Privilegiato io? Non esiste un solo modello maschile!

Silvio scrive, a contributo della discussione sul privilegio maschile:

Privilegiato io? Neanche per sogno. Ero piccolo e mio padre mi prendeva a sberle se non mostravo coraggio. Mi tirò un pezzo di legno in testa perché non mi svegliai alle quattro del mattino per andare a lavorare sul suo terreno. Avevo dodici anni e a mia sorella non è mai stato imposto di fare lo stesso. Mi pisciavo a letto e questo per mio padre era un segno di debolezza. Piangere, lamentarsi, rivendicare la mia timidezza, era quasi proibito. Lui era sempre lì a pensare “cosa ho fatto per meritarmi un figlio così?”.

Padre e zii mi portarono a caccia. Anche lì levataccia per andare a rincorrere due uccellini spennacchiati e qualche coniglio. Inutile dirvi che non ho mai sparato e che mi faceva schifo quello che facevano loro. Non sono mai riuscito a spellare un coniglio o a spezzare il collo a una gallina. Non sono mai riuscito ad aiutare mia madre senza beccarmi un rimprovero, perché certe cose le fanno solo le femmine. In quanto maschio sono stato addestrato a mantenere la famiglia. Era mio dovere diventare un uomo con le “palle”. Dovevo fare a gara, amare la competizione. Dovevo vincere con i miei compagni di scuola, primeggiare mostrando la mia virilità.

Se fossi stato gay mio padre mi avrebbe picchiato tanto da lasciarmi il segno per tutta la vita. Fortuna è stata che ero e sono etero. Non per imposizione ma perché almeno su quello non mi rompevano le palle. Da un lato avevo mamma che si raccomandava di stare con una brava ragazza per delegare le mansioni di cura con un passaggio di testimone e dall’altro avevo papà che mi diceva “sii uomo”, e io davvero non capivo.

Che cazzo significa “sii uomo”? Non sarebbe stato meglio dirmi “sii una brava persona”?E poi, c’è solo un modo di essere uomo? Direi di no. A partire da questo dubbio per me fu la rivoluzione. Mettevo distanza tra me e i modelli dominanti e contrariamente a quanto si pensa a frenarmi c’erano papà e anche mamma. Per loro c’era solo un modo di essere maschi o femmine. Peccato che io, così come tanti miei amici, avevamo in mente di rischiare percorrendo strade sconosciute e disapprovate dalla società tutta. Non mi piacevano le prove di machismo, non mi interessava farmi la ragazza e poi passare all’altra. Non avevo alcuna voglia di esibire il mio ego maschile per godere di un maggiore consenso. Ho lavorato tanto su me stesso per essere apprezzato per quello che sono, perciò quando si parla di privilegio maschile mi pare che si faccia un torto a quelli come me.

Se voi insistete sul fatto che esiste un solo modello maschile allora io, che mi sono allontanato da quel modello, sono costretto a restare schiacciato nella vostra definizione di maschio. Esiste un privilegio fatto di modalità sessiste che fanno male a tutti quanti, donne o uomini che siano. Mio padre non sfruttava il privilegio in quanto generico maschio ma perché era quella categoria di uomo che a me non somiglia affatto.

Io voglio tirarmi fuori da questa generalizzazione di massa che mi offende profondamente, e non perché abbia voglia di piagnucolare vittimismi e dirmi meno fortunato delle donne, ma perché se chi lotta contro quella cultura stabilisce che anch’io sono il nemico per me sarà ancora più difficile creare un nuovo me. Non ho nessuna voglia di inventare un altro modello maschile che sia semplicemente un derivato, bonario, corrispondente alle richieste delle femministe. Non mi piace pensare che il modello d’uomo migliore dovrà per forza corrispondere a quello paternalista di chi vuole proteggere le donne. Non basta averci un pene tra le gambe per godere di privilegi e a mio avviso tutto questo discorso dovrebbe comprendere tutti i generi e non solo uomini e donne.

Sono un uomo e non ho mai goduto di alcun privilegio, salvo il fatto che sono bianco e i razzisti non mi rompono le palle. Il mio privilegio è stato quello di non essere chiamato finocchio, frocio. Ma mai è successo che io fossi trattato in modo diverso rispetto alle donne. All’università, al lavoro, eravamo e siamo pari. Poi arriva il cliente con la moglie che devono comprare qualcosa e nel frattempo vomitano perle sessiste a tutto andare. Entrambi. Vomitano. Potreste perciò cambiare la definizione per continuare a parlare di questo?

Silvio

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Comments

  1. nessun commento? eppure ha ragione.

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