Faccio lo spogliarelllista: nessuna crociata per l’uso del mio corpo?

Kyle+Efthemes+Men+Strip+Pose+NYC+RnmEyrzuCTzl

Sono Mike, ho 28 anni e faccio lo spogliarellista. Lavoro in un locale gestito da una donna. È lei la manager ed è lei che decide quel che dobbiamo fare. A volte lavoriamo in gruppo o uno alla volta. Possiamo sperimentare nuovi costumi di scena e nuove coreografie ma l’obiettivo è quello di eccitare le donne. Esistono anche gli spogliarellisti per locali gay ma io non ho mai lavorato lì.

Il mio lavoro mi piace. All’inizio non ero tanto convinto, ma mi serviva un lavoro con il quale guadagnare qualcosa in poco tempo e per gioco accettai l’invito di un’amica che in quel locale praticamente trascorreva gran parte del suo tempo libero. Mi presentò alla manager e lei disse che mi avrebbe fatto un provino.

Non è così facile come si crede. Devi ancheggiare, muovere il bacino, ballare, mimare pratiche sessuali, gesti, e serve equilibrio, forza fisica, agilità. Bisogna sapersi muovere senza essere impacciati. Serve anche riuscire a entrare in sintonia con la donna che di volta in volta diventa la cliente da eccitare, quella che fruirà di quella performance. Al provino non fui esattamente un Dio, però ero bello, in forma, così disse la manager, e se avessi accettato di fare da spalla a chi aveva più esperienza mi avrebbe dato l’opportunità di imparare.

Pensavo fosse squallido. Tante donne in libera uscita che festeggiano l’addio al celibato o portano le amiche al locale per dissimulare l’imbarazzo con una risata. Pensavo a quei contesti molto trash con gli uomini dalla mutanda leopardata, con i cappelli da cow boy e la patta subito scoperta. Imparai invece che la faccenda era molto più delicata. La manager spiegava che il nostro obiettivo era quello di comprendere una donna per darle quello che voleva.

Sofia Loren, protagonista, assieme a Marcello Mastroianni, nel film "Ieri, oggi, domani" di De Sica

Sofia Loren, protagonista, assieme a Marcello Mastroianni, del film “Ieri, oggi, domani” di De Sica

 

È già difficile riuscire ad ottenere quel livello di comprensione in una coppia stabile. Come avrei potuto capire quel che passava dalla testa di un’estranea? A poco a poco invece riuscii a guardare queste donne per capire quello che volevano. In fondo avevano bisogno di essere ascoltate. Volevano provare qualche brivido prima di tornare alla loro solita vita. Volevano piacere e piacersi.

Quante di voi hanno dimenticato com’è essere toccate da un uomo che vi adora? Ed è così che noi facciamo sentire le donne. Adorate, desiderate, e regaliamo l’illusione di un momento, è vero, perciò loro ci pagano. Non è forse così che funziona in ogni tipo di lavoro che implica qualcosa di sessuale? Come le sex workers, o le spogliarelliste, anche chi fa il mio mestiere assume un ruolo terapeutico, sana delle ferite, fornisce un contatto di carne che diventa una vacanza.

Lavoro all’estero, perché in Italia non è così diffuso come altrove. Esistono gruppi di uomini che imitano Full Monty e partecipano agli spettacoli per l’otto marzo ma non credo che quegli uomini possano vivere di quella professione. Dicevo che ho cominciato per gioco e mai però avrei pensato di continuare e farne il mio lavoro a tempo pieno. Quando mi esibisco non c’è una sola donna che lamenti l’uso del corpo maschile o le modalità di approccio di scena con le clienti.

Non ci sono eserciti di donne che pensano di doverci sollevare da una presunta condizione di sfruttamento. Niente paternalisti a indicarci la via e a dirci di allungare le gonne – nel nostro caso i pantaloni – e nessuna femminista a proclamare lo stato di emergenza con richieste di provvedimenti legislativi per impedirci di lavorare. Se una donna si spoglia deve obbedire ad una sorta di correttezza etica, dunque deve mostrarsi prostrata e in condizione di sottomissione alla pressione maschilista. Se un uomo si spoglia e lavora per soddisfare i desideri di una donna allora non c’è nulla di sbagliato, in questo alcune femministe la pensano esattamente come i loro nonni, maschilisti e patriarchi i quali consideravano le donne da proteggere e l’uomo desiderato dalle donne un latin lover, un mostro di virilità, un casanova.

