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Sesso e lividi: perché vuoi censurare i miei desideri?

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Lei scrive:

Ciao Eretica, sono una ragazza a cui piace il dolore, finché è sopportabile sia chiaro, mi fa sentire viva, per quanto possa sembrare sarcastico ho bisogno di ricordarmi di essere viva. È una cosa insolita è vero, ma per una ragazza che in passato ha fatto boxe per 2 anni, non dovrebbe esserlo.

In più al momento, pratico il sollevamento pesi, categoria fino ai 48kg, anche se sono molto al di sotto della misura. Lo so, sembro un maschiaccio fino ad ora, ma non mi vergogno di praticare questo sport, il mio sogno sarebbe riuscire ad andare alle olimpiadi un giorno, anche se fino ad ora sono riuscita a partecipare solo a gare amatoriali e spesso non con risultati entusiasmanti, il mio grosso handicap è essere troppo magra per la categoria e per questo sport.

Comunque, oltre a ricevere una grossa dose di commenti molto sessisti da chi non conosce l’ambiente, spesso mi tocca sorbirmi anche i commenti maschilisti da chi è nell’ambiente stesso, le altre donne mi prendono in giro perché sono eccessivamente magra e femminile, rispetto a loro. Il soprannome che mi sono beccata ultimamente è Wolverine, perché non ho le ossa, ho uno scheletro sostitutivo fatto di ferro che mi permette di alzare i pesi nonostante non abbia un muscolo. In più questo epiteto è una forma di accusa, secondo loro prendo medicinali non consentiti e, ovviamente non poteva mancare il motivo sessista, graffio, come Wolverine, perché le donne minute non hanno forza, possono difendersi solo con le unghie.

Insomma, come se una ragazza minuta e magra non potesse allenarsi un po’ e coltivare un hobby come la pesistica. Ci tengo a sottolineare che mi alleno perlopiù con ragazze di categorie di peso più alto del mio, dunque immagino tutte le 48kg ricevono un trattamento analogo.

A parte questo mondo, che comunque è nuovo per le donne, nel mondo “reale” ho un ragazzo stupendo. Devo essere sincera con te, lui è riuscito ad accettarmi nonostante le mie più oscure stranezze, fino all’età di 21 anni sono stata vergine, mi sono liberata di questo “peso” con lui dopo quasi un anno che stavamo insieme. Fin da subito abbiamo iniziato a vivere serenamente la nostra sessualità e ad accettare i gusti che avevamo, ma chiamiamole anche perversioni! Quelle sotto accusa in questo luogo sono le mie, io, infatti, provo piacere nel dolore fisico. Oggi il bdsm è conosciuto, anche se ancora molto spesso considerato immorale e pericoloso. Detto chiaro e tondo la cosa che più mi piace è essere presa a pugni.

Probabilmente in me c’è qualche rotella fuori posto, nonostante questo il mio ragazzo è d’accordo e ascolta le mie richieste, ovviamente sto parlando di cose che accadono in camera da letto, non certo in strada o chissà dove. Il mio debole per il dolore fisico, che non si ferma a qualche pacca sul sedere, mi ha provocato svariate volte segni visibili, andare in giro con dei lividi ovunque fa scattare nella mente delle persone un campanello di allarme.

Io sarei anche d’accordo, io stessa mi preoccuperei se una mia amica nasconde dei lividi e alla richiesta di spiegazioni inventa scuse. Tutti penserebbero che il mio ragazzo mi picchia, in effetti è innegabile, ma lo fa solo perché glielo chiedo io, so che è difficile da comprendere, ma non sono certo io il genere di ragazza che riceve violenza, visto quanta palestra faccio saprei difendermi e se avessi bisogno di aiuto, lo chiederei.

C’è un ragazzo davvero fastidioso in cui purtroppo incappo spesso per via del lavoro, che ormai da tempo ci prova con me. Da quando ha notato che avevo un livido per la prima volta, ha iniziato a parlar sempre male del mio fidanzato. Questo personaggio me ne ha dette di tutti i colori sul mio fidanzato, la cosa più frequente è “ma come fai a stare con uno così brutto?”, ma la mia frase sessista preferita è “ti meriti di meglio”. A mio avviso una frase del genere è un insulto vero e proprio, dicendo così si sottintende che io non sia in grado di scegliere un uomo da sola, c’è bisogno della balia, del padre del XVI secolo oppure del fratello che decide di chi io debba essere. Manca di modestia e eccede di arroganza, insomma il classico “perché io sono io e tu non sei un cazzo.”

Mi merito di meglio, secondo lui, perché pare che io venga picchiata, ho cercato di spiegare il motivo dei segni che a volte porto sulla pelle, ma non c’è verso, quando la gente è cocciuta, è cocciuta. Ho anche provato a spiegare che a me interessa solo e soltanto il mio fidanzato, che il ragazzo che ci prova con me non mi piace, né fuori né dentro come mentalità, ma non c’è verso, continua a provarci ogni volta che mi vede e non fa che denigrare il mio fidanzato.
Non è certo l’unico, anche alcune mie amiche giudicano il mio ragazzo senza chiedere il mio parere, basta guardarlo, quasi due metri di altezza, fisico massiccio, molto geloso, “Uh, ma lei ha un livido sotto la maglietta” ed ecco che quasi non chiamano la polizia per denunciarlo.

In realtà ci regoliamo molto, soprattutto d’estate, ma io non vedo perché un livido grosso come una nocciolina su un fianco di una ragazza è scandaloso e un occhio nero di un maschio è segno di rispetto. Non posso che chiedermi, fossi stata un uomo qualcuno avrebbe avuto da ridire sulle cose che mi piacciono?
Sinceramente vorrei poter raccontare con orgoglio di quando ho sollevato 103kg, tra strappo e slancio, a una gara, senza creare sgomento in chi mi ascolta, vorrei raccontare la mia gioia quando per caso ho conosciuto Mélanie Bardis, una ragazza fantastica, magrissima e bellissima, in grado di sollevare il mondo e partecipare per ben due volte alle olimpiadi, il mio idolo sportivo da quando l’ho vista in TV per la prima volta. Vorrei poter fare ciò che voglio in camera da letto senza ripercussioni, senza che la gente mi giudichi e guardi male il mio ragazzo. Chiedo troppo Eretica?

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Comments

  1. Il problema è… Come distingui lei, che è una, dalle altre novecentonovantanove che invece hanno realmente bisogno di aiuto e non lo chiedono per mille motivi? Parliamo di indifferenza nei confronti della violenza sulle donne, di persone che si voltano dall’altra parte quando vedono i segni e per una volta che qualcuno si preoccupa ci si lamenta?
    Cara, i tuoi desideri sono tuoi e sei liberissima di soddisfarli. Finché tu sei consapevole e consenziente il problema non sussiste. Ma non irritarti troppo con chi si preoccupa per te e pensa invece che se mai dovessi avere bisogno (e spero immensamente di no) avrai delle persone su cui contare.
    Per quanto riguarda le battute e gli insulti nell’ambito sportivo… Bah. Quelli sì che fanno incazzare di brutto.
    Un abbraccio forte.

  2. Oceancloud89 says:

    Vivere liberamente la propria sessualità è un diritto sacrosanto e nulla dovrebbe mai impedire di esercitarlo. La ragazza che ha raccontato la propria esperienza ha avuto la fortuna di trovare una persona capace di condividere e assecondare i suoi desideri senza mai, a quanto pare, oltrepassare i limiti a lei congeniali, e questo è splendido. In qualsiasi modo si esprima e si realizzi, un’intimità reciprocamente appagante e condivisa non dovrebbe mai essere criticata, poiché non riguarda nessuno al di fuori delle persone coinvolte. E fin qui penso che siamo tutti d’accordo.
    Tuttavia, in questo specifico caso, ci si muove su un terreno di particolare sensibilità, specialmente di questi tempi, in cui il tema della violenza subita dalle donne è particolarmente sentito ed inizia ad essere considerato con la dovuta attenzione e rilevanza. Può sembrare il colmo che proprio a una donna che non subisce violenza di prepotenza ma perché lo desidera vengano fatte tante pressioni, nel tentativo di salvarla da un orco che non esiste. Ma, forse, è un po’ l’inevitabile rovescio della medaglia.
    Al di là della persona che manifesta il proprio interesse per lei in modo semplicemente poco delicato e senza dubbio sgradito, l’alone di preoccupazione dal quale questa ragazza si sente fastidiosamente circondata è semplicemente dovuto al timore che le persone a lei vicine nutrono in merito alla possibilità che anche lei sia l’ennesima vittima di maltrattamenti e abusi. Come un’altra persona ha scritto prima di me, la recente educazione all’attenzione e alla non indifferenza sta evidentemente dando i suoi frutti, cosicché chi nota segnali potenzialmente allarmanti non si volta più dall’altra parte e (direi finalmente!) cerca di approfondire la questione per accertarsi che qualcun altro non stia soffrendo in silenzio e di nascosto.
    Mi rendo conto che, in questo caso, queste attenzioni non richieste possano risultare sgradite ma, tutto sommato, a me sembrano un buon segno, a livello di partecipazione e interesse nella collettività. Se quelle stesse persone a cui ora si richiederebbe di farsi semplicemente i fatti propri facessero altrettanto in situazioni diverse da quella descritta, rischierebbero di ignorare e lasciare al proprio destino una persona che, invece, potrebbe avere bisogno d’aiuto.
    Generalmente si preferisce che le proprie abitudini sessuali rimangano una questione privata, da concondividere soltanto (se lo si desidera) con persone con le quali si abbiano particolare intesa e confidenza. Tuttavia, credo che in un caso come questo, in cui si sceglie di portare con sé, sul proprio corpo, i segni visibili delle proprie preferenze sessuali, sia anche necessario accettare di doverne parlare apertamente e schiettamente con le persone che si hanno intorno, non soltanto con pochi, fidatissimi contatti. Non dubito che possa essere fastidioso ma penso si debba comprendere che non si possano accusare altre persone di essere inopportune e ficcanaso, in presenza di tangibili segnali poco chiari e potenzialmente allarmanti. Se ci si rifiuta di spiegare agli altri le proprie scelte, con tranquillità e semplicità, e non si accetta poi l’altrui interessamento dovuto ai motivi appena detti, ciò che si richiede agli altri, sostanzialmente, è l’indifferenza. E l’indifferenza è pericolosa ed è un atteggiamento profondamente negativo a livello sociale.
    Ovviamente, nel momento in cui la propria posizione viene chiarita in modo appropriato, critiche, commenti sarcastici o moralizzatori ed interferenze diventano inaccettabili.
    Quello che voglio dire è che se si pretende (giustamente!) dagli altri un’apertura mentale decente, bisogna averne altrettanta, per primi, per aprirsi e spiegare senza vergogna ciò che si è e di cui, spero, si vada anche fieri.

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