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Vorrei “spegnere” mia madre

Mia madre mi propone di osservare meglio l’abitino esposto in vetrina. Non sono convinta di volerlo comprare. Lei non capisce che non può mettermi il fiocco in testa come faceva quand’ero piccola. Ora sono grande, più alta e muscolosa di lei, vado in giro in moto e i vestitini non mi si addicono.

Da anni sopporto i suoi giudizi e i suoi tentativi di manipolazione, perché voleva rendermi la vita più semplice, così diceva. E non vestirti da maschiaccio, e fatti crescere i capelli, e stringi le cosce quando ti siedi, mangia composta, e più la cosa andava avanti e più pensavo di essere capitata nell’unica famiglia che ha appreso i metodi educativi da un collegio con una megera come direttrice.

Ancora una volta ho tagliato i capelli, anzi, li ho accorciati col rasoio. Mia madre odia vedermi con la testa quasi nuda. Per me è più comodo. Risparmio tempo e poi mi vedo bene. Sono andata a vivere da sola tre anni fa e mia madre ancora tenta di correggere la mia direzione. Non le ho ancora detto che dorme da me, quasi tutte le notti, un ragazzo che ha dieci anni meno di me e che sta ancora studiando all’università.

Direbbe che sono una corruttrice di minorenni, che sono lontana dall’idea della brava donna da sposare, ed è per questo che lei inutilmente si affatica per correggere le mie pose: vuole che io sia sposata affinché lei possa dire in giro, alle sue vicine, quanto è impegnata a organizzare il matrimonio. Quando le ho detto che non ho intenzione di sposarmi ha risposto che è una fase. La supererai, ha detto, perché lei, come altre donne fanno, non riesce ad accettare l’idea che una donna possa sfuggire alle regole che lei ha dovuto seguire per anni e anni.

Come faccio a dirle che per una donna non esiste, oggi, l’obbligo di trovare marito. Come faccio a dirle che non le darò mai un nipotino. Non voglio figli. Non voglio neppure questa madre che mi ritrovo. Non voglio sopperire alle mancanze di mio padre che non c’è mai per lei al punto da lasciarle un vuoto che io sono costretta a riempire. I miei genitori dovrebbero finalmente crescere e smetterla di nascondersi dietro mille alibi per non ammettere che tra loro c’è più che qualche problema.

Quand’ero piccola il ricordo di mia madre, fino ad certo punto, mi fa sentire bene. Poi, quando metto a fuoco quegli anni, ricordo una figura esageratamente apprensiva, ossessionata dal controllo, ansiosa e difficile da amare. Tentavo di sfuggire sempre alla sua presa. Non so se è questa la ragione per cui oggi io sono come sono. C’è che non ho mai voluto assomigliarle e che ho cercato di rendermi indipendente prima possibile per rompere quel cordone ombelicale.

Ho tentato varie volte di dire a mia madre di mollare la presa, di lasciarmi in pace, di farsi una vita e smetterla di opprimermi ogni giorno. Le ho chiesto di smettere di telefonarmi mille volte, di interrompermi mentre lavoro e perfino quando faccio sesso e sto per avere un orgasmo. Riesce anche a farmi abortire il piacere e mi costringe a spegnere il telefono. Se lo spengo, però, lei va in ansia e pensa al peggio. È in grado di scomodare tutto il vicinato per delegargli il controllo della situazione. Un giorno è riuscita perfino ad inventarsi che io ero malata e che lei non mi sentiva da giorni, perciò un mio vicino doveva aiutarla a capire come stavo.

Ormai si è fatta la nomea della mamma scassaovaie e per fortuna i vicini non l’ascoltano più, ma è diventata assillante anche con loro, perciò immaginate quanto possa esserlo con me. Io penso che dietro questo suo comportamento ci sia un gran disagio. Vorrei aiutarla a superarlo, capirlo, a fare qualcosa per se stessa. Così starebbe meglio lei e finalmente sarei più libera io. Lei però nega di avere un problema e quando accenno al fatto che dovrebbe curarsi lei piange e mi scaraventa addosso migliaia di sensi di colpa.

Io ingrata, io figlia irriconoscente, io che non apprezzo quello che la madre fa per me, perché la madre è sempre la madre, ricordalo, e nessuno può volerti bene più di me. Ed è quel bene che è claustrofobico, possessivo, malato, invadente. Credetemi se dico che ho tentato di allontanarmi da lei. Ho preso casa dall’altra parte della città, ed è per questo che non me la ritrovo alla porta ogni due minuti. Ho trovato un lavoro, smettendo di studiare, per rendermi economicamente indipendente e poter evitare di chiederle qualunque cosa.

Ho fatto di tutto meno che mandarla a quel paese e chiudere i rapporti con lei. Se la mandassi ‘affanculo mi direbbe che sono una figlia perfida che le vuole tanto male. Fingerebbe di avere un male incurabile o che ne so. Sicuramente metterebbe in atto tutto il suo repertorio di manipolazioni che ha sempre usato con me. Lo ha fatto anche con mio padre e forse è per questo che lui si allontana il più possibile per farsi i cazzi suoi senza interferenze, prima di tornare a casa da lei.

Quello che mi piacerebbe sapere è come si resetta, come si spegne, una donna così? C’è un bottone? Si può riprogrammare? Posso farla stare zitta per un giorno? Posso evitare di sentirla piagnucolare al telefono sui suoi mille dolori immaginari? Cosa faccio? Sono arrivata al punto da non dirle se sto male, e qualche volta è capitato, ma mi ha dato una mano il mio ragazzo o qualche amica, perché non sopportavo l’idea di vedere mia madre al capezzale in attesa della mia dipartita. È strana, per tutti è innocua, è la madre che darebbe tutto per i suoi figli, la beddamatresantissima, come direbbe Eretica, ma come si spiega al mondo che quello che lei fa è pura violenza?

Non si fa. Lei che mette in scena un vittimismo senza eguali. Lei che mi impedisce di vivere serena. Lei. Io.

Ps. È una storia vera. Grazie a chi l’ha raccontata.

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Comments

  1. Sembra la mia, di madre. Io ho risolto andando a vivere in Germania da sola a 25 anni ☺ Coraggio!

    • la mia cara mammina di anni 80 che è stata con me nella mia stessa casa da ben 35 anni ,facendo la moglie e la mamma nella mia famiglia,adesso sta in un reparto ortopedico per riabilitazione e ne avrà per parekkio,io ho 60 anni ,e mio padre mori 40 anni fa,l’ho accudita, accolta,le ho risolto tutti i problemi della sua meskina vita e credetemi ke ce n’erano,ho cresciuto mia sorella ke era piccinissima, l’ho mandata a scuola è diventata infermiera e alla fine mia madre confabulava contro di me e per tutta risposta mia sorella per strada neanke mi saluta,remetto ke nessuno delle due ha mai voluto lavorare ed ero solo io a portare i soldi a casa,adesso ho cambiato casa e mai più la vorrò vedere, dopo tante angherie ke mi hanno fatto,speravano anke di prendersi mio marito,quella due zozze,poi dicono ke bisogna prendersi cura dei genitori;ma lo sanno quanto possono essere malvagi i familiari?Averlo capito prima non avrei speso neanke un centesimo per loro,e non le avrei neanke accolte nella mia casa,tanto erano giovani e in salute,potevano lavorare.

  2. é una manipolatrice, come la mia.
    ho letto un libro interessantissimo sui genitori manipolatori, purtroppo in francese e non credo ci sia una traduzione italiana.
    é cosí, non potrá mai cambiare, solo tu potrai allontanarti, non solo fisicamente ma anche e soprattutto emotivamente, sentimentalmente.
    é una galera, un incubo, un sentirsi succhiare l’identitá, sentirsi di vivere in una messinscena continua.
    in psicologia criminale li chiamano le personalitá narcisiste, non c’é rimedio. molti specialisti quando le riscontrano nei bambini le negano, sono la peggiore deviazione della personalitá, non provano empatia, non provano davvero affetto, non gioiscono e non soffrono mai fino in fondo, restano in uno stato mentale e sentimentale superficiale e soprattutto creano un mondo di finzione che NESSUNO VEDE, eccetto la/le vittima/e.
    non avrai speranze a parlarne in giro, con i parenti tantomeno: verrai emarginata tu!
    la finzione costruita é piú forte delle tue grida di dolore, dei tuoi racconti, dei tuoi ricordi avvelenati, della tua rabbia. lei vincerá nel vostro mondo. l’unico modo che hai per uscirne VIVA é di avere un mondo senza cose e persone in comune con lei.
    e lí e solo lí ti sentirai libera e libera di respirare.
    ma non sarai mai davvero libera, appena dovrai risentirla o vederla purtroppo sarai ancora arrabbiata e ferita. e chissá se e quando lo sarai.
    come me del resto.
    buona fortuna.

  3. Ti capisco, mia madre era pure peggio. Io non sono riuscita a “spegnerla”. Ho fatto la mia vita ignorandola.

  4. Piccoli aneddoti che non rendono il mal comune gaudio neanche un po’: al primo anno di università mia madre aveva l’abitudine di chiamarmi ogni mattina alle 6:45 per avere conferma che mi fossi svegliata per andare alle meravigliose lezioni di biologia genetica (per sua costrizione ero dovuta andare in medicina. La mia colpa? Aver messo le crocette al posto giusto nel test, ma questa è un’altra storia). Una mattina ero troppo stanca e decisi di ignorare la sveglia. Dopo 7 chiamate in dieci minuti, svegliò le mie coinquiline convinta che fosse esplosa la casa e io non rispondessi perché ero stata fiondata di sotto dall’esplosione. Uno.
    Due. Dopo due anni di medicina, decisi di darci un taglio e andare a vivere a Londra. Lavorare, poi studiare letteratura Inglese. Dal 12 giugno, data del mio coming-out londinese, al 9 ottobre, data della mia partenza, inferno, inferno, inferno. Mi portò da tre neuropsichiatri, mi rese (e si rese) lo zimbello di un intero paese perché chiedeva a tutti i conoscenti di farmi cambiare idea, mi metteva (giuro che non me lo sto inventando) i santini nella federa del cuscino. Il risultato fu che arrivai a Londra alle 17:30 del 9 ottobre e tornai a casa alle 11:00 dell’11 ottobre con un esaurimento nervoso che mi tenne a letto per un anno.

    Mi ha reso ipocondriaca, nevrotica e depressa. E chi le dirà mai che la sua unica figlia è un androgino che ama le donne?
    Perché la mamma è sempre la mamma.

  5. Mi ritrovo parecchio nel tuo racconto.
    Mia madre e’ un’irrecuperabile ansiosa, invadente, calcolatrice e programmatrice della mia vita…e io per il momento ho deluso la maggior parte delle sue aspettative…non sono sposata e non so se lo sarò mai, non le ho dato un nipotino e non so se glielo darò mai, non sono così fortemente legata alla nostra regione d’origine con tutte le sue tradizioni connesse, i luoghi comuni, usi e costumi….
    Da adolescente e anche dopo ho maturato la consapevolezza che il mio principale obiettivo era essere il più differente possibile da lei…
    Forza e coraggio..a lei più che altro a questo punto, perché nonostante i suoi sforzi io vado per la mia strada..

  6. Ma comportamenti come questo non sono da stalking (famigliare) vero e proprio ?
    In questi casi limite non sarebbe opportuna una denuncia formare alle autorità competenti ? Capisco sia difficile in quanto si tratta pur sempre di denunciare la propria madre ma se l’impedimento/diritto ad una vita è cosi forte e palese la trovo una via praticabile, anche se discutibile.

  7. Vogliamo parlare della mia? Ragazze ho 38 e due figli di cui uno quasi adolescente… La mia mi fa vero e proprio stalking… Inventa profili falsi per guardare le mie cose su fb su Instagram su viber.. Fa così anche con il mio compagno… Ha addirittura preso un investigatore privato per sapere meglio… Mi chiama 30 volte al giorno.. Mi critica, mi minaccia e mi augura un bel cancro e finalmente morire. Peggio della mia non c’è nessuno

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