Il mio mondo in ogni caso è popolato da donne che senza di noi non avrebbero un lavoro. Posso tranquillamente dire che siamo forza lavoro che consente stabilità economica a tante persone. Perché quando si parla di certi lavori bisogna valutare l’insieme delle cose. Non è solo chi vedi da vicino che ha interesse a fare quel lavoro ma responsabilmente serve pensare al fatto che non puoi lasciare disoccupata tanta gente.

353091e610b07ec5a57b873c83ee6c95

Da noi lavorano molti uomini stranieri e straniero sono anch’io, in questa terra. Adoro quel che faccio e adoro il ritmo di vita che mi coinvolge. La notte fatta di sogni e speranze, il giorno a dormire e compensare la stanchezza e la sera ancora un bagno di folla. Le mani delle donne che mi accarezzano la schiena, l’addome, che vogliono toccarmi il pene. Donne che si avvicinano per essere baciate, e noi dobbiamo continuare a capire di cosa è fatta ciascuna di loro per soddisfarle tutte.

Da grande penso che continuerò a lavorare nel settore e vorrei anche occuparmi di spogliarello femminile. Si possono alternare i numeri e il pubblico sarebbe eterogeneo e più completo. Penso spesso a questa cosa e a volte ne parlo, con amici e amiche, e tra queste ce ne sono due che si dichiarano femministe e in quanto agli uomini spogliarellisti non hanno nulla da dire, parlando di donne, invece, dispongono di parole e parole che mi investono come fossero vagoni di un treno in corsa. Una dopo l’altra, per definirmi sessista, misogino, sfruttatore, e non serve a niente che io dica che farei una selezione sulla base di un talento e che poi farei tutto come si deve, un po’ com’è dove lavoro. Contratti regolari, stipendi puntuali, copertura sanitaria e per gli infortuni sul lavoro, ferie pagate.

Sono le donne a scegliere di fare questo lavoro, così come sono gli uomini come me che decidono liberamente che funzione svolgere. Non è forse questa la base di ogni tipo di rapporto di lavoro? Allora ditemi: qual è la differenza tra uno spogliarellista e una spogliarellista? Perché a me viene concessa fiducia quando dico che ho liberamente scelto e se lo dice una donna, invece, finisce che non viene mai creduta? Chi toglie, in realtà, credibilità alle parole, al consenso, espressi da una donna? Qualunque cosa io dica o faccia è chiaro come il sole che è così: gli uomini sono colpevoli e le donne vittime. Agli uomini comunque voi credete. Le donne invece sono trattate da perenni sceme. Idiote, deboli, incapaci di intendere e volere subito bisognose di femministe che le salvino da se stesse. Roba da pazzi. Sul serio.

Ma ci può essere visione più bigotta e miope? Io dico di no. E voi?

Ps: è una storia vera. Grazie a chi l’ha raccontata.

Olivias-Wilde-Jungs-Olivia-Jones-Menstrip-Männerstrip-Jungesellinenabschied-12

Advertisements

Comments

  1. argomento controverso.
    credo che lo “squallore” che molti identificano nel lavoro della (o dello) spogliarellista sia un errore grossolano di punto di vista.. in fondo squallido é il nugolo di 50enni invasati che attende che una ventenne finga di trovarli attraenti, no la ventenne che alla fine trova quel genere di lavoro.. eppure siamo persone cieche e per non vedere il pubblico accusiamo la performance..
    insomma, puó essere anche arte se vogliamo, probabilmente lo é, vi é esercizio dietro, preparazione, attenzione ai dettagli, ma il problema é che la sala viene riempita dalle persone sbagliate.
    e comunque ha ragione lui, siamo ancora profondamente sessisti e iniqui.

