loro punto di vista perché il sesso è qualcosa di enormemente soggettivo.

Mi hanno dato della maschilista (“ma come, tu difendi tanto i diritti delle donne e poi vai a dire che la prostituzione non è umiliante…”) e mi hanno detto che siccome sono lesbica non posso comprendere appieno il rapporto di forza che esiste sempre nei rapporti sessuali uomo-donna; e io per tutta risposta ho detto loro che di sicuro il mio femminismo non è quello convenzionale e stereotipato, ma le maschiliste sono loro che non riconoscono alla donna la totale capacità di scegliere consapevolmente riguardo se stessa e il proprio corpo.

Ho detto anche che per me “femminismo” vuol dire, tra le tante cose, ribadire e rispettare sempre la libertà di scelta che le donne hanno riguardo se stesse in quanto esseri umani del tutto autonomi e completi. E che il fatto che io sia lesbica non è determinante per la comprensione dell’argomento di cui parlo. E loro alla fine mi hanno chiesto se io mi prostituirei mai. Ho risposto di sì, che è la pura realtà.

E una di loro mi ha chiesto cosa ci stessi a fare a scuola ad istruirmi, allora, se nella vita aspiro a cose di così basso livello.
E, detto tra parentesi, tutti i ragazzi della mia classe erano invece d’accordo con me.

Inutile dirti che tutto questo mi ha amareggiata parecchio e che la rabbia mi aveva quasi offuscato il cervello. Perché esiste questa categoria di donne che, pensando di valorizzare il proprio genere di appartenenza (parlo di genere biologico, s’intende), non fa altro che ricondurre la concezione della figura femminile ad un ruolo di subordinazione rispetto all’uomo? Perché vedono la donna come un essere che non è in grado di scegliere con totale consapevolezza di condurre una vita in stretto rapporto con la sfera sessuale? E se gli sbatti in faccia la realtà hanno pure il coraggio di incazzarsi e dirti che sei tu ad essere maschilista.
Io davvero non capisco.”

Annunci

Comments

  1. sono rimasto basito dalla lettura di quest’articolo.
    perchè invece di autoritarismo usano il termine ‘maschilismo’?
    sembrerebbe la dialettica fra due correnti di una corrente d’opinione,ma per insultarsi cosa usano? perchè il termine ‘maschilismo’ non è il termine speculare di ‘femminismo’……forse il maschio è l’origine dei mali?

    • Intende una certa immagine di maschio – che per sovra-estensione viene appiccicata a tutti i bipedi fallo-dotati? Per loro sì 🙂
      Così si auto-convincono di essere buone e diverse.
      E meritevoli di comportarsi in maniera altrettanto odiosa, per pareggiare i conti.

  2. Rossella Renosto says:

    Non riesco a capire una cosa: com’e’ che da femminista e donna che lavora con/per le donne ho conosciuto prostitute che hanno subito solo violenza, che hanno vissuto nella povertà’ assoluta e nel ricatto dei loro protettori e che hanno conosciuto clienti orrendi dei veri e propri violenti stupratori? Non ho mai conosciuto una prostituta felice di esserlo o esserlo stata. Fatalita’…..

  3. @l’autrice di questo post: benvenuta nel mondo “reale”, inteso come cultura dominante…e ho delle ulteriori brutte notizie: andrà peggio, nel senso che le “piccole donne” della tua classe cresceranno, ma dal punto di vista culturale probabilmente NON cambieranno i loro atteggiamenti e le loro impostazioni (io sono di almeno una generazione più vecchio di te e sono cose che ho visto con i miei occhi) , anzi…di solito diventan* ancora più rigid* ed ottus* con l’età…….bada bene, non ti sto dicendo queste cose per scoraggiarti!!!, al contrario vorrei stimolarti ad affrontare le difficoltà della discussione pubblica di certi argomenti dando per scontato gli atteggiamenti che hai descritto!…ma è proprio perché il “muro” sembra impenetrabile che bisogna opporcisi giusto?…il Generale De Gaulle era solito dire: “il destino ineluttabile di ogni fortezza è di essere espugnata….prima o poi…” 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: