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Advantageous: il film in cui le donne soccombono al capitalismo

::Avviso Spoiler::

Advantageous è il titolo di un film straordinario. E’ il futuro, fatto di opulenza e sacche sociali poverissime e destinate alla totale invisibilità. Le protagoniste del film, madre e figlia, cercano di mantenere un equilibrio per evitare di finir male. Le donne, però, vengono licenziate continuamente perché i lavori sono destinati agli uomini. Alle donne non resta che piangere in segreto, facendo in modo che nessuno le ascolti, affittando delle camere di compensazione per sfogare il proprio stress, ovvero possono rinunciare alla propria identità e vendere, in nome del biocapitalismo, il proprio corpo o la propria coscienza alle grosse industrie che dominano in modo assoluto quel tempo e che in cambio rigenerano corpi di donne più giovani dei quali le compagnie si servono per una maggiore produttività.

Quello che di questo film è straordinario è che riesce a far percepire la contraddizione tra quel che una donna pensa e quello che è obbligata a fare. Si muove in una realtà eterea, confusa, fatta di totale finzione, dove è necessario fare qualcosa per le proprie figlie che altrimenti sono destinate alla prostituzione minorile. Dietro la felicità apparente risiede l’anima di tante persone in perenne conflitto con se stesse. Il film parla di una madre, di quello che è disposta a fare pur di salvare la figlia il cui futuro altrimenti sarà compromesso. Si spiega la maternità come unica espressione di umanità che si realizza non solo nella unione tra madre e figlia ma nella ricerca di una stabilità economica per quella bambina a costo di sacrificare se stessa.

A questo proposito c’è una parte retorica che non mi piace molto ma quello di cui si tratta è plausibile. Il ricatto economico subito dalle donne che devono lasciare spazio agli uomini nei posti di lavoro. La società che esige corpi di donne giovani, archiviando le vecchie in un modo addirittura creativo e funzionale alla speculazione messa in atto dall’industria di chirurgia “cosmetica”. I prezzi alle stelle per mantenere qualunque cosa. Nessun supporto materiale o morale, nessun welfare e sistema di ammortizzazione sociale. Tutto diventa privatizzato, incluso il sistema scolastico la cui retta raggiunge addirittura diverse decine di migliaia di dollari.

Si narra, sostanzialmente, che tipo di presente e futuro è destinato a partire dal fatto che il valore di una donna si realizza nella sua bellezza. In un sistema che vede la massima espressione del neoliberismo la donna diventa assolutamente succube. Così il film riesce a farti percepire l’angoscia, la rassegnazione, la calma, a volte, precedente a decisioni difficili.

Spero di non aver detto troppo ma, in ogni caso, vi invito a vederlo. Poi mi direte se vi è piaciuto.

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