    • Io non giudicherei nemmeno le persone. Tanti possono avere vite squallide ed è vero ma perché dovremmo giudicarli per questo? Così come i fruitori del porno:perché si deve sempre colpevolizzare qualsiasi cosa che sia attinente al sesso? Io penso che di squallido esista solo chi realmente sfrutta poi, se sei una brutta persona lo sei sia che tu stia a casa o al lavoro o a guardare una spogliarellista. A ciascuno di noi la cosa può piacere o meno ma dovremmo imparare a non metterci sul piedistallo.Forse il punto è che molti hanno vite schifose e che sia sognare una ventenne o di sbancare il casinò o di immedesimarsi nel protagonista di un film/libro tutti vogliono solo evadere per un attimo dalla vita. Lo squallore è quello che fa sì che la ricchezza sia mal distribuita.Sono le nostre società squallide.

      • ho virgolettato proprio per non prenderlo come una mia posizione. possiamo fingere che il 90% degli italiani non vedano con occhi di disprezzo queste persone, oppure essere onesti. Fosse per me esisterebbero le case di appuntamento, perché sarebbe un luogo fiscalmente e igienicamente pulito. Però gli occhi delle nostre zie, nonne, vicine e via discorrendo, se nomini la parola “spogliarellista” sono fortemente piagati dal genere di persone che assistono a questi eventi.. questo non significa siano tutti così, ma é l’immagine che viene percepita. Per questo parlo di iniquità. Come é vero che se una donna si spoglia venga tacciata in malo modo mentre se lo fa un uomo il volume di disprezzo é meno intenso.

        • Si, non volevo criticare il tuo intervento ma solo prendere spunto per mettere l’accento sull’ipocrisia che si cela dietro certi atteggiamenti di massa. Io, come ho letto poco fa in un altro post di Eretica sono per il principio del se non c’è danno, se una cosa non fa del male allora è lecita ed allora dipende solo dai gusti e dalla volontà di ciascuno di noi accettarla o meno lasciando liberi di fare e rispettando gli altri. Invece a sto mondo c’è sempre chi si sente unto da non si sa bene chi o cosa e deve imporre!

          • la tua poteva anche essere una critica nei miei, é tuo diritto e le opinioni possono tranquillamente essere confrontate.. anche perchè so di aver comunque “osato” con la mia visione della faccenda. sul fatto che sia anche arte siamo tutti della stessa opinione, sicuramente se queste faccende avessero un carattere meno clandestino (e clandestinità non per forza burocratica ma etica) queste sfumature della nostra realtà restaranno malviste, con tutto la coda polemica poi..
            il discorso é estendibile ai locali BDSM

    • Beh, forse c’è chi fa così, non so. Io se vado a vedere una spogliarellista (e lo faccio a volte) è per godere della sua bellezza, non perché lei trovi attraente me! Ho amiche che lo fanno e sono belle e simpatiche. Un piacere vederle! Ma poi anche se vado con una prostituta (e l’ho fatto, in un periodo della mia vita) è per godere della sua sessualità, in senso lato, quella che lei mi offre, non per gratificazioni sulla mia. Per avere gratificazioni sulla mia dovrei… quantomeno non pagare! Dovrebbe essere un bel rapporto alla pari, di reciproco godimento. Con una prostituta è chiaro che godo di un calore e di un piacere che mi è offerto in cambio di altro, di denaro sostanzialmente. Può essere bello, piacevole, rilassante, è anche un godimento estetico, ma nessuna idea di essere “io” attraente. Però forse altri uomini vedono/sentono/pensano diversamente. L’arte di mostrare bellezza è comunque sicuramente un’arte.

      • ho anche parlato di espressione artistica infatti, io volevo puntare il faro sull’opinione comune, che, a mio avviso, taccia come squallida questo genere di attività e ho provato a spiegare il perchè. Ho usato il virgolettato proprio per far emergere che non fosse una mia opinione. 😉

  2. Sante parole. Chi nega questa libertà di scelta e di pensiero alla donna contribuisce a schiavizzarla, e si mette quasi sullo stesso piano dei trafficanti di vere schiave.

  3. Ovviamente, e penso che questo voler vedere tutte le donne come vittime sfruttate danneggia quelle che vittime sfruttate purtroppo lo.sono davvero. Se i clienti sapessero, che si puo’ scegliere di avere a che fare con sexworker che lo fanno per libera scelta o costrette, se gli sj insegnasse a distinguere, invece di fare moralismi generici, quanti non sceglierebbero la prima?
    Non tutti, purtroppo, ma credo, voglio sperare, comunqie abbastanza per dare una bella ridimenzionata alla “tratta” dello sfruttamento, salvando di fatto molte piu’ vite.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: