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Alle mie colleghe universitarie

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Alle mie colleghe universitarie:

E’ mia intenzione trattare da pari le donne in ogni occasione, ma lasciate che metta da parte per un momento questo mio atteggiamento per dire che, di fatto, non siamo uguali.

Certo, stiamo seguendo gli stessi programmi scolastici, e possibilmente otterrete il mio stesso punteggio, ma questo ci rende uguali?
Io, per fare un esempio, non sono cresciuto in un mondo che scoraggia la mia inclinazione per gli studi scientifici di alto livello. Né vivo in una società che mi dice di essere pudico, o che mi prende per prepotente quando dimostro di saper stare al comando.

Alle superiori non ho mai dovuto temere di essere isolato a causa dei miei interessi.

Non sono stato bombardato da immagini e slogan atti a convincermi che l’unica vera cosa a cui dovrei dedicarmi è il mio aspetto, e che avrei dovuto evitare certe attività perché sarei stato visto come “troppo mascolino”.

Quando non capivo un passaggio difficile di matematica o scienza, nessun professore mi guardava dall’alto in basso dando per scontato che, alla fin fine, la ragione delle mie difficoltà fosse il mio genere sessuale.

Non ho avuto alcun tipo di problema ad interfacciarmi con la mentalità da club maschile. Non sono mai stato messo sotto esame né ho ricevuto commenti perché considerato la “quota rosa” del gruppo.

Quando ho avuto successo, gli altri hanno sempre pensato che me lo ero guadagnato.

Quindi, non potete essere considerate mie pari. Voi avete già conquistato molto più di quanto io dovrò mai affrontare.­­­

– Jared Mauldin, ingegnere meccanico senior alla Eastern Washington University.

[traduzione di Manu]

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Comments

  1. Se questo fosse vero, se davvero fosse come dice la retorica di questo pezzo, non ci sarebbero i bulli che vessano i grassi tanto per dirne una. O i poveri. O gli stranieri. O gli esili che non eccellono nelle discipline sportive.
    Non ci sarebbero testimonianze come quella riportata qualche post più indietro da parte del ragazzo con problemi di peso.
    Però ci sono eccome e allora come la mettiamo?

    • ma le cose non si escludono. E significa anche che una donna può essere discrimata sul lavoro o all’università, e a sua volta può discriminare qualche altro soggetto debole. La retorica ha una funzione simbolica in questo caso.

    • Io non capisco perché dire che esistono discriminazioni contro un genere dovrebbe equivalere a dichiarare che tutti gli altri tipi di oppressione non esistono. Le oppressioni si intersecano tra di loro e spesso convivono. Puntare i riflettori su una discriminazione non dovrebbe negare le altre, non è una gara a chi è più oppresso. Continuamente svalutare la discriminazione altrui in nome di tipi di discriminazione ritenuti più gravi è controproducente e totalmente inutile.E questa non è una critica solo a chi nega un privilegio maschile che ancora si esercita in certi campi(che non deriva dagli uomini perché cattivi in sé ma da un sistema di pensiero sessista e normativo che danneggia anche gli uomini stessi come moltissime storie di questo blog ci hanno raccontato e dimostrato) ma anche a chi (i/lerappresentanti del cosiddetto “femminismo bianco” e borghese, per esempio) esaspera il privilegio maschile ritendolo la causa di tutti i mali e nega importanza a tutti gli altri tipi di oppressione(come quella economica), negando perfino che un uomo possa essere discriminato. Secondo me concentrare il dibattito su “privilegio sì/privilegio no” rischia di portare fuori fuoco l’argomento e di creare solo sterili barricate. Il punto è che un privilegio dato dalla stessa mentalità sessista assolutamente trasversale esiste (seppure in misure diverse e con conseguenze diversissime)sia per uomini che per donne, ma esiste ad un prezzo altissimo,ossia la cancellazione di tutt* quell* che escono da una narrazione stereotipata e ristretta dei ruoli di genere. E questo sistema non può essere sovvertito se le energie vengono sprecate a negare l’oppressione altrui

      • In misure diverse è scorretto, perché implicherebbe sempre che una discriminazione sia più pesante dell’altra. Ignorate quel passaggio, l’ho espresso male ed è stupido, scusate. E con conseguenze diversissime intendo in ambiti diversi. La storia di Oly è un ottimo esempio della doppia faccia della discriminazione basata su stereotipi di genere

      • Aspasia il problema è che TU esponi le tue idee in modo razionale e aperto al confronto. Su questi lidi ultimamente c’è una “fazione” che utilizza delle singole testimonianze come “prova definitiva” (parole del blog, non mie) dell’esistenza di un universale e oppressivo privilegio maschile. Questa fazione non si fa problemi a spalmare i contenuti di singole testimonianze sul resto dell’umanità in modo acritico, ma non accetta come significative, nemmeno nella loro singolarità, esperienze che vanno in direzione opposta, e che non si fa scrupoli nella sua volontà di mettere a tacere chiunque non sia d’accordo con questa visione. Non è una gara (almeno per me) a chi è più oppresso, credo ci siano semplicemente delle persone che ritengono troppo grossolano e semplicistico 1) concentrarsi solo sugli aspetti positivi dell’appartenenza ad un genere e tirare fuori dal cilindro un universale privilegio 2) utilizzare delle singole esperienze come “prova definitiva” dell’esistenza di qualcosa (“Ho pregato e sono guarito, quindi dio esiste!”).

      • È che ciascuno ha le sue di oppressioni Aspasia. Trovo così sciocco questo desiderio di voler dimostrare che la propria categoria è più sfigata delle altre che mi viene un nervoso che non puoi capire.
        Mi sembrano quei vecchietti dal medico “ehhh io ho perso tutti i denti 10 anni fa” “ehhh ma io ho le ginocchia che non cammino più” “ehhh ma io ho perso un figlio” “ehhh ma mio cugggggino una volta da bambino è morto”. E che cacchio.
        Anzi guarda, quando ho tempo scrivo 25 motivi per cui le donne sono avvantaggiate e la spedisco ad Eretica.

        • uh non vedo l’ ora…naturalmente devi anche specificare che i tuoi 25 motivi (peggio di Calderoli con gli emendamenti) per cui le donne sono avantaggiate sono 1) perché gnocche, ed il maschio grullo; 2) perché la danno e, si sa l’uomo è cacciatore e così via.
          So che è dura accettare di restare nell’angolo, ma non è così che guadagnerai punti agli occhi di qualche maschio alfa.
          Qui si discute anche, di un nuovo modo di essere maschio, hai letto? ritorna in sacrestia.

          • Ma di che cosa stai parlando di grazia?
            E in base a quale strano principio se la penso come te sono emancipata e se invece uso il mio cervello sono repressa e voglio entrare nelle grazie di qualcuno?
            Poi mi si chiede perché aborro il femminismo e le sue esponenti…

  2. A Jared Mauldin, io e te non siamo uguali:

    Io sono cresciuto in un mondo che scoraggia i miei studi di comunicazione ad alto livello, perché una volta arrivati nel mondo del lavoro ci si schianta con il muro de “le donne sono più brave in questo ambiente”. La stragrande maggioranza di docenti e studenti nel mio dipartimento sono di sesso femminile. Alcuni lavori non mi sono stati dati, mi è stato detto chiaramente in faccia “abbiamo preferito lei perché è una donna”

    Io sono cresciuto in un mondo che mi invita ad essere pudico, e in cui la mia sessualità è considerata superficiale, sporca e pericolosa, intrinsecamente violenta.

    Sono stato isolato a causa dei miei interessi sin dalle elementari.

    Sono stato bombardato di immagini, pubblicità, ogni sorta di prodotto mediatico che mi hanno insegnato che devo avere il 5% di grasso corporeo, un volto efebico, essere depilato e indossare mutande griffate. Che se sono povero non tromberò mai. Oltre a spiegarmi che i maschi sono scemi, pasticcioni, violenti, cattivi, stupratori, incoscienti, incapaci, babbei.

    Poi Jared, mi sa che questa cosa è anche un po’ vera per quanto riguarda te, perché dici che nessuno ti ha mai detto di non dedicarti a certe attività perché saresti risultato “troppo mascolino”, vorrei dire, grazie al ca**o.
    Sia a me che a te hanno detto di non dedicarci a certe attività perché saremmo risultati “troppo femminili”, furbacchione.

    Quando non capivo un passaggio di matematica o scienza nessun professore mi ha mai guardato dall’alto in basso perché ha pensato che le mie difficoltà provenissero dall’essere maschio, al massimo ha pensato fossi scemo. In compenso ecco cosa mi è successo milioni di volte: chiacchieravo con la compagna di banco durante la lezione, e a venire richiamato dalla professoressa ero solo io, e a prendere la nota anche. Una volta una ragazza mi lanciava (scherzando) degli oggetti, uno di questi ha rotto la finestra sotto la quale mi trovavo, i vetri mi hanno causato dei tagli sulla testa e sul collo, ho preso una nota e hanno minacciato di sospendermi, alla ragazza nulla, perché la professoressa era sicura che l’avessi “provocata”. Una volta la mia compagna di banco piangeva, le ho chiesto cosa avesse, la professoressa mi ha messo una nota, anche dopo che la ragazza le ha spiegato che non c’entravo nulla. Una volta ero distratto, guardavo fuori dalla finestra, la professoressa mi ha messo una nota e mi ha spiegato che noi maschi ci crediamo superiori ma siamo solo dei cretini, e non siamo superiori a nessuno, anzi, le donne sono molto più intelligenti di noi maschi e crescendo me ne sarei accorto “nel peggiore dei modi”, ripeto, stavo guardando fuori dalla finestra. Devo elencare tutte le volte in cui le ragazze hanno potuto ripetere le interrogazioni la settimana dopo perché si sono messe a piangere davanti ad un voto non gradito? Non mi dilungo oltre su questa parte.

    Ho avuto milioni di difficoltà ad interfacciarmi con la mentalità da “club femminile” sia dentro che fuori l’ambiente lavorativo. In ambito lavorativo sono stato ostacolato, sabotato e pubblicamente ridicolizzato dalle “colleghe”.

    Quando avrò successo gli altri daranno per scontato che il mio successo è frutto del mio privilegio di uomo bianco etero cis.
    Lo hanno fatto anche con te ma non te lo hanno detto, probabilmente è anche pieno di uomini e donne a cui stai antipatico, che ti considerano un cretino, che pensano che i tuoi successi siano completamente immeritati, ma non è che te l’abbiano fatto sapere.

    Quindi Jared, non sei mio pari, sei mejo te. Sei troppo mejo te. Alzo proprio le mani di fronte a quanto sei mejo te.

    Ora arriva il commento di risposta “Giusto! Tu e Jared non siete uguali, perché lui è troppo superiore e maturo rispetto a te perché ammette il suo privilegio e la sua esperienza è valida la tua no”.

    • jared è melenso (credo che nel 2015 nessun genitore scoraggi l’interesse scientifico della figlia anzi saranno felici poichè si crede che troverà lavoro più facilmente, quanto all’aspetto fisico uomini e donne si curano anche esteticamente, non è certo in contrasto con l’intelligenza) ma tu Oly sei vittimista con quella storia del grasso corporeo e dell’efebo: devi accettare il fatto che Luca Argentero è più bello di massimo Boldi questo non vuol dire che chi è come Boldi deve sparire o non può piacere a nessuno vuol dire solo che bisogna accettare che al mondo c’è chi è fisicamente più bello di noi e se una donna lo preferisce a noi sessualmente è nel suo pieno diritto.
      I poveri scopano eccome solo che non scopano le stesse donne con le quali scopano i ricchi e per un motivo semplice: le donne e gli uomini ricchi frequentano certi posti e le donne e gli uomini poveri ne frequentano altri. Punto

      • Paolo io mi sono limitato a riportare i messaggi dei media, nessun vittimismo riguardo quei due punti, anche perché economicamente me la cavo (se consideriamo la fase storica), amo il mio lavoro (nonostante le mille difficoltà), e pur non essendo affatto efebico sono bello, magro, atletico e molto soddisfatto della mia vita sessuale (e poco modesto :).

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