Privilegio maschile? Esiste il conflitto di classe e di genere!

A proposito del “privilegio maschile” vorrei raccontare anch’io la mia esperienza.

Sono nata e cresciuta in una regione del nord. I miei genitori amavano la terra e ancora oggi mio padre non può fare a meno dell’orto da coltivare. Erano persone semplici che non hanno avuto dubbi su quelli fossero i loro reciproci doveri. Mia madre, fino a che non l’ha colpita una grave malattia, si rompeva la schiena tutto il giorno, così anche mio padre.

Per me volevano di più, perciò mi hanno fatto studiare, mi sono laureata e ho tentato di inserirmi nel mondo del lavoro senza chiedere favori a nessuno. Nei colloqui spesso mi chiedevano se avessi intenzione di sposarmi o fare figli. Qualcuno mi diceva espressamente di voler assumere uomini perché non hanno “le loro cose” che a quanto pare sono un grave impedimento per le donne che vogliono lavorare.

Le donne chiedono di avere diritto alla propria diversità, chiedono alle aziende asili nido per lavorare senza abbandonare i figli troppo presto, e i datori di lavoro se ne fregano e ti fanno pensare che quello che riguarda il tuo corpo sia solo un limite, salvo liquidarti come un oggetto sessuale facendo apprezzamenti su di te.

In Italia mi hanno sempre assunta non per la mia preparazione ma più che altro per il mio aspetto fisico. Mi consideravano abbastanza decorativa. Nonostante la mia laurea non mi hanno mai trattata più che una segretaria. Il mio collega privo delle stesse qualifiche, invece, veniva trattato con rispetto. Ho fatto questa vita per parecchio tempo, pensando che a volte dipendesse da me. Mi sono sentita responsabile, perché pensavo di non essere abbastanza qualificata, di non dover pretendere diritti e attenzione per i miei cicli o le mie future gravidanze. Mi sono sentita in difetto perché il mio collega restava qualche ora in più e io avevo mia mamma a cui badare e poi c’era il mio compagno.

Per quanto mi sforzassi di compiacere il mio datore di lavoro, restando più a lungo e tentando di dimenticare che sono una donna non serviva proprio a niente. Inutile imbottirmi di antidolorifici durante il periodo delle mestruazioni e inutile anche lasciar morire il desiderio di avere un figlio. Il mio compagno, nonostante fosse meno qualificato di me, non ha avuto problemi a trovare lavoro. Ha ottenuto un contratto a tempo indeterminato, nessuno gli ha mai chiesto di non fare figli e nessuno lo ha mai obbligato a essere diverso da quel che è.

Ho resistito in Italia fino a che mia mamma non è morta, poi ho salutato tutti e ho cercato lavoro all’estero. Pensavo che peggio di così non potesse andare e che nella peggiore delle ipotesi comunque avrei guadagnato tanto quanto guadagnavo in Italia. Ho trovato un buon lavoro, dopo un paio di tentativi scarsi, e mi hanno riconosciuto subito i miei meriti, hanno valorizzato la mia preparazione, mi hanno offerto un buon contratto, riconoscimenti, congedo per la maternità secondo le mie preferenze e sapevo che mi avrebbero aiutata perfino in caso di disoccupazione. E non si tratta di un welfare a misura di donna ma a misura di tutti/e, donne incluse.

Ancora penso a quello che ho vissuto in Italia e quando mi dicono che in fondo non si sta così male, perché c’è il sole, il mare, la pizza e il mandolino, provo grande rabbia e mi chiedo chi abbia fatto a tanta gente un tale lavaggio del cervello. Ora io sono indipendente, non ho nessun rimpianto e da quello che leggo in Italia non è cambiato nulla.

Il privilegio maschile esiste perché gli uomini non sono costretti a restare a casa in quanto uomini. Le donne devono rinunciare ai sogni, ai desideri, all’ambizione, in nome di una cultura che ti fa credere che dato che sei donna dovrai essere molto felice facendo solo la moglie e la madre. E il problema non è essere moglie e madre, con tutto il rispetto per chi desidera esserlo, il punto è che non hai scelta ed è proprio il non avere scelta che unisce il conflitto di classe a quello di genere.

Quando si parla, infatti, di lavoro e di conflitto di classe, secondo me, non si può prescindere da un punto di vista di genere. Le donne spesso sono povere e hanno anche minori opportunità per costruire qualcosa. Poi i governi si lamentano del fatto che la natalità è scesa e che in Italia ci sono troppi vecchi. Perché mai una donna dovrebbe fare un figlio in Italia se per il fatto di essere madre vieni trattata come uno scarto d’umanità?

Questa è la mia esperienza. Spero serva ad altre che non dovranno mai sentirsi in colpa per quello che sono, per i desideri, le ambizioni, i progetti che perseguono. Siete persone e non malate terminali da curare in casa. Se non avete voglia di dipendere da un uomo, marito, datore di lavoro, il mio consiglio è di andare all’estero. Almeno vi guarderanno con rispetto. Grazie per aver ascoltato.

Ornella

Leggi anche:

Comments

  1. “Ancora penso a quello che ho vissuto in Italia e quando mi dicono che in fondo non si sta così male, perché c’è il sole, il mare, la pizza e il mandolino, provo grande rabbia e mi chiedo chi abbia fatto a tanta gente un tale lavaggio del cervello”
    Sante Parole! La pizza e il mandolino (e il sole soprattutto) mancano anche a me, ma a volte senti parlare certa gente e ti accorgi che il loro concetto di qualità della vita include lo Zibibbo e il caffè espresso al bar sotto casa, ma non la dignità. Lavaggio del cervello è la parola giusta, anzi io spesso lo definisco una sorta di obnubilamento dei sensi. Non mi stupisce che, se la dignità viene comunque sempre dopo il caffè espresso (o inserire piacere enogastronomico x,y,z) nella scala dei valori di un italian*, la situazione sia poi quella, surreale, che conosciamo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: