Uomini, donne e pennuti: attent* a generalizzare (attent* a particolarizzare)

12083923_969530229771933_1528183162_ndi Gabriele

Questo è l’unico contributo che mi sento di offrire alla querelle sui maschi beta, maschi alfa, privilegio maschile, femminismo, antifemminismo, discriminazioni, e via dicendo.

Non racconterò la mia storia o le mie esperienze personali: in questo luogo non (mi) interessano.

Complessità.

Se la domanda è: ‘esiste il privilegio maschile?’ non so che rispondere. La prima cosa a turbarmi è l’articolo determinativo. Piuttosto che il privilegio maschile, mi sembrano esistere forme di privilegio maschile, o vari privilegi maschili che sono sempre legati dall’insieme delle loro relazioni con le altre forme di divisione e discriminazione: etniche, economiche, sociali, religiose, etc. Il privilegio maschile in Italia è, almeno in misura minima (ma perdonatemi, non so determinare quanto), diverso dal privilegio maschile in Ruanda. Se vogliamo identificarlo con una carattere di precedenza data al maschile a scapito del femminile, sta bene: ma parliamo di una tendenza generalissima che, in fin dei conti, dice molto poco sui modi concreti in cui questa discriminazione è articolata.

Queste altre forme discriminatorie (etniche, economiche, sociali, etc.) sono a loro volta plurali e sfaccettate. Si intersecano e si modificano in base ai differenti luoghi (non soltanto geografici), e ciò che risulta è una situazione di complessità nella complessità che si presta decisamente male a ogni tentativo di semplificazione. Gli individui, e le azioni degli individui, si situano sempre da qualche parte in questi vortici all’interno di vortici – matrioske di mulinelli.

Pluralità, pesi e campi di forza.

Di certo esistono uomini beta – ma non è chiaro quanto questi individui siano in contrasto con lo stereotipo del maschio alfa e quanto invece ne costituiscano una sottocategoria, un prodotto derivato. Esistono donne che non si sentono discriminate, uomini che si sentono vittime, uomini che si sentono vittime e costruiscono su questo la propria identità, donne che reagiscono, donne che soccombono, donne che non si sentono donne, uomini non-maschi, individui sottomessi, individui a cui piace essere sottomessi, individui che non sanno se sono uomini che non sanno se sono maschi, individui che non sanno se sono individui. Esiste anche un amico mio che sotto metanfetamine si sentiva un pennuto.

Esistono le cosiddette azioni positive (quote rosa, etc). Alcun* diranno che è una forma di discriminazione, altr* che è una reazione alle discriminazioni. Non mi interessa granché: discriminazione o no, è un peso che va ad aggiungersi a un campo di forza gravitazionale; che quindi modifica la situazione, benché – di nuovo – non sappia dire di preciso né come né quanto. È sciocco considerare il sessismo il campo di forza stesso – oppure possiamo farlo, ma dobbiamo vederlo come un campo che include sia le singole azioni di sopraffazione uomo-donna, sia l’insieme delle reazioni – e anche i cambiamenti che tali reazioni portano agli atti di sopraffazione originari. Lascio questo problema a chi ha più tempo di me e mi limito a dire: è ingenuo leggere i privilegi maschili come li si leggeva cent’anni fa, prima delle azioni positive, perché queste ultime vanno a mutare gli equilibri di ciò di cui parliamo.

Ma mutare non vuol dire eliminare: che l’insieme dei privilegi cambi nel tempo e nello spazio non equivale a dire che esso non esiste. Fa invece pensare che la tendenza generale non vada ricavata immediatamente (leggi: senza mediazione) dai casi particolari ma che sia da descrivere, appunto, come tendenza generale.

La pluralità di voci a cui assistiamo è cosa bellissima. Ma bisogna fare attenzione ogni volta che si vuole passare dalla testimonianza alla teoria.

Un esempio.

Immaginiamo che io abbia in mano una sfera di ferro. Apro la mano, e la sfera invece di cadere verso il basso, vola via di lato. Riprovo l’esperimento e la sfera continua a non cadere. A questo punto, ho due possibilità. (1) Decido di affermare: le sfere di ferro, se lasciate cadere, non cadono ma volano via di lato – quindi non sono soggette ad attrazione gravitazionale verso la Terra. Oppure (2) giro la testa e mi accorgo che accanto a me c’è un’enorme calamita.

Una storiella.

Un ricercatore studia il comportamento delle pulci. Dice alla pulce ‘Salta!’ La pulce salta e lui annota: ‘La pulce riconosce la voce umana ed esegue gli ordini.’ Poi taglia una zampa alla pulce e ripete il comando. La pulce salta di nuovo e lui annota: ‘Anche senza una zampa, la pulce riconosce la voce umana ed esegue gli ordini.’ Procede di seguito, fino a privare l’animale di tutte le sue zampe; quindi dice ‘Salta!’ e la pulce resta ferma. Il ricercatore annota: ‘Quando la pulce non ha più zampe, diventa sorda.’

Tra le vicende particolari e le tendenze generali.

I casi particolari ci aiutano a correggere le affermazioni generali, ma è molto pericoloso usarli direttamente per produrne di nuove. La testimonianza di un uomo beta ci porta a ripensare le nostre credenze precedenti, che dicevano che i privilegi maschili non danneggiano mai gli uomini. Ma non si può dire che, per questo fatto, i privilegi maschili non esistono. Lo stesso vale al contrario: è improprio affermare che le donne sono discriminate sulla pura base delle esperienze di una donna discriminata. In effetti, è quello che fanno anche gli/le abolizionist* della prostituzione: passano da casi di violenza particolare a un’idea di violenza generale. Notare che per alcune donne la prostituzione è degradante mentre per altre non lo è ci porta solo a dire che la prostituzione, di per sé, non è né l’una né l’altra cosa. I casi particolari, le esperienze particolari degli individui, risultano sempre da una pluralità di forze in gioco, discriminazioni, privilegi, etc.

Arriverei persino a dire: nessun uomo fa violenza a una donna esclusivamente per ragioni sessiste. Così come nessun corpo è soggetto esclusivamente ad attrazione gravitazionale, ma agisce sempre in base a un insieme di molte forze, tra le quali forse una è talvolta predominante. Ma mentre nel caso di una matita che cade a terra molte forze sono trascurabili, nel caso degli individui le determinazioni di etnia, classe sociale, risorse economiche, non sono mai trascurabili, e la tendenza generale alla discriminazione sessuale si mescola sempre con questi altri fattori.

Probabilmente è vero che l’uomo è favorito rispetto alla donna. Ma è anche vero che non esiste nessun individuo che sia “l’uomo” o “la donna”. Le condizioni dell’individuo totalmente privilegiato o totalmente discriminato mi sembrano casi limite – utili per affermazioni teoriche, ma irraggiungibili. Piuttosto, ci sono continue sfumature.

Errori e proposte: autori, attori e pennuti.

Per questo credo siano da evitare due errori.

  • Generalizzare il particolare – arrivando a credere che quello che succede a una persona sia quello che debba succedere alla categoria in cui quella persona si riconosce.
  • Particolarizzare il generale – dicendo che la violenza di una categoria su un’altra categoria spiega la violenza di questo individuo (che fa parte della prima) su quest’altro individuo (che fa parte della seconda).

Quindi, se dovessi rivolgere un appello a uomini, donne, chiederei:

  • Usiamo le nostre testimonianze per problematizzare, non per tagliare via di netto, le credenze generali secondo cui agiamo, interagiamo e lottiamo.
  • Evitiamo di mettere in croce gli individui, chiunque siano, qualunque cosa abbiano fatto. Invece che autori della violenza e dei privilegi, impariamo a pensarli attori della complessità delle violenze e dei privilegi.
  • Non arrabbiamoci se, nel gorgo di questi continui scontri e contraddizioni, qualcun* sceglie le metanfetamine per sentirsi un pennuto.

Leggi anche:

Comments

  1. Esistono ferme di privilegio maschile come esistono forme di privilegio femminile.
    Fare di tutta l’erba un fascio é limitante e diffido sempre della presunta intelligenza di chi lo fa.

  2. Un intervento bellissimo che dice tutto quello che penso in modo eccellente.
    Sono completamente d’accordo con Gabriele e ne condivido gli inviti finali (soprattutto il secondo! Ma anche il terzo 😀 😀 😀 )

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: