Poliamorosa e madre: come si conciliano le due cose?

Lei scrive:

Mi presento: ho 46 anni, ho vissuto in diversi paesi e diverse città, e vivo con i miei figli di 7, 11 e 12 anni e mezzo, due bimbi e una bimba. Con i loro padri per diversissime ragioni non ho continuato la relazione. Ho avuto relazioni poly molto brevi come convivenza, solo quando ero più giovane, ed i miei figli in questi anni hanno visto che le mie relazioni sentimentali (sporadiche, non ne ho avute di lunga durata ultimamente) con uomini sono libere e posso ricevere visite di diversi ragazzi che amo nello stesso periodo, cosa successa per quasi un anno nel 2009, quando vedevo due persone.

Tolte queste relazioni ho passato diversi anni come single senza nemmeno incontri sporadici. Ora come ora vivo in una cittadina nuova per noi, da pochi mesi. In questi giorni ho lasciato un uomo con cui avevo avuto un breve inizio di relazione, e che mi ha delusa, e ieri è successa una cosa carinissima: i miei 2 figli maggiori, mentre il piccolo stava con me, sono andati al loro corso in palestra qui di fronte e sono tornati con due sorrisetti dolci e contenti, volevano dirmi che un nuovo iscritto (sono misti adulti e ragazzi) adulto corrisponde proprio al tipo di uomo che mi piace (mi hanno vista solo con persone di colore, ho questa costante, mi innamoro di uomini di discendenza africana perché è l’unico tipo di fisionomia che mi piace) e mi hanno proposto candidamente di accompagnarli la prossima volta, pensando che mi facesse piacere incontrare nell’atrio questo nuovo arrivato.

Siccome abbiamo stabilito che la convivenza così com’è tra noi 4 (i bimbi ed io) è quella che più ci fa sentire bene, avendo avuto esperienze di affitto camere per questioni economiche o di amici rimasti un mesetto d’estate che son state magari anche positive ma ci hanno dato la possibilità di vedere la differenza, e ne abbiamo concluso che ci piace di più stare tra noi 4, loro nel mio possibile inizio di nuova relazione sentimentale non vedono automaticamente l’eventualità (remota, appunto) di avere in futuro un convivente che diventi la famigerata ‘figura del padre’.

Come figura maschile di esempio per loro, io di solito gli indico la persona più salutare o di cuore che abbiamo intorno, per esempio un nostro vicino o amico. Quindi non hanno fatto un ragionamento che li coinvolgesse, nel dirmi ‘Ti potrebbe piacere una persona che conosciamo’, hanno pensato a me. Non posso fare a meno di pensare che il modo di essere dei miei figli, che lascia di stucco la gente esterna perché non sono gelosi della mamma, abbia qualcosa a che fare col mio modo di sentire. Ho sempre amato in maniera espansiva, provando buoni sentimenti anche verso le persone desiderate dai miei partner, tolte situazioni specifiche in cui fossero veramente cattive persone intente a distruggere la nostra relazione.

E quando ho avuto relazioni dopo esser diventata madre, i bambini si sono genuinamente preoccupati che fossero esperienze belle e che mi rendessero felice, solo questo. Anche tra di loro si è instaurato questo sistema automatico di solidarietà: quando hanno innocentissime infatuazioni per loro coetanei/e che immaginano potrebbero essere futuri fidanzati/e, si aiutano mutuamente ad entrare in contatto con la persona che piace al fratello/sorella. Nonostante, tra loro due, cresciuti quasi come gemelli, potrebbe esserci un po di paura di perdere la compagnia o il tempo condiviso… vedo solo complicità.

Io amo comunque a distanza da sempre due uomini con cui sono stata (fisicamente) in relazioni aperte quando vivevo nei loro luoghi di residenza e ci sentiamo a volte su facebook in chat. Loro mi considerano una loro carissima amica, avendo dimostrato in diverse occasioni di volermi bene, un’amica che può essere amante, e non si sono mai sposati, anche se non si dichiarano poly nè aspiranti single a vita, non si danno definizioni di alcun tipo, sono persone che vivono il momento. Con i nuovi incontri prendo molte cantonate, ma con chi conosco bene ho stabilito legami molto belli. La mia vita mi piace, tra mille scossoni imprevedibili del ‘destino’ ed avventure rocambolesche per stare a galla in un mondo instabile, si è creata comunque una situazione nella quale mi riconosco e mi sento bene. Che si basa su precisi concetti di etica e sull’allegria che predomina in casa.

Manuela

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Comments

  1. Bellissimo leggerti. Tanta stima.

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