Il corpo dei ciccioni

uomo-grasso-e-magro-305x305Lui scrive:

Ciao Eretica.
È un po’ che seguo il tuo blog e il tuo gruppo Facebook; a volte sono d’accordo con te, a volte no ma trovo sempre molto interessanti gli argomenti trattati e le discussioni che ne scaturiscono.
Ti anticipo subito che molto probabilmente non sarai d’accordo con quello che stai per leggere, anzi molto probabilmente ti sembreranno fesserie e una piccola parte di me dubita anche che tu la pubblicherai sul tuo blog.
Però, ci tenevo a scriverti.

Ho deciso di scriverti dopo che un’amica ha condiviso su Facebook l’ennesimo post riguardante la cosiddetta “body positivity” che parla dell’ennesimo servizio fotografico che dimostra quanto possano essere belle le donne grasse e io ho pensato: ma non sarebbe il caso di chiamare questo movimento con un nome più sincero cioè “female body positivity”?
Perché insomma, diciamoci la verità, io di post, articoli e iniziative che dichiarino che anche tutti i corpi degli uomini sono belli ne ho visti veramente pochini, se cerchi su Google “body positivity” otterrai quasi esclusivamente siti che parlano del corpo delle donne.

Ok, so già la riposta: “Le donne sono più discriminate degli uomini”.
È la risposta che mi sono sentito dire ogni volta che provavo a esternare il mio disagio di ciccione di oltre 130 kg per un metro e settanta scarso, accompagnato in genere da frasi del tipo “Non è la stessa cosa” o “Tu non puoi capire” o dall’agghiacciante “Ma tanto voi uomini non ci rimanete male”.
No, noi uomini grassi siamo discriminati per il nostro aspetto, soffriamo perché siamo discriminati per il nostro aspetto, soffriamo perché le nostre sofferenze non vengono prese sul serio e ci rimaniamo male perché nessuno si sente in colpa a prendere in giro un ciccione.
Perché, laddove invece l’archetipo della donna magra e atletica è un’invenzione recente, da più di duemila anni il canone di bellezza maschile è sempre lo stesso: spalle larghe, magro, atletico. Il sovrappeso è tollerato se è accompagnato da un’altezza e una forza fisica adeguata. Altrimenti l’uomo grasso nell’immaginario comune è solo pigro, fiacco e ingordo. Se ha delle caratteristiche positive è al massimo un simpatico e bonario compagnone goffo e buffo.

E così eccomi qua, ho 40 anni e mi sento sbagliato da quando mia madre mi ha portato dal dietologo per la prima volta a 12 anni. Sono 28 anni che sto male per un problema che, a sentire gli altri, non esiste. Perché i miei amici maschi mi dicono che è colpa mia che non dimagrisco ed è solo questione di forza di volontà mentre le mie amiche femmine (oltre a dirmi quello che dicevano i maschi) mi ribadivano che comunque non era vero che venivo discriminato o, se lo ero, ero discriminato di meno rispetto alle donne. Stessa cosa che mi è stata detta (in maniera più velata) anche dalle psicologhe a cui mi ero rivolto per combattere la depressione e i disturbi alimentari. È solo quando ho trovato uno psicoterapeuta uomo che mi sono sentito preso sul serio, che sono veramente riuscito a riprendere in mano la mia vita e che sono riuscito a ricostruire un minimo di autostima dopo 28 anni di fallimenti, depressione, pensieri suicidi, cicli di prozac per stare un minimo bene e soprattutto tanta ma tanta solitudine.

Mi si dirà: “Ma ci sono tantissimi uomini grassi che stanno bene, hanno una vita normale, hanno storie d’amore, si sposano, fanno figli…..”
Vero, verissimo. Ma ci sono anche tante, tantissime donne grasse che fanno la stessa cosa. Quindi di cosa stiamo parlando?

Stiamo parlando di percezione, di modelli sociali. Stiamo parlando del fatto che cantanti come Adele o Meghan Trainor hanno fatto un botto di soldi mentre un cantante maschio per fare successo deve anche avere un bel faccino e un fisico atletico. Stiamo parlando del fatto che esistono modelle, attrici e cantanti sovrappeso o addirittura grasse che vengono presentate come donne belle, sexy ed eleganti; ma non accade la stessa cosa per gli uomini (Io, ad esempio, la versione maschile di Tess Holliday devo ancora vederla).
Stiamo parlando del fatto che l’unico servizio riguardo la “body positivity” riguardante gli uomini era dedicato a dei veterani di guerra che erano sì privi di arti però avevano tutti dei fisici e dei volti da divinità greche. Sto parlando del fatto che se in un film un uomo bello e aitante sta con una ragazza sovrappeso è un trionfo dell’amore sulle apparenze ed è un riscatto sociale di lei mentre se una donna bella sta con un uomo sovrappeso è, nel migliore dei casi, un elemento comico.

La triste verità è che i canoni di bellezza maschili vanno bene così come sono e stanno bene a tutti e che nessuno, nemmeno la femminista più convinta e radicale vuole considerare che anche i corpi degli uomini grassi possano essere “belli”.
Sia chiaro, io non voglio essere considerato “bello” a tutti i costi, non voglio nemmeno giudicare i gusti delle persone o condannarle per le loro preferenze. E soprattutto continuerò a sostenere il movimento della body positivity sempre e comunque.

Solo, vorrei ci fosse un minimo di onestà al riguardo: sono più che pronto ad assumermi il ruolo di scarto sociale, ma almeno non fate finta che non sia vero.

Comments

  1. La grassezza maschile e femminile non sono proprio la stessa cosa, nelle donne il discorso ormonale, gli estrogeni, le fasi del ciclo, la gravidanza, l’allattamento e la menopausa, sono quasi determinanti per contribuire all’ingrassamento basta pensare che per noi, ad esempio, prendere anche tre o quattro chili prima del ciclo non è così difficile; nelle donne un filo di grassezza è fisiologica e legata anche alla seduttività, dopodichè ci sono tutti gli altri discorsi (malattie e stili di vita); anche la conformazione non è la stessa e un bel paio di tette abbondanti e i fianchi larghi possono piacere eccome. Detto questo, personamente amo le persone a prescindere dal loro aspetto fisico, se belle complessivamente, non ho mai avuto un modello di uomo magro e (non solo da donna in carne) non ho avuto problemi a stare con un uomo obeso, ci sono uomini assai belli e affascinanti coi loro chiletti in più che sono “di troppo” solo per i superficiali e gli intolleranti. E’ vero, noi donne siamo spesso vittimiste quando si parla di noi stesse, ma attacchiamo facilmente gli altri, vedi il caso di Johnny Depp. Ciò che rende pesante una persona sono gli atteggiamenti.

  2. Credo abbia ragione, in effetti.. E parecchio anche. Troppo spesso non ci rendiamo conto della realtà dei fatti, si generalizza perché è più facile.. Teniamo gli occhi chiusi di fronte a sofferenze altrui solo perché al momento non sono “di moda”.. Ma ciò non significa che non esistano.
    Un abbraccio a te e a chi ha saputo capirti e sostenerti ❤️

  3. L’ha ribloggato su Viindiee ha commentato:
    L’ amara verità

  4. Articolo interessante e che spero faccia riflettere.
    Si dovrebbe smettere di essere “femministe” e adottare l'”antisessismo”, nessuno deve essere in nessun modo discriminato in base a dei pregiudizi sessuali che non hanno nessun fondamento.
    Gli uomini non ci rimangono male… Ah, meno male, allora possiamo additare i ciccioni, tanto che gliene frega?
    Io e il mio ragazzo siamo cicciotti e ci piacciamo così, per fortuna.

    • Hem… “smettere di essere femministe ed adottare l’antisessismo”? Anche no, grazie, visto che e’ proprio grazie a questo blog (femminista ed antisessista) che questo tipo di testimonianze possono venire alla luce 😀 (per il resto d’accordo con te)

  5. Mi ritrovo molto in quanto scritto. Non so se per caratteristiche di metabolismo o altro, fino ai 22-23 anni sono stato in sovrappeso. Sono sempre stato molto alto in confronto alle persone della mia età, ma anche se non sembravo ‘obeso’ si vedevano chiaramente i tanti chili in più rispetto ai pesi forma.
    Non è vero che non i maschi non ci stanno male.
    Per quel che riguarda me il fastidio non era tanto nel non vedersi rispecchiato nei canoni/modelli mainstream, ma nelle interazioni quotidiane con amici e amiche. Spesso in mezzo a dinamiche che tendevano a emarginare o sminuire (per carità nè bullismo, nè cose esplicite o violente) la mia persona, tendevo ad ironizzare su di me, probabilmente per attrarre consensi.
    Con un po’ di amarezza posso dire che le spiacevoli sensazioni a me sono rimaste anche ora che sono dimagrito e fondamentalmente ho raggiunto quasi un peso forma da atleta. Continuo a notare dinamiche che discriminano le persone più in carne e a notare come queste persone spesso mettano in atto strategie di circostanza per riuscire a sorridere e/o far finta di niente. Per questo non mi permetto mai di giudicare persone per il proprio peso e trovo fastidioso quando altri lo fanno in mia presenza (e qui vorrei diventare più bravo ad ‘intervenire’). Ho sempre ammirato e tuttora ammiro quelli che si sono riusciti ad accettare ben prima e molto più a fondo di quanto non lo abbia mai fatto io, in merito al discorso del (sovra)peso.

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