Annunci

Non puoi avere figli? Povera te, donna incompleta!

12006205_885886278145200_2006542058499223348_n

di Sara

Mi viene consigliata la lettura di un articolo. Lo leggo, è di una donna che condivide la sua esperienza e racconta di non riuscire ad avere figli pur desiderandone. L’autrice riflette sul fatto che non è vero che le donne senza figli non possono capire la maternitá, e racconta il suo fastidio nel sentire le lamentele delle madri che si sentono inadeguate perché, dice lei, le sembra che non si rendano conto della fortuna che hanno. Letto l’articolo, mi dispiaccio per l’autrice e mi dico che è bello che si possa condividere con gli altri quello che sentiamo e le vicende attraverso le quali passiamo. Poi scorro i commenti, e per la millesima volta ritrovo le medesime tipologie di commenti che accompagnano quasi tutti i post sul tema “mamma, non-mamma”.

C’é chi incoraggia l’autrice a non arrendersi perché, chissà, una gravidanza inaspettata alla fine arriverà. Ci sono le donne che, come l’autrice, vorrebbero figli ma non possono e che le dicono che capiscono come si sente, cioè fondamentalmente incompleta. C’é chi ricorda all’autrice che c’é sempre il piano B, ovvero l’adozione (e su questo diffuso concetto di adozione come piano B mi piacerebbe tanto che qualcuno, un giorno, potesse scrivere qualcosa). Non manca la perfida di turno che, con finta empatia, in sostanza dice all’autrice: “Ci credo che sei triste! Pensa che io ho tre bei bambini, non so come farei senza di loro!!”. E non può nemmeno mancare il commento stile Sergente Maggiore Hartman di “Full Metal Jacket”, quello che gridava : “250 flessioni, sacchi di merda!”. Questo tipo di commento esorta in genere l’autrice a darsi una mossa, alzare le chiappe e smetterla di piangersi addosso. C’é infine la tipologia di commento “premio di consolazione”: se non si può essere madri, allora si potrà essere donne in altro modo, amando altri ed altro. No amore no donna.

Fondamentalmente ciò che mi colpisce di più nella cascata di commenti che seguono articoli di questo tipo è che quasi tutti universalizzano il desiderio di maternità, anzi sanciscono la necessità della maternità come fondamento dell’essere donna. Se arriva la maternità bene, se non arriva bisognerà trovare un altro senso alla vita ed un’altra identità. Sussiste un’apparente incapacitá di contemplare ed accettare la felicità e completezza di una donna senza figli.

Decidere consapevolmente di non fare figli può essere un progetto di vita così come può esserlo desiderare figli ed averne. Assenza di figli non equivale ad assenza di progetto. Anzi, non è per nulla un fatto di assenza. Sentiamo mai dire che essere bruni è assenza di biondità, che essere alti è assenza di bassezza, che essere religiosi è assenza di ateità? Solitamente no.

Pare che qualcuno una volta abbia detto a Simone de Beauvoir:”Signora, può essere che lei scriva libri perché non ha avuto figli?” E pare che lei abbia risposto:”Può essere che lei faccia figli perché non è capace di scrivere libri?”. Perché cercare collegamenti e relazioni causali che non esistono, perché immaginare dietro alla pienezza di una vita carenze che non ci sono? Mi viene in mente a questo proposito una serie di commenti ad un post di Eretica sull’aborto, che le attribuivano una tristezza, un’amarezza, addirittura un trauma che lei chiaramente spiegava di non avere. Per me atteggiamenti come questo celano un intento ben chiaro di impedire la libera autodeterminazione delle persone, sovrepponendo ad essa la propria, individuale visione della realtà e degli altri.

Mi piacerebbe concludere con l’annoso dibattito sulla comprensione della maternità, di “quel che significa avere figli”. C’é chi dice che chi non è madre non può capire, chi risponde dicendo che non è bello ricordare alle non madri la loro ignoranza, poverine, non è colpa loro se non possono figliare e dunque “capire”. C’é poi chi dice che non è vero, e che in realtà le non-madri a volte capiscono la maternità più delle madri stesse.
Io credo vi siano tante donne che non si sforzano di capire le madri o la maternità, prima di tutto perché ciascuna maternità è una storia a se’ e non esiste pertanto un “manuale di spiegazioni della maternitá”. Ma c’é dell’altro: a molte donne semplicemente la maternità non riguarda ne’ interessa. Semplicemente non fa parte delle loro vite.

Mi piacerebbe ci fosse, riguardo a questo tema ed altri, più serenità, che non si cedesse sempre e comunque alla tentazione di affermare se stessi sminuendo gli altri. Perché non c’é nulla da affermare, in fondo basta essere.

Annunci

Comments

  1. Dopo 3 anni di lavoro in una clinica di riproduzione assistita, posso assicurare che questo tema della donna che non riesce a essere madre naturalmente, crocifigge moltissime donne. Vi è un’enorme difficoltà da parte di una gran percentuale di donne ad accettare l’idea di non poter diventare madre, ne ho viste purtroppo tante che si rivolgono a una clinica perché convinte dalle pressioni sociali che devono riuscirci, pena l’essere incomplete agli occhi degli altri. Io ho imparato a non giudicare le scelte in tema di maternità, ma condivido appieno il tuo pensiero secondo cui assenza di figli non vuol dire per forza carenza di progetti o di forza vitale. Ho visto però qual è il calvario di una donna che desidera essere madre con ogni fibra del suo corpo, e non può, e non auguro a nessuna di provare lo stesso.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: