Cacciata dall’occupazione perché promiscua

tumblr_mwdyj4shjd1s08dvmo2_400Quando ho occupato, assieme ad alcuni ragazzi, la casa dove abitavamo insieme, non pensavo di trovare lì persone che mi avrebbero giudicata. Attorno ai compagni si realizzano molte aspettative. Sono tutti buoni, dalla parte giusta, meravigliosi, antifascisti, antirazzisti, antisessisti. Non ho avuto alcun problema ad essere l’unica donna tra gli uomini. È vero che i primi tempi mi sono data molto da fare nella cura della casa. Mi sentivo in obbligo, come se qualcuno mi avesse fatto il lavaggio del cervello e io non riuscissi a liberarmi del ruolo di cura che ti consegnano alla nascita se tu sei femmina.

Pulivo, cucinavo, mentre loro parlavano di rivoluzioni e lotte contro il sistema. A volte è facile spostare le lotte altrove senza però mettere in discussione nulla di quello che accade vicino a te. Uno di loro faceva il “capetto” e tutti pendevano dalle sue labbra, e a me era permesso intervenire a meno che per i tanti impegni dentro o fuori casa non potessi partecipare. In realtà preferivo pensare all’orto. Facevo la spesa risparmiando. Cercavo di sedare inimicizie e atteggiamenti competitivi. A poco a poco per me fu naturale dormire prima con uno e poi con l’altro. In vari periodi della nostra convivenza ho fatto sesso con ognuno di loro. Piaceva a me e piaceva a tutti. Saldava la nostra convivenza e salvo un caso in cui uno di loro manifestò gelosia nei miei confronti andò tutto a meraviglia. Fu così almeno fino all’arrivo di Manuela.

Più giovane di me, disse che aveva bisogno di stare lontana da contesti che non la stimolavano intellettualmente, così decidemmo che sarebbe potuta restare. C’è stato un breve periodo in cui lei tentava di ingraziarsi me per avere ruolo in quel gruppo. Poi andò a letto con uno degli occupanti e tutto cambiò. Lei partecipava a tutte le assemblee vicina al suo compagno. Interveniva spesso e la sua voce veniva ascoltata seriamente. Nel frattempo io continuavo ad accettare le lusinghe dei compagni che mi baciavano e abbracciavano perché ero una magnifica cuoca, il perno dell’occupazione, senza di me non ci sarebbe stato quello spazio e quindi continuavo a cucinare, pulire, e nel mio tempo libero studiavo molto.

tumblr_n487m5z49T1sfv0b3o1_540Un giorno uno di loro, molto ubriaco, mi abbracciò e andammo a letto insieme. Il sesso fu godibile. Mi fece molto ridere il modo in cui mi parlava. Poi sussurrò all’orecchio che la tipa che avevamo accettato di includere nel nostro gruppo diceva in giro che il fatto che io andassi a letto con tutti diventava una distrazione. Toglieva armonia al gruppo. E mi disprezzava molto, contrariamente a quello che pensava dei compagni la cui promiscuità non era minimamente messa in discussione. In realtà era lei che aveva assunto un atteggiamento molto competitivo e che mi dava sostanzialmente della zoccola perché era forse gelosa del suo partner, con il quale avevo fatto sesso anch’io, o perché semplicemente voleva diventare intima, ancora più parte del gruppo di quanto fossi io.

Non diedi peso alla cosa, pensai che l’ubriaco straparlava e continuai la mia vita divisa tra mille impegni e la militanza di gruppo. Un giorno il “capetto” disse che era necessario che io fossi presente alla riunione serale. Avevano qualcosa da dirmi, così andai. Erano lì schierati, come se volessero fucilarmi da un momento all’altro. Nessuno sedette accanto a me e fu lei, l’altra, ad aprire l’assemblea con un intervento che poneva l’accento sull’importanza dell’azione militante del gruppo e sul fatto che sarebbe stato davvero terribile se qualunque cosa avesse il potere di ledere quell’equilibrio.

Continuò il capetto che mi fece una vera e propria paternale. Non accennò al fatto che aveva più volte goduto sessualmente della mia compagnia. Disse che forse sarebbe stato il caso di allontanarmi perché la mia presenza destabilizzava un po’ tutti. Chiesi chi fossero quelli destabilizzati della mia presenza, a parte l’altra donna lì presente, e nessuno seppe dirmi senza abbassare gli occhi per non incontrare il mio sguardo. Volevano che io me ne andassi in quanto “zoccola”, senza alcun dubbio. Di mezzo c’era un atteggiamento sessista e paternalista e anche la solita mania di controllo e di accentramento di certe donne che non sanno far di meglio che cercare una nemica per distruggerla. Agli occhi degli altri. Agli occhi del mondo intero.

485282_450337008366798_658619614_nDissi che meritavo di restare perché quel posto l’avevo costruito con le mie stesse mani. Avevo sgobbato per farlo diventare molto più abitabile e poi non avevo alcun luogo in cui andare. La tizia allora disse che sarebbero stati certamente comprensivi. Per gentile concessione potevo restare ma non troppo a lungo. Mi davano il tempo – che carini – di cercare un altro posto in cui stare. Avevano grande rispetto per me ma a quanto pare non facevo gioco di squadra. Forse intendevano che non ero disponibile a seguire la loro morale in fatto di sesso ma non mi pare che qualcuno di loro sia mai stato messo in discussione, e, come al solito, è una donna quella che deve fuggire via con una lettera scarlatta attaccata al corpo.

Avevo già intenzione di andare all’estero, perché l’Italia non mi offriva molte possibilità. Perciò decisi di anticipare la mia partenza e dopo aver spedito le mie cose, con pacchi destinati alla casa di un mio amico, salutai tutti e presi il primo volo disponibile. Di loro non ho poi saputo granché. Ogni tanto leggo sul loro blog interventi della tizia che pensa di essere il padreterno. Credo che abbiano deciso di ospitare anche un’altra persona, un’amica della tizia, cacciata però poco tempo dopo con chissà quali pretesti. Io me la godo, qui dove sto, e voglio solo ricordare questi fatti, accaduti un po’ di tempo fa, perché è giusto dire che se non si fa la rivoluzione nel proprio privato, nell’intimità, non c’è rivoluzione che tu possa fare fuori.

Ho scoperto, a mie spese, che le dinamiche di un gruppo, per quanto “compagno”, sono esattamente le stesse che in qualunque altro posto. E, per finire, affermo che continua a piacermi fare sesso con molti uomini. Così sono io. Se tu e tu e tu non lo tollerate allora immagino che voi siete compagn* tanto quanto può esserlo un fascista qualunque. Non sono io quella sbagliata. E non mi convincerete del contrario.

Ps: è una storia vera. Grazie a chi l’ha raccontata.

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Comments

  1. Hai tutta, ma proprio tutta la mia solidarietà. Finché i cosiddetti compagni (e compagne) saranno così, si resterà in un fascismo patriarcale di fondo. La libertà della donna è ancora lontana dall’essere accettata come cosa naturale.

  2. In questo racconto c’è tutta la metafora del perché in questo paese la sinistra sia morta. Gli ideali che lasciano il posto ai capi, le invidie, le lotte interne, l’individualismo e non ultimo il piegarsi a quel finto moralismo che fa di noi un paese di conformisti.

  3. Scusate la provocazione: appare solo a me la pervicacia delle donne “monogame” contro un modello sessuale più libero soprattutto verso altre donne? (tipo canzone di Bocca di Rosa di De André?), è la seconda volta che noto in questo blog un post in cui una ragazza è stata cacciata da un contesto di occupazione a seguito delle insistenze di un’altra ragazza “monogama” sulla beota popolazione maschile….sono ‘unico a cui questa cosa dà da pensare??? 😉

  4. Non sta scritto da nessuno parte che essere “compagni” vuol dire accettare comportamenti sessuali “aperti” La sessualitá è una cosa personale e non c’entra nulla con la fede politica. Non la vedo come una cosa sessista non accettare comportamenti promiscui.

    • Io invece non accettare comportamenti promiscui (o qualsiasi altro comportamento sentimental-sessuale libero) lo vedo proprio come una cosa sessista, liberticida, reazionaria, patriarcale, Daniele. Beh, abbiamo opinioni diverse. Succede.

    • In un contesto “collettivo”, se una cosa non l’accetti o condividi, non vai ad imporre il tuo punto di vista e/o la tua morale, ma semmai ti confronti con il pensiero degli altri cercando di trovare una sintesi comune.
      Questo penso dovrebbe essere la base, da applicare ad ogni questione, di chi vuole essere antagonista.
      La situazione che si è verificata nella casa, invece, ha molto più a che fare con la mutazione autoritaria vissuta dalla sinistra istituzionale degli ultimi 25 anni.

  5. Wow, in questo articolo occupare una casa e convivere tranquillamente tra un pugno di persone sembra più complicato della rivoluzione di ottobre…compagni, altro che scopare, pensiamo alle cose serie, ai problemi seri della nostra generazione…

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  1. […] Sorgente: Cacciata dall’occupazione perché promiscua – Al di là del Buco […]

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