Sul privilegio maschile

Ancora un intervento a contributo della discussione sul privilegio maschile. [1] [2] [3] [4].

Buona lettura!

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Ciao Eretica! Raccolgo il tuo appello di riferire se noi lettrici/lettori percepiamo gli stessi privilegi/problemi riportati dalle due persone che hanno scritto gli articoli sul privilegio maschile visti con gli occhi di chi ha potuto toccare con mano le due metà del cielo.

Due premesse: la prima è che sono una donna cisgender eterosessuale tra i 30 e i 40, nata e cresciuta nel nord Italia dove tutt’ora vivo; nella vita di tutti i giorni faccio un mestiere di concetto che è sempre stato considerato “da maschio” e per hobby scrivo racconti erotici con il nick che vedi.

La seconda riguarda più da vicino il tema: secondo me non ha molto senso che qualcuno pensi che ciò che i due transessuali scrivono non sia valido sulla base della propria esperienza, dato che ciascuno fa esperienze diverse… e anche un’indagine su lettori italiani non può confutare le loro parole, dato che nè l’una nè l’altro sono italiani o vivono in Italia. Ciò che è vero per una persona può non esserlo per un’altra e ciò che avviene regolarmente in un posto non è detto che avvenga in un altro.

Ma partiamo a bomba. Inizio dalla lettera della transessuale MtoF.

– Mi è capitato di essere oggetto di critica per come mi vesto (in famiglia, anche ai miei fratelli maschi cis, fuori dalla famiglia ne dubito. In ogni caso, soprattutto da parte di mia nonna e zie paterne, quella più presa di mira dalle critiche ero io, dichiaratamente in quanto femmina)

– In quanto scrittrice di racconti erotici, sono oggetto continuamente di messaggi analoghi a “Posso leccarti i piedi?” o “Ti darei una botta volentieri”, anche più espliciti e talvolta violenti. Capita che vogliano a tutti i costi mandarmi una foto del loro pene (ma perchè?!?) e ad alcune amiche suddette foto sono arrivate senza preavviso; che sottomessi implorino perchè faccia loro da padrona e dominatori insistano che io sia una slave anche se non lo so (sic!) e che devo quindi sottomettermi a loro. Tutti pensano che dato che scrivo di eros, allora devo darla a chiunque e specialmente a loro (Visto che bel pene? Visto? Visto?) e danno per scontato che tutte le storie che scrivo siano autobiografiche (sì, certo, soprattutto quelle ambientate nel medioevo…). Soprattutto, sembra che io debba essere TENUTA a dar loro retta e se li mando a quel paese, si offendono pure.
I colleghi maschi non ricevono un trattamento analogo, ovviamente. Certo, anche a loro di tanto in tanto capita qualche “corteggiatrice” anche insistente, ma non c’è paragone con la violenza e arroganza con cui si pongono i lettori maschi con le scrittrici, loro non ricevono il costante sottinteso di “sei una troia”.

– Mi è capitato, ovviamente, di ricevere commenti di ogni genere al mio aspetto mentre mi facevo tranquillamente i cazzi miei camminando per strada. La parte anatomica più gettonata ovviamente è il culo, dato che non ho molte tette.
Una cosa di cui non parlano gli autori dei tre articoli è la “mano morta” sui mezzi pubblici (e non solo): bè, guarda caso ho subita anche quella più volte.

Passiamo ai due articoli del transessuale FtoM [1] [2]

Punti 1-2-3: a me fortunatamente non è mai successo direttamente nè di essere considerata meno divertente dei maschi, nè di essere interrotta con più frequenza, nè di essere presa meno sul serio, però ho visto coi miei occhi e sentito con le mie orecchie casi in cui una donna è stata zittita in quanto donna o in cui è stata effettivamente presa meno sul serio.

Punto 4: anche questo a me non succede, ma le statistiche in Italia parlano chiaro sugli stipendi maschili e femminili a parità di mansione.

Punto 5: idem.

Punto 6: non sono così sicura che gli abiti maschili siano fatti meglio o costino di più (voglio dire, un paio di jeans è un paio di jeans, anche se sono tagliati diversamente se della stessa marca la qualità è la stessa e i prezzi analoghi) ma è assolutamente certo che vengano decisamente giudicati di meno.

Punto 7: mai capitato di notare differenze.

Punto 8: non ho seguito corsi “di prevenzione stupro” ma di autodifesa sì, rivolti sia a maschi sia a femmine, e in quelli si parlava anche di come comportarsi per ridurre al minimo i rischi di violenza di qualsiasi tipo, quindi la mia esperienza diretta con questo tipo di corsi è piuttosto paritaria. I discorsi al di fuori dei corsi però non lo sono: quando si sa di una donna aggredita, praticamente CHIUNQUE fa prima di tutto un’analisi di come lei fosse vestita e di dove si trovasse (biasimando il tutto, ovviamente) prima ancora di iniziare a parlare dello stupratore.
E’ anche vero che mi sento meno sicura di amici e parenti maschi nel camminare da sola per la strada la sera.

(Ehm il punto 9 manca)

Punto 10: non frequento discoteche quindi non so se qui in Italia ci sia il problema della droga nei bicchieri.

Punto 11: mai successo che qualcuno mi dicesse di sorridere.

Punto 12: vedere risposta all’altro articolo (e, sì, molti uomini non capiscono perché le donne non si sentano lusingate dai loro commenti, fischi e quant’altro)

Punti 13 e 14: amen, fratello

Punto 15: non è del tutto vero, cioè: vedo anche maschi criticati per quanto e cosa mangiano.

Punto 16: fortunatamente nei due posti dove ho lavorato/lavoro nessuno ha mai considerato il mio aspetto fisico (o meglio, mi sono stati fatti apprezzamenti fisici anche qui, ma slegati dalle mie capacità lavorative). Conosco però donne per cui vale il contrario.

Punto 17: vero, verissimo. Anzi, ti racconto un aneddoto. Poco tempo fa leggevo l’articolo di una mia conoscente che scrive per un famoso periodico, che diceva di conoscere un sito su cui ci sono “porno per donne”. Incuriosita sono andata a guardare, insieme al mio compagno: non abbiamo notato alcuna differenza rispetto alle dinamiche tipiche dei porno rivolti agli uomini.

Punto 18: non mi sembra di notare che ai miei conoscenti maschi succeda questa cosa

Punto 19: non gioco ai videogiochi ma ho letto numerose testimonianze di giocatrici discriminate e maltrattate

Punto 20: dalle mie parti ci si aspetta che anche i maschi sacrifichino qualcosa, solo che sono cose diverse. E sicuramente, soprattutto per quanto riguarda la famiglia, in minore entità: non è a loro che si chiede di stare a casa per accudire i figli, di occuparsi fisicamente dei genitori anziani (anche se magari economicamente e burocraticamente sì) e di prendersi cura della casa.

Punto 21: uomo che va con tante donne = superfigo. Donna che va con tanti uomini = zoccola. Risaputo e toccato con mano.

Punto 22: nessuno ha mai fatto spostare neppure me (a meno che non mettessi il mio zaino su un altro sedile… ma questo veniva rimproverato anche ai maschi)

Punto 23: capitato eccome di essere oggetto di sessismo “soft”

Punto 24: per mia fortuna nessuno ha mai insinuato che i miei successi fossero frutto di un qualche utilizzo propedeutico della mia vagina. Ma conosco di prima mano ambienti in cui se non fai detto utilizzo della tua vagina, NON avrai successi lavorativi. E’ anche vero che spesso per i maschi ci vuole l’amico dell’amico che ti raccomandi, anzichè la prestazione sessuale, per fare carriera.

Punto 25: per fortuna chiunque dica cose ridicole viene ignorato o cazziato dalla maggior parte delle persone che conosco, indipendentemente dal sesso.

Punto 26: mai successo che qualcuno si prendesse un merito mio.

Punto 27: razionalmente non mi sento influenzata, però poi mi trovo a vergognarmi della mia cellulite.

Punto 28: non sono mai stata zittita “per chiacchiere irritanti” in quanto donna, nè l’ho mai visto succedere ad altre. Mi è capitato di sentir dire “sei una donna, cosa ne vuoi sapere” in discorsi più seri… e mi è capitato di sentire anche l’inverso.

Punto 29: nessuno pretende che io sia sempre spumeggiante. In caso di muso lungo, sia io sia i miei conoscenti maschi ci sentiamo chiedere se c’è qualcosa che non vada.

Punto 30: mai capitato di venire corretta se non strettamente necessario da parte di superiori, insegnanti ecc

Punto 31: mai capitato di essere vittima di mansplaining, anche perchè per mia fortuna ho una cultura tale da tarpare ogni velleità di condiscendenza alla terza parola. Anzi, a me succede il contrario: mi prendono (di solito bonariamente, ma non sempre) in giro perchè so “troppe” cose.

Punto 32: capita spesso di sentirmi dire che il malumore è colpa delle mestruazioni ed è una cosa super irritante per tanti motivi. Perchè implica che i maschi abbiano sempre solo malumori perfettamente razionali e che invece quelli delle donne non vanno ascoltati perchè dettati dagli ormoni e non da cause “reali”… e perchè questa scusa è stata usata in passato per precludere alle donne diritti e professioni.

Punto 33: ho imparato a gestire i bambini grazie ai miei nipotini, ma non ho figli miei e forse non ne avrò mai. Per scelta. Apriti cielo! Mi dicono che non è possibile, che non so cosa mi perdo ecc, perchè in quanto femmina DEVO volere dei bambini e traboccare di istinto materno. Potrei scrivere un panegirico di tre pagine in merito ma mi contengo.

Punto 34: mai notato di venire “aggregata” meno, anzi, a me pare il contrario, che le donne, soprattutto in gruppi a maggioranza maschile, vengano accettate più in fretta (non in quelli a totalità maschile dove le donne non sono benviste, in effetti)

Punto 35: nessuno si è mai sognato di sminuire i miei attacchi di panico

Punto 36: per mia fortuna non sono una vittima e non ho esperienze dirette in merito. Un’amica con un rapporto conflittuale con l’ex marito (che le metteva le mani addosso), però, non è stata presa sul serio dalle forze dell’ordine.

Punto 37: ogni dottore mi ha sempre presa sul serio sui sintomi. Ma che razza di medici poco professionali hanno dove vive questa persona?!?

Punto 38: vivo in un posto dove lavorare è l’unico scopo della vita… NESSUNO viene ringraziato se fa più del dovuto, perchè qui il dovuto sarebbe 24 ore al giorno di lavoro continuativo!

Punto 39: effettivamente è capitato che a seconda del tema e dell’interlocutore, il mio “no” non venisse molto considerato.

Punto 40: non noto sguardi distolti

Punto 41: non essendo maschio nè lesbica, non ho esperienze in merito

Punto 42: non sono particolarmente dispotica o impositiva. Mi capita però spesso di sentire definite “iene” o “stronze” donne che, in posizioni di potere, facciano quello che è normale per uomini nelle stesse condizioni cioè dare ordini. E soprattutto sentir dire cose come “quella non troverà mai marito” se una donna si rivela determinata

Punto 43: non sono capace di negoziare, ma mia mamma lo fa tranquillamente

Punto 44: mi guardo nello specchio eccome

Punto 45: volendo posso farcela in 5 minuti… se non faccio colazione!

Punto 46: evito pillole dimagranti e trattamenti di giovinezza come la peste. Mi sono data all’ecobio, che è anche più economico. Certo, spendo un po’ in trucchi… ma i maschi spendono in altre cose. Alla fine non credo di risparmiare meno in quanto donna.

Punto 47: è vero, ma me ne frego.

Punto 48: non vengo discriminata in questo senso

Punto 49: anche io vengo vista come una che sa quello che fa… quando effettivamente SO quello che faccio.

Punto 50: le pacche metaforiche sulla spalla qui vengono date a chiunque scriva, maschio, femmina o delfino ammaestrato.

In definitiva, alcune di queste discriminazioni le vivo, altre no… ma vedo concretamente su me stessa e su altre donne che mi circondano altri tipi di “piccola discriminazione”.
– Il fatto che tutti ritengano impossibile che una donna sappia guidare bene
– che possa volere una macchina potente e scattante
– che possa avere hobby ritenuti “maschili” (andare in moto, arrampicare, fare sport da combattimento) senza essere un maschiaccio o lesbica
– che possa non saper cucinare
– che la sua casa non debba per forza essere sempre tirata a lucido
– che una bambina possa voler giocare alla guerra, agli indiani, alla lotta e invece non le piacciano le bambole
– ci sono diversità sugli orari di rientro da ragazzini
– una donna single è una zitella e necessariamente acida

Ora mi fermo perchè non ho più tempo, ma spero di essere stata utile.
Ciao!

–Ashara Amati–

Comments

  1. “Vivo in un posto dove lavorare è l’unico scopo della vita…” fammi indovinare, vivi a Milano? 😛 A parte gli scherzi, grazie per dare spazio ad esperienze personali diverse.

    A me ad esempio é successo e succede ancora che perfetti sconosciuti per strada (camerieri al ristorante, per esempio) mi dicano di sorridere, che é una cosa che mi manda in bestia (ma fatevi i fattacci vostri, dico io, non sono il vostro animatore personale)!

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